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La mia vita: da teologo a esorcista

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Clicca Una vita a servizio della Chiesa nei momenti più entusiasmanti e drammatici del Concilio Vaticano II mentre si correva il rischio di prendere del tutto una "svolta antropologica" alla Karl Rahner. L'ermeneutica dello sviluppo nella continuità, la fondazione del Centro Toniolo, l'insegmaneto, i rapporti con il Card. Ratzinger e i protagonisti dei tempi che hanno preparato l'attuale dramma della fede. Il ministero di esorcista nella miscela selvaggia di ideologie e culti esoterici. Puoi scaricare l'eBook alla pagina  goo.gl/yBCdVY   se inserisci il codice entro il 31 ottobre  2KHGUBXVM31S lo ricevi GRATIS !

Nuova evangelizzazione nell'orizzzonte del Concilio Vaticano II

“Il Vaticano II è stato un Concilio sulla fede,  in quanto ci ha invitato a rimettere al centro della nostra vita ecclesiale e personale  il primato di Dio in Cristo .  La Chiesa , infatti, non presuppone mai la fede come un fatto scontato, ma sa che questo dono di Dio deve essere nutrito e rafforzato, perché continui a guidare il suo cammino. Il Concilio Vaticano II ha fatto brillare la fede all’interno dell’esperienza umana, percorrendo così le vie dell’uomo contemporaneo.  In questo modo è apparso come la fede arricchisce l’esistenza umana in tutte le sue dimensioni” private e pubbliche (Lumen  fidei  6) .  E’ la fede all’interno dell’esperienza umana, percorrendo le vie   dell’uomo contemporaneo  l’orizzonte della

Il Concilio restituito alla Chiesa

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Clicca per acquisti e info Stefano Fontana Il Concilio restituito alla Chiesa Dieci domande sul Vaticano II Prefazione di S.E. Gianpaolo  Crepaldi Arcivescovo – vescovo di Trieste Siamo a poche settimane dalla conclusione dell’ Anno della fede  e dalla celebrazione del 50° dell’inizio del  Vaticano II. Per  La Nuova  Evangelizzazione   e per l’unità della Chiesa che la rende feconda il  Vaticano II  è di fondamentale importanza. Questo libro di Stefano Fontana fornisce un quadro completo e veramente utile alla Chiesa, al ministero di Papa Francesco, sempre deciso nella strada aperta dal Concilio, interessato a continuare lo spirito di rinnovamento e riforma nella continuità dinamica e creativa

Cos'è la coscienza

La coscienza è lo spazio interiore dell’ascolto della verità, del bene, dell’ascolto di Dio; è il luogo interiore della mia relazione con Lui, che parla al mio cuore e mi aiuta a discernere, a comprendere la strada che devo percorrere, e una volta presa la decisione, ad andare avanti, a rimanere  fedele Sul  Sabato  del 16 marzo 1991 il card. Joseph Ratzinger ha pubblicato un articolo, quasi un anticipo profetico dell’” esempio meraviglioso di come è questo rapporto con Dio nella propria coscienza, un recente esempio meraviglioso . Il Papa Benedetto XVI ci ha dato questo grande esempio quando il Signore gli ha fatto capire, nella preghiera, quale era il passo che doveva compiere. Ha seguito, con grande senso di discernimento e coraggio, la sua

Insignificanza politica della cristianità italiana‏

La fede abilita noi credenti a interpretare, meglio di qualsiasi altro, le istanze profonde dell’essere umano e a indicare con  serena  tranquilla sicurezza le vie e i mezzi di un pieno appagamento: come mai la presenza dei fedeli laici non riesce a darsi una configurazione coesa e coerente sul piano pubblico?   Dopo questa tornata elettorale due Arcivescovi sono intervenuti per valutare la sconfitta della cristianità italiana: l’Arcivescovo di Ferrara – Comacchio mons. Luigi Negri e l’arcivescovo di Trieste mons. Gianpaolo  Crepaldi . Mons.  Crepaldi  ha concesso  una  intervista a Stefano Fontana per  Vita Nuova,  settimanale della diocesi di Trieste, un’intervista sui fedeli laici nel momento presente, le cui riflessioni vanno ben oltre l’ambio triestino   Eccellenza, nella sua omelia per la chiusura della processione del Corpus Domini di    domenica 2 giugno, lei ha avuto parole dure circa l’approvazione di leg...

Di fronte alle attuali sconfitte della cristianità italiana‏

Le attuali due sconfitte lancinanti della cristianità italiana Su  La nuova Bussola Quotidiana  del 20 giugno 2013 mons. Luigi Negri, in coincidenza con i suoi cento giorni nella diocesi di Ferrara Comacchio, esprime una sensazione che mi accomuna:  “Da una  parte c’è  una  incredibile attesa di una autorevolezza cristiana, attesa dai laici, perché non sono pochi coloro che, nello sconcerto attuale di una società evidentemente così empia, sentono il bisogno di una prossimità, il bisogno di essere accolti nelle istanze profonde della vita.  questa sensibilità che monsignor Giussani chiamava “il cammino al vero”, “la ricerca del volto umano”. L’esigenza di questo cammino al vero è fortissima.   È  il rinnovarsi di  una  esigenza di verità e di bellezza, di bene e di giustizia che supera quotidianamente, anche se in modo molto debole, questo grigiore del consumismo, del relativismo etico, dell’ opinionalismo , di questo ...

Continuità magisteriale sulla Nuova Evangelizzazione da Paolo VI a Francesco‏

Continuità, pur con modalità pastorali diverse,  magisteriale  da Paolo  VI  con l’ Evangelii   nuntiandi  a Papa Francesco: “ in  Paolo  VI  la fonte della nuova evangelizzazione” Il 22 giugno 2013 Papa Francesco, ricevendo in udienza i pellegrini della Diocesi di Brescia a Roma per il cinquantenario dell’elezione a Papa del loro conterraneo, ha mostrato la continuità  magisteriale  tra Paolo  VI , Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e lui attraverso l’esortazione apostolica “ Evangelii nuntiandi ”,  che ha definito il più grande documento del magistero di tutti i tempi sulla pastorale, fonte ed origine della “nuova evangelizzazione”. E’ il documento del Sinodo post-sinodale del 1974 uscito nel 1975. E posso dare una testimonianza, Il mio vescovo di Verona,    Giuseppe Carraro, era stato invitato da Paolo  VI  a partecipare al Sinodo, dopo che aveva predicato gli Esercizi

Fede adulta

“ Fede adulta ” negli ultimi decenni è    diventata, soprattutto a livello di  cattolici politicamente impegnati, l’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori ma sceglie autonomamente senza tener conto dei valori non negoziabili richiesti dal magistero sociale   “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” ( Ef 5,17).  (Per  Paolo) era tanto sconvolgente per lui questo incontro con Cristo che dice al riguardo: “Sono morto” (Gal 2,19;  Rm  6). Egli è diventato nuovo, un altro, perché non vive più per se stesso e in virtù di se stesso, ma per Cristo ed in Lui. Nel corso degli anni, però, ha anche visto che questo processo di rinnovamento e di trasformazione continua per tutta la vita. Diventiamo nuovi, se ci

Primato di Pietro e Corpo episcopale‏

Accanto al ministero  petrino , al primato di Pietro, dono del Signore alla Chiesa, il Concilio Vaticano II ha cercato di completare l’ecclesiologia del Vaticano I in modo teologico e conseguentemente strutturale circa la funzione dei Vescovi, del Corpo episcopale che succede al Corpo degli  Apostoli   “Noi siamo andati al Concilio non solo con gioia, ma con entusiasmo . C’era un’aspettativa incredibile. Speravamo che tutto si rinnovasse, che venisse veramente una nuova Pentecoste, una nuova era della Chiesa, perché la Chiesa era ancora abbastanza robusta in quel tempo, la prassi domenicale ancora buona, le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa erano già un po’  ridotte, ma  ancora sufficienti. Tuttavia, si sentiva che la Chiesa non andava anti, si riduceva, che sembrava piuttosto una realtà del passato e non la portatrice del futuro. E in quel momento, speravamo che questa relazione si

Libertà religiosa, Nostra aetate e Gaudium et spes‏

Unicità della Rivelazione di Dio, unicità di Dio incarnato in Cristo, e la molteplicità delle religioni, con le quali cerchiamo la pace e anche il cuore aperto per la luce dello Spirito Santo, che illumina e guida all’incontro con Cristo nella  Chiesa “La seconda parte del Concilio è molto più ampia . Appariva, con grande urgenza, il tema : mondo di oggi, epoca moderna, e Chiesa; e con esso i temi della responsabilità per la costruzione di questo mondo, della società, responsabilità per il futuro di questo mondo e speranza escatologica, responsabilità etica del cristiano, dove trova le sue guide; e poi libertà religiosa, progresso, e relazione con le altre religioni. In questo momento, sono entrate in discussione realmente tutte le parti del Concilio, non solo l’America, Gli Stati Uniti, con un forte interesse per la libertà religiosa. Nel terzo periodo questi hanno

La Chiesa

Il vero “noi” dei credenti, insieme con l’”Io” di Cristo, è la Chiesa; ognuno di noi, non “un noi”, un gruppo che si dichiara Chiesa. No: questo “noi siamo Chiesa” esige proprio il mio inserimento nel  grande “noi” dei credenti di tutti i tempi e  luoghi   “Secondo tema (del Concilio dopo la Liturgia): la  Chiesa .  Sappiamo che il Concilio Vaticano I era stato interrotto a  causa della guerra tedesco  – francese e così è rimasto con una unilateralità, con un frammento perché la dottrina sul primato – che è stata definita, grazie a Dio, in quel momento storico per la Chiesa, ed è stato molto necessario per il tempo seguente – era soltanto un elemento in un’ecclesiologia più vasta, prevista, preparata. Così era rimasto il frammento. E si poteva dire: se il frammento rimane così come è, tendiamo ad una  unilateralità: la Chiesa sarebbe solo il primato. Quindi già dall’inizio c’era  un  intenzione di completare l’ecclesiologia del ...

Agli inizi del Concilio la liturgia, Dio, l'adorazione‏

Il Concilio ha parlato su Dio! Ed è stato il primo atto e quello sostanziale parlare su Dio e aprire tutta la gente, tutto il popolo santo all’adorazione su Dio, nella comune celebrazione pasquale e domenicale della liturgia del Corpo e Sangue di Cristo che lo genera in  continuità   “Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e della profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote mentre la gente pregava con propri libri di preghiera,  i quali  erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due

Non il vero Concilio è ancora dominante ma quello dei media‏

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Clicca per info e acquisti Non il Concilio dei Padri, della fede, il vero Concilio, ma quello dei  media  è ancora dominante provocando nella Chiesa la spaccatura tra progressisti e tradizionalisti e creando “ tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata…Mi sembra che, 50 dopo il Concilio, vediamo come questo Concilio virtuale si rompa, si perda, e appare il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale…Vince il Signore!”   “C’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio -, ma c’era anche il concilio dei  media .  Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i  media.  Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei  media,  non quello dei Padri. E  mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l’ intellectus ,  che cerca ...

Il significato di Credo la Chiesa‏

Che cosa significa “credo  l a Chiesa ”? Significa: credo che il mistero di Dio  si è manifestato  nel mondo mediante quella storia di rapporti che, iniziata con la creazione all’alba dei tempi, si è poi storicamente manifestata con la vocazione di Abramo e del popolo di Israele; si è compiuta nella persona e nella vicenda di Gesù, Verbo incarnato; è presente mediante lo Spirito della presenza continua del Crocefisso risorto in un popolo particolare, la Chiesa, come nel suo sacramento visibile; e avrà la sua pienezza alla fine dei tempi. Dio è entrato nella nostra storia attraverso una vicenda particolare, ma per significare e donare a tutti la buona notizia del suo amore gratuito e  misericordioso La Scrittura  è  Parola di Dio  attraverso la Fede di chi attraverso  i 46 testi ispirati  dell’Antico Testamento, i 27 del Nuovo cioè la Bibbia o libro per eccellenza crede che Dio come ha parlato allora mi parla qui e ora, con il dono dello...

La mia fede solo nel noi della Chiesa‏

Può essere la mia fede solo nel “noi” della Chiesa, nella comune fede dell’unica  Chiesa “La fede ha un carattere solo personale, individuale ? Interessa solo la mia persona? Vivo la fede da solo? Certo, l’atto di fede è un atto eminentemente personale, che avviene nell’intimo più profondo e che segna un cambiamento di direzione, una conversione personale: è la mia esistenza che riceve una svolta, un orientamento nuovo. Nella Liturgia del Battesimo, al momento delle promesse, il celebrante chiede di manifestare la fede cattolica e formula tre domande: Credete in Dio Padre onnipotente? Credete in Gesù Cristo suo unico Figlio? Credete nello Spirito Santo? Anticamente queste domande erano rivolte personalmente a colui che doveva ricevere il Battesimo, prima che si immergesse per tre

Anno della fede 1

L’ Anno della fede  perché la Chiesa rinnovi l’entusiasmo di credere in Gesù Cristo, unico salvatore del mondo, ravvivi la gioia di camminare sulla via che ci ha indicato, e testimoni in modo concreto la forza trasformante della  fede “La ricorrenza dei cinquant’anni dall’apertura del  Concilio Vaticano II  è un’occasione importante  per ritornare a Dio, per approfondire e vivere con maggiore coraggio la propria fede, per rafforzare l’appartenenza alla Chiesa, “maestra di umanità”, che, attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione dei Sacramenti e le opere di carità ci guida ad incontrare e conoscere Cristo, vero Dio e vero uomo . Si tratta dell’incontro non con un’idea o con un progetto di vita, ma con una Persona viva che trasforma in profondità noi stesi rivelandoci la nostra vera identità di figli di Dio. L’incontro con

La lezione più semplice del Concilio

La lezione più semplice e fondamentale del Concilio: il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella  fede in Dio, che è Amore trinitario, e nell’incontro, personale e comunitario, con Cristo che orienta e guida la vita: tutto il resto ne  consegue “Se guardiamo al  Concilio Ecumenico Vaticano II,  vediamo che in quel momento del cammino della Chiesa non c’erano particolari errori di fede da correggere o condannare, né vi erano specifiche   questioni di dottrina o di disciplina da chiarire . Si può capire allora la sorpresa del piccolo gruppo di Cardinali presenti nella sala capitolare del monastero benedettino a San Paolo Fuori le Mura, quando il  25 gennaio 1959, il Beato Giovanni XXIII annunciò il Sinodo diocesano per Roma e il Concilio per la

Concilio Vaticano II

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Clicca per info Sia avvicina l’11 ottobre, cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II. Sono stato ordinato il 29 giugno del 1960 in attesa della sua apertura da parte del Beato Giovanni XXIII. Non solo attesa ma anche preparazione guidando un gruppo liturgico finalizzato ad approfondire Il senso Teologico della liturgia , un testo di Vagaggini che quasi tutti i Padri avevano tra mano, dandoci il primo documento conciliare. Il servo di Dio Giuseppe Carraro che a Verona mi aveva ordinato, nel 1961 ci aveva portato a Castelgandolfo per un incontro con il Vicario di Cristo entusiasta per

Senso religioso naturale e soprannaturale

Riconoscere anche pubblicamente, con la ragione comune a tutti, che la natura di ogni uomo concreto è fatta per l’infinito, ci purifica dalla schiavitù dei “falsi infiniti” e storicamente l’incontro con la Persona viva dell’Infinito che suscita    la fede, la speranza affidabile, la carità, dà ai credenti e attraverso loro a tutti gli uomini di buona volontà  un nuovo orizzonte di vita veramente vita a livello personale e sociale “Desidero rivolgere il mio cordiale saluto a Lei, agli organizzatori e a tutti partecipanti al  Meeting per l’Amicizia tra i Popoli,  giunto ormai alla  XXXIII  edizione . Il tema scelto quest’anno – “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”  – risulta  particolarmente significativo in vista dell’ormai imminente inizio dell’”Anno della fede”, che ho voluto indire in occasione del Cinquantesimo anniversario dell’apertura del ConcilioEcumenico Vaticano II.  Parlare dell’uomo e del suo aneli...

Benedetto XVI e il Concilio Vaticano II‏

Benedetto XVI e il Concilio Vaticano II (Presentazione  di Lucio Cocco a  Pensieri sul Concilio Vaticano II  di Benedetto XVI ,  LEV 2012) “Anch’io, pertanto, nell’accingermi al servizio che è proprio del Successore di Pietro, voglio affermare con forza la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II, sulla scia dei miei Predecessori e  in fedele continuità con la bi millenaria tradizione della Chiesa”,  sono queste le prime parole di papa Benedetto XVI all’indomani della sua elezione a Pontefice, pronunciate al termine della concelebrazione eucaristica con i cardinali elettori ( Primo messaggio,  20.IV.05).  E in quella circostanza, aggiungeva:  “Ricorrerà proprio quest’anno il 40°