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Reddito di cittadinanza? É contrario al Vangelo

Dio vide che era cosa buona

Questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra” quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio  egoismo   “Dio vide che era cosa buona” ( Gen  1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda la creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio nell’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi? 1.          Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore...

La fede come ascolto e visione nella Lumen fidei‏

La conoscenza della fede è legata all’alleanza di un Dio fedele, che intreccia un rapporto di amore con l’uomo e gli rivolge la Parola, essa è presentata nella Bibbia come un ascolto di chi può riconoscere la voce soprannaturale per il sapere naturale, originario in ogni uomo riguardo a Dio, si apre ad essa in libertà e la segue in obbedienza d’ amore   “28 . Questa scoperta dell’amore come fonte di conoscenza, che  appartiene all’esperienza originaria di ogni uomo,  trova espressione autorevole nella concezione biblica della fede. Gustando l’amore con cui Dio lo ha scelto e lo ha generato come popolo, Israele arriva a comprendere l’unità del disegno divino, dall’origine al compimento. La conoscenza della fede,

Interpretazione delle Scritture

L’interpretazione delle Sacre Scritture non può essere soltanto uno sforzo scientifico individuale, ma  deve essere sempre confrontata, inserita e autenticata dalla tradizione vivente della  Chiesa   “Sono lieto di accogliervi al termine della vostra annuale Assemblea plenaria . Ringrazio il Presidente, Arcivescovo Gerhard  Muller , per l’indirizzo e la concisa esposizione del tema che è stato di attenta riflessione nel corso dei vostri lavori. Vi siete radunati nuovamente per approfondire un argomento molto importante:  l’ispirazione e la verità della Bibbia. Si tratta di un tema che riguarda non soltanto il singolo credente, ma la Chiesa intera, poiché la vita e la missione della Chiesa si fondano sulla Parola di Dio, la quale è anima della teologia e, insieme, ispiratrice di tutta l’esistenza cristiana. Come sappiamo, le Sacre Scritture sono la testimonianza in forma scritta della Parola divina, il memoriale canonico che attesta l’evento della Rivelazio...

La Scrittura nel soggetto vivo della Chiesa, della Tradizione‏

La Scrittura  è Scrittura attraverso la quale Lui anche oggi ci parla soltanto perché c’è in continuità o Tradizione la Chiesa viva, il suo soggetto vivo; senza il soggetto vivo di Gesù Cristo nella Chiesa, la Scrittura è solo un libro e apre, si apre a diverse interpretazioni e non dà un’ultima  chiarezza “Ancora più conflittuale (del tema della Chiesa) era il problema della Rivelazione . Qui si trattava della relazione tra Scrittura e Tradizione, e qui erano interessati soprattutto gli esegeti per una maggiore libertà; essi si sentivano un po’ –diciamo – in una situazione di inferiorità nei confronti dei protestanti, che facevano le grandi scoperte, mentre i cattolici si sentivano un po’ “handicappati” dalla necessità di sottomettersi al magistero. Qui, quindi era in gioco una lotta anche molto concreta:  quale libertà hanno gli esegeti? Come si legge la Scrittura? Che cosa vuol dire Tradizione? Era una battaglia

Creatore del cielo e della terra, dell'essere umano‏

È Dio l’origine di tutte le cose e nella bellezza della creazione si dispiega l’onnipotenza di Padre che  ama Il  Credo,  che inizia qualificano Dio come “Padre onnipotente” aggiunge poi che    Egli è il “Creatore del cielo e della terra”, e riprende così l’affermazione con cui inizia la Bibbia.  Nel  primo versetto della Sacra Scrittura, infatti, si legge: “In principio Dio creò il cielo e la terra” ( Gn  1,1):  è Dio l’origine di tutte le cose e nella bellezza della creazione si dispiega la sua onnipotenza di Padre che ama. Dio si manifesta come Padre nella creazione, in quanto origine della vita, e, nel

La gloria di Dio nel grembo di una vergine, nella povertà di un bambino‏

La gloria di Dio non si manifesta nel trionfo e nel potere di un re, non risplende in una città famosa, in un sontuoso palazzo, ma  prende dimora nel grembo di una vergine, si rivela nella povertà di un  bambino “Nel cammino dell’ Avvento  la Vergine Maria occupa un posto particolare come colei che in modo unico ha atteso la realizzazione delle promesse di Dio,  accogliendo nella fede e nella carne Gesù, il Figlio di Dio, in piena obbedienza alla volontà divina .  Oggi vorrei riflettere brevemente con voi sulla fede di Maria a partire dal grande mistero dell’Annunciazione. “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” ( Lc  1,28). Sono queste

Le beatitudini sono promesse e non solo raccomandazioni morali‏

Le beatitudini, proclamate da Gesù (Mt 5,3-12 e  Lc  6,20-23),  sono promesse e non sono solo    raccomandazioni morali . Sono rivolte a coloro che si affidano a Dio. La beatitudine natalizia della pace è dono messianico e opera umana ad un  tempo “Le beatitudini, proclamate da Gesù (Mt 5,3-12 e  Lc  6,20-23), sono promesse . Nella tradizione biblica, infatti, quello della beatitudine è un genere letterario che porta sempre con sé una buona notizia, ossia un vangelo, che culmina in una promessa. Quindi, le beatitudini non sono solo raccomandazioni morali, la cui osservanza prevede a tempo debito – tempo situato di solito nell’altra vita –una ricompensa, ossia una situazione di futura felicità.  La beatitudine consiste, piuttosto, nell’adempimento

Dio non si è tolto da questo mondo‏

Nell’ Anno della fede,    con la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, siamo chiamati ogni giorno a scorgere la presenza di Dio, leggendo alla luce della Scrittura le tappe della Sua Rivelazione, e a testimoniare la Sua continua vicinanza misericordiosa  con ogni uomo del Suo compiacimento, il Suo agire nella storia e nel mondo spesso superficiale e distratto, e far risplendere  oggi  nella nostra vita la luce che ha illuminato  allora storicamente, realmente  la grotta di Betlemme “Nella  scorsa catechesi  ho parlato della Rivelazione di Dio, come comunicazione che Egli fa di Se stesso e del suo disegno di benevolenza e di amore .  Questa Rivelazione di Dio si inserisce nel tempo e nella storia degli uomini: storia che diventa “il luogo in cui possiamo constatare l’agire di Dio a favore dell’umanità .  Egli ci raggiunge in ciò che per noi è più familiare, e facile da verificare, perché costituisce il nostro...

I dieci comandamenti

Dio ci ha donato i Comandamenti per educarci alla vera libertà e all’amore autentico, così che possiamo essere davvero felici. Sono un segno dell’amore di Dio Padre, del suo desiderio di insegnarci il retto discernimento del bene e del male, del vero e del falso, del giusto e dell’ingiusto. “Il Decalogo ci riporta al Monte Sinai, quando Dio entra in modo particolare nella storia del popolo ebreo e tramite questo popolo nella storia dell’intera umanità, donandoci le “Dieci Parole” che esprimono la sua volontà e che sono una sorta di “codice etico” per costruire una società in cui il rapporto di alleanza con il Dio Santo e Giusto  illumini i rapporti tra le persone .  E Gesù viene a dare compimento a queste parole, innalzandole e riassumendole nel duplice comandamento dell’amore:  “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente…Amerai il prossimo tuo come te stesso” ( Mt 22,37-40). Ma domandiamoci: che senso hanno q...

La verità si incontra, non la si possiede

Non possiamo dire  “ho la verità” ,  ma la verità, che è Cristo stesso, è venuta verso di   noi  e nell’Eucaristia viene addirittura dentro di noi per pulirci dalle nostre miserie, da nostro egoismo che fa sembrare il cristianesimo solo un sistema di  usanze “Nella liturgia della Parola di questa domenica emerge il tema della Legge di Dio, del suo comandamento: un elemento essenziale della religione ebraica e anche di quella cristiana, dove  trova il suo pieno compimento nell’amore ( Rm  13,10) . Le legge di Dio è la sua Parola che guida l’uomo nel cammino della vita, lo fa uscire dalla schiavitù dell’egoismo e lo introduce nella “terra” della vera libertà e della vita. Per  questyo  nella Bibbia la Legge non è vista come un peso, una limitazione opprimente, ma come il dono più prezioso del Signore, la testimonianza del suo amore paterno, della sua volontà di stare vicino al suo popolo, di essere il suo Alleato e scrivere con esso una s...

Unità tra Sacra Scrittura, Sacra Tradizione e Magistero della Chiesa

Il ruolo del magistero della Chiesa e il suo provvidenziale esercizio per l’integrità della fede del popolo di Dio “Il Vescovo di Roma siede sulla sua Cattedra per dare testimonianza di Cristo . Così la Cattedra è il simbolo della  potestas   docendi ,  quella potestà di insegnamento che è essenziale del mandato di legare e sciogliere conferito a Pietro e, dopo di lui, ai Dodici.  Nella Chiesa la Sacra Scrittura, la cui comprensione cresce sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, e il ministero dell’interpretazione autentica, conferito agli apostoli, appartengono l’una all’altro in modo indissolubile. Dove la Sacra Scrittura viene staccata dalla voce vivente della Chiesa, cade in preda alle dispute degli esperti. Certamente,

Rimando alla presenza di Cristo

La Chiesa è veramente se stessa nella misura in cui lascia trasparire l’Altro – con la “A” maiuscola – da cui proviene e a cui conduce “Il brano evangelico odierno presenta Pietro che, mosso una un’ ispirazione divina, esprime la propria salda fede in Gesù, il Figlio di Dio ed il Messia promesso. In risposta a questa limpida professione di fede, fatta da Pietro anche a nome degli altri Apostoli, Cristo gli rivela la missione che intende affidargli, quella di essere la “pietra”, la “roccia”, il fondamento visibile su cui è costruito l’intero edificio spirituale della Chiesa (Mt 16,16 – 19). Tale denominazione di “roccia – pietra” non fa riferimento al carattere della persona, ma va compresa solo a partire da un aspetto più profondo, dal mistero: attraverso l’incarico che Gesù gli conferisce, Simon Pietro diventerà ciò che egli non è attraverso la “carne e il sangue”. L’esegeta Joachim Jeremias

Incontrare Gesù oggi‏

Come è possibile che qualcuno che ha vissuto sulla terra tanti anni fa abbia qualcosa a che fare con me, con tutta la famiglia umana, oggi? “Nel Vangelo che abbiamo ascoltato (Mt 16, vediamo descritti due modi distinti di conoscere Cristo . Il primo consisterebbe in una conoscenza esterna, caratterizzata dall’opinione corrente. Alla domanda di Gesù: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?”, i discepoli rispondono: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. Vale a dire, si considera Cristo come un personaggio religioso in più di quelli già conosciuti. Poi, rivolgendosi

Il dramma della non storicità del cristianesimo

IL CONSOLIDARSI QUASI COME UN DOGMA, NELLA ESEGESI PRATICA DEI VANGELI, DELLA FRATTURA TRA IL GESU’ STORICO E IL CRISTO DELLA FEDE LE CONSEGUENZE NELLA TEOLOGIA SU DI ESSA FONDATA Negli anni Sessanta e Settanta, tanto in campo protestante quanto in quello cattolico la frattura tra il Gesù storico e il Cristo della fede si consolidò quasi come un dogma, soprattutto nell’esercizio pratico della esegesi dei vangeli e, di conseguenza, nella teologia che su di essa era fondata. In sintesi, i vangeli rifletterebbero la fede della Chiesa, una fede post – pasquale in Gesù risorto. Ma il Gesù “ pre – pasquale”, che non è passato attraverso la fede dei testimoni, era un altro. Ratzinger, nella premessa a tutta l’opera di Gesù di Nazareth , descrive assai bene le conseguenze che questa posizione reca per il popolo cristiano nell’attuale secolarismo: “ Tutti questi tentativi (si riferisce alle ricostruzioni del Gesù storico realizzate nella ricerca scientifica a partire dagli anni

I tratti della presenza di Gesù‏

Nei Vangeli canonici troviamo i tratti inconfondibili di quella Presenza che è all’opera tra noi, oggi Ignacio Carbajosa , Professore ordinario di Sacra Scrittura nella Facoltà di Teologia “San Damaso ”, Madrid, Ritrovare la fiducia nei Vangeli, presentazione del libro di Joseph Ratzinger Benedetto XVI Gesù di Nazareth. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione. Questo testo vuole essere un aiuto alla lettura del libro di J. Ratzinger/Benedetto XVI, Gesù di Nazareth. Innanzitutto per capirne la portata storica. Il libro del Papa rappresenta, infatti, un grande contributo per superare la frattura sapere – credere che da più di due secoli costituisce una delle grandi sfide alla nostra fede. Alla fine del Settecento è comparsa la pretesa illuminista di conoscere veramente il Gesù storico, cioè il “vero” Gesù. Si tratta di una pretesa che

Nuovo umanesimo

La questione di Dio oggi: non si tratta di un Dio che in qualche modo esiste, ma di un Dio che ci conosce, che ci parla e che ci riguarda e che poi, escatologicamente , è anche nostro giudice Enrico dal Covolo , sull’ Osservatore Romano del 13 luglio 20011 ritorna sulla    questione dell’interpretazione delle Scritture cioè sul metodo sempre in auge nella tradizione della Chiesa, dalle sue origini a oggi: dal Pastore di Erma fino al Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. E’ quello stesso metodo che Gesù, sulla via di Emmaus , ha scelto fin dall’inizio, avviando con i due discepoli “disperati” una vera e propria lectio divina. Era proprio questo il tema centrale dell’Assemblea del Sinodo dei Vescovi, riunita a

Esegesi storica e teologia

Esegesi storica e teologia nei due volumi Gesù di Nazareth La specificità dei due volumi Gesù di Nazareth – ne uscirà ancora un terzo – consiste nel fatto che Joseph Ratzinger Benedetto XVI riesce ad unire esegesi storica e teologia. Offre una esegesi teologica, raccogliendo i risultati più importanti della esegesi degli ultimi due secoli, e collegandoli con una teologia sana: un po’ come hanno fatto i padri della Chiesa. In questo senso il Papa è convinto che la sua missione principale sia quella di confermare i fratelli nella fede. Nel libro fa questo, non con la sua autorità di Pontefice, ma nella sua veste umile di teologo, mostrandoci cosa il concilio Vaticano II intende quando chiede agli esegeti di interpretare la sacra

Il libro di preghiera

“Il libro di preghiera” per eccellenza, il libro dei Salmi “Il Salterio si presenta come un “formulario” di preghiere, una raccolta di centocinquanta Salmi che la tradizione biblica dona al popolo di credenti perché diventino la sua, la nostra preghiera, il nostro modo di rivolgersi a Dio e di relazionarci con Lui . In questo libro, trova espressione tutta l’esperienza umana con le sue molteplici sfaccettature, e tutta la gamma dei sentimenti che accompagnano l’esistenza dell’uomo. Nei Salmi, si intrecciano e si esprimono gioia e sofferenza, desiderio di Dio e percezione della propria indegnità, felicità e senso di abbandono, fiducia in Dio e dolorosa solitudine, pienezza di vita e paura di morire. Tutta la realtà del credente confluisce in quelle preghiere, che il popolo di Israele prima e la Chiesa poi hanno assunto come mediazione privilegiata del rapporto con l’unico Dio e risposta adeguata al suo rivelarsi nella storia.

Preghiera di supplica

Amore dei fratelli e amore di Dio si compenetrano nella preghiera di intercessione, sono inscindibili “La supplica di Mosé è tutta incentrata sulla fedeltà e la grazia del Signore. Egli si riferisce dapprima alla storia di redenzione che Dio ha iniziato con l’uscita d’Israele dall’Egitto, per poi fare memoria dell’antica promessa data ai Padri. Il Signore ha operato salvezza liberando il suo popolo dalla schiavitù egiziana; perché allora – chiede Mosé – “gli Egiziani dovranno dire: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla faccia della terra?” ( Es 32,12) . L’opera di salvezza iniziata deve essere completata; se Dio facesse perire il suo popolo, ciò