martedì 28 febbraio 2012

Incatenato per amore


Il prete è un “incatenato per amore”: un amore che dà libertà, un amore che lo fa capace di rendere presente il Messaggio di Cristo e Cristo stesso

“Siamo entrati per la porta della Quaresima, rinnovamento annuale del nostro Battesimo; ripetiamo quasi il nostro catecumenato, andando di nuovo nella profondità del nostro essere battezzati, riprendendo, ritornando al nostro essere battezzati e così incorporati in Cristo. In questo modo, possiamo anche cercare di guidare le nostre comunità nuovamente in questa comunione intima con la morte e risurrezione di Cristo, divenire sempre più conformi a Cristo, sempre più realmente cristiani.
Il brano della Lettera di san Paolo agli Efesini (4,1-16) è uno dei grandi testi ecclesiali del

lunedì 27 febbraio 2012

Problema dell'infertilità‏


L’unione dell’uomo e della donna in quella comunità di amore e di vita che è il matrimonio, costituisce l’unico “luogo” degno per la chiamata all’esistenza di un nuovo essere umano, che è sempre un dono

“Diagnosi e terapia dell’infertilità”, oltre che avere una rilevanza umana e sociale, possiede un peculiare valore scientifico ed esprime la possibilità concreta di un fecondo dialogo tra dimensione etica e ricerca biomedica. Davanti al problema dell’infertilità della coppia, infatti, avete scelto di richiamare e considerare attentamente la dimensione morale, ricercando le vie per una concreta valutazione diagnostica ed una terapia che corregga le cause dell’infertilità. Questo approccio muove dal desiderio non solo di donare un figlio alla coppia, ma di restituire agli sposi la loro

martedì 21 febbraio 2012

Benedetto XVI dopo il Concistoro

Ai Cardinali Benedetto XVI ha mostrato la passione pastorale, la ragione d’essere della Chiesa  oggi con una accentuazione: mostrare la verità salvifica di Gesù Cristo alla ragione allargata del nostro tempo

“La Chiesa – il Papa ai Cardinali – non esiste per se stessa, non è il punto di arrivo, ma deve rinviare oltre se stesso, verso l’alto, al disopra di noi. La Chiesa è veramente se stessa nella misura in cui lascia trasparire l’Altro – con la “A” maiuscola – da cui proviene e a cui conduce. La Chiesa è il luogo dove Dio “arriva” a noi, e dove noi “partiamo” verso di Lui; essa ha il compito di aprire oltre se stesso quel mondo che tende a chiudersi in se stesso e portargli la luce che viene dall’alto, senza la quale diventerebbe inabitabile… Il dono totale di sé offerto da Cristo sulla croce sia per voi principio, stimolo e forza per una fede che opera nella carità. La vostra missione nella Chiesa e nel mondo sia sempre e solo “in Cristo”, risponda alla sua logica e non a quella del mondo, sia illuminata dalla fede e animata dalla carità che provengono a noi dalla Croce gloriosa del Signore”.
Il Papa, durante il suo viaggio in Germania, ha ricordato la risposta che diede Madre Teresa di Calcutta a un giornalista che le chiedeva quale fosse la prima cosa da cambiare nella Chiesa: “Lei e

Rimando alla presenza di Cristo

La Chiesa è veramente se stessa nella misura in cui lascia trasparire l’Altro – con la “A” maiuscola – da cui proviene e a cui conduce

“Il brano evangelico odierno presenta Pietro che, mosso una un’ispirazione divina, esprime la propria salda fede in Gesù, il Figlio di Dio ed il Messia promesso. In risposta a questa limpida professione di fede, fatta da Pietro anche a nome degli altri Apostoli, Cristo gli rivela la missione che intende affidargli, quella di essere la “pietra”, la “roccia”, il fondamento visibile su cui è costruito l’intero edificio spirituale della Chiesa (Mt 16,16 – 19). Tale denominazione di “roccia – pietra” non fa riferimento al carattere della persona, ma va compresa solo a partire da un aspetto più profondo, dal mistero: attraverso l’incarico che Gesù gli conferisce, Simon Pietro diventerà ciò che egli non è attraverso la “carne e il sangue”. L’esegeta Joachim Jeremias

lunedì 20 febbraio 2012

Chiesa e Pietro


Nell’annuncio di Cristo la Chiesa viene legata a Pietro e Pietro viene posto nella Chiesa come roccia; ma colui che edifica la Chiesa è Cristo stesso

“Tu es Petruset super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam”…Sono le parole efficaci con le quali Gesù ha costituito Pietro quale saldo fondamento della Chiesa. Di tale fondamento la fede rappresenta il fattore qualificativo: Simone diventa Pietro – roccia – in quanto ha professato la sua fede in Gesù Messia e Figlio di Dio. Nell’annuncio di Cristo la Chiesa viene legata a Pietro e Pietro viene posto nella Chiesa come roccia; ma colui che edifica la Chiesa è Cristo stesso, Pietro deve essere un elemento particolare della costruzione. Deve esserlo mediante la fedeltà alla sua confessione fatta presso Cesarea di Filippo, in forza dell’affermazione: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
Le parole rivolte da Gesù a Pietro mettono bene in risalto il carattere ecclesiale dell’odierno

Paolo e la comunità ecclesiale di Roma


Preghiamo perché si parli non di tante cose, ma della fede della Chiesa di Roma

“Il testo (Rm 12,1-2) è l’inizio della quarta ed ultima parte della Lettera ai Romani e comincia con le parole “Vi esorto” (v.1). Normalmente si dice che si tratti della parte morale che segue alla parte dogmatica, ma nel pensiero di san Paolo, e anche nel suo linguaggio, non si possono dividere così le cose: questa parola “esorto”, in greco parakalo, porta in sé la parola paraklesis – parakletos, ha una profondità che va molto oltre la moralità; è una parola che certamente implica ammonizione, ma anche consolazione, cura per l’altro, tenerezza paterna, anzi materna; questa parola “misericordia” –

mercoledì 8 febbraio 2012

Quaresima 2012


La Quaresima è un tempo affinché, con l’aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E’ un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale

“Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce del breve testo biblico tratto dallaLettera agli Ebrei:”Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone” (10,24). E’ una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l’accesso a Dio. Il frutto dell’accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore “con cuore sincero nella pienezza della fede” (v. 22), di mantenere salda “la professione

Preghiera per i malati


Tema del Messaggio per la XX Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio 2012:
“Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”
Come Gesù ha affrontato il Male – Maligno con la forza dell’amore che gli veniva dal Padre, così anche noi, pregando, possiamo affrontare  e vincere la prova della malattia, della negatività tenendo il nostro cuore immerso nell’amore di Dio attendendo in aggiunta qualche piccola speranza di guarigione

Benedetto XVI all’Angelus di Domenica 5 febbraio 2012 ha detto: “Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù che guarisce i malati: dapprima la suocera di Simone Pietro, che era a letto con la febbre ed Egli, prendendola per mano, la risanò e la fece alzare; poi tutti i malati di Cafarnao, provati nel corpo, nella mente e nello spirito, ed Egli “guarì molti…e scacciò molti demoni” (Mc 1,34)I quattro Evangelisti sono

mercoledì 1 febbraio 2012

Santa Toscana

L’antica e l’attuale tradizione liturgica a Santa Toscana

Con il Motu Proprio Summorum Pontificum Papa Benedetto XVI ha riconosciuto “il diritto dei fedeli”, che lo richiedono, di poter partecipare alla Messa oltre che nella forma ordinaria anche in quella straordinaria che non è mai stata proibita e ogni volta che è stata proibita lo si è fatto, forse inconsapevolmente, a dispetto della legge, come ha richiamato Benedetto XVI.
Le Chiese particolari, locali sono chiamate a vivere in comunione affettiva ed effettiva con la Madre Chiesa di Roma, e tale comunione si esprime e si manifesta visibilmente in modo eccellente attraverso la liturgia. Senza alcun dubbio il Vescovo, in ogni diocesi, è il supremo responsabile della liturgia, un ufficio che compie in perfetta comunione con la Sede Apostolica. Questo è precisamente il motivo per cui il Motu Proprio in nessun modo diminuisce l’autorità episcopale. E il Vescovo di Verona mi ha mandato Rettore di Santa Toscana, oltre che per il ministero della consolazione, anche per la