giovedì 30 dicembre 2010

Gli angeli

“Sulla terra pace agli uomini, che egli ama”, “pace agli uomini di buona volontà”
Dobbiamo leggere ambedue i testi insieme; solo così comprendiamo la parola degli angeli in modo giusto

“Il Vangelo di Natale ci racconta che una moltitudine di angeli dell’esercito celeste lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama” (Lc 2,14). La Chiesa ha amplificato questa lode, che gli angeli hanno intonato di fronte all’evento della Notte Santa, facendone un inno di gioia sulla gloria di Dio. “Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa”. Ti rendiamo grazie per la bellezza, per la  grandezza, per la bontà di Dio, che in questa notte diventano visibili a noi. L’apparire della bellezza, del bello, ci rende lieti senza che dobbiamo interrogarci sulla sua utilità. La gloria di Dio, dalla quale proviene ogni bellezza, fa esplodere in noi

Il Verbo si è fatto carne

Dal Natale Dio possiede un volto umano e ci ama sino alla fine: ogni singolo e l’umanità nel suo insieme

“Cari fratelli e sorelle, che mi ascoltate da Roma e dal mondo intero, con gioia vi annuncio il messaggio di Natale: Dio si è fatto uomo, è venuto ad abitare in mezzo a noi. Dio non è lontano: è vicino, anzi, è l’”Emanuele”, Dio con noi. Non è uno sconosciuto: ha un volto, quello di Gesù.
E’ un messaggio sempre nuovo, sempre sorprendente, perché oltrepassa ogni nostra più audace speranza. Soprattutto perché non è solo un annuncio: è un avvenimento, un accadimento, che testimoni credibili hanno veduto, udito, toccato  nella Persona di Gesù di Nazareth! Stando con

Oltre le cose penultime

Occorre portare le persone a guardare oltre le cose penultime e mettersi alla ricerca delle ultime

“L’insegnamento delle “cose ultime” è parte centrale della fede. Tratta argomenti come l’inferno, il purgatorio, l’anticristo, la persecuzione della Chiesa negli ultimi tempi. Il ritorno di Cristo e il giudizio finale. Perché nella predicazione regna un silenzio così assordante sui temi escatologici che, rispetto ad esempio al celibato o all’ordinazione sacerdotale delle donne, sono veramente di natura esistenziale e dunque riguardano ognuno?
“E’ una questione molto seria. La nostra predicazione, il nostro annunzio effettivamente è ampiamente orientato, in modo unilaterale, alla creazione di un mondo migliore, mentre il mondo realmente migliore quasi non è più menzionato. Qui dobbiamo fare un esame di coscienza. Certo,

Benedetto XVI e Maria

Le apparizioni, come Fatima, sono come una finestra di speranza che Dio apre quando l’uomo Gli chiude la porta

Al contrario del suo predecessore, Lei è considerato un teologo con un orientamento più cristocentrico che mariano. Eppure solo un mese dopo la Sua elezione Lei esortò i credenti radunati in Piazza San Pietro ad affidarsi alla Madonna di Fatima. Nel corso della sua Visita a Fatima nel maggio 2010 usò parole spettacolari: l’avvenimento di 93 anni fa, il cielo si è aperto proprio sul Portogallo, è “come una finestra di speranza Che Dio apre quando l’uomo Gli chiude la porta”. Proprio il Papa che il mondo conosce come il difensore della ragione ora dice: “La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci la verità del Vangelo”.
E’ vero, sono cresciuto in una pietà anzitutto cristocentrica, come si era andata sviluppando tra

giovedì 23 dicembre 2010

Il Dio paziente della storia

Il Dio paziente e fedele, che sa aspettare, che sa fermarsi, che sa rispettare i tempi della nostra esistenza, della nostra crescita

“Siate costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore” (Gc 5,7)…L’invito dell’Apostolo ci indica la strada che conduce a Betlemme liberando il nostro cuore da ogni fermento di insofferenza e di falsa attesa, che può sempre annidarsi in noi se dimentichiamo che Dio è già venuto, è già operante nella nostra storia personale e comunitaria e chiede di essere accolto.. Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe si è rivelato, ha mostrato il suo volto e ha preso dimora nella nostra carne, in Gesù, figlio di Maria – vero Dio  vero uomo – che incontreremo nella Grotta di Betlemme. Tornare lì, in quel luogo umile e angusto, non è un semplice itinerario ideale:  è il cammino che

Il futuro del mondo

E’ in gioco il futuro del mondo: quindi la responsabilità dei cristiani in questo tempo con il compito della Chiesa di annunciare il Vangelo

“Il pensiero va innanzitutto all’incontro con il mondo della cultura nella Westminster Halll, un incontro in cui la consapevolezza della responsabilità comune in questo momento storico creò una grande attenzione, che, in ultima analisi, si rivolse alla questione circa la verità e la stessa fede. Che in questo dibattito la Chiesa debba recare il proprio contributo, era evidente per tutti. Alexis de Tocqueville, a suo tempo, aveva osservato che in America la democrazia era diventata possibile e aveva funzionato, perché esisteva un consenso morale di base che, andando al di là delle singole

lunedì 20 dicembre 2010

Ai sacerdoti

Nella visione di sant’Ildegarda, il volto della Chiesa è strappato per colpa dei sacerdoti. Così come lei l’ha visto ed espresso, l’abbiamo vissuto in quest’anno. Dobbiamo accogliere questa umiliazione come un’esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento

Excita, Domine, potentiam tuam, et veni”: nella grandi angustie, alle quali siamo stati esposti in quest’anno, tale preghiera di Avvento mi è sempre tornata di nuovo alla mente e sulle labbra. Con grande gioia avevamo iniziato l’Anno sacerdotale e, grazie a Dio, abbiamo potuto concluderlo anche con grande gratitudine, nonostante si sia svolto diversamente da come ce l’avevamo aspettato. In noi sacerdoti e nei laici, proprio anche nei giovani, si è rinnovata la consapevolezza di quale dono rappresenti il sacerdozio della Chiesa Cattolica, che ci è stato affidato

sabato 18 dicembre 2010

Libertà religiosa

Libertà religiosa, via per la pace

1. “…Ringrazio vivamente i governi che si adoperano per alleviare le sofferenze di questi fratelli in umanità (comunità cattoliche in Iraq e in tutto il Medio Oriente) e invito i Cattolici a pregare per i loro fratelli nella fede che soffrono violenze e intolleranze e ad essere solidali con loro. In tale contesto, ho sentito particolarmente viva l’opportunità di condividere con tutti voi alcune riflessioni sulla libertà religiosa, via per la pace. Infatti, risulta doloroso constatare che in alcune regioni del mondo non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della libertà personale. In altre regioni vi sono forme più silenziose e sofisticate di pregiudizio e di opposizione verso i credenti e i simboli religiosi. I cristiani sono

giovedì 16 dicembre 2010

Santa Veronica Giuliani

“Ho trovato l’Amore, l’Amore si è lasciato vedere!”

“Santa Veronica (1660 – 1727) ha una spiritualità marcatamente cristologica – sponsale: è l’esperienza di essere amata da Cristo. Sposo fedele e sincero, e di voler corrispondere con un amore sempre più coinvolto e appassionato. In lei tutto è interpretato in chiave d’amore, e questo le infonde una profonda serenità. Ogni cosa è vissuta in unione con Cristo, per amore suo, e con la gioia di poter dimostrare a Lui tutto l’amore di cui è capace una creatura.
Il Cristo a cui Veronica è profondamente unita è quello sofferente della passione, morte e risurrezione; è Gesù nell’atto di offrirsi al Padre per salvarci. Da questa esperienza deriva anche

martedì 14 dicembre 2010

La Chiesa nella Parrocchia

La bellezza della Chiesa che, sotto la guida del Vescovo – e, nella Parrocchia, sotto la guida del Parroco che ne fa le veci -, cammina in comunione verso il regno di Dio

“Ammiro insieme con voi questa nuova Chiesa (della Parrocchia di San Massimiliano Kolbe) e gli edifici parrocchiali e con la mia presenza desidero incoraggiarvi a realizzare sempre meglio quella Chiesa di pietre vive ch siete voi stessi. Conosco tante e significative opere di evangelizzazione che state attuando. Esorto tutti i fedeli a dare il proprio contributo per l’edificazione della comunità, in particolare nel campo della catechesi, della liturgia e della carità – pilastri della vita cristiana –

lunedì 13 dicembre 2010

Omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI n. 4

4. Ipotesi di Omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI

Dio è Emanuele

Dio è Emanuele. Dio si nasconde affinché noi siamo la sua immagine, affinché in noi ci possano essere libertà e amore. E che nascondiglio ha trovato! Si nasconde in un bambino, in una stalla. Sembra essere la massima contraddizione immaginabile rispetto all’onnipotenza e al cielo. Ed è per questo che i dotti esegeti della Bibbia non siano riuscita a trovarlo. Sapevano bene che il Messia sarebbe nato a Betlemme, nella città di Davide, pastore nello splendore della grandezza del nome di Dio, e che avrebbe mandato dei pastori, come sta scritto nel libro del profeta Michea in riferimento al mistero della Notte Santa. Sapevano che cosa sta

Omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI n. 3

3. Ipotesi di Omelia natalizia alla scuola i Benedetto XVI

Dio si nasconde in un bambino, in una particola, per assimilare ogni volto umano a Lui

Dio per nove mesi nel grembo di Maria assume un volto umano per amarci fino a lasciarci uccidere ma senza soccombere con la risurrezione, presente risorto fino al compimento della storia nella corporeità della Chiesa, parla in continuità attraverso le Scritture e dalla croce si fa dono in persona nei sacramenti, si fa presenza reale nell’Eucaristia per assimilare a Lui, col dono del Suo Spirito, ogni uomo, salvarlo e rialzarlo chiamandolo a quell’unione di amore con Lui per la vita veramente vita, la vita eterna. E tutto fin dal grembo materno in Maria.

L’Essere tutto in atto cui rimanda ciò che viene all’esistenza, teorizzato dai grandi filosofi secondo i quali con nessun rapporto con ciò che esiste, inutile quindi la preghiera, biblicamente quest’Essere ama ogni uomo e

Omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI n. 2

2. Ipotesi di omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI

Riferivano tutto quello che avevano udito

Il Vangelo di questo Natale cioè Dio che si fa Parola qui e ora ci dice una cosa importante sui pastori. Dice che si affrettavano ad andare a Betlemme e riferivano tutto quello che avevano udito. Quegli uomini, che sicuramente erano di poche parole, lodavano e glorificavano Dio, ciò di cui il loro cuore era pieno e traboccava dalle loro labbra. Si affrettavano. Questa specie di fretta la troviamo molte altre volte nella Sacra Scrittura cioè nella documentazione ispirata di Dio che parla: Maria si mette in cammino in fretta dopo l’Annunciazione per andare a far visita alla sua parente Elisabetta; i pastori si affrettano a raggiungere la mangiatoia; Pietro e Giovanni corrono dal Risorto. Questa fretta però non ha niente a che vedere con la

Omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI n. 1

1.Ipotesi di omelia natalizia alla scuola di Benedetto XVI

Su andiamo a Betlemme

Memorizziamo Betlemme per cogliere il Dio con noi nell’Eucaristia, con un amore più grande dei nostri peccati nella Riconciliazione, natalizia andiamo a Betlemme! La frase pronunciata dai pastori nella Notte Santa è stata attualizzata in continuità convenendo alla Messa di Natale e con essa viene detto che cosa realmente significhi la fede celebrata a Natale. E’ un invito a farsi pastori per poter udire la voce dell’angelo che oggi annuncia la gioia del Dio dal volto umano di essere con noi, con ciascuno singolarmente e con l’umanità nel suo insieme. Infatti questa gioia è sempre attuale perché proviene in continuità da Dio. E’ una

giovedì 9 dicembre 2010

Immacolata per noi

L’Immacolata ci dice che siamo tutti chiamati ad aprirci all’azione dello Spirito Santo per poter giungere, nel nostro destino finale, ad essere immacolati, pienamente e definitivamente liberi dal male

“Che cosa ci dice Maria (nella solennità dell’Immacolata)? Lei ci parla con la Parola di Dio, che si è fatta carne nel suo grembo. Il suo “messaggio” non è altro che Gesù, Lui che è tutta la sua vita. E’ grazie a Lui e per Lui che lei è l’Immacolata. E come il Figlio si è fatto uomo per noi, così anche lei, la Madre, è stata preservata dal peccato per noi, per tutti, quale anticipo della salvezza di Dio per ogni uomo. Così Maria ci dice che siamo tutti chiamati ad aprirci all’azione dello Spirito Santo per poter giungere nel nostro destino finale, ad essere immacolati, pienamente e definitivamente liberi dal male. Ce lo dice con la sua stessa santità, con uno sguardo pieno di

Teologia cattolica

Nessuna teologia è tale se non è integrata nella vita e riflessione della Chiesa attraverso il tempo e lo spazio

“I lavori di questo ottavo “quinquennio” della Commissione Teologica Internazionale,  affrontano i seguenti temi di grande peso:
-         la teologia e la sua metodologia;
-         la questione dell’unico Dio in rapporto alle tre religioni monoteistiche;
-         l’integrazione della Dottrina sociale della Chiesa nel contesto più ampio della Dottrina cristiana.
“L’amore del Cristo infatti ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma

martedì 7 dicembre 2010

Liturgia

Il destino della fede e della Chiesa si decide “nel rapporto con la liturgia”

“La Chiesa diviene visibile agli uomini in molte cose: nella Caritas, nei progetti missionari, ma il luogo nel quale se ne fa realmente maggiore esperienza come Chiesa, è la liturgia. Ed è giusto che sia così. In fondo il senso della Chiesa è di permettere che ci volgiamo a Dio  e di lasciare entrare Dio nel mondo. La liturgia è l’atto nel quale crediamo che Lui viene tra noi e noi lo tocchiamo. E’ l’atto nel quale si compie l’essenziale: entriamo in contatto con Dio. Egli viene a noi e noi veniamo illuminati da lui.
In essa siamo ammaestrati e ci viene data forza in una duplice forma: da un lato, ascoltando la sua parola, così che Lo sentiamo parlare veramente, Egli ci indica la strada da seguire; dall’altro per il fatto che Egli stesso si dona a noi nel Pane transustanziato. Naturalmente le parole possono

Metro di giudizio morale

La statistica non è il metro di giudizio della morale

“La vita è troppo grande e troppo sacra perché la si manipoli. E come se (l’Humanae vitae) avesse voluto dirci: non uccidiamo i bambini, perché altrimenti verremo eliminati noi stessi, spazzata via la nostra società, distrutto il nostro pianeta.
Forse allora non si poteva comprendere questa visione. Oggi assistiamo non solo ai danni giganteschi che la pillola abortiva ha prodotto sulla salute e sull’ambiente; vediamo pure come i nostri sistemi sociali crollano perché siamo divenuta una società sterile senza figli, che perde le sue fondamenta. E tuttavia la Chiesa Cattolica riesce a stento a rendere comprensibile la sua morale sessuale. Una top model brasiliana afferma ad esempio che al giorno d’oggi non c’è nessuna donna

sabato 4 dicembre 2010

La Chiesa, perenne corporeità di Cristo

Dio non è solo parola per noi. Nei Sacramenti Egli si dona a noi in persona, attraverso la Chiesa come perenne corporeità di Cristo in noi, come organismo vivente di Cristo

“Cos’è in realtà per Lei la Chiesa, cosa sia questo “organismo spirituale”, come ebbe una volta a definirla. In un’omelia Lei ha citato Paolo VI che diceva di amare così tanto la Chiesa che l’avrebbe voluta sempre “abbracciare, salutare, amare”. Vorrei, continuava il papa, “finalmente comprenderla tutta nella sua storia, nel suo disegno divino, nel suo destino finale, nella sua complessa, totale e unitaria composizione…”. Paolo VI concluse il suo pensiero con le parole: “Corpo Mistico di Cristo”.
Riprendeva quello che aveva sviluppato San Paolo che aveva definito la Chiesa come perenne corporeità di Cristo, come organismo vivente di Cristo.
Paolo dunque non intendeva la Chiesa come istituzione, come organizzazione, ma come organismo vivente, nel quale tutti operano l’uno per l’altro e l’uno con l’altro, essendo uniti a partire da Cristo. E’ un’immagine, ma un’immagine che conduce in profondità e che è molto realistica anche solo per il fatto che noi crediamo che nell’Eucaristia veramente riceviamo Cristo, il Risorto (la zoè cioè la vita da risorti, la vita veramente vita). E se ognuno riceve il medesimo Cristo, allora veramente noi tutti siamo riuniti in questo nuovo corpo risorto come il grande spazio di una nuova umanità. E’ importante capire questo, e dunque intendere la Chiesa non come un apparato che deve fare di tutto – pure l’apparato le appartiene, ma entro dei limiti – bensì come organismo vivente che proviene da Cristo stesso.

Nuova evangelizzazione

Viviamo in un’epoca nella quale è necessaria una nuova evangelizzazione

Santo Padre, il contributo della Chiesa per la crescita della civiltà è sempre stato di grande rilievo. Oggi, invece, in molti paesi si va sempre più diffondendo un atteggiamento di disprezzo e, sempre più, anche di vera e propria ostilità nei confronti della religione cristiana. Cosa è successo?”
“Innanzitutto bisogna dire che lo  sviluppo del progressismo moderno e della scienza ha creato una mentalità per la quale si crede di potere rendere superflua “l’ipotesi Dio”, per dirla con Laplace.  Oggi l’uomo crede di potere tutto quello che prima aveva atteso unicamente da Dio. Per quel modello di pensiero, che si ritiene scientifico, le cose della fede sono arcaiche, mitiche, appartenenti ad una civiltà ormai superata. Così la religione, ed in ogni caso quella cristiana, viene relegata tra le cose del passato. Già nel diciottesimo secolo l’Illuminismo proclamava che un giorno sarebbe scomparso anche il Papa, il Dalai Lama d’Europa. L’illuminismo avrebbe definitivamente eliminato simili arretratezze mitiche.

venerdì 3 dicembre 2010

Comune testimonianza

Nell’avvicinamento cattolici – ortodossi diviene nuovamente visibile la nostra comune responsabilità nel presentare al mondo il Signore Risorto

“In questo gioioso giorno della Festa di Sant’Andrea Apostolo, insieme a tutti i fratelli e sorelle cattolici, mi unisco a Lei nel rendimento di grazie a Dio per le meraviglie che egli ha compiuto, nella sua infinita misericordia, attraverso la vita e il martirio di sant’Andrea. Gli Apostoli, offrendo la loro vita in sacrificio per il Signore e per i loro fratelli, hanno dato testimonianza alla Buona Novella da essi proclamata sino ai confini del mondo allora conosciuto. La Festa dell’Apostolo, che cade in questo giorno nei calendari liturgici dell’Oriente e dell’Occidente, rappresenta, per tutti coloro che

giovedì 2 dicembre 2010

Memores Domini

La memoria comunitaria di quel Dio che possiede un volto umano riempie il cuore di una gioia profonda

“Cari fratelli e sorelle, volentieri avrei presieduto le Esequie della cara Manuela Camagni, ma – come potete immaginare – non mi è stato possibile. Tuttavia, la comunione in Cristo permette a noi cristiani una reale vicinanza spirituale, in cui condividiamo la preghiera e l’affetto dell’anima. In questo vincolo profondo saluto tutti voi, in particolare i famigliari di Manuela, il Vescovo diocesano, i sacerdoti, i Memores Domini, gli amici.
Vorrei offrire qui brevemente la mia testimonianza su questa nostra Sorella, che è partita per il

Giuliana di Norwich

L’ottimismo vero si fonda sulla certezza di essere amati da Dio e di essere protetti dalla sua Provvidenza

“Le donne e gli uomini che si ritirano per vivere in compagnia di Dio, (come la mistica Giuliana di Norwich vissuta dal 1342 al 1430), proprio grazie a questa loro scelta, acquisiscono un grande senso di compassione per le pene e le debolezze degli altri. Amiche ed amici di Dio, dispongono di una sapienza che il mondo, da cui si allontanano, non possiede e, con amabilità, la condividono con coloro che bussano alla loro porta. Penso, dunque, con ammirazione  con riconoscenza, ai monasteri di clausura femminili e maschili che, oggi più che mai, sono oasi di pace e di speranza, prezioso tesoro per tutta la Chiesa, specialmente nel richiamare il primato di Dio e l’importanza di una preghiera costante e intensa per il cammino di fede.