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Perdita della dottrina e pastoralismo

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Ottava lezione del Prof. Giovanni Zenone Ph.D. su La nuova Chiesa di Karl Rahner di StefanoFontana. Puoi ordinare il libro alla pagina http://shop.fedecultura.com/La-nuova-Chiesa-di-Karl-Rahner-p81906827

Martini e Bergoglio: così vicini, così lontani

Il servizio di  www.chiesa   “Martini papa.  Il sogno divenuto realtà”  ha suscitato reazioni di vario segno . Il professor Alessandro Martinelli, discepolo del filosofo Gustavo  Bontadini  e specialista in metafisica, ha inviato a  magister.blog    il seguente articolo che pubblichiamo. “ Bergoglio  e Martini molto simili ? Senza dubbio, ma anche molto diversi. Si pensi a quanto divergano su questioni delicatissime e caldissime anche per  la Chiesa , come il riconoscimento legale delle unioni omosessuali e la depenalizzazione dell’aborto procurato. Mentre in Argentina divampava lo scontro sul disegno di legge che avrebbe legalizzato i cosi detti “matrimoni”

Teologia della liberazione e teologia della Chiesa

“La forte unità che si è realizzata nella Chiesa dei primi secoli con una fede    amica dell’intelligenza e una prassi di vita caratterizzata dall’amore reciproco e  dall’attenzione premurosa ai poveri e ai sofferenti ha reso possibile la prima grande espansione missionaria del cristianesimo nel mondo ellenistico romano. Così è avvenuto in seguito, in diversi contesti culturali e situazioni storiche.  Questa rimane la strada maestra per l’evangelizzazione”  (Benedetto XVI, Verona 2006): dalla parte dei poveri . Teologia della liberazione, teologia della Chiesa Nel libro di Nello Scavo “ La lista di  Bergoglio ” , in vendita dal 3 settembre e presentato da  www.chiesa     il 28 settembre, è riportata per la prima volta la trascrizione dell’interrogatorio cui fu sottoposto  Bergoglio  dalla magistratura argentina l’8 novembre 2010. In esso vi sono alcuni passaggi in cui egli dice in breve, che cosa pensa della teologia della l...

Collegialità, ma il primato non si tocca

Collegialità,  sinodalità  sì, ha detto il Papa, ma sempre  “in armonia con il primato” del Vescovo di Roma. Benedetto XVI parlava non di semplice “ continuità”  ma di “ riforma nella continuità”,  e Francesco sta ora ribadendo uno per  uno i  momenti riformatori, nello stesso tempo interpretandoli “ in continuità”  sulla scia di Papa Ratzinger: dall’ecumenismo ai rapporti con il mondo ebraico e alla collegialità, alla libertà religiosa.  Chi rifiuta i capisaldi del Vaticano II non può affermare di essere in armonia e in comunione con il Pontefice. Il dono e l’impegno di un’omelia teologica   Il 29 giugno 2013 Papa Francesco ha celebrato la Messa nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, imponendo il tradizionale Pallio ai 34 nuovi metropoliti, compreso quello di Buenos Aires Tutta l’omelia – come al solito divisa didatticamente in tre parti – è sembrata mirare alla riforma della Curia romana e a decisioni forse imminenti. Il Conclav...

Di fronte alle attuali sconfitte della cristianità italiana‏

Le attuali due sconfitte lancinanti della cristianità italiana Su  La nuova Bussola Quotidiana  del 20 giugno 2013 mons. Luigi Negri, in coincidenza con i suoi cento giorni nella diocesi di Ferrara Comacchio, esprime una sensazione che mi accomuna:  “Da una  parte c’è  una  incredibile attesa di una autorevolezza cristiana, attesa dai laici, perché non sono pochi coloro che, nello sconcerto attuale di una società evidentemente così empia, sentono il bisogno di una prossimità, il bisogno di essere accolti nelle istanze profonde della vita.  questa sensibilità che monsignor Giussani chiamava “il cammino al vero”, “la ricerca del volto umano”. L’esigenza di questo cammino al vero è fortissima.   È  il rinnovarsi di  una  esigenza di verità e di bellezza, di bene e di giustizia che supera quotidianamente, anche se in modo molto debole, questo grigiore del consumismo, del relativismo etico, dell’ opinionalismo , di questo ...

Del tutto cristocentrica la spiritualità di Lutero‏?

Qual è la posizione di Dio nei    miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? “ Come posso avere un Dio misericordioso?”  – questa  scottante domanda di Lutero deve diventare ecumenicamente di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda, non accademica, ma concreta.  Questo il primo appello per Luterani e Cattolici per la celebrazione, nel 2017, del 500° anniversario della Riforma protestante “Per me, come Vescovo di Roma, è un momento di profonda commozione incontrarvi qui, nell’antico convento agostiniano di Erfurt . Abbiamo appena sentito che qui Lutero ha studiato teologia. Qui ha celebrato la sua prima Messa. Contro il desiderio del padre, egli non continuò gli studi giurisprudenza, ma studiò teologia e si incamminò verso il sacerdozio nell’Ordine di sant’Agostino. E in questo cammino non gli interessava questo o quello.   Ciò che non gli dava pace era la questione su Dio, che

Non il vero Concilio è ancora dominante ma quello dei media‏

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Clicca per info e acquisti Non il Concilio dei Padri, della fede, il vero Concilio, ma quello dei  media  è ancora dominante provocando nella Chiesa la spaccatura tra progressisti e tradizionalisti e creando “ tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata…Mi sembra che, 50 dopo il Concilio, vediamo come questo Concilio virtuale si rompa, si perda, e appare il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale…Vince il Signore!”   “C’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio -, ma c’era anche il concilio dei  media .  Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i  media.  Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei  media,  non quello dei Padri. E  mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l’ intellectus ,  che cerca ...

Lettera all'Arena di Verona

Egregio direttore de  l’Arena , da qualche settimana, come spesso avviene nei momenti di svolta della politica italiana, i rapporti tra cattolici e politica hanno occupato, tranne per ora che a Verona compreso  il settimanale diocesano  Verona Fedele ,  grande spazio nei media e nei dibattiti. La novità è stata    una forte esposizione da parte dell’ Osservatore Romano  e dell’ Avvenire  di un   unanime appoggio politico

Glorificazione di Dio e autentico dialogo‏

È proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza. Quando si cessa di riferirsi a una verità oggettiva e trascendente, come è possibile realizzare un autentico dialogo? In tal caso come si può evitare che la violenza, dichiarata o nascosta, diventi la ragione ultima dei rapporti umani? In realtà, senza un’apertura trascendente, l’uomo cade facile preda del relativismo e gli riesce poi difficile agire secondo giustizia e impegnarsi per la pace. “Il Vangelo di Luca racconta che, nella notte di Natale, i pastori odono cori angelici che  glorificano Dio e annunciano la pace sull’umanità .  L’evangelista sottolinea così la stretta relazione fra Dio e l’anelito profondo dell’uomo di ogni tempo a conoscere la verità, a praticare la giustizia e vivere nella pace. Oggi si è indotti talvolta a pensare che la verità, la giustizia e la pace siano utopie e che esse si escludono mutuamente. Conoscere la verità sembra impossibile e gli sforzi per affermarla ...

Non ridurre la teologia a scienze religiose‏

Ci  troviamo in un contesto culturale dove taluni sono tentati o di privare la teologia di uno statuto accademico, a causa del suo legame intrinseco con la fede, o di prescindere dalla dimensione credente e confessionale della teologia,  con il rischio di confonderla e di ridurla   alle scienze  religiose “La vostra Sessione Plenaria si è svolta nel contesto dell’ Anno della fede,  e sono profondamente lieto che la Commissione  Teologica  Internazionale     abbia voluto manifestare la sua adesione  a questo evento ecclesiale attraverso un pellegrinaggio alla  Basilica Papale di Santa Maria Maggiore,  per affidare alla Vergine Maria, praesidum   fidei , i lavori della vostra Commissione e per pregare per tutti coloro che,  in medio  Ecclesiae ,  si dedicano a far fruttificare l’intelligenza della fede beneficio e gioia spirituale di tutti

Il significato di Credo la Chiesa‏

Che cosa significa “credo  l a Chiesa ”? Significa: credo che il mistero di Dio  si è manifestato  nel mondo mediante quella storia di rapporti che, iniziata con la creazione all’alba dei tempi, si è poi storicamente manifestata con la vocazione di Abramo e del popolo di Israele; si è compiuta nella persona e nella vicenda di Gesù, Verbo incarnato; è presente mediante lo Spirito della presenza continua del Crocefisso risorto in un popolo particolare, la Chiesa, come nel suo sacramento visibile; e avrà la sua pienezza alla fine dei tempi. Dio è entrato nella nostra storia attraverso una vicenda particolare, ma per significare e donare a tutti la buona notizia del suo amore gratuito e  misericordioso La Scrittura  è  Parola di Dio  attraverso la Fede di chi attraverso  i 46 testi ispirati  dell’Antico Testamento, i 27 del Nuovo cioè la Bibbia o libro per eccellenza crede che Dio come ha parlato allora mi parla qui e ora, con il dono dello...

La presenza di Cristo negli oranti‏

Una interpretazione superficiale delle parole evangeliche – “ Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20) – crea   notevoli equivoci sul valore stesso del radunarsi in orazione e sulle condizioni della presenza di Cristo negli oranti. “Il punto di partenza della liturgia (…) sarebbe costituito dalla riunione di due o tre che stanno insieme nel nome di Cristo . Questo riferimento alla promessa del Signore di Mt 18,20 appare a prima vista innocuo e tradizionale. Acquista però una portata rivoluzionaria per il fatto che quest’unico testo biblico viene isolato e messo in contrasto con l’intera tradizione liturgica. Questi ‘due o tre’, infatti, vengono ora messi in contrapposizione ad un’istituzione con ruoli istituzionali e ad ogni ‘programma codificato’. Conseguentemente tale definizione significa: non è la Chiesa a precedere il gruppo, ma il gruppo la Chiesa. Non è la liturgia della Chiesa come realtà

Unità tra Sacra Scrittura, Sacra Tradizione e Magistero della Chiesa

Il ruolo del magistero della Chiesa e il suo provvidenziale esercizio per l’integrità della fede del popolo di Dio “Il Vescovo di Roma siede sulla sua Cattedra per dare testimonianza di Cristo . Così la Cattedra è il simbolo della  potestas   docendi ,  quella potestà di insegnamento che è essenziale del mandato di legare e sciogliere conferito a Pietro e, dopo di lui, ai Dodici.  Nella Chiesa la Sacra Scrittura, la cui comprensione cresce sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, e il ministero dell’interpretazione autentica, conferito agli apostoli, appartengono l’una all’altro in modo indissolubile. Dove la Sacra Scrittura viene staccata dalla voce vivente della Chiesa, cade in preda alle dispute degli esperti. Certamente,

Solo chi vive in pienezza la vocazione cristiana evangelizza‏

“Solo chi è pienamente fedele alla dottrina di Cristo può essere efficacemente apostolo . E solo chi vive in pienezza la vocazione cristiana può essere immunizzato dal contagio di errori con cui viene a contatto” (Paolo  VI ) nell’ evangelizzazione “Il Signore fece i Dodici”. Egli crea qualcosa, Egli fa qualcosa, si    tratta di un atto creativo. Ed Egli li fece, “perché stessero con Lui e per mandarli” (Mt 3,14): questa è una duplice volontà che, sotto certi aspetti, sembra contraddittoria. “Perché stessero con Lui”: devono stare con Lui, per arrivare a conoscerlo, per ascoltarlo, per lasciarsi plasmare da Lui; devono andare con Lui, essere con Lui in cammino, intorno a Lui e dietro di Lui. Ma allo stesso tempo devono essere degli

Non si può rinnovare la Chiesa disobbedendo

Puntare a rinnovare la Chiesa ignorando decisioni definitive del Magistero è soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre  idee “In questa Santa Messa i nostri pensieri ritornano all’ora in cui il Vescovo, mediante l’imposizione delle mani e la preghiera, ci ha introdotti nel sacerdozio di Gesù Cristo, così che fossimo “consacrati nella verità” ( Gv  17,19), come Gesù, nella sua Preghiera sacerdotale, ha chiesto per noi al Padre . Egli stesso è la Verità. Ci ha consacrati, cioè consegnati per sempre a Dio, affinché a partire da Dio e in vista di Lui, potessimo servire gli uomini. Ma siamo anche consacrati

La verità si impone da se stessa‏

La verità non si impone con altri mezzi, se non da se stessa! Non è vera emancipazione, l’emancipazione dalla comunione gerarchica a servizio    della Verità che emerge dal Corpo di Cristo, con il Corpo di Cristo, il “noi” della Chiesa! “Gli Apostoli, nella successione apostolica, sono presenti nei Pastori, che siamo noi, per la grazia di Dio e nonostante tutta la nostra povertà . E siamo grati a Dio che ci ha voluto chiamare per stare nella successione apostolica e continuare ad edificare il Corpo di Cristo. Qui appare un elemento che mi sembra importante:  i ministeri – i cosi detti ministeri – sono chiamati “doni di Cristo”, sono carismi; cioè, non c’è questa opposizione: da una parte il ministero, come cosa giuridica, e dall’altra i carismi, come dono profetico, vivace, spirituale, come presenza dello Spirito e la sua novità. No!

Un libro da non perdere

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Clicca sulla copertina per info Prima condannato dal Sant'Uffizio, poi divenuto perito del Concilio Vaticano II, Karl Rahner fu il teologo gesuita che ebbe ed ha un'enorme influenza. In quest'opera magistrale del beatificando Padre domenicano Tomas Tyn - morto a quarant'anni nel 1990 - vengono analizzati in modo critico - col metodo cristallino di san Tommaso d'Aquino - tutti i punti della dottrina etica di Rahner. Un testo fondamentale in questo tempo privilegiato di  riscoperta della razionalità della fede cattolica. Il libro è disponibile a Verona presso la Libreria Fede & Cultura in viale della repubblica, 15 in Borgo Trento, oppure all'url http://fedecultura.com/Saggio_sull_etica_esistenziale_formale_di_Karl_Rahner.aspx Domani 26 novembre 2011 sarà disponibile a Verona, dalle ore 9,30 Aula T-4 (g.c.) del Polo Zanotto, Università di Verona al Convegno "Padre Tomas Tyn un Domenicano per il nostro tempo" organizzato dall'ASSOCIAZIONE CE...

Situazione ecumenica

Non saranno le tattiche a salvarci, a salvare il cristianesimo, ma una fede ripensata e vissuta in modo nuovo, mediante il quale Cristo, e con Lui il Dio vivente, entri in questo mondo “Ciò che non dava pace a Lutero era la questione su Dio, che fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell’intero suo cammino . “ Come posso avere un Dio misericordioso?”: questa domanda gli penetrava nel cuore e stava dietro ogni sua ricerca teologica e ogni lotta interiore. Per Lutero la teologia non era una questione accademica, ma la lotta interiore con se stesso, e questo, poi, era una lotta riguardo a Dio e con Dio. “Come posso avere un Dio misericordioso?”. Che questa domanda sia stata la forza motrice

Istituzioni ecclesiali

Le decisioni istituzionali del magistero possono diventare feconde solo a condizione che siano legate a una lotta seria e convinta per una nuova evidenza delle opzioni fondamentali della fede Il 27 novembre 1999,  in una conferenza tenuta a Parigi dal titolo “Verità del cristianesimo?”, così  il card. Ratzinger concluse: “ Guardando al passato, possiamo dire che la forza che ha trasformato il cristianesimo in una religione mondiale sta nella sintesi da esso operata tra ragione e fede, fede e vita, brevemente indicata con l’espressione ‘religione vera’. Tutte le crisi interne al cristianesimo osservabili ai nostri giorni sono riconducibili solo secondariamente a problemi di tipo istituzionale. I problemi di tipo sia istituzionale sia personale nella Chiesa derivano, in ultima istanza, da questa questione e dal suo enorme peso ”. Cioè, appunto, dalla “pretesa di verità” del cristianesimo, in un’epoca in cui per tanti uomini non ci sono più certezze, ma solo opinioni. A qu...

Seminario teologico

Il seminario teologico è la comunità di coloro che vogliono servire la comune Chiesa “Chi vuol diventare sacerdote, deve essere soprattutto un “uomo di Dio”, come lo descrive san Paolo ( ! Tm 6,11 ). Per noi Dio non è un’ipotesi distante, non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il “big bang”. Dio si è mostrato in Gesù Cristo. Nel volto di Gesù Cristo vediamo il volto di Dio. Nelle sue parole sentiamo Dio stesso parlare con noi. Perciò la cosa più importante nel cammino verso il sacerdozio e durante tutta la vita sacerdotale è il rapporto personale   con Dio