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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ecumenismo

Libertà religiosa, Nostra aetate e Gaudium et spes‏

Unicità della Rivelazione di Dio, unicità di Dio incarnato in Cristo, e la molteplicità delle religioni, con le quali cerchiamo la pace e anche il cuore aperto per la luce dello Spirito Santo, che illumina e guida all’incontro con Cristo nella  Chiesa “La seconda parte del Concilio è molto più ampia . Appariva, con grande urgenza, il tema : mondo di oggi, epoca moderna, e Chiesa; e con esso i temi della responsabilità per la costruzione di questo mondo, della società, responsabilità per il futuro di questo mondo e speranza escatologica, responsabilità etica del cristiano, dove trova le sue guide; e poi libertà religiosa, progresso, e relazione con le altre religioni. In questo momento, sono entrate in discussione realmente tutte le parti del Concilio, non solo l’America, Gli Stati Uniti, con un forte interesse per la libertà religiosa. Nel terzo periodo questi hanno

La Chiesa

Il vero “noi” dei credenti, insieme con l’”Io” di Cristo, è la Chiesa; ognuno di noi, non “un noi”, un gruppo che si dichiara Chiesa. No: questo “noi siamo Chiesa” esige proprio il mio inserimento nel  grande “noi” dei credenti di tutti i tempi e  luoghi   “Secondo tema (del Concilio dopo la Liturgia): la  Chiesa .  Sappiamo che il Concilio Vaticano I era stato interrotto a  causa della guerra tedesco  – francese e così è rimasto con una unilateralità, con un frammento perché la dottrina sul primato – che è stata definita, grazie a Dio, in quel momento storico per la Chiesa, ed è stato molto necessario per il tempo seguente – era soltanto un elemento in un’ecclesiologia più vasta, prevista, preparata. Così era rimasto il frammento. E si poteva dire: se il frammento rimane così come è, tendiamo ad una  unilateralità: la Chiesa sarebbe solo il primato. Quindi già dall’inizio c’era  un  intenzione di completare l’ecclesiologia del ...

Glorificazione di Dio e autentico dialogo‏

È proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza. Quando si cessa di riferirsi a una verità oggettiva e trascendente, come è possibile realizzare un autentico dialogo? In tal caso come si può evitare che la violenza, dichiarata o nascosta, diventi la ragione ultima dei rapporti umani? In realtà, senza un’apertura trascendente, l’uomo cade facile preda del relativismo e gli riesce poi difficile agire secondo giustizia e impegnarsi per la pace. “Il Vangelo di Luca racconta che, nella notte di Natale, i pastori odono cori angelici che  glorificano Dio e annunciano la pace sull’umanità .  L’evangelista sottolinea così la stretta relazione fra Dio e l’anelito profondo dell’uomo di ogni tempo a conoscere la verità, a praticare la giustizia e vivere nella pace. Oggi si è indotti talvolta a pensare che la verità, la giustizia e la pace siano utopie e che esse si escludono mutuamente. Conoscere la verità sembra impossibile e gli sforzi per affermarla ...

Non ridurre la teologia a scienze religiose‏

Ci  troviamo in un contesto culturale dove taluni sono tentati o di privare la teologia di uno statuto accademico, a causa del suo legame intrinseco con la fede, o di prescindere dalla dimensione credente e confessionale della teologia,  con il rischio di confonderla e di ridurla   alle scienze  religiose “La vostra Sessione Plenaria si è svolta nel contesto dell’ Anno della fede,  e sono profondamente lieto che la Commissione  Teologica  Internazionale     abbia voluto manifestare la sua adesione  a questo evento ecclesiale attraverso un pellegrinaggio alla  Basilica Papale di Santa Maria Maggiore,  per affidare alla Vergine Maria, praesidum   fidei , i lavori della vostra Commissione e per pregare per tutti coloro che,  in medio  Ecclesiae ,  si dedicano a far fruttificare l’intelligenza della fede beneficio e gioia spirituale di tutti

Nuova evangelizzazione nell'assenza di Dio

La povertà spirituale di non percepire più come privazione l’assenza di Dio rappresenta, anche a livello ecumenico, una sfida per tutti i cristiani e non solo per i  cattolici “Quest’anno la vostra Plenaria focalizza l’attenzione sul tema: “L’importanza dell’ecumenismo per la nuova evangelizzazione”. Con tale scelta vi ponete opportunamente in continuità con quanto è stato preso in esame durante la recente  Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi,  e, in un certo senso, intendete dare una forma concreta, secondo la particolare prospettiva del Dicastero, a quanto è emerso in quell’Assise. Inoltre, la riflessione che state conducendo si inserisce molto bene nel contesto

Il Papa e la nuova evangelizzazioen ai giovani libanesi‏

La Chiesa  è sempre giovane! La Chiesa ha fiducia    in voi giovani. Siate giovani nella Chiesa! Siate giovani con la Chiesa! La Chiesa ha bisogno del vostro entusiasmo e della vostra creatività! “Cari amici, voi vivete oggi in questa parte del mondo che ha visto la nascita di Gesù e lo sviluppo del cristianesimo . E’ un grande onore! Ed è un appello alla fedeltà, all’amore per la vostra terra e soprattutto ad essere testimoni e messaggeri della gioia di Cristo, perché la fede trasmessa dagli Apostoli conduce alla piena libertà e alla gioia, come hanno mostrato tanti Santi e Beati di questo Paese. Il loro

La presenza di Cristo negli oranti‏

Una interpretazione superficiale delle parole evangeliche – “ Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20) – crea   notevoli equivoci sul valore stesso del radunarsi in orazione e sulle condizioni della presenza di Cristo negli oranti. “Il punto di partenza della liturgia (…) sarebbe costituito dalla riunione di due o tre che stanno insieme nel nome di Cristo . Questo riferimento alla promessa del Signore di Mt 18,20 appare a prima vista innocuo e tradizionale. Acquista però una portata rivoluzionaria per il fatto che quest’unico testo biblico viene isolato e messo in contrasto con l’intera tradizione liturgica. Questi ‘due o tre’, infatti, vengono ora messi in contrapposizione ad un’istituzione con ruoli istituzionali e ad ogni ‘programma codificato’. Conseguentemente tale definizione significa: non è la Chiesa a precedere il gruppo, ma il gruppo la Chiesa. Non è la liturgia della Chiesa come realtà

Anno della fede

Cogliere nell’ Anno della fede un momento propizio per riproporre a tutti il dono della fede nel Cristo risorto, il luminoso insegnamento del Concilio Vaticano II e la preziosa sintesi dottrinale offerta dal Catechismo della Chiesa Cattolica “ Come sappiamo, in aste zone della terra la fede corre il pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più alimento . Siamo davanti ad una profonda crisi di fede, ad una perdita del senso religioso che costituisce la più grande sfida per la Chiesa di oggi. Il rinnovamento della fede deve quindi essere la priorità nell’impegno della Chiesa intera ai nostri giorni. Auspico che l’Anno della fede possa contribuire, con la collaborazione cordiale di tutte le componenti del Popolo di Dio, a rendere Dio nuovamente presente in questo mondo e ad aprire agli uomini l’accesso alla

Preghiera ecumenica

La preghiera per l’unità deve diventare parte integrante della nostra orazione, della vita orante di tutti i cristiani, in ogni luogo e in ogni tempo, soprattutto quando persone di tradizioni diverse s’incontrano e lavorano insieme per la vittoria, in Cristo, su tutto ciò che è peccato, male, ingiustizia, violazione della dignità dell’ uomo “La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani che, da oltre un secolo, viene celebrata ogni anno da cristiani di tutte le Chiese e Comunità ecclesiali, per  invocare quel dono straordinario per cui lo stesso Signore ha pregato durante l’Ultima Cena, prima della sua passione: “Perché tutti siano una sola cosa; come  tu , Padre, sei in me ed io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” ( Gv 17,21).  La pratica della Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani fu introdotta nel 1908 da Padre Paul  Wattson , fondatore di una comunità religiosa anglicana che entrò

Africa speranza della Chiesa‏

Africa, per la Chiesa è il continente   della speranza “La parola speranza figura del resto più volte nell’Esortazione apostolica post-sinodale Africae munus che firmerò fra poco . Quando dico che l’Africa è il continente della speranza, non faccio della facile retorica, ma esprimo molto semplicemente una convinzione personale, che è anche quella della Chiesa. Troppo spesso il nostro spirito si ferma   a pregiudizi o ad immagini che danno della realtà africana una visione negativa, frutto di un’analisi pessimista. Si è sempre tentati di sottolineare ciò che

Orientamento a Dio fonte di pace

Animati dal comune desiderio di essere “pellegrini della verità pellegrini della pace ” “La libertà è un grande bene . Ma il mondo della libertà si è rivelato in gran parte senza orientamento, e da non pochi la libertà viene fraintesa anche come libertà per la violenza. La discordia assume nuovi e spaventosi volti e la lotta per la pace deve stimolare in modo nuovo tutti noi. Cerchiamo di identificare un po’ più da vicino

Assisi 2011

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Non è la spada del conquistatore che costruisce la pace, ma la spada del sofferente, di chi sa donare la propria vita Clicca sulla copertina per info su questo libro in preparazione al Convegno di Assisi “Cari fratelli e sorelle, oggi il consueto appuntamento dell’Udienza generale assume un carattere particolare, poiché siamo alla vigilia della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, che si terrà domani ad Assisi, a venticinque anni dal primo storico incontro convocato dal Beato Giovanni Paolo II . Ho voluto dare a questa giornata il titolo “ Pellegrini della verità, pellegrini della pace”, per significare l’impegno che vogliamo solennemente rinnovare, insieme con i membri di diverse religioni, e anche uomini non credenti ma sinceramente in ricerca della verità, nella promozione del vero bene dell’umanità e nella costruzione della pace. Come ho già avuto modo di ricordare, “Chi è in cammino verso Dio non può non trasmettere pace, chi costr...

Incontro con le comunità musulmane

E’ cresciuta in Germania un’atmosfera di rispetto e di fiducia tra la Chiesa cattolica e le comunità musulmane “ Berlino è un luogo opportuno per un tale incontro, non solo perché qui si trova la moschea più antica sul territorio della Germania, ma anche perché a Berlino vive il numero più grande di musulmani rispetto a tutte le altre città della Germania. A partire dagli anni ’70, la presenza di numerose famiglie musulmane è divenuta sempre di più un tratto distintivo di questo Paese. Sarà tuttavia necessario impegnarsi costantemente per una migliore reciproca conoscenza e comprensione. Ciò è essenziale non solo per una convivenza pacifica. Ma anche per l’apporto che ciascuno