domenica 30 giugno 2013

Collegialità, ma il primato non si tocca


Collegialità, sinodalità sì, ha detto il Papa, ma sempre “in armonia con il primato” del Vescovo di Roma.Benedetto XVI parlava non di semplice “continuità” ma di “riforma nella continuità”, e Francesco sta ora ribadendo uno per uno i momenti riformatori, nello stesso tempo interpretandoli “in continuità” sulla scia di Papa Ratzinger: dall’ecumenismo ai rapporti con il mondo ebraico e alla collegialità, alla libertà religiosa. Chi rifiuta i capisaldi del Vaticano II non può affermare di essere in armonia e in comunione con il Pontefice. Il dono e l’impegno di un’omelia teologica 
Il 29 giugno 2013 Papa Francesco ha celebrato la Messa nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, imponendo il tradizionale Pallio ai 34 nuovi metropoliti, compreso quello di Buenos Aires Tutta l’omelia – come al solito divisa didatticamente in tre parti – è sembrata mirare alla riforma della Curia romana e a decisioni forse imminenti. Il Conclave ha chiesto al nuovo Pontefice d’immettere nella

Insignificanza politica della cristianità italiana‏


La fede abilita noi credenti a interpretare, meglio di qualsiasi altro, le istanze profonde dell’essere umano e a indicare con serena tranquilla sicurezza le vie e i mezzi di un pieno appagamento: come mai la presenza dei fedeli laici non riesce a darsi una configurazione coesa e coerente sul piano pubblico? 
Dopo questa tornata elettorale due Arcivescovi sono intervenuti per valutare la sconfitta della cristianità italiana: l’Arcivescovo di Ferrara – Comacchio mons. Luigi Negri e l’arcivescovo di Trieste mons. Gianpaolo Crepaldi.
Mons. Crepaldi ha concesso una intervista a Stefano Fontana per Vita Nuova, settimanale della diocesi di Trieste, un’intervista sui fedeli laici nel momento presente, le cui riflessioni vanno ben oltre l’ambio triestino 
Eccellenza, nella sua omelia per la chiusura della processione del Corpus Domini di  domenica 2 giugno, lei ha avuto parole dure circa l’approvazione di leggi che possono “compromettere i capisaldi

giovedì 27 giugno 2013

Di fronte alle attuali sconfitte della cristianità italiana‏

Le attuali due sconfitte lancinanti della cristianità italiana
Su La nuova Bussola Quotidiana del 20 giugno 2013 mons. Luigi Negri, in coincidenza con i suoi cento giorni nella diocesi di Ferrara Comacchio, esprime una sensazione che mi accomuna: “Da una  parte c’è una incredibile attesa di una autorevolezza cristiana, attesa dai laici, perché non sono pochi coloro che, nello sconcerto attuale di una società evidentemente così empia, sentono il bisogno di una prossimità, il bisogno di essere accolti nelle istanze profonde della vita.  questa sensibilità che monsignor Giussani chiamava “il cammino al vero”, “la ricerca del volto umano”.
L’esigenza di questo cammino al vero è fortissima. È il rinnovarsi di una esigenza di verità e di bellezza, di bene e di giustizia che supera quotidianamente, anche se in modo molto debole, questo grigiore del consumismo, del relativismo etico, dell’opinionalismo, di questo massimediaticamente corretto che inquina la vita della nostra società, dalle famiglie fino alle realtà sociali più impegnate e

lunedì 24 giugno 2013

Continuità magisteriale sulla Nuova Evangelizzazione da Paolo VI a Francesco‏


Continuità, pur con modalità pastorali diverse, magisteriale da Paolo VI con l’Evangelii nuntiandi a Papa Francesco: “in Paolo VI la fonte della nuova evangelizzazione”
Il 22 giugno 2013 Papa Francesco, ricevendo in udienza i pellegrini della Diocesi di Brescia a Roma per il cinquantenario dell’elezione a Papa del loro conterraneo, ha mostrato la continuità magisteriale tra Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e lui attraverso l’esortazione apostolica “Evangeliinuntiandi”, che ha definito il più grande documento del magistero di tutti i tempi sulla pastorale, fonte ed origine della “nuova evangelizzazione”. E’ il documento del Sinodo post-sinodale del 1974 uscito nel 1975. E posso dare una testimonianza, Il mio vescovo di Verona,  Giuseppe Carraro, era stato invitato da Paolo VI a partecipare al Sinodo, dopo che aveva predicato gli Esercizi

mercoledì 19 giugno 2013

Del tutto cristocentrica la spiritualità di Lutero‏?


Qual è la posizione di Dio nei  miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? “Come posso avere un Dio misericordioso?” – questa scottante domanda di Lutero deve diventare ecumenicamente di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda, non accademica, ma concreta. Questo il primo appello per Luterani e Cattolici per la celebrazione, nel 2017, del 500° anniversario della Riforma protestante
“Per me, come Vescovo di Roma, è un momento di profonda commozione incontrarvi qui, nell’antico convento agostiniano diErfurt. Abbiamo appena sentito che qui Lutero ha studiato teologia. Qui ha celebrato la sua prima Messa. Contro il desiderio del padre, egli non continuò gli studi giurisprudenza, ma studiò teologia e si incamminò verso il sacerdozio nell’Ordine di sant’Agostino. E in questo cammino non gli interessava questo o quello.  Ciò che non gli dava pace era la questione su Dio, che

martedì 18 giugno 2013

Difesa di tutte le libertà religiose


Oggi molti si chiedono, di fronte alla demolizione che pare inarrestabile dei fondamenti etici della società, in che misura sia venuto a mancare quell’argine naturale offerto per secoli dalla Chiesa. Infatti fino agli anni sessanta i suoi insegnamenti in tema di morale, e la speculare idea di peccato, erano rimasti indiscussi e combaciavano con il sentire comuneindipendentemente dalla intensità della vita religiosa individuale. Ma oggi urge l’affermazione forte e chiara di cos’è l’uomo che, se non è ordinato al suo Creatore –e noi aggiungiamo in Cristo – non è nulla e nel nulla rischia di svanire. Alla luce della fede noi crediamo che alla fine trionferà la Verità; ma di questo passo dobbiamo dire: a che prezzo?

“Signor Presidente, cari Parlamentari, accogliendo la vostra richiesta, sono lieto di ricevervi stamani, membri del Senato e dell’Assemblea nazionale della Repubblica francese. Al di là delle diverse sensibilità politiche che voi rappresentate, la vostra presenza  manifesta la qualità delle relazioni tra il vostro Paese e la Santa Sede.
“Questo incontro è per me l’occasione di sottolineare le relazioni di fiducia che esistono generalmente in Francia tra i responsabili della vita pubblica e quelli della Chiesa cattolica, sia a livello nazionale, sia a livello regionale o locale. Il principio di laicità che governa le relazioni tra  lo Stato francese e le

mercoledì 12 giugno 2013

Fede adulta


Fede adulta” negli ultimi decenni è  diventata, soprattutto a livello di  cattolici politicamente impegnati, l’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori ma sceglie autonomamente senza tener conto dei valori non negoziabili richiesti dal magistero sociale 
“Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” (Ef5,17). (Per Paolo) era tanto sconvolgente per lui questo incontro con Cristo che dice al riguardo: “Sono morto” (Gal 2,19; Rm 6). Egli è diventato nuovo, un altro, perché non vive più per se stesso e in virtù di se stesso, ma per Cristo ed in Lui. Nel corso degli anni, però, ha anche visto che questo processo di rinnovamento e di trasformazione continua per tutta la vita. Diventiamo nuovi, se ci

lunedì 10 giugno 2013

Dalla fede il dono della vita eterna‏


La fede è anche oggi una speranza che trasforma e sorregge la nostra vita?
E’ essa un messaggio che plasma in modo nuovo la vita stessa o è ormai soltanto “informazione” che, nel frattempo, abbiamo accantonata e che ci sembra superata da informazioni recenti?
“Nella ricerca di una risposta vorrei partire dalla forma classica del dialogo con cui il rito del Battesimo esprimeva l’accoglienza del neonato nella comunità dei credenti e la sua rinascita in Cristo. Il sacerdote chiedeva innanzitutto quale nome i genitori avevano scelto per il bambino, e

sabato 8 giugno 2013

Guarigione e liberazione

11 giugno 2013
Guarigione e liberazione
con la preghiera e il digiuno 
“E arrivando (dopo la trasfigurazione) presso i discepoli, videro (Gesù, Pietro. Giacomo e Giovanni) attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: “Di che cosa discutete con loro?. E dalla folla uno gli rispose: “Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti”. Egli allora disse loro: “”O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me”. E glielo portarono. Alla vista di

martedì 4 giugno 2013

Il connubio pastorale di misericordia e pena


Nella pastorale la tensione per il connubio di misericordia e pena: la pena nell’orizzonte di amore pastorale ha una duplice finalità: condannare il delitto e riparare lo scandalo dichiarando pubblicamente che certe azioni non sono conformi al Vangelo, alla morale cristiana, alla vita della Chiesa spingendo a farsi perdonare da Dio e dai fratelli

 Commentando il Vangelo dell’adultera Papa Francesco ha ricordato che Dio perdona sempre e quindi lasciamoci perdonare. Ma per lasciarci perdonare occorre la coscienza di aver fatto del male di fronte ad un amore di Dio sempre è più grande di ogni peccato, di ogni male. Riportando i giornali solo che “Dio perdona sempre” non si è fedeli al magistero di Papa Francesco e sull’Osservatore Romano