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Visualizzazione dei post da 2026

La chiave del discorso di Leone agli ambasciatori'il realismo'

La chiave del discorso di Leone agli ambasciatori: il realismo Stefano Fontana nella "Nuova Bussola" – 12 gennaio 2026 Parlando al Corpo diplomatico, il Papa ha proposto la visione organica di un mondo secondo la Dottrina sociale della Chiesa. La pace si fonda infatti «sull'ordine voluto da Dio (...) trascendente e oggettivo». Il realismo è al centro anche delle riflessioni su linguaggio e libertà d'espressione. Leone XIV parla al Corpo diplomatico, 9 gen 2026 (Vatican Media - LaPresse) Il discorso di papa Leone XIV al Corpo diplomatico, che la Bussola ha già presentato, merita una particolare attenzione, data la sua ricchezza. Il testo ricorda a uno a uno, come è d'obbligo in occasioni di questo genere, le situazioni di conflitto e ingiustizia presenti nel mondo nell'ora attuale, senza limitarsi però a questo e proponendo una visione sistematica e organica della necessità di un mondo di pace secondo la Dottrina sociale della Chiesa. Colpisce il carattere di ...

Il protovangelo

IL PROTOVANGELO Luisella Scrosati nella "Nuova Bussola" – 11 gennaio Il passo di Genesi 3,15 è come il fondamento di tutte le profezie veterotestamentarie su Maria Santissima. A parlare è Dio stesso. Tante le interpretazioni date a questo versetto, ma secondo il magistero della Chiesa, la liturgia e diversi Padri esso ci parla di Maria che, con Cristo e per Cristo, schiaccia la testa al serpente. Continuiamo il nostro percorso di indagine in qualche modo contemplativa e anche di studio di Maria Santissima. Come avevo accennato la scorsa volta, iniziamo una sezione a cui dedicheremo qualche domenica, relativa alle profezie mariane nelle Sacre Scritture. Questa presenza di Maria nell'Antico Testamento è un po' il corollario del fatto che Dio ha predestinato in un unico decreto Cristo con Maria: dove abbiamo la predestinazione di Cristo all'incarnazione redentrice, lì troviamo anche la Madre di Dio. Dunque, noi abbiamo traccia di questa predestinazione eterna nei tes...

DOMENICHE ANNO A

DOMENICHE ANNO A II Domenica (Gv 1,29-34) "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo" Perché Gesù, in cui non c'era ombra di peccato, andò a farsi battezzare da Giovanni? Perché volle compiere quel gesto di penitenza e conversione, insieme con tante persone che volevano prepararsi alla venuta del Messia? Quel gesto – che segna l'inizio della vita pubblica di Cristo – si pone nella stessa linea dell'Incarnazione, della discesa di Dio dal più alto dei cieli all'abisso degli inferi. Il senso di questo movimento di abbassamento divino si riassume in un'unica parola: amore, che il nome stesso di Dio […] Questo Gesù è il Figlio di Dio che è totalmente immerso nella volontà di amore del Padre. Questo Gesù è colui che morirà sulla croce e risorgerà per la potenza dello stesso Spirito che ora si posa su di Lui e lo consacra. Questo Gesù è l'uomo nuovo che vuole vivere da figlio di Dio, cioè nell'amore; l'uomo che, di fronte al mal...

II Domenica dopo Natale

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D Dal 18 al 25 settimana  di preghiera per l'unità dei cristiani

San Giacomo, l'apostolo che ha messo in cammino l'Europa

Il primo apostolo martire: una vita accanto a Cristo Giovanni Fighera nella "Nuova Bussola" – 7 gennaio 2026 Insieme a Pietro e a Giovanni l'Evangelista, Giacomo il Maggiore fu tra i discepoli più vicini a Gesù, presente nei momenti che segnarono la svolta del suo ministero terreno. Vide la luce abbagliante della Trasfigurazione sul monte Tabor, assistette alla resurrezione della figlia di Giairo e rimase accanto al Maestro nell'oscurità del Getsemani, poco prima del tradimento di Giuda. Figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni, Giacomo – passato alla storia come il Maggiore per distinguerlo dall'omonimo figlio di Alfeo – emerge dalle pagine del Nuovo Testamento come una figura impetuosa e luminosa, uno di quei discepoli che non restano mai ai margini. Sentì parlare per la prima volta di Gesù dal fratello Giovanni, proprio come Simone fu invitato a incontrare il Maestro dal fratello Andrea. L'entusiasmo dei primi discepoli contagiò subito i due fratelli pescat...

'Signum magi regis' di Viganò

Monsignor Viganò / "Signum magni regis". Omelia nell'Epifania di Nostro Signore Gesu' Cristo Epifania è un termine greco – ἐπιϕάνεια – che significa manifestazione, così come apocalisse vuol dire svelamento. Epifania e Apocalisse sono in un certo qual modo accomunate da questo mostrarsi della divinità di Gesù Cristo: la prima nel tributo dei Magi al Re Bambino; la seconda nell'affermazione gloriosa della divina Regalità del giusto Giudice alla fine dei tempi. La prima come atto volontario di sottomissione alla suprema Signoria di Nostro Signore; la seconda come restaurazione di quella universale Signoria a cui il mondo – ribelle e apostata – dovrà necessariamente sottomettersi. Nell'Epifania la Santa Chiesa celebra l'unzione regale del Verbo Incarnato, mostrando la potenza della Grazia che illumina il cammino dei Magi verso la Verità di Cristo, e allo stesso tempo il terrore di Erode, che vede minacciato il proprio potere illegittimo e tirannico. L'oro...

Chiusa la Porta Santa, il Papa non ridurre le Chiese a musei

Chiusa la Porta Santa, il Papa:  non ridurre le Chiese a musei   Nico Spuntoni nella "Nuova Bussola" – 7 gennaio 26 Il Giubileo della speranza è finito e verrà ricordato nella storia della Chiesa per essere stato iniziato da un Papa e concluso dal suo successore. Non è la prima volta che accade: ci sono i precedenti del 1550 con Paolo III che lo indisse ma poi morì lasciando che fosse Giulio III ad aprire la Porta Santa subito dopo la sua elezione. Nel 1700 fu aperto dal malato Innocenzo XII che si fece vedere per una benedizione solo a Pasqua e poi venne concluso da Clemente XI. Infine, nel 1774 Clemente XIV indisse il Giubileo ma fu il suo successore Pio VI a celebrarlo nel 1775. La differenza tra ieri e oggi è legata soprattutto al conclave, destinato a durare a lungo e non pacificamente nel passato. Il Giubileo della speranza si chiude con numeri superiori a quelli del Giubileo della misericordia: nel 2015-2016 furono 22 milioni, nell'Anno Santo appena concluso invece...

I doni dei Re Magi spazzano via le teologie disincarnate

I DONI DEI RE MAGI SPAZZAMO VIA LE TEOLOGIE DISINCARNATE Gilbert Keith Chesterton nella "Nuova Bussola" – 6 gennaio 2026 I saggi provenienti dall'Oriente hanno portato oro, incenso e mirra, non i valori astratti di certi moderni riformatori che in nome della purezza della fede finiscono per fare a meno dell'Incarnazione. E invece Dio si è fatto vedere e toccare, facendo di Sé il più bel regalo di Natale. In occasione della solennità dell'Epifania pubblichiamo alcuni estratti del brano Teologia dei regali di Natale di Gilbert Keith Chesterton, tratto da Lo spirito del Natale (D'Ettoris, Crotone 2013), per gentile concessione dell'editore. Se il Vangelo non assomiglia a una pistola che fa fuoco, è come se non fosse per nulla annunciato. E se le nuove teologie suonano come il vapore che esce lentamente da un bollitore che non tiene, allora persino l'orecchio inesperto del principiante – che non conosce né la chimica né la teologia – può rilevare la differ...