venerdì 30 marzo 2012

Dove Cristo si rende presente, l'uomo cresce in umanità‏

Dove, individualmente e comunitariamente, Cristo si rende presente, l’uomo cresce in umanità e trova la sua consistenza

“Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8,31). Nel brano del Vangelo che è stato proclamato, Gesù si rivela come il Figlio di Dio Padre, il Salvatore, l’unico che può mostrare la verità e dare la vera libertà. Il suo insegnamento provoca resistenza ed inquietudine tra i suoi interlocutori, ed Egli li accusa di cercare la sua morte, alludendo al supremo sacrificio della Croce, ormai vicino. Ma li esorta a credere, a rimanere nella sua Parola, per conoscere la verità che redime ed onora.
In effetti, la verità è un anello dell’essere umano, e cercarla suppone sempre un esercizio di autentica libertà. Molti, tuttavia, preferiscono le scorciatoie e cercano di evitare questo compito. Alcuni, come Ponzio Pilato, ironizzano sulla possibilità di poter conoscere la verità (Gv 18,38),

lunedì 26 marzo 2012

Dio vuole che siamo sempre felici

Dio vuole che siamo sempre felici

“Oggi siamo pieni di giubilo, e questo è importante. Dio vuole che siamo sempre felici. Egli ci conosce e ci ama. Se lasciamo che l’amore di Cristo cambi il nostro cuore, allora noi potremo cambiare il mondo. Questo è il segreto della felicità autentica.
Questo luogo nel quale ci troviamo ha un nome che esprime l’anelito presente nel cuore di tutti i popoli: “la pace”, un dono che proviene dall’Alto. “La pace sia con voi” (Gv 20,21). Sono le parole

sabato 24 marzo 2012

Fervore verso il Successore di Pietro

E’ proverbiale il fervore del popolo messicano verso il Successore di Pietro

“Giungo come pellegrino della fede, della speranza e della carità.
Desidero confermare i credenti in Cristo, consolidarli in essa e incoraggiarli a rivitalizzarla con l’ascolto della Parola di Dio, i Sacramenti e la coerenza di vita. Così potranno condividerla con gli altri, come missionari tra i propri fratelli, ed essere fermento nella società, contribuendo a una convivenza rispettosa e pacifica, basata sulla incomparabile dignità di ogni persona

lunedì 12 marzo 2012

Celebrazione sacramentale e annuncio del Vangelo‏

L’annuncio del Regno di Dio non è solo far risuonare la parola del Risorto attraverso la Scrittura ma farlo incontrare in persona attraverso i Sacramenti e la Carità

“…richiamate a tutti l’importanza che ha per la vita di fede il Sacramento della Riconciliazione, evidenziando sia la necessità di un’adeguata preparazione teologica, spirituale e canonica per poter essere confessori, sia, soprattutto, il legame costitutivo tra celebrazione sacramentale e annuncio del Vangelo.
I Sacramenti e l’annuncio della Parola, infatti, non devono mai essere concepiti come separati, ma, al contrario, “Gesù afferma che l’annuncio del Regno di Dio è lo scopo della sua missione;

Preghiera che libera

Pregare con Gesù nell’imminenza della morte il Venerdì Santo nella celebrazione della Passione del Signore libera, guarisce, consola

Tutto il cammino sacramentale della quaresima verso la celebrazione annuale della Pasqua porta alla celebrazione  della Passione del Signore nelle ore pomeridiane del Venerdì santo il 6 aprile, l’attualizzarsi liturgico del lasciarsi uccidere per amore senza soccombere di Gesù per liberarci dal peccato, dal dominio di Satana, dalla morte. E questa sera vogliamo prepararci al bacio del Crocefisso dell’Azione liturgica del Venerdì Santo rivivendo la preghiera di Gesù in croce, nell’imminenza della morte, narrataci dal Vangelo di san Luca.
L’evangelista ci ha tramandato tre parole di Gesù sulla croce, due delle quali

lunedì 5 marzo 2012

La verità si impone da se stessa‏


La verità non si impone con altri mezzi, se non da se stessa! Non è vera emancipazione, l’emancipazione dalla comunione gerarchica a servizio  della Verità che emerge dal Corpo di Cristo, con il Corpo di Cristo, il “noi” della Chiesa!

“Gli Apostoli, nella successione apostolica, sono presenti nei Pastori, che siamo noi, per la grazia di Dio e nonostante tutta la nostra povertà. E siamo grati a Dio che ci ha voluto chiamare per stare nella successione apostolica e continuare ad edificare il Corpo di Cristo. Qui appare un elemento che mi sembra importante: i ministeri – i cosi detti ministeri – sono chiamati “doni di Cristo”, sono carismi; cioè, non c’è questa opposizione: da una parte il ministero, come cosa giuridica, e dall’altra i carismi, come dono profetico, vivace, spirituale, come presenza dello Spirito e la sua novità. No!

giovedì 1 marzo 2012

Anno della fede anno catechistico‏


Nell’Anno della fede dobbiamo fare il possibile, di fronte all’”analfabetismo religioso”, per un rinnovamento catechistico

“Battesimo e fede sono inseparabili. Il Battesimo è il Sacramento della fede e la fede ha un duplice aspetto.
-         E’ un fatto profondamente personale: io conosco Cristo, mi incontro con Cristo e do fiducia a Lui. Pensiamo alla donna che tocca il suo vestito nella speranza di essere salvata (Mt 9, 20-21); si affida a Lui totalmente e il Signore dice: Sei salva, perché hai creduto (Mt 9,22). Anche ai lebbrosi, all’unico che ritorna, dice: La tua fede ti ha salvato (Lc 17,19). Quindi la fede inizialmente è soprattutto un incontro personale, un toccare il vestito di Cristo, un essere toccato da Cristo, essere in contatto con Cristo, affidarsi al Signore, avere e trovare l’amore di Cristo e, nell’amore di Cristo, la chiave anche della verità, dell’universalità.
-         Ma proprio per questo, perché chiave dell’universalità dell’unico Signore, tale fede non è solo un

Le virtù dell'andare insieme‏


Alcune virtù sacerdotali che sono proprio  gli elementi dell’andare fraternamente insieme nel “noi” della Chiesa

“La prima è: “con ogni umiltà” (Ef 4,2). Vorrei soffermarmi un po’ di più su questa perché è una virtù che nel catalogo delle virtù precristiane non appare; è una virtù nuova, la virtù della sequela di Cristo. Pensiamo alla Lettera ai Filippesi, al capitolo due: Cristo, essendo uguale a Dio, si è umiliato, accettando la forma di servo e obbedendo fino alla croce (Fil 2,6-8). Questo è il cammino dell’umiltà  del Figlio che noi dobbiamo imitare. Seguire Cristo vuol dire entrare in questo cammino dell’umiltà. Il testo greco dice tapeinophrosyne (Ef 4,2): non pensare in grande di se stessi,