sabato 28 dicembre 2013

La rinuncia di Benedetto XVI e le riforme di Papa Francesco

Papa Francesco fornisce ai vescovi “un modello di prossimità pastorale, di ricerca di una presenza pastorale che sia calorosa, che sia misericordiosa, che porti consolazione e che doni una nuova speranza”: questo il giudizio positivo del prefetto della Congregazione dei Vescovi. Legittimo anche l’apporto particolare di chi ne mette in luce i rischi, senza però sottacere le possibilità anche per il rimando sacramentale a Cristo del successore di Pietro

Il cardinale Marc Ouellet, recentemente confermato da papa Francesco come Prefetto della Congregazione dei Vescovi, è stato intervistato dalla Radio Vaticana, intervista riportata da Zenit.org del 27 Dicembre 2013. Il porporato canadese, uno dei teologi collaboratori di Ratzinger, De Lubac e Balthasar nella rivista Communio, ha dichiarato che le dimissioni di papa Ratzinger “hanno aperto delle grandi possibilità”. Si è trattato non solo di un “Gesto veramente nuovo” ma della

lunedì 23 dicembre 2013

Un'importante intervista a Muller

Promuovere e difendere la fede per la salvezza dell’uomo

Su in “la Lettura – Corriere della Sera – del 22 dicembre 2013 è pubblicata un’intervista a Gerhard Ludwig Muller di Gian Guido Vecchi dove descrive il suo compito: “Il primo scopo della Congregazione è promuovere la fede per la salvezza dell’uomo, ma il secondo è difenderla…Alcuni interpretano la EvangeliiGaudium come  se il Santo Padre volesse favorire una certa autonomia delle chiese locali, la tendenza a distanziarsi da Roma. Ma questo non è possibile. Il particolarismo, come il centralismo, è un’eresia. Sarebbe il primo passo verso l’autocefalia”.

In che senso, eminenza?

La Chiesa cattolica è composta di chiese locali ma è una. Non esistono chiese “nazionali”, siamo tutti figli di Dio. Il Concilio Vaticano II spiega in concreto il rapporto tra il Papa e i vescovi, tra il primato di Pietro e la collegialità. Il Pontefice romano e i singoli vescovi sono di diritto divino, istituiti da

martedì 17 dicembre 2013

Credere che a noi siano promesse la risurrezione e la vita eterna è una vera pretesa

Quando la Chiesa è davvero se stessa, essa è sempre in movimento, deve continuamente mettersi al servizio della missione, che ha ricevuto dal Signore. E per questo deve sempre di nuovo aprirsi alle preoccupazioni del mondo, del quale, appunto, essa stessa fa parte, dedicarsi senza riserve tali preoccupazioni, per continuare e rendere presente lo scambio  sacro che ha preso inizio con l’Incarnazione.
Nello sviluppo storico della Chiesa si manifesta, però, anche una tendenza contraria: quella cioè di una Chiesa soddisfatta

lunedì 16 dicembre 2013

Dopo quasi due anni di celebrazione ex-traordinaria e ordinaria

Dopo quasi due anni di celebrazione sia extra-ordinaria e  sia ordinaria: due modi per aiutare umilmente Papa Francesco ad essere “nelle grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa”, organicamente e sistematicamente espresse nel Catechismo della Chiesa Cattolica e nel suo Compendio. Due esperienze concrete: quello espresso da due giornalisti innamorati delle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il passato cammino pellegrinante della Chiesa: Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro e quello espresso da una  testimonianza e riflessione teologica  in rapporto alla nuova evangelizzazione del cardinale Christoph Schonborn, arcivescovo di Vienna, rinnovamento nella continuità


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Il vescovo mi ha chiesto di esercitare il ministero in una Rettoria dove si celebra sia nella forma ex-traordinaria e sia nella forma ordinaria dell’unico rito alla luce dell’atto di governo di Benedetto XVI con il Motu Proprio Summorum Pontificum.
Con il Messale del beato Giovanni XXIII del 1962 ho celebrato i primi nove anni del mio sacerdozio, ma dopo quarant’anni ho dovuto impegnarmi per essere fedele data la rigorosità delle rubriche tridentine.
Lo scopo dato dal Motu proprio come forma extraordinaria dell’unico rito nella forma ordinaria punta alla prospettiva di

venerdì 13 dicembre 2013

Il giudizio come luogo di esercizio della speranza continuità tra Benedetto VI e Papa Francesco

Il Giudizio  come luogo di apprendimento ed esercizio della speranza: continuità catechistica di Papa Francesco con l’enciclica Spe salvi di Benedetto XVI

Mi ha sempre impressionato l’attenzione di Benedetto XVI nel proporre come “luoghi” di apprendimento e di esercizio della speranza affidabile non solo la preghiera come scuola di speranza, l’agire e il soffrire come luoghi di apprendimento della speranza, ma il Giudizio come luogo di apprendimento e di esercizio della speranza:Nel grande Credo della Chiesa

mercoledì 11 dicembre 2013

Romano - cattolico, primato ed episcopato

Il Concilio convocato da Giovanni XXIII ha riportato al centro della pastorale e della ricerca teologica, e dopo i decenni seguiti al Vaticano I, quando l’attenzione si era fissata sul romanus, sul primato, ha di nuovo spostato fortemente l’attenzione sull’altro piatto della bilancia, cioè sul catholicus, sull’episcopato, con cui il romanus, l’episcopato, sta insieme in unità, tanto che l’uno svincolato dall’altro, e viceversa, non sarebbe più lo stesso. Papa Francesco si accinge a riforme per dare pastoralmente, teologicamente più  spazio all’episcopato, alla collegialità, alla cattolicità senza dissolvere la romanità, il primato con un nuovo modo di operare meno centralizzato

1. LA DOTTRINA DELLA CHIESA SU PRIMATO ED EPISCOPATO

“Domandiamoci anzitutto: quale è la dottrina definita della Chiesa e quindi il dato certo che può e deve venir presupposto nel dialogo intracattolico come anche in quello con le diverse confessioni? È dottrina definita della Chiesa anzitutto che al Papa spetta il potere di giurisdizione immediata e ordinaria, nel senso di vero potere episcopale, su tutta la Chiesa. Il primato del Papa viene qualificato dal Concilio Vaticano I come apostolicusprimatuse la sede di

Preghiera 46

10 dicembre
L’azione del Maligno contro  l’avvenimento di Cristo permane nella storia ma non più con la possibilità di vincere che ha avuto
prima dell’Incarnazione

Salmo: Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Omelia con la liturgia della quarta domenica di Avvento
Non c’è concezione cristiana completa della vita dell’uomo e della storia se si dimentica un particolare fondamentale: l’opposizione continua del Maligno alla presenza e azione del Crocefisso Risorto nella e attraverso la Chiesa nel mondo, opposizione che permane fino al compimento della storia causando errori, sventure, negatività, malattie, ma non più con la possibilità di vincere che ha avuto prima

lunedì 9 dicembre 2013

La Chiesa non può rinchiudersi nel passato

Ogni momento storico porta con sé possibilità e pericoli per la Chiesa, anche il momento odierno con Papa Francesco impegnato per forme specifiche di tradizioni democratiche della Chiesa offuscate: non è formale la sua continua richiesta di preghiera! E’ sciocco e ingenuo pensare che solo oggi la Chiesa potrebbe davvero realizzare nella maniera giusta il suo compito istituzionale con una struttura più sinodale; e non meno sciocco e ingenuo sarebbe pensare che il momento presente di democratizzazione non avrebbe alcunché da dire alla Chiesa e che essa potrebbe tranquillamente

sabato 30 novembre 2013

Sacerdozio cattolico, Concilio di Trento e Vaticano II

L’immagine del sacerdozio cattolico definita dal Concilio di Trento e poi rinnovata e approfondita in senso biblico dal Vaticano II, dopo il Concilio è caduta in una profonda crisi.

Sul Volume VII dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger dal titolo significativo di Annunciatori della Parola e Servitori della vostra gioia. Teologia e spiritualità del Sacramento dell’Ordine ho trovato nel primo tema Sulla Natura del Sacerdozio (pp.19 – 38) momenti particolari in cui mi sono trovato. Un Vescovo di Verona aveva incontrato un sacerdote che aveva chiesto la laicizzazione motivandone la liceità come frutto di insegnamento nello Studio Teologico San Zeno. Superamento delle vecchie idee di culto e sacerdozio

lunedì 25 novembre 2013

Un vero e proprio scritto apolegetico

Benedetto XVI ha letto il libro del matematico  Piergiorgio Odifreddi, una lettera con cui l’ateo militante  contrappone la visionelogico – scientifica a quella metafisico – teologica della religione, e gli risponde con una lettera di undici pagine, pubblicata in italiano dal sito Raffaella il 23 novembre 2013, che può essere considerata un vero e proprio scritto apologetico

Il mio giudizio circa il Suo libro (in rapporto al mio Introduzione al Cristianesimo) nel suo insieme è, però, in se stesso piuttosto contrastante. Ne ho letto alcune parti con godimento e profitto. In altre parti, invece, mi sono meravigliato di una certa aggressività e dell’avventatezza dell’argomentazione.

1.
Mi meraviglio anzitutto che Lei nelle pagine 25s interpreti la mia scelta di andare oltre la percezione dei sensi per scorgere la realtà nella sua grandezza come “un’esplicita negazione del principio di realtà” o come “psicosi mistica”, mentre io intendevo proprio ciò che Lei poi, a pagine 29s

Regalità di Gesù

L’anno della fede, voluto da Benedetto XVI, per riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa. Un cammino che ha come meta finale l’incontro pieno con Dio, e durante il quale lo Spirito Santo ci purifica, ci eleva, ci santifica, per farci entrare nella felicità a cui anela il nostro cuore: un tutt’uno con Cristo, centro della storia e re dell’universo

“…Le Letture bibliche che sono state proclamate hanno come filo conduttore la centralità di CristoCristo è al centro, Cristo è il centro. Cristo centro della creazione, Cristo centro del popolo, Cristo centro della storia.
1. L’Apostolo Paolo ci offre una visione molto profonda della centralità di Gesù. Ce lo presenta come il Primogenito di tutta la creazione: in Lui, per mezzo di Lui e in vista di Lui furono create  tutte le cose. Egli è il centro di tutte le cose, è il principio: Gesù Cristo, il Signore. Dio ha dato a Lui la pienezza, la totalità, perché in Lui siano riconciliate tutte le

mercoledì 20 novembre 2013

Non si può negoziare ciò che è essenziale al proprio essere

Il “progressismo che poi si rivela adolescenziale  partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri valori dovrebbero sottostare. Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica

Leggi il libro suggerito dal Papa! Clicca

C’è un’insidia che percorre il mondo. E’ quella della “globalizzazione dell’uniformità egemonica” caratterizzata dal “pensiero unico”, attraverso il quale, in nome di un progressismo che poi si rivela adolescenziale, non si esita a rinnegare le proprie tradizioni e la propria identità. Quello che ci deve consolare è che però davanti a noi c’è sempre il Signore fedele alla sua promessa, che ci aspetta anche infedeli, ci ama, ci perdona, ci protegge. Nelle sue mani andremo sicuri su ogni cammino. E’ questa la riflessione proposta da Papa Francesco lunedì mattina, 18 novembre 2013, durante la Santa Messa a Santa Marte e riportata dall’Osservatore Romano del 19 novembre. Il pontefice ha avviato la sua riflessione commentando la lettura tratta dal primo libro dei Maccabei (1,10-15; 41-43; 54-57; 62-64) “una delle pagine più tristi della Bibbia” ha commentato, dove si parla di “una buona parte del popolo di Dio che preferisce allontanarsi dal Signore davanti a una proposta di mondanità”.Si tratta, ho notato il Papa, di un tipico atteggiamento di quella “mondanità spirituale che Gesù non voleva per noi. Tanto che aveva pregato il Padre affinché ci salvasse dallo spirito del mondo”.
Questa mondanità nasce da una radice perversa, “da uomini scellerati capaci di persuasione ‘Andiamo e facciamo alleanza con i popoli che ci stanno intorno. Non possiamo essere isolati’ né fermi alle vecchie nostretradizioni. ‘Facciamo alleanze perché da quando ci siamo allontanati da loro ci sono capitati molti mali”.Questo modo di ragionare, ha ricordato il Papa, fu considerato buono tanto che alcuni “presero l’iniziativa e andarono dal re, a trattare con il re, a negoziare”. Costoro, ha aggiunto, “erano entusiasti, credevano che con questo la nazione,il popolo d’Israele sarebbe diventato un grande popolo”. Certo, ha notato il Pontefice, non si posero il problema se fosse più o meno giusto assumere questo atteggiamento progressista , inteso come un andare avanti a ogni costo. Anzi essi dicevano: “Non ci chiudiamoSiamo progressisti”E’ un po’ come accade oggi, ha notato il vescovo di Roma, con l’affermarsi di quello che ha definito ‘lo spirito del progressismo adolescente’ secondo il quale, davanti a qualsiasi scelta, si pensa che sia giusto andare comunque avanti piuttosto che restare fedeli alle proprie tradizioni. Questa gente – ha proseguito il Papa tornando al racconto biblico – ha trattato con il re, ha negoziato. Ma non ha negoziato abitudini…ha negoziato la fedeltà a Dio sempre fedele. E questo si chiama apostasia. I profeti, in riferimento alla fedeltà, la chiamano adulterio, un popolo adultero. Gesù lo dice: ‘generazione adultera e malvagia’ che negozia una cosa essenziale al proprio essere, la fedeltà al Signore’. Forse non negoziano alcuni valori, ai quali non rinunciano; ma si tratta di valori, ha notato il Pontefice, che alla fine sono talmente svuotati di senso da restare soltanto valori nominali, non reali”.
Ma di tutto questo poi si pagano le conseguenze. Riferendosi al racconto biblico che presero “le abitudini dei pagani” e accettarono l’ordine del re che “prescrisse che nel suo regno tutti formassero un solo popolo e che ciascuno abbandonasse le proprie usanze”. E certamente non si trattava, ha detto il Papa, della “bella globalizzazione” che si esprime “nell’unità di tutte le nazioni”  che però conservano le proprie usanze. Quella di cui si parla nel racconto è invece la “globalizzazione dell’uniformità egemonica”. Il “pensiero unico frutto della mondanità”.
Dopo aver ricordato le conseguenze per quella parte di popolo d’Israele che aveva accettato questo “pensiero unico” e si era lasciato andare a gesti sacrileghi, Papa Francesco ha sottolineato che simili atteggiamenti si riscontrano ancora “perché lo spirito della mondanità anche oggi ci porta a questa voglia di essere progressisti, al pensiero unico”. Anzi come capitava allora, quando chi era trovato in possesso del libro dell’alleanza veniva condannato a morte, succede così anche oggi in diverse parti del mondo “come abbiamo letto sui giornali in questi mesi”.
Negoziare la propria fedeltà a Dio è come negoziare la propria identità. E a questo proposito il Pontefice ha ricordato il libro Il padrone del mondo di Robert Hugh Benson, figlio dell’arcivescovo di Canterbury EdwardWite Benson, nel quale l’autore parla dello spirito del mondo e “quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo si chiama Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia”Farà bene anche a noi, ha suggerito il Pontefice, pensare a quanto raccontato dal libro dei Maccabei, a quanto è accaduto, passo dopo passo, se ci decidiamo di seguire quel “progressismo adolescenziale” e fare quello che fanno tutti. E ci farà bene pensare a quanto è accaduto dopo, alla storia successiva alle “condanne a morte, ai sacrifici umani” che ne sono seguiti. E chiedendo “Voi pensate che oggi non si fanno sacrifici umani?”, il papa ha risposto: “Se ne fanno tanti, tantiE ci sono delle leggi che li proteggono”.
Quello che ci deve consolare, ha concluso il Pontefice, è che “davanti al cammino segnato dallo spirito del mondo, dal principe di questo mondo”, un cammino di infedeltà, “sempre rimane il Signore che non può rinnegare se stesso, il FedeleLui sempre ci aspetta; lui ci ama tanto” ed è pronto a perdonarci, anche se facciamo qualche piccolo passo su questo cammino, e a prenderci per mano così come ha fatto con il suo popolo diletto per potarlo fuori dal deserto.
Pur con una modalità diversa corrisponde al giudizio di Benedetto XVI espresso al IV Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona il 19 ottobre 2006: “Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sembra divenuto superfluo ed estraneo. In stretto rapporto con tutto questo, ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale. Si ha così un autentico capovolgimento del punto di partenza di questa cultura, che era una rivendicazione della centralità dell’uomo e della sua libertà. Nella medesima linea, l’etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell’utilitarismo, con l’esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso. Non è difficile vedere come questo tipo di cultura rappresenti un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo ma più in generale con le tradizioni religiose e morali dell’umanità: non sia quindi in grado di instaurare un vero dialogo con le altre culture, nelle quali la dimensione religiosa è fortemente presente, oltre a non poter rispondere alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della nostra vita”Come Papa Francesco anche Benedetto XVI non perde fiducia e speranza: “Perciò questa cultura è contrassegnata da una profonda carenza, ma anche da un grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza”.

lunedì 18 novembre 2013

Il compito evangelizzatore esige molta pazienza

Il compito evangelizzatore esige molta pazienza, molta pazienza; cura il grano e non perde la pace per la presenza della zizzania. Sa presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore. Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla anche oggi in Cristo morto e risorto, sacramentalmente, ecclesialmente presente per tutti e per tutto.

“Cari fratelli e sorelle,
Saluto molto cordialmente Voi che partecipate a questo pellegrinaggio – incontro, organizzato dalla Pontificia Commissione per l’America Latina, sotto la protezione di Nostra Signora di Guadalupe. Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza e il mio desiderio di essere con Voi, voglio condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro.
Aparecida, propone di mettere la Chiesa in stato permanente di missione, di realizzare  atti di indole missionaria, ma nel contesto più ampio di una missionarietà generalizzata: che tutta l’attività abituale delle Chiese

venerdì 15 novembre 2013

Credere in Cristo morto e risorto, presente qui e ora

Giovanni Paolo II, nel 1984 nel trentennale di Comunione e Liberazione: “Proseguite con impegno su questa strada perché, anche attraverso voi, la Chiesa sia sempre più l’ambiente dell’esistenza redenta dell’uomo (…) dove ogni uomo trova la risposta alla domanda di significato per la sua vita: Cristo, centro del cosmo e della storia, (…) principio interpretativo dell’uomo e della sua storia. Affermare umilmente, ma altrettanto tenacemente, Cristo principio e motivo del vivere e dell’operare, della coscienza e dell’azione, significa aderire a Lui, per rendere presente adeguatamente la sua vittoria sul mondo. In questo sta la ricchezza della vostra partecipazione alla vita ecclesiale: (…) L’esperienza cristiana così compresa e vissuta genera una presenza che pone in ogni circostanza umana la Chiesa come luogo dove l’evento di Cristo (…) vive come orizzonte pieno di verità per l’uomo. Noi crediamo in Cristo morto e risorto, in Cristo presente qui e ora, che solo può cambiare e cambia, trasfigurandoli, l’uomo e il mondo”.

Altrettanto Papa Francesco nell’Udienza Generale del 6 novembre 2013 ha offerto una Catechesi per ravvivare la consapevolezza del metodo originario, della forma, del fatto intelligente, dell’esperienza con cui Gesù Cristo morto e risorto si fa continuamente, ecclesialmente presente per incontrare ogni uomo e far accadere la fede, la speranza, la carità: Mercoledì scorso ho parlato della comunione dei

giovedì 7 novembre 2013

Preghiera 45

12 novembre
 Papa Francesco: “Il demonio esiste, non confondiamolo con le malattie psichiche. No!”

Dobbiamo sempre vigilare contro l’inganno del demonio”: omelia dell’11 ottobre 2013 nella Casa Santa Marta. Il Santo Padre ha sottolineato che non si può seguire la vittoria di Gesù sul male “a metà” e ha ribadito che  non dobbiamo confondere, relativizzare la realtà, la verità nella lotta contro l’azione ordinaria (la tentazione) e quella straordinaria del demonio: non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male.
Gesù scaccia i demoni e qualcuno comincia a dare spiegazioni “per diminuire la forza del Signore”: dal male che viene dal maligno solo la preghiera ci libera.
Oggi con la secolarizzazione e dando fiducia solo nella scienza è forte la tentazione di voler sminuire la figura di Gesù come fosse un personaggio storico di allora e non la presenza contemporanea necessaria del Crocefisso risorto

In Papa Francesco l'evangelizzazione prima ma non al posto della dottrina

In Papa Francesco l’evangelizzazione cioè l’essenziale della fede prima ma non al posto della dottrinala fede è anche conoscenza  e quindi azione di amore, di tenerezza ecclesiale cioè pastorale sotto l’azione dello Spirito del Risorto presente, contemporaneo sacramentalmente

L’emergenza  della pastorale come aspetto primario e punto di vista da cui considerare tutto il resto è divenuta nel post Concilio quotidianità. Ma il Concilio non ha compiutamente teorizzato questo primato della pastorale ma lo ha vissuto, e come vissuto è transitato nella vita quotidiana della base ecclesiale: la pastorale prima della dottrina, se non al posto della dottrina. Man mano che la dottrina ha perso di importanza si è indebolita nel sentire comune dei fedeli l’importanza dottrinale, catechistica del magistero del Papa e dei Vescovi mentre è aumentata quella dei teologi. I teologi

sabato 2 novembre 2013

Possibilità di unità ecclesiale tornando tutti all'essenziale

Possibilità di una nuova unità ecclesiale per la nuova evangelizzazione ritornando tutti, nella conciliare “gerarchia delle verità”, all’essenziale, al cuore originario del messaggio di Gesù Cristo, come chiede Papa Francesco invitando tutti i cattolici ad uscire dai tentativi, più o meno legittimi, di interpretare in senso conservatore o progressista il Concilio

Il cristianesimo si trova, proprio nel luogo della sua originaria diffusione, in Europa, in Occidente in una crisi di fede profonda: al suo ritorno ci sarà ancora qualcuno che lo attende? E Papa Francesco, convinto che suo primo compito è confermare nella fede e la fede si recupera, si rafforza

martedì 29 ottobre 2013

Il Concilio restituito alla Chiesa

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Stefano Fontana
Prefazione di S.E. Gianpaolo Crepaldi
Arcivescovo – vescovo di Trieste

Siamo a poche settimane dalla conclusione dell’Anno della fede e dalla celebrazione del 50° dell’inizio del Vaticano II.
Per La Nuova Evangelizzazione e per l’unità della Chiesa che la rende feconda il Vaticano II è di fondamentale importanza. Questo libro di Stefano Fontana fornisce un quadro completo e veramente utile alla Chiesa, al ministero di Papa Francesco, sempre deciso nella strada aperta dal Concilio, interessato a continuare lo spirito di rinnovamento e riforma nella continuità dinamica e creativa

mercoledì 23 ottobre 2013

È un prete aperto secondo Papa Francesco

“Vi scrivo questa lettera animato dal desiderio di esortarvi, come pastore e come fratello, a spalancare le porte al Signore: la porta del cuore, della mente, delle nostre chiese, tutte quelle della nostra vita. È un gesto cristiano, nonché un compito sacerdotale” (Papa Francesco)


“Il Vangelo ci racconta che Gesù ha compiuto spesso questo gesto. All’inizio della sua missione, a Nazareth, presentandosi in sinagoga aprì il rotolo del profeta Isaia (Lc 4,17); e in un modo simile si conclude il libro dell’Apocalisse: come l’agnello immolato, come il leone della tribù di Giuda, egli è l’unico “degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli” (Ap 5,2). Gesù risorto è colui che “aprì…la mente” dei discepoli di Emmaus“per comprendere le Scritture” (Lc 24,45), e di cui loro dicono: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le

Dignità trascendente dei figli di Dio‏


Questi i contenuti della fede teologico –apostolica, ben di più della moderna fede religiosa teorizzata da Kant nei puri limiti della ragione umana. L’azione di Dio, inaugurata con la creazione al cui vertice si trova l’uomo plasmato a sua immagine e somiglianza – con cui stabilisce un rapporto di amore e che ha raggiunto il suo punto più alto con l’incarnazione del Figlio -, deve culminare in una piena realizzazione di questa unione a livello universale. L’intero creato deve essere partecipe della comunione definitiva di Dio, iniziata con Cristo risorto. Ci dirigiamo dunque verso una fine che è conclusione positiva dell’opera amorosa di Dio, la quale non è il risultato diretto dell’azione umana, bensì un’azione salvifica del Signore, il compimento dell’opera d’arte che Lui stesso ha cominciato e alla quale ha voluto che noi contribuissimo. Il senso ultimo della nostra esistenza si risolve quindi nell’incontro personale e comunitario con il Dio – Amore, che va persino oltre la morte.

“E quale potrebbe essere il principio cardine di questa nuova antropologia cristiana (nell’orizzonte della fede teologica e non semplicemente nella moderna fede religiosa) ? La consapevolezza dei cittadini, diranno alcuni. La solidarietà. La coscienza del popolo. Io propongo invece di ricondurlo alla sua origine, per quanto possa essere debole e romantica: l’amore, che è proprio delle chiavi della dignità trascendente dell’individuo.
Eccoci dunque alla dimensione ultima della trascendenza umana. Non basta realizzare e vivere una nuova coscienza ecologica che superi qualsiasi riduzione determinista della

martedì 22 ottobre 2013

È l'amore che apre gli occhi


Dobbiamo lanciare messaggi positivi: vivere noi per primi in pienezza e farci testimoni e costruttori di un nuovo modo di essere uomini e donne. Ma questo non succederà se perseveriamo nello scetticismo: bisogna convincersi che le cose non solo “si possono” cambiare ma che la rivoluzione di cui ci facciamo portatori è una imprescindibile necessità

“Professare un credo e sostenere una determinata concezione dell’essere umano può sembrare un atteggiamento non particolarmente allettante in quest’epoca di relativismo e crollo delle certezze: quanto meno sicurezze abbiamo, tanto più corriamo il rischio di lasciarci convincere che l’unico appiglio solido e sicuro sia ciò che ci propongono

venerdì 18 ottobre 2013

Martini e Bergoglio: così vicini, così lontani


Il servizio di www.chiesa “Martini papa. Il sogno divenuto realtà” ha suscitato reazioni di vario segno. Il professor Alessandro Martinelli, discepolo del filosofo Gustavo Bontadini e specialista in metafisica, ha inviato a magister.blog  il seguente articolo che pubblichiamo.

Bergoglio e Martini molto simili? Senza dubbio, ma anche molto diversi. Si pensi a quanto divergano su questioni delicatissime e caldissime anche per la Chiesa, come il riconoscimento legale delle unioni omosessuali e la depenalizzazione dell’aborto procurato.

Mentre in Argentina divampava lo scontro sul disegno di legge che avrebbe legalizzato i cosi detti “matrimoni”

La Chiesa è apostolica e la nostar fede non è semplicemente religiosa ma teologica cioè apostolica


La fede cattolica non è semplicemente una fede religiosa, come da Kant in poi la cultura moderna ha voluto imporre, ma una fede teologica, apostolica perché la risurrezione di Cristo è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Essa non è  un semplice ritorno alla nostra vita terrena; è invece la più grande “mutazione” mai accaduta, il “salto” decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l’intero universo: per questo la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza apostolica, dall’inizio e fino alla fine dei tempi.

“Quando recitiamo il Credo diciamo “Credo la Chiesa unasanta, cattolica e apostolica”. Non so se avete mai riflettuto sul significato che ha l’espressione “la Chiesa è apostolica”. Forse qualche volta, venendo a Roma, avete pensato all’importanza degli Apostoli Pietro e Paolo che qui hanno donato la loro vita per portare e testimoniare il Vangelo.
Ma è di più. Professare che la Chiesa è apostolica significa sottolineare il legame costitutivo che essa ha con gli Apostoli, con quel piccolo gruppo di dodici uomini che Gesù un giorno chiamò asé, li chiamò per nome, perché rimanessero con Lui

lunedì 14 ottobre 2013

A poche settimane dal termine dell'Anno della fede‏


“Il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito ed insegnato in forma più efficace…E’ necessario che questa dottrina certa ed immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo” (Papa Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962)

Siamo nelle ultime settimane dell’Anno della fede ed è importante rifarci all’Omelia di Papa Benedetto XVI dell’11 ottobre 2012 che ha voluto far rivivere, a  50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II,la processione iniziale, i sette Messaggi finali e il frutto più significativo cioè il Catechismo della Chiesa Cattolica e la Dottrina sociale rinnovata. E questo per “entrare più profondamente nel movimento spirituale che ha caratterizzato il Vaticano II, per farlo nostro e

Verità e carità nella pastorale dei divorziati risposati



Unire in modo molto equilibrato le esigenze della verità con quelle della carità nella pastorale dei divorziati risposati

Il prossimo Sinodo straordinario, indetto da Papa Francesco insieme ad una riforma della prassi sinodale nell’orizzonte della  collegialità, sarà sulla pastorale della famiglia e quindi anche sulla pastorale dei divorziati risposati..
La Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha avuto una vivace eco in diverse parti della Chiesa. Alcune obiezioni sono state studiate in modo approfondito dalla Congregazione. Nel 2011 l’Osservatore Romano ha ripubblicato queste chiare argomentazioni pubblicate nel 1998 dall’allora Card. Ratzinger

mercoledì 9 ottobre 2013

Unità sacramentale con il Vescovo‏


“La fede ha una struttura sacramentale. Il risveglio della fede passa per il risveglio di un nuovo senso sacramentale della vita dell’uomo e dell’esistenza cristiana, mostrando come il visibile e il materiale si aprono verso il mistero dell’eterno” (Lumen fidei,n.40)
“Per un presbiterio chiamato ad essere sempre più la famiglia sacramentale dove tutti i preti si trovano di casa, a loro agio” (Giuseppe ZentiLettera ai Sacerdoti,  4 ottobre 20013)

Questo il progetto pastorale per il triennio 2013 – 2015 della Chiesa nella Diocesi di Verona: LA TRASMISSIONE DELLA FEDE E’ OPERA DELLA CORRESPONSABILITA’.
Ma la corresponsabilità tra preti, diaconi e Vescovo, tra fedeli e presbiteri, tra figli e genitori, tra cittadini e Autorità civile, è in rapporto all’unità sacramentale – Mons. Luigi Negri alla tre giorni del Clero di Ferrara – e unità analogata come

martedì 8 ottobre 2013

Preghiera


“Bisognosi di liberazione e di consolazione”
Non abbandonarci nella tentazione (azione ordinaria del Maligno)
Liberaci dal Male (azione straordinaria del Maligno) 
E’ il primo incontro del 2013-2014. Siamo davanti a Lui, eucaristicamente esposto e penso di offrirvi l’orizzonte entro il quale, anche quest’anno, stare con Lui, lasciarsi guardare, pregare per non essere abbandonati nell’azione ordinaria del Maligno, la più rischiosa che quotidianamente coinvolge tutti (la tentazione) e liberati nell’azione straordinaria cioè dalle vessazioni, ossessioni, infestazioni, possessioni, malefici, la più tremenda ma rara. Mi rifaccio al messaggio che il Card. Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero,  ha inviato al Convegno Esorcisti Italiani dal 9 al 13 settembre: “Non possiamo nasconderci che il tema delle

Il Vangelo non riguarda solo la religione‏


Il Vangelo non riguarda solo la religione, riguarda l’uomo, tutto l’uomo, riguarda il mondo, la società, la civiltà umana. Il Vangelo è il messaggio di salvezza di Dio per l’umanità. Ma quando diciamo “messaggio di salvezza”, non è un modo di dire, non sono semplici parole o parole vuote come ce ne sono tante oggi! L’umanità ha veramente bisogno di essere salvata dal male

“Ecco, VangeloVorrei prendere la parola “Vangelo” per rispondere alle altre due domande che mi avete fatto, la seconda e la quarta. Una riguarda l’impegno sociale, in questo periodo di crisi che minaccia la speranza; e l’altra riguarda l’evangelizzazione, il portare l’annuncio di Gesù agli

L'attuale sfida pastorale della Chiesa


In un momento come quello attuale dove regna la diffidenza, specie verso l’autorità,  bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda. Pastoralmente la sfida principale della Chiesa è infatti “aprirsi alla cultura moderna”. Ma non per proselitismo, che – sottolinea il papa – è una “solenne sciocchezza” e “non ha senso”, piuttosto per “l’ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni, della disperazione, della speranza” e aprire alla fede teologale della speranza e della carità per vincere “la mondanità spirituale che è un atteggiamento omicida. Uccide l’anima, uccide le persone, uccide la Chiesa” (Bergoglio): “La risurrezione di Cristo è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli Apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Nello stesso tempo essa non

lunedì 30 settembre 2013

Il Catechismo e il Comprendio presuppongono la fede‏


Non si può dare per scontato che chi viene alla catechesi abbia la fede e il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio non sono comprensibili senza il primo annuncio, senza la fede e quindi “parlare e trasmettere tutto quello che Dio ha rivelatocioè la dottrina nella sua totalità, senza tagliare né aggiungere” (Papa Francesco). Il Catechismo è la memoria di Dio, , memoria della sua azione nella storia, del suo esserci fatto vicino a noi in Cristo, presente nella sua Parola, nei Sacramenti, nella sua Chiesa, nel suo amore, nella preghiera.

“Mi piace  che nell’Anno della fede  ci sia questo incontro per voi: la catechesi è un pilastro per l’educazione della fede, e ci vogliono buoni catechisti. Grazie di questo servizio alla Chiesa e nella Chiesa. Anche se a volte può essere difficile, si lavora tanto, ci si impegna e non si vedono i risultati voluti, educare alla fede è bello! E’ forse la migliore eredità che noi possiamo dare: la fede! Educare nella fede, perché lei cresca. Aiutare i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti a conoscere e ad amare sempre di più il Signore è una delle avventure educative più belle, si costruisce la Chiesa! “Essere” catechisti! Non lavorare da catechisti: questo non serve!  Io

domenica 29 settembre 2013

Teologia della liberazione e teologia della Chiesa


“La forte unità che si è realizzata nella Chiesa dei primi secoli con una fede  amica dell’intelligenza e una prassi di vita caratterizzata dall’amore reciproco e dall’attenzione premurosa ai poveri e ai sofferenti ha reso possibile la prima grande espansione missionaria del cristianesimo nel mondo ellenistico romano. Così è avvenuto in seguito, in diversi contesti culturali e situazioni storiche. Questa rimane la strada maestra per l’evangelizzazione” (Benedetto XVI, Verona 2006): dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa

Nel libro di Nello Scavo “La lista di Bergoglio, in vendita dal 3 settembre e presentato da www.chiesa  il 28 settembre, è riportata per la prima volta la trascrizione dell’interrogatorio cui fu sottoposto Bergoglio dalla magistratura argentina l’8 novembre 2010.
In esso vi sono alcuni passaggi in cui egli dice in breve, che cosa pensa della teologia della liberazione e il primo passaggio del suo argomentare da cardinale in prossimità di essere Papa: è il seguente.
“La scelta dei poveri risale ai primi secoli del cristianesimo. E’ nello stesso Vangelo. Se io oggi leggessi alcuni dei sermoni dei primi padri della Chiesa, del II – III secolo, su come si debbano trattare i poveri, direste che la mia omelia è da maoista o da trotzkista. La

venerdì 27 settembre 2013

Valori non negoziabili


E’ carità richiamare la verità riguardo la vita umana e la sessualità come Dio ci ha creati. Per questo l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa

1.        La prima riflessione che vorrei condividere con voi è questa: noi assistiamo oggi ad una situazione paradossale, che riguarda la professione medica. Da una parte constatiamo – e ringraziamo Dio – i progressi della medicina, grazie al lavoro di scienziati che, con passione e senza risparmio, si dedicano alla ricerca delle nuove cure. Dall’altra, però, riscontriamo anche il pericolo che il medico smarrisca la

La Chiesa è una sola per tutti‏


La Chiesa cattolica sparsa nel mondo “ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità”(CCC n.161). E’ lo Spirito Santo cioè la preghiera il motore dell’unità della Chiesa. Non è primariamente frutto del nostro consenso, o della democrazia dentro al Chiesa, o del nostro sforzo di andare ‘accordo, ma viene da Lui che fa l’unità nella diversità

“La Chiesa è sparsa in tutto il mondo! Eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un’unità. Come può avvenire questo?
1.        Una risposta sintetica la troviamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che afferma: la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo”ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità” (n.161). E’ una bella definizione, chiara, ci orienta

La donna nella Chiesa


“Io – Papa Francesco – ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Anche se la vita di una persona è stata un disastro, se è distrutta dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa, Dio è nella sua vita. Lo si può  e si deve cercare in ogni vita umana. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio”

Il primo Papa religioso dopo 182 anni…

Papa Francesco è il primo Pontefice a provenire da un Ordine religioso dopo il camaldolese Gregorio XVI, eletto nel 1831, 182 anni fa. Chiedo dunque: “Qual è oggi nella Chiesa il posto specifico dei religiosi e delle religiose?”.
“I religiosi sono profeti. Sono coloro che hanno scelto una sequela di Gesù che imita la sua vita con l’obbedienza al Padre, la povertà, la via di comunità e la castità. In questo senso i voti non possono finire per essere caricature, altrimenti, ad esempio, la vita di comunità diventa un inferno e la castità un modo di vivere da zitelloni. Il voto di castità deve essere un voto

lunedì 23 settembre 2013

Non novità di magistero e dottrina ma di pastorale


Nessuna novità di magistero e dottrina ma molto nel riproporla alla luce della cultura contemporanea, soprattutto nell’amore misericordioso, nella maternità della Chiesa cioè nella carità pastorale:nell’ethos, nella morale cristiana la tensione per i grandi principi, che non deve mai mancare,  deve essere percorsa incarnandoli nelle circostanze di luogo, di tempo e di persone

L’intervista di sei ore, nel corso di tre appuntamenti il 19, il 23 e il 29 agosto 2013, di Padre Antonio Spadaro S.I. , Direttore di Civiltà Cattolica, a Papa Francesco riporta un dialogo all’interno di un ragionamento riportato, in maniera sintetica.
Benedetto  XVI il 20 dicembre del 2010, in occasione degli auguri natalizi, diceva: “Si asseriva – persino nell’ambito della teologia cattolica – che non esisterebbero né il male in sé, né il bene in sé. Esisterebbero soltanto “un meglio di” e un “peggio di”. Niente sarebbe in se stesso bene o male. Tutto dipenderebbe dalle circostanze e dal fine inteso. A seconda degli scopi e delle circostanze, tutto potrebbe essere bene o anche male. La morale viene sostituita da un calcolo delel conseguenze e con ciò cessa di esistere. Gli effetti di tali teorie sono oggi evidenti. Contro di esse Papa Giovanni Paolo

mercoledì 18 settembre 2013

Un discorso profetico di Benedetto XVI


Il mondo con tutte le sue nuove speranze e possibilità è, al tempo stesso, angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo, un consenso senza il quale le strutture giuridiche e politiche non funzionano; di conseguenza, le forze mobilitate per la difesa di tali strutture sembrano essere destinate all’insuccesso.

ExcitaDominepotentiam tuamet veni” –con queste e simili parole la liturgia dellaChiesa
 prega ripetutamente nei giorni dell’Avvento. Sono invocazioni formulate probabilmente nel periodo del tramonto dell’Impero Romano. Il disfacimento degli ordinamenti portanti del diritto e degli atteggiamenti morali di fondo, che ad essi davano forza, causavano la rottura degli argini che fino a quel

lunedì 16 settembre 2013

Convegno nazionale esorcisti 2013‏


Non possiamo nasconderci che il tema delle  potenze infernali si trovi ad essere talvolta piuttosto marginalizzato nella predicazione e nella catechesi, facendo diminuire l’intensità della preghiera insegnataci da Gesù: Non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male. Il telegramma del Papa e il messaggio del Prefetto della Congregazione per il Clero possono esserci dia aiuto.
                                                                                                                                       Don Gino

Reverendo Padre
P. Francesco Baamonte
Presidente Associazione Internazionale Esorcisti


“In occasione del Convegno nazionale degli Esorcisti Italiani, il Sommo Pontefice Francesco rivolge il Suo cordiale e beneaugurante pensiero, esprimendo apprezzamento per il servizio ecclesiale offerto da quanti con il ministero dell’esorcismo esercitano una forma di carità a beneficio di persone che soffrono e sono bisognose di liberazione e di consolazioneSua Santità, mentre chiede una preghiera per Lui e per il suo servizio alla Chiesa, invoca i doni del divino Spirito per un rinnovato fervore di vita spirituale e, per intercessione della Vergine Maria, ben volentieri invia a Lei, agli organizzatori e relatori e a tutti i presbiteri presenti l’implorata benedizione apostolica.
                                                                                   Cardinale Tarcisio Bertone
                                                                               Segretario di Stato di Sua Santità


Messaggio di S.E.Rev.ma
Il Card. Mauro Piacenza
Prefetto della Congregazione per il Clero

Sacrofano (Roma), 9-13 settembre 2013-09-15

Carissimi sacerdoti,
saluto cordialmente in Cristo tutti voi, riuniti oggi per celebrare quetso convegno promosso dall’Associazione Italiana Esorcisti.

Come ha ben messo in evidenza nella sua lettera circolare P. Baamonte, Presidente di questa Associazione, il Santo Padre Francesco, fin dai suoi primissimi interventi, ha più volte fatto cenno all’insidiosa e divisiva opera del demonio. Anche Cristo assume il confronto con le potenze del male come punto prioritario per portare a compimento il piano di salvezza del Padre (Mt 4,1): “Fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo”; Mc 3,14-15: “Ne scelse dodici perché stessero con Lui e per mandarli a

domenica 15 settembre 2013

Non diventiamo cristiani da soli‏

Noi non diventiamo cristiani da soli e  con le nostre forze pur essendo la fede un atto personale, ma essa è un regalo, è un dono di Dio che ci viene dato nella Chiesa e attraverso la Chiesa madre

“Tra le immagini che il Concilio Vaticano II ha scelto per farci meglio capire la natura della Chiesa, c’è quella della “madre”: la Chiesa è nostra madre nella fede nella vita soprannaturale (Lumen gentium, 6.14.15.41.42). E’ una delle immagini più usate dai Padri della Chiesa nei primi secoli e penso possa essere utile anche per noi. Per me è una delle immagini più belle della Chiesa: la Chiesa madre! In che senso e in che modo la Chiesa è madre? Partiamo dalla realtà umana della maternità: che cosa fa la mamma?
   Anzitutto una mamma genera alla vita, porta nel suo grembo per nove mesi il proprio figlio e poi lo apre alla vita, generandolo. Così è la Chiesa: ci genera alla fede, per opera dello Spirito Santo che la rende feconda, come la Vergine Maria. La 

lunedì 9 settembre 2013

Dio vide che era cosa buona


Questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra” quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo 
“Dio vide che era cosa buona” (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda la creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio nell’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio.
Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?
1.        Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore  e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti a immagine e

martedì 3 settembre 2013

Il posto e l'atteggiamento giusto


Ci troviamo sulla via evangelica giusta se proviamo a diventare umili che “scendono” per servire e portare la gratuità, la vicinanza  di Dio

In sintesi è l’omelia del Papa emerito Benedetto XVI nella Messa della XXII Domenica anno C celebrata alle 9,30 del 1 settembre nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosi detto Ratzinger Schulerkreis.  Questa 38.maedizione  è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo di secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Braghe, teorico francese premiato l’anno scorso con il “Premio Ratzinger” per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla  Messa

venerdì 23 agosto 2013

Monteforte: la mia esperienza di esorcista


Undici anni di esperienza di ministero esorcistico di liberazione nell’orizzonte biblico - ecclesiastico
Undici anni fa il Vescovo di Verona ha dovuto richiedermi per tre volte se accettavo il mandato di esorcista. La terza volta sono andato a consigliarmi con don Giussani, ricoverato al San Raffaele. Ma che obiezioni fai? Nel Vangelo secondo Marco non ci sono memorizzati cinque esorcismi di Gesù? Mah… Ma tu non rendi presente Lui con il tuo ministero, con il

Il contributo coraggioso, profondo e oggi profetico alla libertà religiosa di Benedetto XVI


Il contributo coraggioso, profondo  e oggi profetico alla libertà religiosa di Benedetto XVI, riassunta da Papa Francesco: “Il Vangelo non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede. E’ proprio il contrario: la vera forza del cristiano è la forza della verità e dell’amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili” 
Dio che possiede un volto umano come via umana alla Verità e alla Vita ci ha rivelato che Dio è l’Amore e quindi non può costringere creature create libere che per il si libero, d’amore, necessariamente hanno anche il rischio di poter dire no anche a Dio cioè il peccato. C’è un rapporto tra Dio e ogni individualità intelligente e libera, angelica e umana, da

Papa Francesco risponde alle domande, in totale libertà, dei giornalisti


Un’intervista del Papa a braccio non è in alcun modo un atto magisterialeMagisteriali sono gli interventi ai Vescovi, ai giovani fatti esplicitamente come successore di Pietro e che abbiamo pubblicato. Perciò ognuno è libero di dissentire quando si tratta di opinabile. Tuttavia è veramente un dono questa intervista se letta con quell’anticipo di simpatia verso il Papa senza il quale non c’è alcuna comprensione. 
Juan de Lara: Santità, in questi quattro mesi di pontificato abbiamo visto che ha creato diverse Commissioni per riformare la Curia. Vorrei domandarle: Che tipo di riforma ha in mente, contemplala possibilità di sopprimere lo IOR, la cosi detta Banca del Vaticano?
I passi che ho fatto in questi quattro mesi e mezzo vengono da due versanti:
- il contenuto di quello che si doveva fare, tutto, viene dal versante delle Congregazioni Generali dei cardinali. Erano cose che noi cardinali abbiamo chiesto a colui che sarebbe diventato Papa. Io mi ricordo che chiesi molte cose, pensando che sarebbe stato un altro…Chiedevamo di fare

La fede cresce nella condivisione‏


La fede è una fiamma che si fa sempre più viva quanto più si condivide, si trasmette, perché tutti possano conoscere, amare e professare Gesù Cristo che è il Signore della vita e della storia (Rm 10,9)
 “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Con queste parole, Gesù si rivolge a ognuno di voi, dicendo: “E’ stato bello partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, vivere la fede insieme a giovani provenienti dai quattro angoli della terra, ma ora tu devi andare a trasmettere questa esperienza agli altri”. Gesù ti chiama ad essere discepolo in missione! Oggi, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, che cosa ci dice il Signore? Che cosa ci dice il Signore? Tre parole: Andate, senza paura, per servire.

Andate. In questi giorni, qui a Rio, avete potuto fare la bella esperienza di incontrare Gesù e di

martedì 20 agosto 2013

La povertà che provoca l'emergenza uomo è la mancanza di Cristo


“Emergenza uomo” significa l’emergenza di tornare a Cristo, di imparare da Lui la verità su noi stessi e sul mondo, e con Lui e in Lui andare incontro agli uomini, soprattutto ai più poveri, per i quali Gesù ha sempre manifestato predilezione. E la povertà non è solo quella materiale. Esiste una povertà spirituale  che attanaglia l’uomo contemporaneo. Siamo poveri di amore, assetati di verità e giustizia, mendicanti di Dio. La povertà più grande infatti è la mancanza di Cristo, e finché non porteremo Gesù agli uomini avremo fatto per loro sempre troppo poco

Eccellenza Reverendissima,
con gioia trasmetto il cordiale saluto del Santo Padre Francesco a Vostra Eccellenza, agli organizzatori e a tutti i partecipanti al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, giunto alla XXXIV edizione. Il tema scelto – “Emergenza uomo” – intercetta la grande urgenza di evangelizzazione di cui più volte il Santo Padre ha parlato, nella scia dei suoi Predecessori, e ha suscitato in Lui profonde considerazioni che di seguito riporto.

L’uomo è la via della Chiesa: così il beato Giovanni Paolo II scriveva nella sua prima Enciclica, Redemptor hominis(n. 14). Questa  verità rimane valida anche e soprattutto nel