lunedì 28 gennaio 2013

Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio


L’intelligenza della fede richiede sempre che si i suoi contenuti essenziali e perenni siano espressi con un linguaggio nuovo, capace di presentare la speranza presente nei credenti, anche di oggi, a quanti ne chiedono ragione. Come per il Catechismo di san Pio X di fronte al modernismo occorre rifarsi, nell’incertezza di questo periodo storico, alla fede completa della Tradizione cattolica  presentata dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dal suo Compendio

“La fede ha bisogno di essere sostenuta per mezzo di una dottrina capace di illuminare la mente e il cuore dei credenti. Il particolare momento storico che viviamo, segnato tra l’altro da una drammatica crisi di fede, richiede l’assunzione di una consapevolezza tale da rispondere alle grandi attese che sorgono nel cuore dei credenti per i nuovi interrogativi che interpellano il mondo e la Chiesa. L’intelligenza della fede, quindi, richiede sempre che i suoi contenuti siano espressi con un linguaggio nuovo, capace di presentare la speranza presente nei credenti a quanti ne chiedono ragione (1 Pt 3,15).
È compito particolare  della Chiesa mantenere vivo ed efficace l’annuncio di Cristo, anche attraverso l’esposizione della dottrina che deve nutrire la fede nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio fatto

venerdì 25 gennaio 2013

Io credo esperienza di dialogo con Dio

Poter dire di credere in Dio è insieme un dono – Dio si rivela a me, viene incontro a noi – e un impegno, è grazia divina e responsabilità umana, in un’esperienza di dialogo con Dio che, per amore, parla agli uomini come amici
 “In quest’Anno della fede, vorrei iniziare oggi a riflettere con voi sul Credo, cioè sulla solenne professione di fede che accompagna la nostra vita di credenti. Il Credo comincia così: “Io credo in Dio”. E’ un’affermazione fondamentale, apparentemente semplice nella sua essenzialità, ma che apre all’infinito mondo del rapporto con il Signore e con il suo mistero. Credere in Dio implica adesione a Lui, accoglienza della sua Parola e obbedienza gioiosa alla sua rivelazione. Come insegna il 

lunedì 21 gennaio 2013

Nesso tra fede e carità‏


Tutto l’ethos cristiano riceve  il suo senso dalla fede come “incontro” con l’amore di Cristo, che offre un nuovo orizzonte e imprime alla vita la direzione decisiva (Dce, 1). L’amore cristiano trova fondamento e forma nella fede. Incontrando Dio e sperimentando il suo amore, impariamo “a non vivere non più per noi stessi, ma per Lui, e con Lui per gli altri” (ibid., 33)

“Con il recente Motu proprio Intima Ecclesiae natura  ho voluto ribadire il senso ecclesiale della vostra attività (di Cor unum). La vostra testimonianza può aprire la porta della fede a tante persone che cercano l’amore di Cristo. Così, in quest’Anno della fede il tema “Carità, nuova etica e antropologia cristiana”, che voi affrontate, riflette lo stringente nesso tra amore e verità, o, se si preferisce, tra fede e

sabato 19 gennaio 2013

Differenziano politica, non diaspora culturale‏


In comunione con Benedetto XVI affinché la legittima differenziazione politica dei cattolici non diventi diaspora culturale

In prossimità di queste elezioni tra i cattolici cresce la consapevolezza  che viviamo in un momento delicato perché la crisi non è solo economica e sociale, ma soprattutto morale, etica e quindi chiede il contributo specifico della Chiesa nell’accompagnare e formare la coscienza. Nel Quarto Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona, il 19 ottobre 2006, parlando del servizio della Chiesa alla Nazione, all’Europa e al mondo, Benedetto XVI osservava: “L’Italia di oggi si presenta a noi come un terreno profondamente bisognoso e al contempo molto favorevole per una testimonianza. Profondamente 

Eucaristia almeno domenicale e volto di Dio


L’Eucaristia, almeno domenicale, è la grande scuola in cui impariamo a vedere il volto di Dio, entriamo in rapporto intimo con Lui; e impariamo, allo stesso tempo a vederlo presente nel volto dei fratelli e a rivolgere lo sguardo verso il momento finale della storia, quando Egli ci sazierà con la luce del suo volto. Sulla terra camminiamo verso questa pienezza, nell’attesa gioiosa e impegnata nella carità che si compia realmente il Regno di Dio, quando Lui, glorioso nella sua divinità e umanità, in morte verrà incontro a me, al compimento della storia a noi

“Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla divina Rivelazione Dei Verbum, afferma che l’intima verità di tutta la Rivelazione di Dio risplende per noi “in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la Rivelazione” (n. 2). L’Antico testamento ci narra come Dio, dopo la creazione, nonostante il peccato originale, nonostante l’arroganza dell’uomo di volersi mettere al posto del suo Creatore, offre di nuovo la possibilità della sua amicizia, soprattutto attraverso l’Alleanza con Abramo e il cammino di un

Cristianesimo e moralismo‏


La riduzione del cristianesimo a un moralismo di tipo illuminista, astratto, ha molti più seguaci oggi di quanto non sembri  a prima vista

Vorrei partire dall’esperienza dei miei 52 anni di sacerdozio, soprattutto come parroco. All’inizio le mie omelie venivano criticate per la sottolineatura dei temi dottrinali della fede professata, celebrata, pregata a fondamento di quella vissuta, sui temi della grazia divina e della libertà umana, sul Vangelo o lieta notizia che Dio Padre in Cristo con il dono dello Spirito non guarda quante volte cadiamo, ma quante volte, con il suo perdono ci rialziamo, che ci ama non quando o perché siamo buoni ma perché Lui è buono e vuole renderci buoni, suoi amici e a tale atteggiamento di assimilazione a Lui cioè di santità noi puntiamo nella vita e nella società. Domandavano di puntare, invece, all’azione e

martedì 15 gennaio 2013

Non è facile manifestare ciò in cui si crede‏


Non è facile manifestare apertamente e senza compromessi ciò in cui si crede, specie nel contesto in cui viviamo,di fronte ad una società che considera spesso fuori moda e fuori tempo coloro che vivono della fede in Gesù

“Cari genitori, nel domandare il Battesimo per i vostri bambini, voi manifestate e testimoniate la vostra fede, la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa. E’ la gioia che scaturisce dalla consapevolezza di avere ricevuto un grande dono da Dio, la fede appunto, un dono che nessuno di noi ha potuto meritare, ma che ci è stato dato gratuitamente e al quale abbiamo risposto con il nostro “sì”. E’ la gioia di riconoscersi figli di Dio, di scoprirci affidati alle sue mani, di sentirci accolti in un

Lettera all'Arena di Verona


Egregio direttore de l’Arena, da qualche settimana, come spesso avviene nei momenti di svolta della politica italiana, i rapporti tra cattolici e politica hanno occupato, tranne per ora che a Verona compreso il settimanale diocesano Verona Fedele, grande spazio nei media e nei dibattiti. La novità è stata  una forte esposizione da parte dell’Osservatore Romano e dell’Avvenire di un unanime appoggio politico

venerdì 11 gennaio 2013

In quel bambino il volto di Dio e il vero volto di ogni essere umano


In quel bambino, il Figlio di Dio contemplato nel Natale, possiamo riconoscere il vero volto, non solo di Dio, ma il vero volto dell’essere umano; e solo aprendoci all’azione della sua grazia e cercando ogni giorno di seguirlo, di assimilarci a Lui, noi realizziamo il progetto di Dio su di noi, su ciascuno di noi. Solo in Gesù si manifesta compiutamente il progetto di Dio sull’essere umano: Egli è l’uomo definitivo secondo Dio.

“In questo tempo natalizio ci soffermiamo ancora una volta sul grande mistero di Dio che è sceso dal suo Cielo per entrare nella nostra carne. In Gesù, Dio si è incarnato, è diventato uomo come noi,  e così ci ha aperto la strada verso il suo Cielo, verso la piena comunione con Lui.
In questi giorni, nelle nostre chiese è risuonato più volte il termine “Incarnazione” di Dio, per esprimere la realtà che celebriamo nel Santo Natale: il Figlio di Dio si è fatto uomo, come recitiamo nel Credo. Ma cosa significa questa parola centrale per la fede cristiana?
Incarnazione deriva dal latino incarnatio”. Sant’Ignazio di Antiochia – fine del primo secolo – e,

mercoledì 9 gennaio 2013

Glorificazione di Dio e autentico dialogo‏


È proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza. Quando si cessa di riferirsi a una verità oggettiva e trascendente, come è possibile realizzare un autentico dialogo? In tal caso come si può evitare che la violenza, dichiarata o nascosta, diventi la ragione ultima dei rapporti umani? In realtà, senza un’apertura trascendente, l’uomo cade facile preda del relativismo e gli riesce poi difficile agire secondo giustizia e impegnarsi per la pace.

“Il Vangelo di Luca racconta che, nella notte di Natale, i pastori odono cori angelici che glorificano Dio e annunciano la pace sull’umanitàL’evangelista sottolinea così la stretta relazione fra Dio e l’anelito profondo dell’uomo di ogni tempo a conoscere la verità, a praticare la giustizia e vivere nella pace. Oggi si è indotti talvolta a pensare che la verità, la giustizia e la pace siano utopie e che esse si escludono mutuamente. Conoscere la verità sembra impossibile e gli sforzi per affermarla appaiono

lunedì 7 gennaio 2013

Il Vescovo oggi deve essere valoroso‏


L’agnosticismo, oggi largamente imperante, è estremamente intollerante e richiede dai pastori non di colpire con violenza nell’aggressività, ma di lasciarsi colpire e nel tenere testa ai criteri delle opinioni dominanti con il coraggio di restare fermamente con la verità: il timore di Dio libera dal timore degli uomini. Rende liberi!

“Come i pastori che, quali primi ospiti presso il Bimbo neonato giacente nella mangiatoia, personificano i poveri d’Israele e, in genere, le anime umili che interiromente vivono molto vicino a Gesù, così gli uomini provenienti dall’Oriente personificano il mondo dei popoli, la Chiesa dei gentili – gli uomini che attraverso tutti i secoli si incamminano verso il Bambino di Betlemme, onorano in Lui il

sabato 5 gennaio 2013

Il dono della Pace


In ogni incontro di preghiera con Gesù Cristo riceviamo il dono della pace vera.
Lui libera
dal Demonio che divide, da Satana che spinge all’odio, dal Serpente antico che inganna, dal Dragone che distrugge la grammatica, il benessere della creazione

Liberaci dalle divisioni cui il demonio spinge
  La beatitudine evangelica della pace, proclamata da Gesù, è una promessa di comunione, una buona notizia che fa accadere quello che dice, ossia un vangelo che culmina immediatamente in un dono che impegna dando la possibilità di riuscire. Tutte le beatitudini, anche quella della pace, non sono innanzitutto raccomandazioni morali, la cui osservanza prevede a tempo debito – tempo situato di solito nell’altra

giovedì 3 gennaio 2013

Pensieri natalizi di fede‏


Nell’Anno della fede riflessioni natalizie di Benedetto XVI

“Nel Te Deum è contenuta una saggezza profonda, quella saggezza che ci fa dire che, nonostante tutto, c’è del bene nel mondo, e questo bene è destinato a vincere grazie a Dio, al Dio di Gesù Cristo, incarnato, morto e risortoCerto, a volte è difficile cogliere questa profonda realtà, poiché il male fa più rumore del bene;un omicidio efferato, delle violenze diffuse, delle gravi ingiustizie fanno notizia; al contrario i gesti di amore e di servizio, la fatica quotidiana sopportata con fedeltà e pazienza rimangono spesso in ombra, non emergono. Anche per questo motivo non possiamo fermarci solo alle notizie se vogliamo capire il mondo e la vita; dobbiamo essere capaci di sostare nel silenzio, nella