venerdì 28 dicembre 2012

In gioco la visione dell'essere stesso‏


Se uomini e donne come dono della Creazione non si nasce ma lo si diventa va in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini, donne, persone

“Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profondaSe finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della

lunedì 24 dicembre 2012

Cristo che è la verità sulla via dellaricerca appasionata della verità‏


L’essere interiormente sostenuti dalla mano di Cristo ci rende liberi e al tempo stesso sicuri.
Liberi: se siamo sostenuti da Lui, possiamo entrare in qualsiasi dialogo apertamente e senza paura. Sicuri, perché Egli non ci lascia, se non siamo noi stessi a staccarci da Lui. Uniti a Lui, siamo nella luce della verità

Nella situazione attuale dell’umanità, il dialogo delle religioni è una condizione necessaria per la pace nel mondo, e pertanto è un dovere per i cristiani come pure per le altre comunità religiose Questo dialogo delle religioni ha diverse dimensioni. Esso sarà innanzitutto semplicemente un dialogo

domenica 23 dicembre 2012

La gloria di Dio nel grembo di una vergine, nella povertà di un bambino‏


La gloria di Dio non si manifesta nel trionfo e nel potere di un re, non risplende in una città famosa, in un sontuoso palazzo, ma prende dimora nel grembo di una vergine, si rivela nella povertà di un bambino

“Nel cammino dell’Avvento la Vergine Maria occupa un posto particolare come colei che in modo unico ha atteso la realizzazione delle promesse di Dio, accogliendo nella fede e nella carne Gesù, il Figlio di Dio, in piena obbedienza alla volontà divinaOggi vorrei riflettere brevemente con voi sulla fede di Maria a partire dal grande mistero dell’Annunciazione.
“Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28). Sono queste

mercoledì 19 dicembre 2012

Le beatitudini sono promesse e non solo raccomandazioni morali‏


Le beatitudini, proclamate da Gesù (Mt 5,3-12 e Lc 6,20-23), sono promesse e non sono solo  raccomandazioni morali. Sono rivolte a coloro che si affidano a Dio. La beatitudine natalizia della pace è dono messianico e opera umana ad un tempo

“Le beatitudini, proclamate da Gesù (Mt 5,3-12 e Lc 6,20-23), sono promesse. Nella tradizione biblica, infatti, quello della beatitudine è un genere letterario che porta sempre con sé una buona notizia, ossia un vangelo, che culmina in una promessa. Quindi, le beatitudini non sono solo raccomandazioni morali, la cui osservanza prevede a tempo debito – tempo situato di solito nell’altra vita –una ricompensa, ossia una situazione di futura felicità. La beatitudine consiste, piuttosto, nell’adempimento

martedì 18 dicembre 2012

Verità di fede nella natura umana‏


Rispetto della vita umana dal concepimento alla sua fine naturale, struttura naturale del matrimonio quale unione fra un uomo e una donna, l’obiezione di coscienza, la libertà religiosa, l’ideologia del liberismo selvaggioil diritto al lavoro, non sono verità di fede ma sono principi iscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa e quindi di ogni cattolico nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Ecco perché per ogni cattolico non sono valori politicamente negoziabili.

"Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale. Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano la vita, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita.
Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono

venerdì 14 dicembre 2012

Dio non si è tolto da questo mondo‏


Nell’Anno della fede,  con la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, siamo chiamati ogni giorno a scorgere la presenza di Dio, leggendo alla luce della Scrittura le tappe della Sua Rivelazione, e a testimoniare la Sua continua vicinanza misericordiosa  con ogni uomo del Suo compiacimento, il Suo agire nella storia e nel mondo spesso superficiale e distratto, e far risplendere oggi nella nostra vita la luce che ha illuminato allora storicamente, realmente la grotta di Betlemme

“Nella scorsa catechesi ho parlato della Rivelazione di Dio, come comunicazione che Egli fa di Se stesso e del suo disegno di benevolenza e di amoreQuesta Rivelazione di Dio si inserisce nel tempo e nella storia degli uomini: storia che diventa “il luogo in cui possiamo constatare l’agire di Dio a favore dell’umanitàEgli ci raggiunge in ciò che per noi è più familiare, e facile da verificare, perché costituisce il nostro contesto quotidiano, senza il quale non riusciremo a comprenderci” (Fides et ratio12).
L’evangelista san Marco riporta, in termini chiari e sintetici, i momenti iniziali della predicazione di

lunedì 10 dicembre 2012

Non ridurre la teologia a scienze religiose‏


Ci troviamo in un contesto culturale dove taluni sono tentati o di privare la teologia di uno statuto accademico, a causa del suo legame intrinseco con la fede, o di prescindere dalla dimensione credente e confessionale della teologia, con il rischio di confonderla e di ridurla alle scienze religiose

“La vostra Sessione Plenaria si è svolta nel contesto dell’Anno della fede, e sono profondamente lieto che laCommissione Teologica Internazionale  abbia voluto manifestare la sua adesione  a questo evento ecclesiale attraverso un pellegrinaggio alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, per affidare alla Vergine Maria,praesidum fidei,i lavori della vostra Commissione e per pregare per tutti coloro che, in medio Ecclesiaesi dedicano a far fruttificare l’intelligenza della fede beneficio e gioia spirituale di tutti

venerdì 7 dicembre 2012

l'editto di milano inizium libertatis sant'ambrogio 2012‏


Discorso di Benedetto XVI ai Membri della Curia Romana del 22 dicembre 2005
Il Santo Padre rileva l’insieme di continuità nei principi e discontinuità a livelli diversi la natura della vera riforma conciliare. “Così, ad esempio, se la libertà di religione viene considerata come espressione dell’incapacità dell’uomo di trovare la verità e di conseguenza di non poter essere accettata da colui che crede che l’uomo è capace di conoscere la verità e di conseguenza diventa canonizzazione del relativismo, allora essa da necessità sociale e politica è elevata in modo improprio a livello metafisico ed è così privata del suo vero senso, con la conseguenza di non poter essere accettata da colui che crede che l’uomo è capace di conoscere la verità di Dio e, in base alla dignità interiore della verità, è legato a tale conoscenza. Una cosa completamente diversa è invece il considerare la libertà di religione come una necessità derivante

Vivere in piena comunione di pace e gioia con Dio‏


Soprattutto nell’Anno della fede è dono, da invocare nella preghiera, vivere il tempo di Avvento in un inno di lode per il progetto di Dio nei confronti  di ogni uomo, pieni di gioia, di stupore e di ringraziamento, di misericordia e di amore

“All’inizio della sua Lettera ai cristiani di Efeso (1,3-14), l’apostolo Paolo eleva una preghiera di benedizione a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci introduce a vivere il tempo di Avvento, nel contesto dell’Anno della fede. Tema di questo inno di lode è il progetto di Dio nei confronti dell’uomo, definito con termini pieni di gioia, di stupore e di ringraziamento, come un “disegno di benevolenza” (v. 9), di misericordia e di amore.
Perché l’Apostolo eleva a Dio, dal profondo del suo cuore, questa benedizione? Perché guarda al suo

mercoledì 5 dicembre 2012

Preghiera


Martedì 11 dicembre 2012

L’Emmanuele, il Dio che con il parto verginale di Maria possiede un volto umano, ci è sempre vicino e ci ama: ogni singolo e l’umanità nel suo insieme
mi libera, mi guarisce o mi sostiene, mi consola

La sofferenza fa parte dell’esistenza umana. Essa non viene da Dio ma deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall’altra dall’azione malefica e dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile. Certamente bisogna non solo pregare, agire, ma fare tutto il possibile

lunedì 3 dicembre 2012

L'autentica grammatica dell'uomo e di tutta la realtà‏


È decisivo per l’uomo aprirsi alla fede e conoscere Dio e il suo progetto di salvezza in Gesù Cristo. Nel Vangelo viene inaugurato un nuovo umanesimo, un’”autentica grammatica” dell’uomo e di tutta la realtà “La verità di Dio è la sua sapienza che regge l’ordine della creazione e del governo del mondoDio che, da solo, “ha fatto cielo e terra” (Sal 115, 15), può donare, egli solo, la vera conoscenza di ogni cosa creata in relazione con Lui” (CCC n. 216).

“Nei tempi moderni si sono dischiuse nuove dimensioni del sapere, che nell’università sono valorizzate soprattutto in due grandi ambiti:
-         innanzitutto nelle scienze naturali, che si sono sviluppate sulla base della connessione di sperimentazione e di presupposta razionalità della materia;
-         in secondo luogo nelle scienze storiche e umanistiche, in cui l’uomo, scrutando lo specchio della sua storia e chiarendo le dimensioni della sua natura, cerca di comprendere meglio se stesso.
In questo sviluppo si è aperta all’umanità non solo una misura immensa di sapere e di potere; sono

venerdì 30 novembre 2012

Come parlare di Dio‏


Come parlare di Dio  nel nostro tempo? Come comunicare il Vangelo, per aprire strade alla verità salvifica nei cuori spesso chiusi dei nostri contemporanei e nelle loro menti talvolta distratte dai tanti bagliori della società?

“La domanda centrale che oggi ci poniamo è la seguente: Come parlare di Dio nel nostro tempo? Come comunicare il Vangelo, per aprire strade alla sua verità salvifica nei cuori spesso chiusi dei nostri contemporanei e nelle loro menti talvolta distratte dai tanti bagliori della società? Gesù stesso, ci dicono gli Evangelisti, nell’annunciare il regno di Dio si è interrogato su questo: “A che cosa debbo paragonare il regno di Dio e con quale parabola descriverlo?” (Mc 4,30). Come parlare di Dio oggi?
La prima risposta è che noi possiamo parlare di Dio, perché Egli ha parlato con noi. La prima

lunedì 26 novembre 2012

La fede dona sapore alla vita


La fede permette un sapere autentico su Dio che coinvolge tutta la persona: è un sàperecioè un conoscere che dona sapore alla vita, un gusto nuovo d’esistere, un modo gioioso di stare al mondo

“Avanziamo in quest’Anno della fede, portando nel nostro cuore la speranza di riscoprire quanta gioia c’è nel credere e di ritrovare l’entusiasmo di comunicare a tutti le verità della fede. Queste verità non sono un semplice messaggio su Dio, una particolare informazione su di Lui. Esprimono invece l’evento dell’incontro di Dio con gli uomini, incontro salvifico e liberante, che realizza le aspirazioni più

Funzione rieducativa della detenzione in carcere‏


L’esigenza personale del detenuto di vivere in carcere un tempo di riabilitazione e di maturazione è, infattiesigenza della stessa società, sia per recuperare una persona che possa validamente contribuire al bene di tutti, sia per depotenziare la tendenza a delinquere e la pericolosità sociale

“I temi della giustizia penale sono continuamente all’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi, particolarmente in un tempo in cui le differenze economiche e sociali ed il crescente individualismo alimentano le radici della criminalità. La tendenza, però, è di restringere il dibattito solo al momento legislativo della disciplina dei reati e delle sanzioni o al momento processuale, inerente i tempi e le modalità per arrivare ad una sentenza che sia il più possibile corrispondente alla verità dei fatti. Minore

mercoledì 21 novembre 2012

Per pensare, per credere non si può partire da zero‏


“Imparate a rileggere la vostra storia personale, prendete coscienza ( attraverso Yucat, il Catechismo per giovani) anche della   meravigliosa eredità delle generazioni che vi hanno preceduto: tanti credenti ci hanno trasmesso la verità della fede con coraggio, affrontando prove e incomprensioni. Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della fede (Tradizione) e contano su di noi affinché altri la ricevano.

“2. Diventate discepoli di Cristo
Questa chiamata missionaria vi viene rivolta anche per un’altra ragione: è necessaria per il nostro cammino personale. Il Beato Giovanni Paolo II scriveva: “La fede si rafforza donandola” (Redemptoris missio2). Annunciando il vangelo voi stessi crescete nel radicarvi sempre più profondamente in Cristo, diventate cristiani maturi. L’impegno missionario è una dimensione essenziale

lunedì 19 novembre 2012

Gesù non descrive la fine del mondo‏


Gesù non descrive da “veggente” la fine del mondo: usando immagini apocalittiche per richiamare la relatività del temporale rivela che Lui, morto e risorto, è il vero avvenimento storico, la più grande “mutazione” mai accaduta, il “salto decisivo” verso una dimensione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente  diverso da questa vita e da questo mondo pur in continuità con essi, il vero centro che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile

“In questa domenica dell’anno liturgico, viene proclamata, nella redazione di San Marco, una parte del discorso di Gesù sugli ultimi tempi (Mc 13,24-32). Questo discorso si trova, con alcune varianti, anche in Matteo e Luca, ed è probabilmente il testo più difficile dei Vangeli. Tale difficoltà deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un

Giornata mondiale della gioventù‏


È urgente testimoniare, a livello privato e pubblico, la presenza di Dio affinché ciascuno possa esperimentarla: con questo ateismo pratico occidentale è in gioco la salvezza dell’umanità

“Oggi non pochi giovani dubitano profondamente che la vita sia un bene e non vedono chiarezza nel loro cammino. Più in generale, di fronte alle difficoltà del mondo contemporaneo, molti si chiedono: io che cosa posso fare? La luce della fede illumina questa oscurità, ci fa comprendere che ogni esistenza ha un valore inestimabile, perché frutto dell’amore di Dio. Egli ama anche chi si è allontanato da Lui o lo ha dimenticato: ha pazienza e attende; anzi, ha donato il suo Figlio, morto e

venerdì 16 novembre 2012

Nuova evangelizzazione nell'assenza di Dio


La povertà spirituale di non percepire più come privazione l’assenza di Dio rappresenta, anche a livello ecumenico, una sfida per tutti i cristiani e non solo per i cattolici

“Quest’anno la vostra Plenaria focalizza l’attenzione sul tema: “L’importanza dell’ecumenismo per la nuova evangelizzazione”. Con tale scelta vi ponete opportunamente in continuità con quanto è stato preso in esame durante la recente Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, e, in un certo senso, intendete dare una forma concreta, secondo la particolare prospettiva del Dicastero, a quanto è emerso in quell’Assise. Inoltre, la riflessione che state conducendo si inserisce molto bene nel contesto

La musica favorisce la fede


La musica sacra può favorire la fede e cooperare alla nuova evangelizzazione

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“Questo vostro convegno (Incontro promosso dall’Associazione Italiana Santa Cecilia) si colloca nella ricorrenza del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. E con piacere ho visto che l’Associazione Santa Cecilia ha inteso riproporre alla vostra attenzione  l’insegnamento della Costituzione conciliare sulla liturgia, in particolare là dove – nel sestocapitolo – tratta della musica sacra. In tale ricorrenza, come sapete bene, ho voluto per tutta la Chiesa uno speciale Anno della fede, al fine di promuovere l’approfondimento della fede in tutti i battezzati e il comune impegno per la nuova evangelizzazione. Perciò, incontrandovi, vorrei sottolineare brevemente come la musica sacra può, anzitutto, favorire la fede e, inoltre,cooperare alla nuova evangelizzazione.
Circa la fede, viene spontaneo pensare alla vicenda personale di Sant’Agostino – uno dei grandi Padri della Chiesa, vissuto tra il IV e il V secolo dopo Cristo – alla cui conversione 

Le vie che portano alla conoscenza di Dio‏


Ci sono delle vie che possono aprire il cuore dell’uomo alla conoscenza di Dio e che derivano sia dalla riflessione naturale, sia dalla stessa forza della fede: il mondo, l’uomo, la fede

“Abbiamo riflettuto sul desiderio di Dio che l’essere umano porta nel profondo di se stesso. Vorrei continuare ad approfondire questo aspetto meditando su alcune vie per arrivare alla conoscenza di Dio. L’iniziativa, però, di Dio precede sempre ogni iniziativa dell’uomo e, anche nel cammino verso di Lui, è Lui per primo che ci illumina, ci orienta e ci guida, rispettando sempre la nostra libertà. Ed è sempre Lui che ci fa entrare nella sua intimità, rivelandosi e donandoci la grazia per poter accogliere questa

domenica 11 novembre 2012

Preghiera 36


Martedì 13 novembre 2012
La risposta cristiana alla questione della morte illumina
la preghiera di liberazione, di guarigione, soprattutto di consolazione.
Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore di ogni uomo per cui anche la salute biologica, pur dono da chiedere con fiducia senza pretendere, non è tutto perché l’inquietudine ci accompagna in tutto il cammino del vissuto temporale fino all’al di là dell’anima e del corpo cioè di ogni persona creata per l’Infinito.

Nei nostri cuori è ancora presente e vivo il clima della comunione dei Santi e dellacommemorazione dei fedeli defunti, che la liturgia del primo e due novembre con l’ottavario ci ha fatto vivere in modo intenso nelle celebrazioni dei giorni scorsi ravvivando quella speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il

mercoledì 7 novembre 2012

Desiderio di verità, di bene, di Dio‏


Anche nell’ambito della cultura occidentale secolarizzata il “desiderio di Dio” non è del tutto scomparso e si affaccia ancora oggi, in molti modi, al cuore dell’uomo. Sentiamoci fratelli di tutti gli uomini, compagni di viaggio anche di coloro che non credono, di chi è in ricerca, di chi si lascia interrogare con sincerità dal dinamismo del proprio desiderio di verità e di bene.

“Il cammino di riflessione che stiamo facendo insieme in quest’Anno della fede ci conduce a meditare oggi su un aspetto affascinante dell’esperienza umana e cristiana: l’uomo porta in sé un misterioso desiderio di Dio. In modo molto significativo, il Catechismo della Chiesa Cattolica si apre proprio con la seguente considerazione: “Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell’uomo, perché l’uomo è stato

lunedì 5 novembre 2012

Alla questione della morte rispondiamo con la fede in Dio‏


Come rispondiamo noi cristiani alla questione della morte? Rispondiamo con la fede in Dio, con uno sguardo di solida speranza che si fonda sulla Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Allora la morte apre alla vita, a quella eterna, che non è un infinito doppione del tempo presente, ma qualcosa di completamente nuovo. La fede ci dice che la vera immortalità alla quale aspiriamo non è un’idea, un concetto, ma una relazione di comunione piena con il Dio vivente: è lo stare nelle sue mani, nel suo amore, e diventare in Lui una cosa sola  con tutti i fratelli e le sorelle che Egli ha creato e redento, con l’intera creazione.

“Nei nostri cuori è presente e vivo il clima della comunione dei Santi e della commemorazione dei fedeli defunti, che la liturgia ci ha fatto vivere in modo intenso nelle celebrazioni dei giorni scorsi. In particolare, la visita ai cimiteri ci ha permesso di rinnovare il legame con le persone care che ci hanno lasciato; la morte, paradossalmente, conserva ciò che la vita non può trattenere. Come i nostri defunti

Il significato di Credo la Chiesa‏


Che cosa significa “credo la Chiesa”? Significa: credo che il mistero di Dio si è manifestato nel mondo mediante quella storia di rapporti che, iniziata con la creazione all’alba dei tempi, si è poi storicamente manifestata con la vocazione di Abramo e del popolo di Israele; si è compiuta nella persona e nella vicenda di Gesù, Verbo incarnato; è presente mediante lo Spirito della presenza continua del Crocefisso risorto in un popolo particolare, la Chiesa, come nel suo sacramento visibile; e avrà la sua pienezza alla fine dei tempi. Dio è entrato nella nostra storia attraverso una vicenda particolare, ma per significare e donare a tutti la buona notizia del suo amore gratuito e misericordioso

La Scrittura è Parola di Dio attraverso la Fede di chi attraverso i 46 testi ispirati dell’Antico Testamento, i 27 del Nuovo cioè la Bibbia o libro per eccellenza crede che Dio come ha parlato allora mi parla qui e ora, con il dono dello stesso Spirito con cui venne ispirata, nella comunione del suo

venerdì 2 novembre 2012

La mia fede solo nel noi della Chiesa‏


Può essere la mia fede solo nel “noi” della Chiesa, nella comune fede dell’unica Chiesa

“La fede ha un carattere solo personale, individuale? Interessa solo la mia persona? Vivo la fede da solo? Certo, l’atto di fede è un atto eminentemente personale, che avviene nell’intimo più profondo e che segna un cambiamento di direzione, una conversione personale: è la mia esistenza che riceve una svolta, un orientamento nuovo. Nella Liturgia del Battesimo, al momento delle promesse, il celebrante chiede di manifestare la fede cattolica e formula tre domande: Credete in Dio Padre onnipotente? Credete in Gesù Cristo suo unico Figlio? Credete nello Spirito Santo? Anticamente queste domande erano rivolte personalmente a colui che doveva ricevere il Battesimo, prima che si immergesse per tre

martedì 30 ottobre 2012

Venti contrari e vento dello Spirito sulla Chiesa‏


“Anche se la Chiesa sente venti contrari, tuttavia sente soprattutto il vento dello Spirito Santo che ci aiuta, ci mostra la strada giusta; e così, con nuovo entusiasmo, mi sembra, siamo in cammino e ringraziamo il Signore perché ci ha dato questo incontro veramente cattolico” (Benedetto XVI)

“Cari fratelli e sorelle, prima di ringraziare da parte mia, vorrei ancora fare una comunicazione. Nel contesto delle riflessioni del Sinodo dei Vescovi, “La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della Fede Cristiana”, ed a conclusione di un cammino di riflessione sulle tematiche dei Seminari e della Catechesi, mi è gradito annunciare che ho deciso, dopo preghiera e ulteriore riflessione, di trasferire la competenza sui Seminari dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica alla Congregazione per il

sabato 27 ottobre 2012

Arte e fede


Il patrimonio artistico della Città del Vaticano costituisce una sorta di grande “parabola” mediante la quale il Papa parla a uomini e donne di ogni parte del mondo, e quindi di molteplici appartenenze culturali e  religiose, persone che magari non leggeranno mai un suo discorso o una sua omelia

“I Musei Vaticani non sono nuovi a iniziative che illustrano il legame tra arte e fede, a partire dal patrimonio conservato nelle Gallerie PontificieDiverse esposizioni sono state realizzate con questo tema, come pure alcuni audiovisivi. Tuttavia, il film che abbiamo visto si presenta come un contributo degno di speciale nota, soprattutto perché compare all’inizio dell’Anno della fede. Esso costituisce in effetti un contributo specifico e qualificato dei Musei Vaticani all’Anno della fede, e questo giustifica

mercoledì 24 ottobre 2012

Che cosa è la fede‏

Che cosa è la fede? Ha ancora senso la fede in un mondo in cui scienza e tecnica hanno aperto orizzonti fino a poco tempo impensabili? Che cosa significa credere oggi?

“Oggi vorrei riflettere con voi una questione fondamentale: che cosa è la fede? Ha ancora senso la fede in un mondo in cui scienza e tecnica hanno aperto orizzonti fino a poco tempo fa impensabili? Che cosa significa credere oggi? In effetti, nel nostro tempo è necessaria una rinnovata educazione alla fede, che comprenda certo una conoscenza delle sue verità e degli eventi della salvezza, ma che soprattutto nasca da un vero incontro con Dio in Gesù Cristo, dall’amarlo, dal dare fiducia in Lui, così che tutta la vita ne sia coinvolta.
Oggi, insieme a tanti segni di bene, cresce intorno a noi anche un certo deserto spirituale. A volte, si

mercoledì 17 ottobre 2012

Anno della fede 1


L’Anno della fede perché la Chiesa rinnovi l’entusiasmo di credere in Gesù Cristo, unico salvatore del mondo, ravvivi la gioia di camminare sulla via che ci ha indicato, e testimoni in modo concreto la forza trasformante della fede

“La ricorrenza dei cinquant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II è un’occasione importante per ritornare a Dio, per approfondire e vivere con maggiore coraggio la propria fede, per rafforzare l’appartenenza alla Chiesa, “maestra di umanità”, che, attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione dei Sacramenti e le opere di carità ci guida ad incontrare e conoscere Cristo, vero Dio e vero uomo. Si tratta dell’incontro non con un’idea o con un progetto di vita, ma con una Persona viva che trasforma in profondità noi stesi rivelandoci la nostra vera identità di figli di Dio. L’incontro con

martedì 16 ottobre 2012

C'è una nuova primavera nel cristianeismo‏


C’è una nuova primavera nel Cristianesimo

D.-“Santità, nelle sue Encicliche Lei sta proponendo un’antropologia forte, un uomo abitato dalla carità di Dio, un uomo dalla razionalità allargata dall’esperienza di fede, un uomo che ha una responsabilità sociale grazie alla dinamica della carità, ricevuta e donata nella verità. Santità, proprio in questo orizzonte antropologico in cui il messaggio evangelico esalta tutti gli elementi degni della

lunedì 15 ottobre 2012

Professare la fede


“Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza” (Porta fidein.9)

“Ora, questo nostro agire, che segue dall’iniziativa di Dio, lo troviamo descritto nella seconda strofa di questo Inno: “Os, lingua, menssensus, vigor, confessionem personentflammescat igne caritasaccendit ardorproximosQui abbiamo, in due righe, due sostantivi determinanti: “confessio” nelle prime righe, e caritasnelle seconde righe. “Confessio” ecaritas”, come i due modi in cui Dio ci coinvolge, ci fa agire con Lui, in Lui e per l’umanità, per la sua creatura: “confessio” caritas”. E sono aggiunti i verbi: nel primo caso personente nel secondo caritas” interpretato con la parola fuoco, ardore, accendere, fiammeggiare.
Vediamo il primo: confessionem personent”. La fede ha un

venerdì 12 ottobre 2012

La lezione più semplice del Concilio


La lezione più semplice e fondamentale del Concilio: il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella fede in Dio, che è Amore trinitario, e nell’incontro, personale e comunitario, con Cristo che orienta e guida la vita: tutto il resto ne consegue

“Se guardiamo al Concilio Ecumenico Vaticano II, vediamo che in quel momento del cammino della Chiesa non c’erano particolari errori di fede da correggere o condannare, né vi erano specifiche questioni di dottrina o di disciplina da chiarire. Si può capire allora la sorpresa del piccolo gruppo di Cardinali presenti nella sala capitolare del monastero benedettino a San Paolo Fuori le Mura, quando il 25 gennaio 1959, il Beato Giovanni XXIII annunciò il Sinodo diocesano per Roma e il Concilio per la

Evangelizzare


La Chiesa non comincia con il “fare” nostro, ma con il “fare” e il “parlare” di Dio attraverso di essa: è il Vangelo cioè la notizia che Dio ha parlato e quindi parla e parlerà, ha veramente rotto il grande silenzio, si è mostrato, è in continuità con noi, ci rende partecipi della sua vita come figli nel Figlio

“La grande sofferenza dell’uomo – in quel tempo, come oggi – è proprio questa: dietro il silenzio dell’universo, dietro le nuvole della storia c’è un Dio o non c’è? E, se c’è questo Dio, ci conosce, ha a che fare con noi? Questo Dio è buono, e la realtà del bene ha potere nel mondo o no? Questa domanda oggi è così attuale come lo era in quel tempo. Tanta gente si domanda: Dio è una ipotesi o no? È una

giovedì 4 ottobre 2012

Anno della Fede


Papa Benedetto XVI nella Lettera Apostolica Porta fidei,con la quale indice  l’Anno della fede, scrive: “Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’eucaristia, che è ‘il 

giovedì 27 settembre 2012

Compito specifico dei laici‏


Il compito specifico dei fedeli laici è l’animazione cristiana delle realtà temporali all’interno delle quali agiscono di propria iniziativa e in modo autonomo, alla luce della fede e dell’insegnamento della Chiesa

“Rendo omaggio alla generosità dei laici chiamati a partecipare a uffici e incarichi nella Chiesa (can. 228 & 1), dando così prova di una disponibilità per la quale quest’ultima è profondamente riconoscenteE’ però opportuno, d’altra parte, ricordare che il compito specifico dei laici è l’animazione cristiana delle realtà temporali all’interno delle quali agiscono di propria iniziativa e in modo autonomo, alla luce della fede e dell’insegnamento della Chiesa (Gaudium et spesn. 4). È dunque necessario vegliare sul rispetto della differenza esistente tra il sacerdozio comune di tutti i fedeli e il sacerdozio ministeriale

lunedì 24 settembre 2012

Preghiera 35


PER LA LIBERAZIONE, LA GUARIGIONE, LA CONSOLAZIONE
E’ NECESSARIO UN RAPPORTO DI MENTE E DI CUORE CONTINUO CON CRISTO
CIOE’ PREGARE SEMPRE

Quanto è importante, per saper vivere e morire da cristiani, prendere coscienza che ci sono due modi di affrontare questa vita e  la morte:
-         il primo è il “sistema, il corpo di Cristo cioè la Chiesa”, a cui l’assemblea, soprattutto domenicale, è felice di appartenere,
-         il secondo è il “sistema terrestre anti – Regno, anti alleanza, anti – Domenica, anti – Chiesa”, messo in atto dall’influsso del Maligno, il quale, ingannando gli

mercoledì 19 settembre 2012

Il Papa e la nuova evangelizzazioen ai giovani libanesi‏


La Chiesa è sempre giovane! La Chiesa ha fiducia  in voi giovani. Siate giovani nella Chiesa! Siate giovani con la Chiesa! La Chiesa ha bisogno del vostro entusiasmo e della vostra creatività!

“Cari amici, voi vivete oggi in questa parte del mondo che ha visto la nascita di Gesù e lo sviluppo del cristianesimo. E’ un grande onore! Ed è un appello alla fedeltà, all’amore per la vostra terra e soprattutto ad essere testimoni e messaggeri della gioia di Cristo, perché la fede trasmessa dagli Apostoli conduce alla piena libertà e alla gioia, come hanno mostrato tanti Santi e Beati di questo Paese. Il loro

Quello che i preti non dicono (più)

Nell'anno della fede la questione di Cristo‏


Gesù Cristo non si lascia intrappolare nei soli attributi di liberatore umano che molti attendono o di esemplare morale da imitare senza accettare di incontrarlo oggi, di ascoltare la Sua Parola   o di vivere in comunione ecclesiale con Lui che si dona in persona nei Sacramenti, l’Eucarestia in particolare

“In questa domenica nella quale il vangelo ci interroga sulla vera identità di Gesù, eccoci trasportati, insieme con i discepoli, sulla strada che conduce verso i villaggi della regione di Cesarea di Filippo. “E voi, chi dite che io sia?” (Mc 8,29), chiede loro Gesù. Il momento scelto per porre loro questa domanda non è senza significato. Gesù si trova ad una svolta decisiva per la propria esistenza. Sale verso Gerusalemme, verso il luogo dove si compirà, mediante la croce e la risurrezione, l’evento centrale della

lunedì 17 settembre 2012

Il male non è una forza anonima‏


Il male non è una forza anonima che agisce nel mondo in modo impersonale o deterministico. Il male, il demonio, passa attraverso la libertà umana, attraverso l’uso della nostra libertà

“Dobbiamo essere ben coscienti che il male non è una forza anonima che agisce nel mondo in modo impersonale o deterministico. Il male, il demonio, passa attraverso la libertà umana, attraverso l’uso della nostra libertà. Cerca un alleato, l’uomo. Il male ha bisogno di lui per diffondersi. E’ così che, avendo offeso il primo comandamento, l’amore di Dio, viene a pervertire il secondo, l’amore del

Sana laicità


Occorre promuovere una “sana laicità” per “liberare la religione dal peso della politica” in modo che ci sia “chiara distanza e indispensabile collaborazione tra le due” influendo culturalmente sull’opinione politica e sui politici


“Posso dire che nessuno mi hai mai consigliato di rinunciare a questo viaggio e, da parte mia, non ho mai contemplato questa ipotesi, perché so che se la situazione si fa più complicata, è più necessario offrire questo segno di fraternità, di incoraggiamento e di solidarietàE’ il significato del mio viaggio: invitare al dialogo, invitare alla pace contro la violenza, procedere insieme per trovare la soluzione dei problemi…
Il fondamentalismo è sempre una falsificazione della religione. Va contro l’essenza della religione, che vuole riconciliare e creare la pace di Dio nel mondo. Dunque, il compito della Chiesa

giovedì 13 settembre 2012

Concilio Vaticano II

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Sia avvicina l’11 ottobre, cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II. Sono stato ordinato il 29 giugno del 1960 in attesa della sua apertura da parte del Beato Giovanni XXIII. Non solo attesa ma anche preparazione guidando un gruppo liturgico finalizzato ad approfondire Il senso Teologico della liturgia, un testo di Vagaggini che quasi tutti i Padri avevano tra mano, dandoci il primo documento conciliare. Il servo di Dio Giuseppe Carraro che a Verona mi aveva ordinato, nel 1961 ci aveva portato a Castelgandolfo per un incontro con il Vicario di Cristo entusiasta per

mercoledì 12 settembre 2012

I dieci comandamenti


Dio ci ha donato i Comandamenti per educarci alla vera libertà e all’amore autentico, così che possiamo essere davvero felici. Sono un segno dell’amore di Dio Padre, del suo desiderio di insegnarci il retto discernimento del bene e del male, del vero e del falso, del giusto e dell’ingiusto.

“Il Decalogo ci riporta al Monte Sinai, quando Dio entra in modo particolare nella storia del popolo ebreo e tramite questo popolo nella storia dell’intera umanità, donandoci le “Dieci Parole” che esprimono la sua volontà e che sono una sorta di “codice etico” per costruire una società in cui il rapporto di alleanza con il Dio Santo e Giusto illumini i rapporti tra le personeE Gesù viene a dare compimento a queste parole, innalzandole e riassumendole nel duplice comandamento dell’amore: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente…Amerai il prossimo tuo come te stesso” ( Mt 22,37-40).
Ma domandiamoci: che senso hanno queste Dieci Parola per noi, nell’attuale contesto culturale, in cui

Ciò che conta è la vicinana interiore!‏


Nell’Eucaristia Dio è così vicino a noi: qualcuno, però, può stare vicino al tabernacolo e, allo stesso tempo essere lontano dal Dio vivente. Ciò che conta è la vicinanza interiore, la consapevolezza che la verità è qualcosa di vivente, la Persona di Gesù Cristo da incontrare nella Chiesa

“Secondo la nostra fede la Chiesa è l’Israele che è diventato universale, nel quale tutti diventano, attraverso il Signore, figli di Abramo; l’Israele diventato universale, nel quale persiste il nucleo essenziale della legge, privo delle contingenze del tempo e del popolo. Questo nucleo semplicemente Cristo stesso, l’amore di Dio per noi e il nostro amore per Lui e per gli uomini. Egli è la Torah vivente, è il dono di Dio per noi, nel quale, ora, riceviamo tutti la saggezza di Dio. Nell’essere uniti con Cristo,

La verità si incontra, non la si possiede


Non possiamo dire “ho la verità”ma la verità, che è Cristo stesso, è venuta verso di noi e nell’Eucaristia viene addirittura dentro di noi per pulirci dalle nostre miserie, da nostro egoismo che fa sembrare il cristianesimo solo un sistema di usanze

“Nella liturgia della Parola di questa domenica emerge il tema della Legge di Dio, del suo comandamento: un elemento essenziale della religione ebraica e anche di quella cristiana, dove trova il suo pieno compimento nell’amore (Rm 13,10). Le legge di Dio è la sua Parola che guida l’uomo nel cammino della vita, lo fa uscire dalla schiavitù dell’egoismo e lo introduce nella “terra” della vera libertà e della vita. Per questyo nella Bibbia la Legge non è vista come un peso, una limitazione opprimente, ma come il dono più prezioso del Signore, la testimonianza del suo amore paterno, della sua volontà di stare vicino al suo popolo, di essere il suo Alleato e scrivere con esso una storia di

sabato 1 settembre 2012

Senso religioso naturale e soprannaturale


Riconoscere anche pubblicamente, con la ragione comune a tutti, che la natura di ogni uomo concreto è fatta per l’infinito, ci purifica dalla schiavitù dei “falsi infiniti” e storicamente l’incontro con la Persona viva dell’Infinito che suscita  la fede, la speranza affidabile, la carità, dà ai credenti e attraverso loro a tutti gli uomini di buona volontà  un nuovo orizzonte di vita veramente vita a livello personale e sociale

“Desidero rivolgere il mio cordiale saluto a Lei, agli organizzatori e a tutti partecipanti al Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, giunto ormai alla XXXIII edizione. Il tema scelto quest’anno – “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito” – risulta particolarmente significativo in vista dell’ormai imminente inizio dell’”Anno della fede”, che ho voluto indire in occasione del Cinquantesimo anniversario dell’apertura del ConcilioEcumenico Vaticano II.
 Parlare dell’uomo e del suo anelito all’infinito significa innanzitutto riconoscere

Per molti


Nella comunità concreta di coloro che celebrano l’Eucaristia, Egli per tutti, concretamente giunge solo a“molti” che rappresentano e portano la responsabilità per “tutti

“Le avevo promesso (La lettera è rivolta direttamente all’Arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca) che mi sarei espresso per iscritto riguardo a questa importante questione (la traduzione delle parole “pro multis” nelle Preghiere Eucaristiche della Santa Messa). al fine di prevenire una tale divisione nel luogo più intimo della nostra preghiera. La lettera che qui, per Suo tramite, indirizzo ai membri della Conferenza Episcopale Tedesca, sarà inviata anche agli altri Vescovi dell’area di lingua tedesca.
Anzitutto, mi lasci spendere brevemente una parola sulle origini del problema. Negli anni sessanta,

mercoledì 29 agosto 2012

La falsità, il marchio del diavolo


La falsità, il marchio del diavolo

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“Nelle scorse domeniche abbiamo meditato il discorso sul “pane della vita”, che Gesù pronunciò nella sinagoga di Cafarnao dopo aver sfamato migliaia di persone con cinque pani e due pesci. Oggi il Vangelo presenta la reazione dei discepoli a quel discorso, una reazione che fu Cristo stesso, consapevolmente, a provocare. Anzitutto, l’evangelista Giovanni – che era presente insieme agli altri Apostoli – riferisce che “da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui” (Gv 6,66). Perché? Perché non cedettero alle parole di Gesù che diceva: Io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue vivrà in eterno (Gv6,51.54); veramente parole in questo momento difficilmente accettabili, comprensibili. Questa rivelazione – come ho detto – rimaneva per loro incomprensibile, perché la intendevano in senso materiale, mentre in quelle parole era preannunciato il mistero pasquale di Gesù, in cui Egli avrebbe donato se stesso(sacrificio) per la salvezza del mondo:la nuova presenza nella Sacra Eucaristia.
Vedendo che molti dei suoi discepoli se ne andavano, Gesù si rivolse agli

martedì 28 agosto 2012

La croce all'interno della fede‏


“Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto”: Quale posto ha propriamente la croce all’interno della fede in Gesù in quanto il Cristo, il Messia?

“La coscienza cristiana è in genere ancora largamente condizionata da una grossolana concezione propria della teologia dell’espiazione di Anselmo di Canterbury…Per molti cristiani, specialmente per quelli che conoscono la fede  solo piuttosto da lontano, sembra che la croce debba essere compresa all’interno di un meccanismo di diritto offeso e riparato. Sarebbe la forma in cui la giustizia di Dio, infinitamente lesa, verrebbe nuovamente placata da una espiazione infinita. In tal modo la croce appare agli uomini come espressione di un atteggiamento che cerca un esatto conguaglio tra dare e

Individuo e persona


Il cristiano vede in ogni essere umano non un individuo, bensì una persona, sempre fine e mai riduttivamente mezzo per altri o per altro

“Se la fede cristiana in Dio è in primo luogo opzione per il primato del logos, fede nella realtà del senso creativo, che precede e sostiene il mondo, in quanto fede nell’essere persona di tale senso è allo stesso tempo un credere che il pensiero originario, di cui il mondo rappresenta il pensato, non sia una coscienza anonima e neutrale, ma sia libertà, amore creativo, Persona. Conseguentemente, se la decisione cristiana in favore del logos costituisce un’opzione per un  Senso creativo, realtà personale, rappresenta al contempo una opzione per il primato del particolare sull’universale. Il valore supremo

sabato 18 agosto 2012

Il Logos dell'universo è Amore‏


Nell’incontro con la Persona di Gesù Cristo, si fa l’esperienza che il Dio dei filosofi è totalmente altro da come i filosofi l’hanno pensato, senza peraltro cessare di essere ciò che essi hanno trovato

“La fede cristiana, optando decisamente solo per il Dio dei filosofi e dichiarandolo di conseguenza come il Dio che è possibile pregare e che parla all’uomo, ha attribuito a questo Dio dei filosofi un significato del tutto nuovo, lo ha sottratto alla sfera puramente accademica e lo ha profondamente trasformato. Questo Dio, che prima si presenta come un essere neutro, come il concetto supremo e ultimo, questo Dio inteso come ‘puro essere’ o ‘puro pensare’, cherimane eternamente chiuso in se

giovedì 16 agosto 2012

Il Dio di Gesù Cristo


Nell’Anno della fede occorre sviluppare l’orientamento di fondo ponendo al centro la questione di Dio e la questione di Cristo

“In tutto il divenire e il passare, egli “è”. Questo “è” di Dio, che rimane come colui che è stabile al disopra di ogni  inconsistenza del divenire, ovviamente pronunciato senza alcuna correlazione. Egli, piuttosto, è al contempo colui che si fa garante; egli c’è per noi, e a partire dal suo stare saldo dà stabilità a noi nella nostra instabilità. Il Dio che c’’è’, è al contempo colui che è con noi, non è solo Dio in sé, ma è il nostro Dio, il Dio dei padri…
La formula che in ebraico sembra dire misteriosamente solo “io-lui”, è stata tradotta in greco, in maniera certo oggettivamente esatta, con “Io sono” (egò eimi). Con questo semplice “Io sono” il Dio

martedì 14 agosto 2012

Dialogo di Dio e dialogo degli uomini tra loro‏


Il dialogo di Dio con l’uomo si svolge unicamente tramite il dialogo degli uomini tra loro

“Il Credo è una formula rimastaci dall’originario dialogo “Credi tu? – Io credo”. Questo dialogo richiama a sua volta, il “noi crediamo”, in cui l’’io’ dell’affermazione “Io credo” non viene assorbito, ma trova il suo posto. Nella preistoria di questa professione di fede e nella sua forma originaria è quindi presente l’intera forma antropologica della fede. Appare evidente come le fede non sia il risultato di una elucubrazione solitaria, in cui l’’io’ escogita per sé qualcosa, pensando la verità da solo, libero e sciolto da qualsiasi vincolo; essa è invece la risultante di un dialogo, l’espressione di un ascoltare, di un accogliere e di un risponde, che mediante la reciprocità di ‘io’ e ‘tu’ inserisce l’uomo nel ‘noi’ della comunità dei credenti.
“La fede nasce dall’ascolto”, dice Paolo (Rm 10,17). Ciò potrebbe apparire come una