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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sacramenti

L'anno liturgico - di Dom Prosper Guéranger

L'anno liturgico - di dom Prosper Gueranger Dopo 60 anni di assenza dalle librerie italiane! Le più sublimi meditazioni spirituali sulla liturgia da Pasqua a prima dell'Avvento nella riproposizione del capolavoro dell’abate di Solesmes. Quando la preghiera e un’intensa meditazione sulla Sacra Scrittura si incontrano con un amore sincero e appassionato per la divina liturgia, non possono che nascere opere dal respiro universale ed eterno come L’Anno liturgico dell’abate Guéranger. Scritto e pubblicato tra il 1841 e il 1866, non era più disponibile in italiano. Questa edizione rinnovata nella forma e nella traduzione ha il merito di colmare questo vuoto

Da trent'anni in tempo di misericordia

“Ascoltare la voce dello Spirito che parla a tutta  la Chiesa  di questo nostro tempo,  che è proprio il tempo della misericordia . Di questo sono proprio sicuro. Non è solo  la Quaresima , noi stiamo vivendo in tempo di misericordia, da trent’anni o più, fino adesso”  (Papa Francesco ai Parroci di Roma ) “Quando insieme al cardinale Vicario abbiamo pensato a questo incontro, gli ho detto che avrei    potuto fare per voi una meditazione sul tema della misericordia. All’inizio della Quaresima riflettere insieme, come preti, sulla misericordia ci

Ringiovaniti nel lasciarci perdonare

Nel  Sacramento della Penitenza, della Riconciliazione si fa  la semplice confessione della propria colpa con piena fiducia del lasciarci perdonare. Così la confessione può divenire un’esperienza di liberazione, nella quale il peso del passato non ci schiaccia e possiamo sentirci ringiovaniti in forza del perdono di Dio che ci ridona ogni volta la giovinezza del cuore “Nell’attuale momento storico, è del tutto evidente che l’umanità ha bisogno di purificazione e di perdono . Proprio per questo il Santo Padre, nella sua lettera apostolica  Novo millennio  ineunte ,  ha auspicato, fra le priorità della missione

In Cristo il perdono del Padre nella Chiesa

Cristo non si interessa tanto a quante volte nella vita vacilliamo e cadiamo, bensì a quante volte noi pentiti, con il dono del Suo Spirito, ci rialziamo, ritentiamo lasciandoci riconciliare sacramentalmente con il Padre nella Sua Chiesa attraverso il ministero dei  sacerdoti “Attraverso i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo,  la Confermazione  e l’Eucaristia, l’uomo riceve la

Io e non più io è la formula dell'esistenza cristiana fondata sul Battesimo

“Sul Battesimo vorrei soffermarmi anche oggi, per sottolineare un fatto molto importante di  questo Sacramento :  esso ci fa diventare membri del Corpo di Cristo e del Popolo di Dio.  San Tommaso d’Aquino afferma che chi riceve il Battesimo viene incorporato a Cristo quasi come  suo stesso membro e viene aggregato alla comunità dei fedeli (Summa

Sacerdozio cattolico, Concilio di Trento e Vaticano II

L’immagine del sacerdozio cattolico definita dal Concilio di Trento e poi rinnovata e approfondita in senso biblico dal Vaticano II, dopo il Concilio è caduta in una profonda crisi. Sul Volume VII dell’ Opera Omnia  di Joseph Ratzinger dal titolo significativo di  Annunciatori della Parola e Servitori della vostra gioia. Teologia e spiritualità del Sacramento dell’Ordine  ho trovato nel primo tema  Sulla Natura del Sacerdozio ( pp.19 – 38) momenti particolari in cui mi sono trovato. Un Vescovo di Verona aveva incontrato un sacerdote che aveva chiesto la laicizzazione motivandone la liceità come frutto di insegnamento nello Studio Teologico San Zeno. Superamento delle vecchie idee di culto e sacerdozio

Monteforte: la mia esperienza di esorcista

Undici anni di esperienza di ministero esorcistico di liberazione nell’orizzonte biblico - ecclesiastico Undici anni fa il Vescovo di Verona ha dovuto richiedermi per tre volte se accettavo il mandato di esorcista. La terza volta sono andato a consigliarmi con don Giussani, ricoverato al San Raffaele. Ma che obiezioni fai? Nel Vangelo secondo Marco non ci sono memorizzati cinque esorcismi di Gesù?  Mah …  Ma tu non rendi presente Lui con il tuo ministero, con il

Rimanete in me io in voi

“Rimanete un  me  e io in voi” ( Gv  15,4), E noi, vescovi, sacerdoti, consacrati, seminaristi non smemorati, sappiamo bene cosa significa:  contemplarLo ,  adorarLo  e  abbracciarLo , nel nostro incontro  quotidiano  con Lui nell’Eucaristia, nella nostra vita di preghiera, nei nostri momenti di adorazione; riconoscerlo presente e abbracciarlo nelle persone più bisognose. Il “rimanere” con Cristo non significa isolarsi, ma è un rimanere per andare incontro agli  altri “Guardando questa cattedrale piena di Vescovi, sacerdoti, seminaristi,  religiosi e religiose  venuti da tutto il mondo, penso alle parole del Salmo della Messa di oggi: “Ti lodino i popoli, o Dio” ( Sal  66). Sì, siamo qui per lodare il Signore, e lo facciamo riaffermando la nostra volontà di essere suoi strumenti affinché non solo alcuni popoli lodino Dio, ma tutti. Con la stessa parresia   di Paolo e  Barnaba , vogliamo annunciare il vang...

Guarigione e liberazione

11 giugno 2013 Guarigione e liberazione con  la preghiera e il digiuno   “E arrivando (dopo la trasfigurazione) presso i discepoli, videro (Gesù, Pietro . Giacomo e Giovanni) attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: “Di che cosa discutete con loro ?.   E dalla folla uno gli rispose: “Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto . Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce.  Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti” . Egli allora disse loro:  “” O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?  Portatelo da me” . E glielo portarono. Alla vista di

Il connubio pastorale di misericordia e pena

Nella pastorale la tensione per il connubio di misericordia e pena: la pena nell’orizzonte di amore pastorale ha una duplice finalità: condannare il delitto e riparare lo scandalo dichiarando pubblicamente che certe azioni non sono conformi al Vangelo, alla morale cristiana, alla vita della Chiesa spingendo a farsi perdonare da Dio e dai  fratelli  Commentando il Vangelo  dell’adultera Papa Francesco  ha ricordato che Dio perdona sempre e quindi lasciamoci perdonare. Ma per lasciarci perdonare occorre la coscienza di aver fatto del male di fronte ad un amore di Dio sempre è più grande di ogni peccato, di ogni male. Riportando i giornali solo che “Dio perdona sempre” non si è fedeli al magistero di Papa Francesco e sull’Osservatore Romano

Agli inizi del Concilio la liturgia, Dio, l'adorazione‏

Il Concilio ha parlato su Dio! Ed è stato il primo atto e quello sostanziale parlare su Dio e aprire tutta la gente, tutto il popolo santo all’adorazione su Dio, nella comune celebrazione pasquale e domenicale della liturgia del Corpo e Sangue di Cristo che lo genera in  continuità   “Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e della profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote mentre la gente pregava con propri libri di preghiera,  i quali  erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due

Ciò che conta è la vicinana interiore!‏

Nell’Eucaristia Dio è così vicino a noi: qualcuno, però, può stare vicino al tabernacolo e, allo stesso tempo essere lontano dal Dio vivente. Ciò che conta è la vicinanza interiore, la consapevolezza che la verità è qualcosa di vivente, la Persona di Gesù Cristo da incontrare nella  Chiesa “Secondo la nostra fede  la Chiesa  è l’Israele che è diventato universale, nel quale tutti diventano, attraverso il Signore, figli di Abramo; l’Israele diventato universale, nel quale persiste il nucleo essenziale della legge, privo delle contingenze del tempo e del popolo . Questo nucleo semplicemente Cristo stesso, l’amore di Dio per noi e il nostro amore per Lui e per gli uomini. Egli è la  Torah  vivente,  è il dono di Dio per noi, nel quale, ora, riceviamo tutti la saggezza di Dio. Nell’essere uniti con Cristo,

Per molti

Nella comunità concreta di coloro che celebrano l’Eucaristia, Egli per tutti, concretamente giunge solo a “molti”   che rappresentano e portano la responsabilità per  “ tutti ” “Le avevo promesso ( La lettera è rivolta direttamente all’Arcivescovo Robert  Zollitsch , presidente della Conferenza Episcopale Tedesca) che mi sarei espresso per iscritto riguardo a questa importante questione (la traduzione delle parole “pro  multis ” nelle Preghiere Eucaristiche della Santa Messa) . al fine di prevenire una tale divisione nel luogo più intimo della nostra preghiera. La lettera che qui, per Suo tramite, indirizzo ai membri della Conferenza Episcopale Tedesca, sarà inviata anche agli altri Vescovi dell’area di lingua tedesca. Anzitutto, mi lasci spendere brevemente una parola sulle origini del problema. Negli anni sessanta,

Ritornare allo spirito della liturgia

Nell’anno della fede e per la nuova evangelizzazione è necessaria una forte ripresa del f ondamento teologico della liturgia  pastorale “Alla vigilia del Concilio, infatti, appariva sempre più viva in campo liturgico l’urgenza di una riforma, postulata anche dalle richieste avanzate dai vari episcopati…Inoltre, si rivelava chiara fin dall’inizio la necessità di studiare in modo approfondito il  fondamento teologico della Liturgia,  per evitare di cadere nel ritualismo o di favorire il soggettivismo, il protagonismo del celebrante e affinché la riforma fosse ben giustificata nell’ambito della Rivelazione divina e  in continuità con la tradizione della Chiesa” ( Benedetto XVI,  Discorso al pontificio istituto liturgico,  7maggio 2011). Importante il connubio tra storia, teologia e pastorale della liturgia. Ma occorre rilevare che la storia della liturgia, indispensabile e preziosa, potrebbe però tendere anche verso l’ archeologismo  liturgico, ...

Sì a Dio e no al maligno

“Rinunciate a Satana?” Questo ci dice che fin dal Battesimo c’è un “sì” a Dio e un “no” al potere personale del Maligno che coordina tutto il male e si vuol fare dio di questo  mondo “Rinunciate a Satana?”. Questo ci dice che c’è un “sì” a Dio e un “no” al potere del Maligno che coordina tutte queste attività (di distruzione dell’amore di Dio) e si vuol fare dio di questo mondo, come dice ancora san Giovanni. Ma non è Dio, è solo l’avversario, e noi non ci sottomettiamo al suo potere; noi diciamo “no” perché diciamo “sì”, un “sì” fondamentale, il “sì” dell’amore e della verità. Queste tre rinunce, nel rito del Battesimo, nell’antichità, erano accompagnate da tre immersioni: immersione