Benedetto XVI e Fatima

"Maria, in continuità, parla ai piccoli per mostrarci quanto è necessario sapere: cioè prestare attenzione all'unico necessario […]: credere in Gesù Cristo, il benedetto frutto del suo ventre. Noi la ringraziamo per la sua continua presenza materna, come Madre Clementissima e Misericordiosa, qui in questo posto, in un modo così vivace ed espressivo" (Cardinale Ratzinger prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, VF ottobre 1996) 

 Luciano Guerra in "Enciclopedia di Fatima" (Cantagalli pp.69-71)

Eletto papa il 19 aprile 2005, il 13 maggio seguente Benedetto XVI fu solennemente ricordato a Fatima dal cardinale patriarca di Lisbona, D. José da Cruz Policarpo, che nell'omelia del grande pellegrinaggio di quell'anno si espresse con queste parole: "Oggi sono qui per compiere una promessa a Sua Santità Benedetto XVI. Quando, alla fine del Conclave, venne il mio turno per salutarlo e giurargli comunione e obbedienza, il Santo Padre mi prese le mani e mi parlò di Fatima. E io gli promisi, e lui me ne ringraziò, che il successivo 13 maggio sarei venuto a mettere ai piedi della madonna il suo Pontificato" (VF giugno 2005).

Non sappiamo cosa il Papa può aver detto al cardinale patriarca di Lisbona affinché questi gli facesse tale promessa. Possiamo però supporre che, in quel momento di emozione, la presenza del patriarca gli avrà forse ricordato non tanto i clamori di movimenti estremisti contrari alla sua interpretazione del messaggio di Fatima, ma soprattutto le ore che Sua Eminenza vi aveva trascorso nel 1996, nel presiedere al pellegrinaggio internazionale dell'anniversario del 12 e 13 ottobre, al quale, nonostante il cattivo tempo, avevano partecipato più di 250.000 pellegrini. Nell'omelia pronunciata in quella occasione, non furono molti i riferimenti a quanto avvenuto a Fatima, ma furono sufficienti perché l'allora prefetto della Congregazione della Fede esprimesse l'essenziale cioè il farsi presente di Maria assunta, viva. Dopo aver evocato "i due grandi segni di Lourdes e Fatima" concluse: "Maria parla ai piccoli per mostrarci quanto è necessario sapere: cioè, prestare attenzione all'unico necessario […]: credere in Gesù Cristo, il benedetto frutto del suo ventre. Noi la ringraziamo per la sua presenza materna, come Madre Clementissima e Misericordiosa, qui, in questo posto, e in un modo così vivace ed espressivo" (VF. Maggio 2005,1).

In quell'occasione, i mezzi di comunicazione si mossero per sapere dal cardinale Ratzinger il motivo per cui non era stata rivelata la terza parte del segreto di Fatima che dagli anni Sessanta aveva acceso sempre più la curiosità pubblica, sempre timorosa di profezie catastrofiche. "A voz de Fatima" (novembre 1996) riassunse in due frasi le sue dichiarazioni. La prima fu a Radio Renanscenca: "La Madonna non provoca paura, non fa previsioni apocalittiche, ma conduce al Figlio e quindi all'essenziale". Successivamente nel corso di una conferenza stampa rispose che se la Santa Sede non rendeva pubblica la terza parte del segreto era "per evitare la trasformazione della fede in sensazionalismo. E questo corrisponde anche allo spirito del Segreto. La Madonna non vuole creare sensazione né rispondere alla curiosità umana. Il vero contenuto, sia della Rivelazione che del Segreto, è sempre lo stesso, e cioè l'invito alla conversione dei cuori alla fede, alla comunione con Cristo" (ivi,4).

 In effetti, la terza parte del segreto sarebbe stata resa pubblica nel giugno 2000, per decisione papale, come annunciato dal segretario di Stato Vaticano nel solenne contesto della beatificazione dei veggenti Francisco e Jacinta Marto: "Per consentire che i fedeli ricevano meglio il messaggio della Vergine di Fatima, il papa ha affidato alla Congregazione per la Dottrina della Fede l'incarico di render pubblica la terza parte del "segreto", dopo aver preparato un adeguato commento".

La pubblicazione sarebbe avvenuta nel mese successivo, proponendo il testo tanto atteso della terza parte e delle due precedenti, unitamente alla presentazione storica e al resoconto di un colloquio dell'allora segretario della Congregazione della Fede, oggi segretario di Stato vaticano, cardinale Bertone, con un "commento teologico" dell'allora prefetto della Congregazione, oggi Papa Benedetto XVI. Il sommo pontefice faceva riferimento a un colloquio avuto con Lucia, certamente nel 1996, e scrive: "Lei mi disse che le sembrava sempre più chiaro che l'obiettivo delle apparizioni era far aumentare sempre più la fede, nella speranza e nella carità; tutto aspirava soltanto a ciò".

 Per l'alta considerazione che rivela nei confronti della veggente Lucia, per la profondità dell'interpretazione storico-psicologica della apparizioni in genere e per il commento autorizzato al segreto di Fatima, questa pubblicazione della Santa Sede, per mandato del Papa in persona, e con un intervento del prefetto per la Dottrina della Fede, costituisce allo stesso tempo, e per il suo carattere singolare, una sorprendente apertura della Chiesa del Concilio Vaticano II alle rivelazioni particolari e una affermazione globale di autenticità della realtà di Fatima.

Sembra quindi normale che in tutti gli ambienti di Fatima si attenda con una certa ansia la canonizzazione dei beati Francisco e Jacinta e l'apertura del processo di beatificazione della sorella Lucia. È stato reso pubblico che la CEP e il vescovo di Leiria-Fatima si sono adoperati affinché il santo padre si recasse in Portogallo per concludere le celebrazioni del novantesimo anniversario delle apparizioni, inaugurando la nuova Chiesa della Santissima Trinità. Il Santo padre ha risposto che non gli era possibile, ma ha lasciato una porta aperta per il futuro. A sua volta il vescovo di Coimbra, nella cui diocesi è morta la sorella, ha annunciato di aver chiesto a Roma l'autorizzazione per avviare il processo di beatificazione di Lucia prima dei cinque anni canonici. Non si conosce la risposta. Ma, per le prove già fornite, è evidente che il santo padre ha un alto concetto dell'intervento di Dio a Fatima. Il Futuro appartiene a Dio.

Luciano Guerra

Vorrei presentare la presentazione dell'Editore Cantagalli dell' "L'Enciclopedia di Fatima": "Fatima è oggi un fenomeno religioso di portata internazionale. In occasione del decimo anniversario della beatificazione dei pastorelli, Giacinta e Francesco, si è reso necessario uno studio interdisciplinare e un'indagine a tutto campo pubblicati in un'opera di ampia diffusione. Le 127 voci abbracciano la storia, la teologia, l'arte, la sociologia, l'etnografia, insieme ad altri piccoli settori e curiosità. Obiettivo di questa enciclopedia è affrontare, sotto i vari aspetti, le mille sfaccettature degli eventi legati alle apparizioni di Fatima e fornire una rapida informazione sui principali protagonisti, sui luoghi, sull'origine e l'evoluzione del santuario mariano. L'opera rappresenta un importante passo, finora mai compiuto, per una visione completa e aggiornata sugli straordinari  venti di Fatima, capace di offrire al lettore un'interpretazione aperta, serena, teologicamente fondata e storicamente obiettiva.



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