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Visualizzazione dei post da 2023

V° Domenica

V Domenica (Mt 5,13-16) "Voi  che ogni domenica  andate a Messa   siete  la luce del mondo". La fede  è un dono di Dio che ci cambia la vita. "La luce della fede" è indirizzata a credenti , a esitanti e  a  non credenti nell a  ricerca della Verità e dell'Amore cioè di Cristo    «Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata» (Mt 4, 16). Rifacendosi al profeta Isaia, san Matteo presenta sotto il segno della luce l'inizio dell'attività apostolica del Signore in Galilea, terra di transizione tra Israele e il mondo pagano. Gesù, come aveva profetizzato l'anziano Simeone qualche decennio prima con il Bambino tra le braccia, è «luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Lc 2, 32). Lo dirà il Signore di s é  stesso: «Io sono la luce del mondo» ( Gv  8, 12). Con la luce della fede, con la luce che è Lui, la realtà acquista la sua autentica profondità, la

Sud Sudan, alle origini di un conflitto tutto africano

La missione del Papa in Africa si conclude nel Sudan del Sud. Lo hanno accolto a Juba, la capitale, il presidente Salva  Kiir  e il vicepresidente  Riek Machar, uniti solo in questa occasione, ma nem i ci implacabili. La guer ra etnica fra Dinka e  N uer, scoppiata nel 2013, è un conflitto con quasi mezzo milione di morti Anna Bono in "La Nuova Bussola" – 3 feb braio 2023 Juba, murales del Papa La missione del Papa in Africa si  conclude  nel Sudan del sud dove arriverà oggi (3 febbraio) nel pomeriggio. Lo accoglieranno a Juba, la capitale, il presidente Salva  Kiir  e il vicepresidente  Riek Machar, uniti nel dovere istituzionale di rappresentare il paese e fare gli onori di casa, ma nemici, divisi da implacabile avversione. Di etnia Dinka il primo e Nuer il secondo, le due etnie dominanti,  Kiir  e Machar sono gli artefici della rovina del paese, responsabili di aver scatenato nel 2013 un conflitto armato a due anni soltanto dall'indipendenza dal Sudan che avrebbe invec

Papa Francesco ha indetto l'Anno di san Giuseppe per ridestare nei fedeli con Patris corde la consapvolezza dell'importanza del patrono per la Chiesa

La Lettera apostolica  Patris corde  che il Santo Padre ha scritto per il 150° anniversario della proclamazione di san Giuseppe a patrono della Chiesa universale. È un testo molto semplice che viene dal cuore e va al cuore, e che proprio per questo va letto e meditato: il contributo di Benedetto XVI in una intervista Benedetto XVI in "Che cos'è il cristianesimo" da pag.178 a pag.183 Santità, la Scrittura non tramanda alcuna parola di san Giuseppe. C'è comunque, secondo Lei, un'affermazione nel Nuovo Testamento che esprime   in modo particolarmente adeguato il carattere del santo? È vero, non esistono parole di san Giuseppe, all'interno della sua storia, che ci siano tramandate dal Nuovo Testamento. Ma c'è una corrispondenza tra il compito a lui affidato dall'angelo che gli apparve in sogno e l'agire di san Giuseppe, una corrispondenza che lo caratterizza chiaramente. Nell'episodio dell'ordine che riceve in sogno di prendere Maria come sua s

Presentazione del Signore

La festa odierna, chiamata  "Nunc  dimittis "   popolarmente Candelora, ebbe origine in Oriente con il nome greco  Hy papante , che significa "incontro", intendendo l' in co n tro tra Gesù e Simeone. Il quale, prendendo il Divi Bambino tra le braccia,  elevò il bellissimo "N unc  dimittis "   La festa della Presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e ricorda che Gesù, 40 giorni dopo la nascita, fu condotto al tempio da Maria e Giuseppe. Ciò avvenne sia per adempiere la Legge di Mosè sia soprattutto per l'incontro con il popolo dei credenti, simboleggiato dai profeti Simeone e Anna, che attendevano la salvezza promessa. Dopo che la salvezza portata dal Divin Bambino era già stata manifestata agli umili pastori d'Israele e poi ai pagani rappresentati dai Magi, il ricchissimo brano della Presentazione di Gesù al tempio (Lc 2, 22-39) prefigura il modo sofferente con cui si compirà la Redenzione.   La Passione del Figlio è preannunc

Benedetto XVI, nel centenario della nascita di Giovanni Paolo II, descrive la sua santità come un padre che ci mostra la misericordia e la bontà di Dio nelal verità

Benedetto XVI al suo paese d'origine, la Germania, all'Italia ove trascorse buona parte della sua vita, alla Francia, all'intera Europa affida, con voce flebile ma appassionata, la sua richiesta di  non rinunciare all'eredità cristiana, che è un patrimonio prezioso per l'intera umanità.  Benedetto XVI, pur santo come Giovanni Paolo II, non sempre è stato compreso. Nessuno, tuttavia, ha potuto negare la santità nella verità cioè in Cristo che quest'ultima opera egregiamente raccoglie Benedetto XVI nel testamento spirituale "Che cos'è il cristianesimo" ci presenta la santità di Giovanni Paolo II come un padre che ci mostra la misericordia e la bontà di Dio. Benedetto vi aggiunge "nella verità, cioè in Cristo" – da pag. 170 a pag.175 Già da operaio iniziò a studiare teologia su vecchi libri di testo, di modo che poté essere ordinato sacerdote il 1novembre 1946. Tuttavia, imparò la teologia non solo dai libri, ma anche traendo utili insegname

Perché il viaggio di Papa Francesco in Congo e Sudan rappresenta un nuovo inizio

Perché il viaggio di Papa Francesco in Congo e Sudan rappresenta un nuovo inizio Nicola Graziani in "Tempo" – 31 gennaio 2023   Più volte annunciato e più volte rimandato, questo viaggio di Papa Francesco in Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo rappresenta in qualche modo un nuovo inizio. Non tanto perché il primo dopo la scomparsa di Benedetto XVI – e qui sarebbe facile parlare dell'avvio della seconda fase del pontificato, se non fosse che certe classificazioni sono più orecchiabili che autentiche – quanto, semmai, perché giunge a rilanciare un nuovo rapporto con quella periferia della cristianità che dà alla Chiesa uomini di saldezza nella fede ma anche resta, al tempo stesso, il cavallo più focoso della quadriga. Quello più fascinoso ma talvolta il più problematico.   Negli ultimi tre anni, al netto del covid, Bergoglio ha dato l'impressione di voler portare a perfezionamento la lunga fase asiatica del suo pontificato. Ha visitato Giappone, Thailandia, Ira

Benedetto XVI a Ratisbona parlò già della contraddittorietà tra Dio-logos e violenza, anticipando il tema che avrebbe poi marcato le riflessioni del decennio successivo

Il discorso di Ratisbona nel rapporto tra fede e ragione, sulla libertà religiosa, la lectio magistralis di  Benedetto XVI che ha interpretato un'epoca   Riportiamo il discorso su fede e ragione pronunciato da Benedetto XVI il 12 settembre 2006 a Ratisbona, nell'aula magna dell'università, incontrando la comunità accademica in occasione del suo viaggio da pontefice in Baviera. Un testo che affronta il rapporto tra fede e ragione e arriva a intravedere un incontro tra illuminismo e religione. Si tratta del messaggio del papa teologo all'Occidente e al suo relativismo, un richiamo al pensiero che ha caratterizzato la cultura fondante dell'Europa, nata dall'avvicinamento della fede biblica all'interrogarsi greco. E nel richiamare l'identità dell'Occidente, Benedetto XVI suscitò la reazione del mondo islamico per il riferimento all'imperatore bizantino Manuele II Paleologo e ai suoi dialoghi su Bibbia e Corano e in particolare sulla jihad. Nei Paesi