venerdì 23 agosto 2013

Monteforte: la mia esperienza di esorcista


Undici anni di esperienza di ministero esorcistico di liberazione nell’orizzonte biblico - ecclesiastico
Undici anni fa il Vescovo di Verona ha dovuto richiedermi per tre volte se accettavo il mandato di esorcista. La terza volta sono andato a consigliarmi con don Giussani, ricoverato al San Raffaele. Ma che obiezioni fai? Nel Vangelo secondo Marco non ci sono memorizzati cinque esorcismi di Gesù? Mah… Ma tu non rendi presente Lui con il tuo ministero, con il

Il contributo coraggioso, profondo e oggi profetico alla libertà religiosa di Benedetto XVI


Il contributo coraggioso, profondo  e oggi profetico alla libertà religiosa di Benedetto XVI, riassunta da Papa Francesco: “Il Vangelo non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede. E’ proprio il contrario: la vera forza del cristiano è la forza della verità e dell’amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili” 
Dio che possiede un volto umano come via umana alla Verità e alla Vita ci ha rivelato che Dio è l’Amore e quindi non può costringere creature create libere che per il si libero, d’amore, necessariamente hanno anche il rischio di poter dire no anche a Dio cioè il peccato. C’è un rapporto tra Dio e ogni individualità intelligente e libera, angelica e umana, da

Papa Francesco risponde alle domande, in totale libertà, dei giornalisti


Un’intervista del Papa a braccio non è in alcun modo un atto magisterialeMagisteriali sono gli interventi ai Vescovi, ai giovani fatti esplicitamente come successore di Pietro e che abbiamo pubblicato. Perciò ognuno è libero di dissentire quando si tratta di opinabile. Tuttavia è veramente un dono questa intervista se letta con quell’anticipo di simpatia verso il Papa senza il quale non c’è alcuna comprensione. 
Juan de Lara: Santità, in questi quattro mesi di pontificato abbiamo visto che ha creato diverse Commissioni per riformare la Curia. Vorrei domandarle: Che tipo di riforma ha in mente, contemplala possibilità di sopprimere lo IOR, la cosi detta Banca del Vaticano?
I passi che ho fatto in questi quattro mesi e mezzo vengono da due versanti:
- il contenuto di quello che si doveva fare, tutto, viene dal versante delle Congregazioni Generali dei cardinali. Erano cose che noi cardinali abbiamo chiesto a colui che sarebbe diventato Papa. Io mi ricordo che chiesi molte cose, pensando che sarebbe stato un altro…Chiedevamo di fare

La fede cresce nella condivisione‏


La fede è una fiamma che si fa sempre più viva quanto più si condivide, si trasmette, perché tutti possano conoscere, amare e professare Gesù Cristo che è il Signore della vita e della storia (Rm 10,9)
 “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Con queste parole, Gesù si rivolge a ognuno di voi, dicendo: “E’ stato bello partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, vivere la fede insieme a giovani provenienti dai quattro angoli della terra, ma ora tu devi andare a trasmettere questa esperienza agli altri”. Gesù ti chiama ad essere discepolo in missione! Oggi, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, che cosa ci dice il Signore? Che cosa ci dice il Signore? Tre parole: Andate, senza paura, per servire.

Andate. In questi giorni, qui a Rio, avete potuto fare la bella esperienza di incontrare Gesù e di

martedì 20 agosto 2013

La povertà che provoca l'emergenza uomo è la mancanza di Cristo


“Emergenza uomo” significa l’emergenza di tornare a Cristo, di imparare da Lui la verità su noi stessi e sul mondo, e con Lui e in Lui andare incontro agli uomini, soprattutto ai più poveri, per i quali Gesù ha sempre manifestato predilezione. E la povertà non è solo quella materiale. Esiste una povertà spirituale  che attanaglia l’uomo contemporaneo. Siamo poveri di amore, assetati di verità e giustizia, mendicanti di Dio. La povertà più grande infatti è la mancanza di Cristo, e finché non porteremo Gesù agli uomini avremo fatto per loro sempre troppo poco

Eccellenza Reverendissima,
con gioia trasmetto il cordiale saluto del Santo Padre Francesco a Vostra Eccellenza, agli organizzatori e a tutti i partecipanti al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, giunto alla XXXIV edizione. Il tema scelto – “Emergenza uomo” – intercetta la grande urgenza di evangelizzazione di cui più volte il Santo Padre ha parlato, nella scia dei suoi Predecessori, e ha suscitato in Lui profonde considerazioni che di seguito riporto.

L’uomo è la via della Chiesa: così il beato Giovanni Paolo II scriveva nella sua prima Enciclica, Redemptor hominis(n. 14). Questa  verità rimane valida anche e soprattutto nel

venerdì 9 agosto 2013

Quello che ci offre Gesù


Gesù ci offre la possibilità di una vita feconda. Di una vita felice e ci offre anche un futuro con Lui che non avrà fine, nella vita eterna

“Guardando voi, oggi qui presenti mi viene in mente la storia di san Francesco d’Assisi. Davanti al Crocefisso sente la voce di Gesù che gli dice: “Francesco, va’ e ripara la mia casa”. E il giovane Francesco risponde con prontezza e generosità a questa chiamata del Signore: riparare la sua casa. Ma quale casa? Piano piano, si rende conto che non si trattava di fare il

In Aparecida Dio Dio ha dato anche una su se steso, circa il suo modo di essere di agire

Siamo ancora una Chiesa capace di riscaldare il cuore? Una Chiesa capace di ricondurre a Gerusalemme? Di riaccompagnare a casa? In Gerusalemme abitano le nostre sorgenti: Scrittura, Catechesi, Sacramenti, Comunità, amicizia del Signore, Maria e gli Apostoli…Siamo ancora in grado di raccontare queste fonti così da risvegliare  l’incanto
per la loro bellezza?

“Più che un discorso formale, voglio condividere con voi alcune riflessioni.
La prima mi è venuta in mente un’altra volta quando ho visitato il santuario di Aparecida. Lì, ai piedi della statua dell’Immacolata Concezione, ho pregato per voi, per le vostre Chiese, per i vostri presbiteri, religiosi e religiose, per i vostri

lunedì 5 agosto 2013

Rimanete in me io in voi


“Rimanete un me e io in voi” (Gv 15,4), E noi, vescovi, sacerdoti, consacrati, seminaristi non smemorati, sappiamo bene cosa significa: contemplarLoadorarLo e abbracciarLo, nel nostro incontro quotidiano con Lui nell’Eucaristia, nella nostra vita di preghiera, nei nostri momenti di adorazione; riconoscerlo presente e abbracciarlo nelle persone più bisognose. Il “rimanere” con Cristo non significa isolarsi, ma è un rimanere per andare incontro agli altri

“Guardando questa cattedrale piena di Vescovi, sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose venuti da tutto il mondo, penso alle parole del Salmo della Messa di oggi: “Ti lodino i popoli, o Dio” (Sal 66).
Sì, siamo qui per lodare il Signore, e lo facciamo riaffermando la nostra volontà di essere suoi strumenti affinché non solo alcuni popoli lodino Dio, ma tutti. Con la stessaparresia di Paolo e Barnaba, vogliamo annunciare il vangelo ai nostri giovani, perché incontrino Cristo e diventino costruttori di un mondo fraterno. In questo senso, vorrei

La Croce in coloro che l'hanno vista e l'hanno toccata


Gesù con la sua Croce percorre le nostre strade e prende su di sé le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le più profonde

“Siamo venuti oggi qui per accompagnare Gesù lungo il suo cammino di dolore e di amore, il cammino della Croce, che è uno dei momenti forti della Giornata Mondiale della GioventùAl termine dell’Anno Santo della Redenzione, il Beato Giovanni Paolo II ha voluto affidare la Croce a voi, giovani, dicendovi: “Portatela nel mondo come segno dell’amore di

sabato 3 agosto 2013

Pur distanti uniti condividendo la fede in Cristo


Distanti geograficamente, anche dal punto di vista esistenziale, culturale, sociale, umano, convenendo insieme siete uniti per condividere la fede e la gioia dell’incontro con Cristo, dell’essere suoi discepoli e Rio diventa il centro della Chiesa, il suo cuore vivo e giovane, perché avete risposto con generosità e coraggio all’invito che Gesù vi ha fatto per rimanere con Lui, per essere suoi amici

“Anzitutto voglio ingraziarvi per la testimonianza di fede che state dando al mondo. Sempre ho sentito dire che ai carioca non piacciono il freddo e la pioggia, ma voi state mostrando che la vostra fede è più forte del freddo e della pioggia. Congratulazioni! Siete dei veri eroi!
Vedo in voi la bellezza del volto giovane di Cristo e il mio cuore si riempie di gioia. Ricordo la prima Giornata Mondiale della Gioventù  a livello internazionale. E’ stata celebrata nel 1987 in Argentina, nella mia città di Buenos Aires. Custodisco vive nella memoria queste parole del beato Giovanni Paolo II ai giovani: “Ho tanta speranza in voiMi auguro soprattutto che rinnoviate la vostra fedeltà a Gesù Cristo e alla sua croce redentrice”.
Quest’anno, la Giornata ritorna, per la seconda volta, in America Latina. E voi, giovani, avete risposto in tanti all’invito di Papa Benedetto XVI, che vi ha convocato per celebrarla. Lo ringraziamo

La Chiesa esca per le strade


Io, Papa Francesco, voglio che voi giovani vi facciate sentire nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la Chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in se stessi. Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori…, se non lo fanno diventano una ONG e la Chiesa non può essere una ONG

“Desidero dirvi ciò che spero come conseguenza della Giornata della Gioventù: spero che sia chiasso. Qui ci sarà chiasso, ci sarà. Qui a Rio ci sarà chiasso, ci sarà. Però io voglio che vi facciate sentire nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi. Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori…, se non lo fanno diventano una ONG e la Chiesa non può essere una ONG. Che mi perdonino i vescovi e i sacerdoti, se alcuni vi creeranno confusione. E’ il consiglio. Grazie per ciò che potete fare.
Guardate, io penso che, in questo momento, questa civiltà occidentale sia andata oltre i limiti, sia 

In ogni fratello sofferente la carne di Cristo


In ogni fratello e sorella in difficoltà noi abbracciamo la carne sofferente di Cristo

“Dio ha voluto che i miei passi, dopo il Santuario di Nostra Signora di Aparecida, si incamminassero verso un particolare santuario della sofferenza umana qual è l’Ospedale San Francesco di Assisi. E’ ben nota la conversione del vostro Santo Patrono: il giovane Francesco abbandona ricchezze e comodità per farsi povero tra i poveri, capisce che non sono le cose, l’avere, gli idoli del mondo ad essere la vera ricchezza e a dare la vera gioia, ma è il seguire Cristo e il servire gli altri; ma forse è meno conosciuto il momento in cui tutto questo è diventato concreto nella sua vita: è quando ha abbracciato un lebbroso. Quel fratello sofferente è stato “mediatore di luce (…)per san Francesco

La Chiesa va in missione sulla scia di Maria


Il Documento di Aparecida è nato dall’intreccio fra i lavori dei Pastori e la fede semplice dei pellegrini, sotto la protezione materna di Maria. La Chiesa, quando cerca Cristo bussa sempre alla casa della Madre e chiede: “Mostraci Gesù”. E’ da Lei che si impara il vero discepolato. Ed ecco perché la Chiesa va in missione sempre sulla scia di Maria

“Quanta gioia mi dà venire alla casa della Madre di ogni brasiliano, il Santuario di Nostra Signora di Aparecida! Il girono dopo la mia elezione a Vescovo di Roma ho visitato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, per affidare alla Madonna il mio ministero. Oggi ho voluto venire qui per

Brasile e i legami con a Sede apostolica

Brasile, Nazione che  si vanta dei suoi saldi legami con la Sede Apostolica e dei suoi profondi sentimenti di fede e di amicizia che l’ha sempre tenuta unita, in modo singolare, al Successore di Pietro. E in questa GMG Cristo ci richiama che non può esserci energia più potente di quella che si sprigiona dal cuore dei giovani quando sono conquistati dall’esperienza dell’amicizia con Lui.

“Nella sua amorevole provvidenza, Dio ha voluto che il primo viaggio internazionale del mio Pontificato mi offrisse la possibilità di ritornare nell’amata America Latina, concretamente in Brasile, Nazione che si vanta dei suoi saldi legami con la Sede Apostolica e dei suoi profondi sentimenti di fede,  di amicizia che sempre l’ha tenuta unita, in lodo singolare, al Successore di Pietro. Rendo grazie per questa benevolenza divina.
Ho imparato che, per avere accesso al Popolo brasiliano, bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo permesso per entrare e trascorrer questa settimana con voi. Io non ho né ora né argento, ma porto ciò che di più prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo! Vengo nel suo Nome per alimentare la fiamma di amore fraterno che arde in ogni cuore; e desidero che a tutti  e ciascuno giunga il mio saluto: “La pace di Cristo sia con voi!”
Voglio rivolgere una parola di affetto ai miei fratelli Vescovi, sui quali grava il compito di guidare il gregge di Dio in questo immenso Paese, e alle loro dilette Chiese particolari. Con questa mia visita desidero proseguire nella missione pastorale propria del Vescovo di Roma e confermare i fratelli nella fede in Cristo e incoraggiarli nel testimoniare le ragioni della speranza che scaturisce da Lui e di animarli ad offrire a tutti le inesauribili ricchezze del suo amore.
Come è noto, il motivo principale della mia presenza in Brasile trascende i suoi confini. Sono venuto infatti per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono venuto a incontrare giovani arrivati da ogni parte del mondo, attratti dalle braccia aperte del Cristo Redentore. Essi vogliono trovare un rifugio nel suo abbraccio, proprio vicino al suo Cuore, ascoltare di nuovo la sua chiara e potente chiamata: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”.
Questi giovani provengono da diversi continenti, parlano lingue differenti, sono portatori di culture variegate, eppure trovano in Cristo le risposte alle loro più alte e comuni aspirazioni e possono saziare la fame di una verità limpida e di un amore autentico che li uniscono al di là di ogni diversità.
Cristo offre loro spazio, sapendo che non può esserci energia più potente di quella che si sprigiona dal cuore dei giovani quando sono conquistati dall’esperienza dell’amicizia con Lui. Cristo ha fiducia nei giovani e affida loro il futuro della sua stessa missione: “Andate, fate discepoli”; andate oltre i confini di ciò che è umanamente possibile e generate un mondo di fratelli.  Ma anche i giovani hanno fiducia in Cristo: essi non hanno paura di rischiare con Lui l’unica vita che hanno, perché sanno di non rimanere delusi.
Nell’iniziare questa mia visita in Brasile, sono ben consapevole che rivolgendomi ai giovani, parlo anche alle loro famiglie, alle loro comunità ecclesiali e nazionali di provenienza, alle società in cui sono inseriti, agli uomini e alle donne dai quali dipende in gran misura il futuro di queste nuove generazioni.
E’ comune da voi sentire i genitori che dicono: “I figli sono la pupilla dei nostri occhi”.Come è bella questa espressione della saggezza brasiliana che applica ai giovani l’immagine della pupilla degli occhi, la finestra attraverso la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione! Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti? Il mio augurio è che, in questa settimana,ognuno di noi si lasci interpellare da questa domanda provocatoria.
E attenzione! La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo. E’ la finestra, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio. Questo significa: tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione affinché diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e la sua creatività nel bene; consegnarli l’eredità di un mondo che corrisponde alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori potenzialità per essere protagonista del proprio domani  e corresponsabile del destino di tutti. Con questi atteggiamenti anticipiamo oggi il futuro che entra dalla finestra dei giovani.
Nel concludere, chiedo a tutti la gentilezza dell’attenzione, l’empatia necessaria per stabilirne un dialogo tra amici. In questo momento, le braccia del Papa si allargano per abbracciare l’intera nazione brasiliana, nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa. Dall’Amazzonia fino alla pampa, alle regioni aride fino al Pantanal, dai piccoli paesi fino alle metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa. Dopodomani, a Dio piacendo, ho in animo di ricordarvi tutti a Nostra Signora Aparecida, invocando la sua materna protezione sulle vostre case e famiglie. Fin d’ora vi benedico tutti. Grazie per il benvenuto” (Papa Francesco,Cerimonia di Benvenuto, 22 luglio 2013)).

Da questo intervento iniziale di Papa Francesco troviamo l’intenzione che i suoi interventi sono di magistero: i legami con la Sede Apostolica, i profondi sentimenti di fede e di amicizia che la Nazione del Brasile è stata tenuta unita, in modo singolare, al Successore di Pietro. In un momento in cui le comunità carismatiche del Nord Amecica, con la potenza economica e dei mezzi di comunicazione, invadono la Nazione brasiliana e fanno diminuire di milioni i cattolici,