giovedì 16 agosto 2018

Domenica XX anno B

Chi almeno ogni Domenica riceve, sapendo e pensando, l’Eucarestia, il suo vivere diviene Cristo, ama e coraggiosamente perdona come Lui

Il Vangelo di questa domenica (Gv 6,51-58) è la parte finale e culminante del discorso eucaristico fatto da Gesù nella sinagoga di Cafarnao, dopo che il giorno precedente aveva dato da mangiare a Migliaia di persone con soli cinque pani e due pesci. Gesù svela il senso di quel miracolo, e cioè che il tempo delle promesse di vita veramente vita, come il cuore di ogni uomo attende sempre inquieto, è compiuto: Dio Padre, che con la sua manna aveva sfamato gli Israeliti nel deserto, ora ha mandato Lui, il Figlio in un volto umano che crocefisso risorto è sacramentalmente il vero Pane di vitaveramente vita di amore, e questo pane è la sua carne, la sua vita divina-umana, offerta in sacrificio per noi, per me. Si tratta dunque di accoglierlo con fede, non scandalizzandosi della sua umanità in tutto uguale alla nostra; e si tratta con un sacramento di “mangiare la sua carne e bere il suo sangue” (Gv 6,54) per poter giungere a dire: “Per me vivere è Cristo” (Fil 1,21) cioè la vita veramente vita di amore, con il coraggio di perdonare. E’ evidente che questo discorso non è fatto per attirare immediatamente consensi. Gesù lo sa e lo pronuncia intenzionalmente; e infatti quello fu un momento critico, una svolta nella sua missione pubblica. La gente, e gli stessi discepoli, erano entusiasti di Lui quando compiva segni prodigiosi; e anche la moltiplicazione dei pani e dei pesci era una chiara rivelazione che Egli era il Messia, il Dio che possiede un volto umano, tant’è che subito dopo la folla avrebbe voluto portare Gesù in trionfo e proclamarlo re d’Israele. Ma non era questa la volontà di Gesù, che proprio con quel lungo discorso smorza gli entusiasmi e provoca molti dissensi. Egli, infatti, spiegando l’immagine, il segno del pane, afferma di essere stato mandato ad offrire la propria vita , e chi vuole divenire come Lui, seguirlo deve unirsi a Lui, in una relazione intima con Lui, in una interiorità reciproca, in modo personale e profondo, partecipando al suo sacrificio di amore. Per questo Gesù istituirà nell’ultima Cena il Sacramento dell’Eucaristia: perché in continuità di tempo e di luogo i suoi discepoli possano avere in se stessi la sua carità – questo è decisivo – e, come un unico corpo unito a Lui, per prolungare nel mondo il suo misero di salvezza.

Ascoltando questo discorso la gente capì che Gesù non era un Messia come lo volevano, che aspirasse ad un trono terreno. Non cercava consensi immediati per conquistare Gerusalemme; anzi, alla Città santa voleva andarci per condividere la sorte dei profeti: dare la vita per Dio e per il popolo. Quei pani, spezzati per miglia di persone, non volevano provocare una marcia trionfale, ma preannunciare il sacrificio della Croce, in cui Gesù  diventa Pane, Corpo e Sangue offerti in espiazione.Gesù dunque fece quel discorso per disilludere le folle e, soprattutto provocare una decisione radicale nei suoi discepoli. Infatti, inevitabilmente molti tra questi, da allora, non lo seguo o più. Una volta Gesù ha esultato nello Spirito e ha ringraziato il Padre, dicendo: ”Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e gli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11,25). Queste parole possono essere applicate all’Eucarestia, in cui Gesù ci offre il pane della sua sapienza e il vino del suo amore, del suo perdono. Questa sapienza non è accolta da chi si crede sapiente e intelligente, da chi è orgoglioso, ma soltanto dai piccoli, da chi accetta la sapienza del Signore, la sapienza della croce.

Cari amici, lasciamoci anche noi nuovamente stupire dellparole di Cristo: Egli, chicco di grano gettato nei solchi della storia, è la primizia dell’umanità nuova, liberata dalla corruzione del peccato e della morte. E riscopriamo la bellezza del Sacramento dell’Eucarestia, che esprime tutta l’umiltà e la santità di Dio: il suo farsipiccolo, Dio si fa piccolo, frammento dell’universo per riconciliare tutti nell’amore che perdona. La Vergine Maria, la Regina dell’amore, che ha dato al mondo il Pane della vita, ci insegni a vivere sempre in profonda unione con Lui, ricevendolo nella Comunione in atteggiamento di adorazione, genuflettendo o inchinandoci, rispondendo amen a ciò che ci credo, mi fido, mi affido.

martedì 7 agosto 2018

Assunzione al Cielo di Maria

L’Assunzione al Cielo di Maria è il mistero della Pasqua di Cristo pienamente realizzato in Lui e tocca anche noi, perché ci indica il nostro destino, quello dell’umanità e della storia

Nel cuore del mese di Agosto la Chiesa in Oriente e in Occidente celebra la Solennità dell’Assunzione di Maria Santissima al Cielo. Nella Chiesa Cattolica, il dogma dell’Assunzione – come sappiamo – fu proclamato durante

Domenica XIX anno B

La Messa di ogni Domenica è un cibo potente e meraviglioso, che comunica l’amore, il coraggio di perdonare e di affrontare tutte le difficoltà trasformandole in occasioni di bene

La lettura del 6° capitolo del Vangelo di Giovanni, che ci accompagna in queste Domeniche nella Liturgia, ci ha condotti a riflettere sul segno della moltiplicazione del pane, con il quale il Signore ha sfamato una folla di cinquemila

La pena di morte è inammissibile...

“La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona umana”
Due utili interventi per agevolare la comprensione in Sandro Magister 6 agosto 2018:
1) Il primo è la sinossi tra il vecchio articolo del Catechismo della Chiesa cattolica sulla pena di morte e il nuovo articolo riscritto per volontà di papa Francesco.
IL VECCHIO ARTICOLO
2267. L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere

mercoledì 1 agosto 2018

Domenica XVIII anno B

Il centro di ogni esistenza umana, ciò che dà senso e ferma speranza al cammino spesso difficile della vita è la fede in Gesù cioè Dio in un volto umano, l’incontro ecclesiale con Cristo, cioè Lui risorto e amare come Lui ci ama

Nella liturgia della Parola di questa Domenica continua la lettura del 6° capitolo del Vangelo di Giovanni. Siamo nella sinagoga di Cafarnao dove Gesù sta tenendo il suo noto discorso sulla moltiplicazione dei pani. La gente l’aveva cercato per farlo re, ma Gesù, invitando i discepoli ad

sabato 28 luglio 2018

Lucidità profetica con l'Humana Vitae di Paolo VI

Con l’”Humanae vitae” Paolo VI aveva ragione. “L’Osservatore Romano” detta la linea

Di Lucetta Scaraffia 25 luglio 2018
Cinquant’anni dopo la pubblicazione, l’enciclica "Humanae vitae" di Paolo VI si presenta agli occhi degli uomini di oggi in modo completamente diverso. Nel 1968 era un documento coraggioso – e quindi controverso – che andava contro l’aria del tempo, quella della rivoluzione sessuale, per realizzare la

venerdì 27 luglio 2018

Immigrazione: ascoltare i vescovi africani

Siccome gli emigranti illegali sono per lo più giovani maschi originari dell’Africa sub-sahariana, occorre decidersi a parlare con i vescovi africani

Anna Bono in La Nuova Bussola Quotidiana 24-07-2018
Un “esercito di poveri, vittime di guerre e fame”. Così la Presidenza della Conferenza episcopale italiana definisce gli emigranti. Un'immagine stereotipata e ben lontana dalla realtà. Le cifre dimostrano che questo "esercito" è una piccola minoranza in un mare di clandestini

Un “esercito di poveri, vittime di guerre e fame”. Così la Presidenza della Conferenza episcopale italiana definisce gli

mercoledì 25 luglio 2018

Domenica XVII anno B

Nell’Eucaristia il crocefisso risorto moltiplica ogni giorno l’attualizzazione del suo sacrificio per donarci la capacità di amare  come Dio ci ama in tutti come figli, come fratelli 

Nell’odierna domenica abbiamo iniziato la lettura  del capitolo 6° del Vangelo di Giovanni. Il capitolo si apre con la scena della moltiplicazione dei pani, che poi Gesù commenta nella sinagoga di Cafarnao, indicando in Se stesso il ”pane” disceso da cielo, che dona la vita di figli nel Figlio di Dio che

L'accoglienza va fatta con la possibilità di integrare

La politica dell’accoglienza deve coniu-garsi con la difficile opera dell’integrazione. Ma con quale civiltà?

Non possiamo non renderci conto dei tanti progetti e tentativi volti ad annullare, anche con l’immigrazione, le identità dei popoli, perché ciascun uomo sia più solo e debole, sganciato dai riferimenti culturali di una comunità in cui possa identificarsi fi-no in fondo: lo possiamo costatare dalla

venerdì 20 luglio 2018

Garantire ai popoli la possibilità di non emigrare

“Come garantire ai popoli la possibilità di non emigrare, di vivere nella propria terra e offrire là dove si è nati il proprio contributo al miglioramento sociale” (Mons. Antonio Suetta)

Il Vescovo di Ventimiglia risponde alla lettera della CEI sull’immigrazione

Carissimi,
leggendo con attenzione la Vostra lettera, ho ritenuto di dover rispondere alle Vostre riflessioni innanzitutto a partire dall’esperienza della Chiesa di Ventimiglia San Remo, da qualche anno fortemente coinvolta dal fenomeno dell’immigrazione, passando da qui una delle principali rotte dei migranti prevalentemente africani e provenienti dal Sud