lunedì 28 febbraio 2011

Primato di Pietro

Senza il primato di Pietro e la comunione con lui, non c’è la Chiesa cattolica

Riteniamo utile la lettura dell’omelia del Nunzio Apostolico in Argentina, mons. Adriano Bernardini, pronunciata nella festa della Cattedra di san Pietro:

“E ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e il potere della morte non prevarrà contro di essa” (Mt 16,18).
Il testo di Matteo contiene due elementi molto importanti:
-         Il primato di Pietro e dei suoi successori nella Chiesa che Cristo ha fondato, e pertanto del Santo Padre;
-         L’assistenza di Gesù per la Sua Chiesa contro le forze del male.
Diamo per scontato il primo punto, fondamentale per la Chiesa, perché senza questo primato di Pietro e la comunione con lui, non c’è la Chiesa cattolica. Permettetemi, però, alcune riflessioni sul secondo punto: le forze del male, che Matteo chiama “il potere della morte”. Assistiamo oggi ad un accanimento molto speciale contro la Chiesa cattolica in generale e contro il Santo Padre in particolare. Perché tutto questo? Qual è la ragione principale? Si può articolare in poche parole: perché è la Verità che ci dà il messaggio di Cristo!

Vera riforma della Chiesa

Non può esserci vera riforma della Chiesa se prima non c’è la nostra personale riforma e la conversione del nostro cuore

“San Roberto Bellarmino svolse un ruolo importante nella Chiesa degli ultimi decenni del secolo XVI e dei primi del secolo successivo. Le sue Controversiae  costituiscono un punto di riferimento, ancora valido, per l’ecclesiologia cattolica sulle questioni circa la Rivelazione, la natura della Chiesa, i Sacramenti e l’antropologia cattolica. In esse appare accentuato l’aspetto istituzionale della Chiesa, a motivo degli errori che allora circolavano su tali questioni. Tuttavia Bellarmino chiarì anche gli aspetti invisibili della Chiesa come Corpo Mistico e li illustrò con l’analogia del corpo e dell’anima, al fine di descrivere il rapporto tra le ricchezze interiori della Chiesa e gli aspetti esteriori che la rendono percepibile. In questa monumentale opera, che tenta di sistematizzare le varie controversie teologiche dell’ epoca, egli evita ogni taglio polemico e aggressivo nei confronti delel iee della Riforma, ma utilizzando gli argomenti della ragione e della Tradizione della Chiesa, illustra in modo chiaro ed efficace la dottrina cattolica.

giovedì 24 febbraio 2011

Il nostro Battesimo

Il nostro immergerci nella morte e risurrezione di Cristo attraverso il Sacramento del Battesimo ci spinge ogni giorno a liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali

“Il nostro immergersi nella morte e risurrezione di Cristo attraverso il Sacramento del Battesimo, ci spinge ogni giorno a liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali, da un legame egoistico con la “terra”, che ci impoverisce e ci impedisce di essere disponibili e aperti a Dio e al prossimo. In Cristo, Dio si è rivelato come Amore (Gv 4,7-10). La Croce di Cristo, la “parola della Croce” manifesta la potenza salvifica di Dio (1 Cor 1,18), che si dona per rialzare l’uomo e portargli la salvezza: amore nella sua forma più radicale (Deus caritas est, 12). Attraverso le pratiche tradizionali del digiuno, dell’elemosina e della preghiera, espressioni dell’impegno di conversione, la Quaresima educa a vivere in modo sempre più radicale l’amore di Cristo. Il digiuno, che può avere diverse motivazioni, acquista per il cristiano un significato

Il demonio

Il diavolo è all’opera e non si stanca, neppure oggi, di tentare l’uomo che vuole avvicinarsi al Signore

“La prima domenica dell’itinerario quaresimale evidenzia la nostra condizione dell’uomo su questa terra. Il combattimento vittorioso contro le tentazioni, che dà inizio alla missione di Gesù, è un invito a prendere consapevolezza della propria fragilità per accogliere la Grazia che libera dal peccato e infonde nuova forza in Cristo, via, verità e vita. E’ un deciso richiamo a ricordare come la fede cristiana implichi, sull’esempio di Gesù e in unione con Lui, una lotta “contro i dominatori di questo mondo tenebroso” (Ef 6,12), nel quale il diavolo è all’opera e non si stanca, neppure oggi, di tentare l’uomo che vuole avvicinarsi al Signore; Cristo ne esce vittorioso, per aprire anche il nostro cuore alla speranza e guidarci a vincere le seduzioni del male.

giovedì 17 febbraio 2011

Santità è lasciarsi amare da Dio

La santità è lasciarsi amare da Dio, che è la vocazione di noi tutti

“Le opere principali di san Giovanni della Croce (Ascesa al Monte Carmelo, Notte oscura, Cantico spirituale e Fiamma d’amor vivo) ci aiutano ad avvicinarci ai punti salienti della sua vasta e profonda dottrina mistica, il cui scopo è descrivere un cammino sicuro per giungere alla santità, lo stato di perfezione cui Dio chiama tutti noi. Secondo Giovanni della Croce, tutto quello che esiste, creato da Dio, è buono. Attraverso le creature, noi possiamo pervenire alla scoperta di Colui che in esse ha lasciato una traccia di sé. La fede, comunque, è l’unica fonte donata all’uomo per conoscere Dio così come Egli è in se stesso, come Dio Uno e Trino. Tutto quello che Dio voleva comunicare all’uomo, lo ha detto in Gesù Cristo, la sua Parola fatta carne. Gesù Cristo è l’unica e definitiva via al Padre (Gv 14,6). Qualsiasi cosa creata è nulla in confronto a Dio e nulla vale al di

martedì 15 febbraio 2011

Realismo sacramentale

Egli, realmente risorto, parla anche oggi attraverso la Scrittura, si dona a noi in persona attraverso cose materiali cioè i sacramenti, con al centro l’Eucaristia del nostro rapporto con Dio e della configurazione della nostra vita di figli nel Figlio

“La vera azione liturgica, il vero atto liturgico, è la oratiola grande preghiera, che costituisce il cuore della Celebrazione eucaristica…Noi siamo la religione spirituale, nella quale in effetti ha luogo il culto a modo di parola, dove non vengono più immolati capri e vitelli, ma viene rivolta a Dio la parola che si fonde con la Parola in senso assoluto, con il Logos di Dio, che ci attira dentro la vera adorazione. E’ forse utile annotare, qui, che la parola oratio originariamente non significa “preghiera” (per questa si aveva la parola prex), ma il solenne discorso pubblico, che ora però acquisisce la sua più alta dignità per il fatto che è rivolto a Dio – nella consapevolezza che, in quanto tale, esso proviene da Dio stesso e da Lui è reso possibile.

Vita comune

Il posto del sacerdozio ordinato nella vita della Chiesa e della vita comune nell’esperienza sacerdotale

Cari fratelli e amici, è con vera gioia che vivo questo incontro con voi, sacerdoti e seminaristi della Fraternità san Carlo, qui convenuti in occasione del venticinquesimo anniversario della sua nascita. Saluto e ringrazio il fondatore e superiore generale, Mons. Massimo  Camisasca, il suo consiglio, e tutti voi, parenti e amici, che fate corona alla comunità. In particolare saluto l’Arcivescovo della Madre di Dio di Mosca, mons. Paolo Pezzi, e don Julian Carron, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, che esprimono simbolicamente i frutti e le radici dell’opera della Fraternità san Carlo. Questo momento riporta alla mia memoria la lunga amicizia con Mons. Luigi Giussani e testimonia la fecondità del carisma.
In questa occasione, vorrei rispondere a due domande che il nostro incontro suggerisce:
-         qual è il posto del sacerdozio ordinato nella vita della Chiesa?

Ancora nella Chiesa

Perché oggi sono ancora nella Chiesa

Il 4 giugno 1970 a Monaco quasi mille persone accolsero l’invito dell’Accademia Cattolica di Baviera a una conferenza serale del Prof. Dr. Joseph Ratzinger, al tempo docente ordinario di Dogmatica all’Università di Ratisbona. Il tema “Perché oggi sono ancora nella Chiesa” poneva evidentemente al centro una questione che toccava molte persone. Una questione ancora attuale con il manifesto “Kirche 2011” firmato da circa 200 teologi tedeschi, austriaci e svizzeri dove si invita la chiesa cattolica a un “indispensabile rinnovamento” che coinvolge l’esercizio del primato di Pietro, l’ordinazione sacerdotale femminile nonché l’abolizione del celibato ecclesiastico. Cosa ne pensa Seewald, che ha scritto tre libri – intervista con Joseph Ratzinger, del manifesto? Ecco alcune dichiarazioni da lui rilasciate all’agenzia di stampa austriaca kath.net in merito. Pensa che sia il prodotto di “forze

giovedì 10 febbraio 2011

Liturgia e preghiera personale

Mostrare ai fedeli che la preghiera personale quotidiana affianchi e permei
la partecipazione al culto pubblico della Chiesa

“San Pietro Canisio trascorse buona parte della sua vita a contatto con le persone socialmente più importanti del suo tempo ed esercitò un influsso speciale con i suoi scritti. Fu editore delle opere complete di san Cirillo d’Alessandria e delle Orazioni di san Nicola della Flue. Pubblicò libri di devozione in varie lingue, le biografie di alcuni Santi svizzeri e molti testi di omiletica. Ma i suoi scritti più diffusi furono i tre Catechismi composti tra il 1555 e il 1558. Il primo Catechismo era destinato agli studenti in grado di comprendere nozioni elementari di teologia; il secondo ai ragazzi del popolo per una prima istruzione religiosa; il terzo ai ragazzi con una formazione scolastica a livello di scuole medie e superiori. La dottrina cattolica era esposta con domande e risposte, brevemente, in termini biblici, con molta chiarezza e senza accenni polemici. Solo nel

Vera carità

La Chiesa non può trascurare il servizio della carità così come non può tralasciare i Sacramenti e la Parola

19.“Se vedi la carità, vedi la Trinità” scrive sant’Agostino. Nelle riflessioni che precedono, abbiamo potuto fissare il nostro sguardo sul Trafitto (Gv 19,37), riconoscendo il disegno del Padre che, mosso dall’amore (Gv 3,16), ha inviato il Figlio unigenito nel mondo per redimere l’uomo. Morendo sulla croce, Gesù – come riferisce l’evangelista – “emise lo spirito” (Gv 19,30), preludio del dono dello Spirito Santo che Egli avrebbe realizzato dopo la risurrezione (Gv 20,22). Si sarebbe attuata così la promessa dei “fiumi di acqua viva” che, grazie all’effusione dello Spirito, sarebbero sgorgati dal cuore dei credenti (Gv 7,38-39). Lo Spirito, infatti, è quella potenza interiore che armonizza il loro cuore col cuore di Cristo e li muove ad amare i fratelli come li ha amati Lui, quando si è curvato a lavare i piedi dei discepoli (Gv 13,1-13) e soprattutto

martedì 8 febbraio 2011

Vescovi

Il cammino della vera continuità o Tradizione con cui nella Chiesa si trasmette la verità cioè Dio che possiede un volto umano, fa progredire

“Perseverare nell’insegnamento degli Apostoli” – la fede ha un contenuto concreto. Non è una spiritualità indeterminata, una sensazione indefinibile per la trascendenza. Dio ha agito e proprio Lui ha parlato. Ha realmente fatto qualcosa e ha realmente detto qualcosa. Certamente, la fede è, in primo luogo, un affidarsi a Dio, un rapporto vivo con Lui. Ma il Dio al quale ci affidiamo ha un volto e ci ha donato la sua Parola. Possiamo contare sulla stabilità della sua Parola. La Chiesa antica ha riassunto il nucleo essenziale dell’insegnamento degli Apostoli nella cosidetta Regula fidei, che, in sostanza, è identica alle Professioni di fede. E’ questo il fondamento attendibile, sul quale noi cristiani ci basiamo anche oggi. E’ la base sicura sulla quale possiamo costruire la casa della nostra fede, della nostra vita (Mt 7,24ss). E di nuovo, la stabilità e la definitività di ciò che crediamo non significano rigidità. Giovanni della Croce ha paragonato il mondo della fede ad una

Nulla anteporre a Cristo

Nulla può essere anteposto all’amore personale per Cristo e per i poveri in cui Egli vive

“Vorrei proporre tre brevi pensieri per la riflessione in questa Festa (della Presentazione del Signore).
-          Il primo:l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su  Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti. La vita consacrata esprime tale cammino, in modo speciale, come “filocalia”, amore per la bellezza divina, riflesso della bontà di Dio (Vita consacrata, 19). Sul volto di Cristo risplende la luce di tale bellezza. La Chiesa contempla il volto trasfigurato di Cristo, per conformarsi nella fede e non rischiare lo smarrimento  davanti al suo volto sfigurato sulla Croce… essa è la Sposa davanti allo Sposo, partecipe del suo mistero, avvolta dalla sua luce, dalla quale  sono raggiunti tutti i suoi figli…Ma un’esperienza singolare della luce che promana dal Verbo incarnato fanno certamente i chiamati alla vita consacrata. La professione dei consigli evangelici, infatti, li pone quale segno e profezia per la comunità dei fratelli e per il mondo” (ibid., 15).

giovedì 3 febbraio 2011

Santa Teresa

Santa Teresa di Gesù è vera maestra di vita cristiana per i fedeli di ogni tempo

“Oggi vorrei iniziare una breve serie di incontri per completare la presentazione dei Dottori della Chiesa. E comincio con una Santa che rappresenta uno dei vertici della spiritualità cristiana di tutti i tempi: santa Teresa d’Avila (di Gesù)…Beatificata da Papa Paolo V nel 1614 e canonizzata nel 1622 da Gregorio XV è proclamata “Dottore della Chiesa” dal Servo di Dio Paolo VI nel 1970…
Non è facile riassumere in poche parole la profonda e articolata spiritualità teresiana. Vorrei menzionare alcuni punti essenziali. In primo luogo, santa Teresa propone le virtù evangeliche come base di tutta la vita cristiana e umana: in particolare, il distacco dai beni o povertà evangelica, e questo concerne tutti noi; l’amore gli uni per gli altri come elemento essenziale della vita comunitaria e sociale; l’umiltà come amore alla verità; la determinazione come frutto