martedì 29 ottobre 2013

Il Concilio restituito alla Chiesa

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Stefano Fontana
Prefazione di S.E. Gianpaolo Crepaldi
Arcivescovo – vescovo di Trieste

Siamo a poche settimane dalla conclusione dell’Anno della fede e dalla celebrazione del 50° dell’inizio del Vaticano II.
Per La Nuova Evangelizzazione e per l’unità della Chiesa che la rende feconda il Vaticano II è di fondamentale importanza. Questo libro di Stefano Fontana fornisce un quadro completo e veramente utile alla Chiesa, al ministero di Papa Francesco, sempre deciso nella strada aperta dal Concilio, interessato a continuare lo spirito di rinnovamento e riforma nella continuità dinamica e creativa

mercoledì 23 ottobre 2013

È un prete aperto secondo Papa Francesco

“Vi scrivo questa lettera animato dal desiderio di esortarvi, come pastore e come fratello, a spalancare le porte al Signore: la porta del cuore, della mente, delle nostre chiese, tutte quelle della nostra vita. È un gesto cristiano, nonché un compito sacerdotale” (Papa Francesco)


“Il Vangelo ci racconta che Gesù ha compiuto spesso questo gesto. All’inizio della sua missione, a Nazareth, presentandosi in sinagoga aprì il rotolo del profeta Isaia (Lc 4,17); e in un modo simile si conclude il libro dell’Apocalisse: come l’agnello immolato, come il leone della tribù di Giuda, egli è l’unico “degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli” (Ap 5,2). Gesù risorto è colui che “aprì…la mente” dei discepoli di Emmaus“per comprendere le Scritture” (Lc 24,45), e di cui loro dicono: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le

Dignità trascendente dei figli di Dio‏


Questi i contenuti della fede teologico –apostolica, ben di più della moderna fede religiosa teorizzata da Kant nei puri limiti della ragione umana. L’azione di Dio, inaugurata con la creazione al cui vertice si trova l’uomo plasmato a sua immagine e somiglianza – con cui stabilisce un rapporto di amore e che ha raggiunto il suo punto più alto con l’incarnazione del Figlio -, deve culminare in una piena realizzazione di questa unione a livello universale. L’intero creato deve essere partecipe della comunione definitiva di Dio, iniziata con Cristo risorto. Ci dirigiamo dunque verso una fine che è conclusione positiva dell’opera amorosa di Dio, la quale non è il risultato diretto dell’azione umana, bensì un’azione salvifica del Signore, il compimento dell’opera d’arte che Lui stesso ha cominciato e alla quale ha voluto che noi contribuissimo. Il senso ultimo della nostra esistenza si risolve quindi nell’incontro personale e comunitario con il Dio – Amore, che va persino oltre la morte.

“E quale potrebbe essere il principio cardine di questa nuova antropologia cristiana (nell’orizzonte della fede teologica e non semplicemente nella moderna fede religiosa) ? La consapevolezza dei cittadini, diranno alcuni. La solidarietà. La coscienza del popolo. Io propongo invece di ricondurlo alla sua origine, per quanto possa essere debole e romantica: l’amore, che è proprio delle chiavi della dignità trascendente dell’individuo.
Eccoci dunque alla dimensione ultima della trascendenza umana. Non basta realizzare e vivere una nuova coscienza ecologica che superi qualsiasi riduzione determinista della

martedì 22 ottobre 2013

È l'amore che apre gli occhi


Dobbiamo lanciare messaggi positivi: vivere noi per primi in pienezza e farci testimoni e costruttori di un nuovo modo di essere uomini e donne. Ma questo non succederà se perseveriamo nello scetticismo: bisogna convincersi che le cose non solo “si possono” cambiare ma che la rivoluzione di cui ci facciamo portatori è una imprescindibile necessità

“Professare un credo e sostenere una determinata concezione dell’essere umano può sembrare un atteggiamento non particolarmente allettante in quest’epoca di relativismo e crollo delle certezze: quanto meno sicurezze abbiamo, tanto più corriamo il rischio di lasciarci convincere che l’unico appiglio solido e sicuro sia ciò che ci propongono

venerdì 18 ottobre 2013

Martini e Bergoglio: così vicini, così lontani


Il servizio di www.chiesa “Martini papa. Il sogno divenuto realtà” ha suscitato reazioni di vario segno. Il professor Alessandro Martinelli, discepolo del filosofo Gustavo Bontadini e specialista in metafisica, ha inviato a magister.blog  il seguente articolo che pubblichiamo.

Bergoglio e Martini molto simili? Senza dubbio, ma anche molto diversi. Si pensi a quanto divergano su questioni delicatissime e caldissime anche per la Chiesa, come il riconoscimento legale delle unioni omosessuali e la depenalizzazione dell’aborto procurato.

Mentre in Argentina divampava lo scontro sul disegno di legge che avrebbe legalizzato i cosi detti “matrimoni”

La Chiesa è apostolica e la nostar fede non è semplicemente religiosa ma teologica cioè apostolica


La fede cattolica non è semplicemente una fede religiosa, come da Kant in poi la cultura moderna ha voluto imporre, ma una fede teologica, apostolica perché la risurrezione di Cristo è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Essa non è  un semplice ritorno alla nostra vita terrena; è invece la più grande “mutazione” mai accaduta, il “salto” decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l’intero universo: per questo la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza apostolica, dall’inizio e fino alla fine dei tempi.

“Quando recitiamo il Credo diciamo “Credo la Chiesa unasanta, cattolica e apostolica”. Non so se avete mai riflettuto sul significato che ha l’espressione “la Chiesa è apostolica”. Forse qualche volta, venendo a Roma, avete pensato all’importanza degli Apostoli Pietro e Paolo che qui hanno donato la loro vita per portare e testimoniare il Vangelo.
Ma è di più. Professare che la Chiesa è apostolica significa sottolineare il legame costitutivo che essa ha con gli Apostoli, con quel piccolo gruppo di dodici uomini che Gesù un giorno chiamò asé, li chiamò per nome, perché rimanessero con Lui

lunedì 14 ottobre 2013

A poche settimane dal termine dell'Anno della fede‏


“Il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito ed insegnato in forma più efficace…E’ necessario che questa dottrina certa ed immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo” (Papa Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962)

Siamo nelle ultime settimane dell’Anno della fede ed è importante rifarci all’Omelia di Papa Benedetto XVI dell’11 ottobre 2012 che ha voluto far rivivere, a  50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II,la processione iniziale, i sette Messaggi finali e il frutto più significativo cioè il Catechismo della Chiesa Cattolica e la Dottrina sociale rinnovata. E questo per “entrare più profondamente nel movimento spirituale che ha caratterizzato il Vaticano II, per farlo nostro e

Verità e carità nella pastorale dei divorziati risposati



Unire in modo molto equilibrato le esigenze della verità con quelle della carità nella pastorale dei divorziati risposati

Il prossimo Sinodo straordinario, indetto da Papa Francesco insieme ad una riforma della prassi sinodale nell’orizzonte della  collegialità, sarà sulla pastorale della famiglia e quindi anche sulla pastorale dei divorziati risposati..
La Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha avuto una vivace eco in diverse parti della Chiesa. Alcune obiezioni sono state studiate in modo approfondito dalla Congregazione. Nel 2011 l’Osservatore Romano ha ripubblicato queste chiare argomentazioni pubblicate nel 1998 dall’allora Card. Ratzinger

mercoledì 9 ottobre 2013

Unità sacramentale con il Vescovo‏


“La fede ha una struttura sacramentale. Il risveglio della fede passa per il risveglio di un nuovo senso sacramentale della vita dell’uomo e dell’esistenza cristiana, mostrando come il visibile e il materiale si aprono verso il mistero dell’eterno” (Lumen fidei,n.40)
“Per un presbiterio chiamato ad essere sempre più la famiglia sacramentale dove tutti i preti si trovano di casa, a loro agio” (Giuseppe ZentiLettera ai Sacerdoti,  4 ottobre 20013)

Questo il progetto pastorale per il triennio 2013 – 2015 della Chiesa nella Diocesi di Verona: LA TRASMISSIONE DELLA FEDE E’ OPERA DELLA CORRESPONSABILITA’.
Ma la corresponsabilità tra preti, diaconi e Vescovo, tra fedeli e presbiteri, tra figli e genitori, tra cittadini e Autorità civile, è in rapporto all’unità sacramentale – Mons. Luigi Negri alla tre giorni del Clero di Ferrara – e unità analogata come

martedì 8 ottobre 2013

Preghiera


“Bisognosi di liberazione e di consolazione”
Non abbandonarci nella tentazione (azione ordinaria del Maligno)
Liberaci dal Male (azione straordinaria del Maligno) 
E’ il primo incontro del 2013-2014. Siamo davanti a Lui, eucaristicamente esposto e penso di offrirvi l’orizzonte entro il quale, anche quest’anno, stare con Lui, lasciarsi guardare, pregare per non essere abbandonati nell’azione ordinaria del Maligno, la più rischiosa che quotidianamente coinvolge tutti (la tentazione) e liberati nell’azione straordinaria cioè dalle vessazioni, ossessioni, infestazioni, possessioni, malefici, la più tremenda ma rara. Mi rifaccio al messaggio che il Card. Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero,  ha inviato al Convegno Esorcisti Italiani dal 9 al 13 settembre: “Non possiamo nasconderci che il tema delle

Il Vangelo non riguarda solo la religione‏


Il Vangelo non riguarda solo la religione, riguarda l’uomo, tutto l’uomo, riguarda il mondo, la società, la civiltà umana. Il Vangelo è il messaggio di salvezza di Dio per l’umanità. Ma quando diciamo “messaggio di salvezza”, non è un modo di dire, non sono semplici parole o parole vuote come ce ne sono tante oggi! L’umanità ha veramente bisogno di essere salvata dal male

“Ecco, VangeloVorrei prendere la parola “Vangelo” per rispondere alle altre due domande che mi avete fatto, la seconda e la quarta. Una riguarda l’impegno sociale, in questo periodo di crisi che minaccia la speranza; e l’altra riguarda l’evangelizzazione, il portare l’annuncio di Gesù agli

L'attuale sfida pastorale della Chiesa


In un momento come quello attuale dove regna la diffidenza, specie verso l’autorità,  bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda. Pastoralmente la sfida principale della Chiesa è infatti “aprirsi alla cultura moderna”. Ma non per proselitismo, che – sottolinea il papa – è una “solenne sciocchezza” e “non ha senso”, piuttosto per “l’ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni, della disperazione, della speranza” e aprire alla fede teologale della speranza e della carità per vincere “la mondanità spirituale che è un atteggiamento omicida. Uccide l’anima, uccide le persone, uccide la Chiesa” (Bergoglio): “La risurrezione di Cristo è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli Apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Nello stesso tempo essa non