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La vittoria del Vangelo sulle bombe

Il 6 e il 9 agosto di 75 anni fa furono sganciate due bombe atomiche sul Giappone, prima a Hiroshima e poi a Nagasaki.
Ora che una esplosione ha seminato morte e dolore in Libano è quanto mai necessario fare memoria di chi ha vissuto un simile dramma senza covare sentimenti di odio e di vendetta, come seppe fare il medico giapponese convertito Takashi Nagai.

Il libro I Figli di Nagasaki è il testamento spirituale di Takashi Nagai ai figli, perché - ormai molto malato - sa che non vivrà ancora a lungo ed è consapevole che rimarranno presto orfani (la moglie è morta durante l’esplosione della bomba atomica): vuole insegnare loro che  l’unica via buona è il Vangelo.

Ne Il Rosario di Nagasaki Takashi ricorda alcuni episodi molto commoventi, avvenuti in città prima e dopo lo scoppio, che lo coinvolgono ma che riguardano anche i suoi concittadini che con fatica cercano di ritornare  alla vita. Il titolo riprende il rosario che Takashi ha trovato parzialmente fuso tra le rovine della sua casa a…

I sacerdoti nel loro celebrare quotidianamente l'eucarestia in persona di Cristo senza popolo, ma per tutto il popolo innanzitutto presente

Marco Tosatti, Stilum Cuariae 20 marzo 2020, allega a “Corrispondenza Romana” il rapporto della Cei su Governo, Messe e Chiese. 
Il pensiero solidale va soprattutto ai Pastori e alle Diocesi della Lombardia e più in generale del Nord Italia, provati in modo gravissimo nei loro preti e nei loro fedeli, oltre che nelle loro stesse persone. Sono il segno e lo strumento di una Chiesa che condivide fino in fondo la sofferenza della gente, senza smettere di offrire un contributo essenziale di preghiera, di speranza e di carità. Rispetto a tutto questo, le righe che seguono restano senz’altro secondarie; servono, forse, a esprimere una condivisione che vuol andare oltre le misure, i comunicati e le iniziative assunte. Il 23 febbraio, mentre la Chiesa italiana rientrava dall’Incontro del Mediterraneo vissuto a Bari e culminato nell’incontro con il Santo Padre Francesco, un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – che verrà rafforzato da quello del 25 febbraio – introduceva “misure urg…

Se la Chiesa si separasse per un determinato tempo dalla sua lunga storia, non tarderebbe a smarrirsi

Pubblichiamo alcuni stralci da “Si fa sera e il giorno ormai volge al declino”, il libro del cardinale Robert Sarah con Nicolas Diat. Il volume è edito a Cantagalli (400 pp., 24,90).
Da “Il Foglio” 4 ottobre 2019 Nicolas Diat: Come considera lo scetticismo della modernità nei confronti del passato e delle tradizioni? Cardinale Robert Sarah: L’uomo moderno occidentale disprezza il passato. E’ fiero della propria civiltà che ritiene superiore a tutte quelle che l’hanno preceduta. I progressi nei campi scientifico e tecnologico alimentano questa sua illusione; le ultime rivoluzioni nell’ambito della tecnologia e della comunicazione, in particolare in Internet, rafforzano tale pretesa. L’uomo moderno è smemorato. Aspiriamo alla rottura con il passato, mentre il nuovo si trasforma in un idolo. Esiste a mio avviso una sorta di aggressiva ostilità nei confronti della tradizione e, più in generale, di ogni eredità. Ora, vivendo un continuo mutamento, l’uomo moderno si priva della bussola. I giov…

L'io ti battezzo, non può essere cambiato con un noi ti battesiamo

La nota della Congregazione per la dottrina della fede che risponde a un vescovo: la formula del Battesimo non si cambia ed è “Io ti battezzo…”. Nessuno può modificare a piacimento la Tradizione.
Stefania Falasca in “Avvenire” 6 agosto 2020 No. Non è valido il Battesimo di chi battezza con la formula: «Noi ti battezziamo...». Su quel plurale di troppo è scesa in campo la Congregazione per la dottrina della fede. Che con una Nota dottrinale ha risposto come si deve, secondo la prassi, ai quesiti sollevati da un vescovo sulla liceità o meno di amministrare questo sacramento con il plurale «noi» sostituendo così la formula tradizionale: «Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Non solo quindi non è valido il Battesimo amministrato al plurale. Per quanti è stata usata questa formula la replica è altrettanto lapidaria: se vogliono essere cristiani devono essere battezzati nuovamente. La Dottrina della fede punta il dito sull’errore deliberato di quanti si sono a…

Nel dibattito sul Concilio Vaticano II avviato da mons. Viganò le riflessioni del cardinale Giacomo Biffi

“Come è potuto succedere che dai pronunciamenti legittimi e dai testi del Vaticano II sia derivata una stagione così diversa e lontana? La questione è complessa e le ragioni sono multiformi; ma senza dubbio ha avuto il suo peso anche un processo (per così dire) di aberrante “distillazione”, che dal “dato” conciliare autentico e vincolante ha estratto una  mentalità, un sottofondo e una moda linguistica del tutto eterogenee: È un fenomeno che nel “post concilio” affiora qua e là, e continua riproporsi più o meno esplicitamente” nel così detto “spirito del concilio”. Aldo Maria Valli pubblica un contributo di Alessandro Martinetti, che propone le riflessioni del cardinale Giacomo Biffi in “Duc in altum” 6 agosto 2020
Caro Valli, ritengo che sul Vaticano II giovi ascoltare il pensiero “inattuale” del grande cardinale Giacomo Biffi (1928-2015), in larga misura concorde, al riguardo, con quello di don Divo Barsotti. Come don Barsotti, Biffi nega che i documenti del Vaticano II siano contaminat…

Il Santo Curato d'Ars, la sapienza di un cuore puro

Modello perenne dei sacerdoti, San Giovanni Maria Vianney non era un uomo di cultura e sapeva che “Dio contempla con amore un’anima pura, le concede anche di sapere tutto quello che essa chiede”.  Il sacerdote, anche nell’abito, è degno della presenza di Dio in mezzo a noi, ed è consapevole, prima di tutto, della responsabilità che gioiosamente gli è stata affidata
Aurelio Porfiri in “La Nuova Bussola” 4 agosto 2020 Tutti noi abbiamo avuto l’opportunità di incontrare dei sacerdoti nella nostra vita. Di alcuni abbiamo ricordi belli, di altri forse no. Ma specialmente per chi è cattolico, la vista di un sacerdote è senz’altro familiare. Modello dei sacerdoti fu il prete francese, oggi santo, Giovanni Maria Vianney (1786-1859), morto il 4 agosto. Un sacerdote umile, su cui non molti scommettevano, un sacerdote che ci insegna che è ben altra la sapienza richiesta a chi vuole seguire Dio. Il trattato medioevale di spiritualità che va sotto il nome di Imitazione di Cristo insegna: “L’uomo, per…

Jocelyne, l'eroina che difese a libertà del Libano

Il 31 luglio, dopo una lunga malattia, è morta Jocelyne Khoueiry. A vent’anni, allo scoppio, di quella che fu chiamata superficialmente “guerra civile”, prese le armi per difendere la libertà del Libano, minata dai fedayn palestinesi. Il conflitto la plasmò, facendole vivere la fede in profondità. Di grande spiritualità mariana, fondò movimenti laicali cattolici in difesa della vita e della famiglia. È un esempio attuale!
Marco Respinti in “La Nuova Bussola” 4 agosto 2020 Il 31 luglio ha perso l’ultima battaglia in questo mondo, ma certamente ha vinto, in Cielo, il premio più bello. Jocelyne Khoueiry, 64 anni, si è spenta, dopo lunga malattia, nell’ospedale Notre-Dame de Secours di Jbeil, portandosi dietro un pezzo di Libano che i più non conoscono senza sapere cosa si perdono. Era nata a Beirut nel 1955 e la leggenda vuole che sia stata addirittura la prima combattente di quella sanguinosa guerra del Libano che troppe volte è stata definita, con indulgenza superficiale e automaticamente…