giovedì 27 settembre 2012

Compito specifico dei laici‏


Il compito specifico dei fedeli laici è l’animazione cristiana delle realtà temporali all’interno delle quali agiscono di propria iniziativa e in modo autonomo, alla luce della fede e dell’insegnamento della Chiesa

“Rendo omaggio alla generosità dei laici chiamati a partecipare a uffici e incarichi nella Chiesa (can. 228 & 1), dando così prova di una disponibilità per la quale quest’ultima è profondamente riconoscenteE’ però opportuno, d’altra parte, ricordare che il compito specifico dei laici è l’animazione cristiana delle realtà temporali all’interno delle quali agiscono di propria iniziativa e in modo autonomo, alla luce della fede e dell’insegnamento della Chiesa (Gaudium et spesn. 4). È dunque necessario vegliare sul rispetto della differenza esistente tra il sacerdozio comune di tutti i fedeli e il sacerdozio ministeriale

lunedì 24 settembre 2012

Preghiera 35


PER LA LIBERAZIONE, LA GUARIGIONE, LA CONSOLAZIONE
E’ NECESSARIO UN RAPPORTO DI MENTE E DI CUORE CONTINUO CON CRISTO
CIOE’ PREGARE SEMPRE

Quanto è importante, per saper vivere e morire da cristiani, prendere coscienza che ci sono due modi di affrontare questa vita e  la morte:
-         il primo è il “sistema, il corpo di Cristo cioè la Chiesa”, a cui l’assemblea, soprattutto domenicale, è felice di appartenere,
-         il secondo è il “sistema terrestre anti – Regno, anti alleanza, anti – Domenica, anti – Chiesa”, messo in atto dall’influsso del Maligno, il quale, ingannando gli

mercoledì 19 settembre 2012

Il Papa e la nuova evangelizzazioen ai giovani libanesi‏


La Chiesa è sempre giovane! La Chiesa ha fiducia  in voi giovani. Siate giovani nella Chiesa! Siate giovani con la Chiesa! La Chiesa ha bisogno del vostro entusiasmo e della vostra creatività!

“Cari amici, voi vivete oggi in questa parte del mondo che ha visto la nascita di Gesù e lo sviluppo del cristianesimo. E’ un grande onore! Ed è un appello alla fedeltà, all’amore per la vostra terra e soprattutto ad essere testimoni e messaggeri della gioia di Cristo, perché la fede trasmessa dagli Apostoli conduce alla piena libertà e alla gioia, come hanno mostrato tanti Santi e Beati di questo Paese. Il loro

Quello che i preti non dicono (più)

Nell'anno della fede la questione di Cristo‏


Gesù Cristo non si lascia intrappolare nei soli attributi di liberatore umano che molti attendono o di esemplare morale da imitare senza accettare di incontrarlo oggi, di ascoltare la Sua Parola   o di vivere in comunione ecclesiale con Lui che si dona in persona nei Sacramenti, l’Eucarestia in particolare

“In questa domenica nella quale il vangelo ci interroga sulla vera identità di Gesù, eccoci trasportati, insieme con i discepoli, sulla strada che conduce verso i villaggi della regione di Cesarea di Filippo. “E voi, chi dite che io sia?” (Mc 8,29), chiede loro Gesù. Il momento scelto per porre loro questa domanda non è senza significato. Gesù si trova ad una svolta decisiva per la propria esistenza. Sale verso Gerusalemme, verso il luogo dove si compirà, mediante la croce e la risurrezione, l’evento centrale della

lunedì 17 settembre 2012

Il male non è una forza anonima‏


Il male non è una forza anonima che agisce nel mondo in modo impersonale o deterministico. Il male, il demonio, passa attraverso la libertà umana, attraverso l’uso della nostra libertà

“Dobbiamo essere ben coscienti che il male non è una forza anonima che agisce nel mondo in modo impersonale o deterministico. Il male, il demonio, passa attraverso la libertà umana, attraverso l’uso della nostra libertà. Cerca un alleato, l’uomo. Il male ha bisogno di lui per diffondersi. E’ così che, avendo offeso il primo comandamento, l’amore di Dio, viene a pervertire il secondo, l’amore del

Sana laicità


Occorre promuovere una “sana laicità” per “liberare la religione dal peso della politica” in modo che ci sia “chiara distanza e indispensabile collaborazione tra le due” influendo culturalmente sull’opinione politica e sui politici


“Posso dire che nessuno mi hai mai consigliato di rinunciare a questo viaggio e, da parte mia, non ho mai contemplato questa ipotesi, perché so che se la situazione si fa più complicata, è più necessario offrire questo segno di fraternità, di incoraggiamento e di solidarietàE’ il significato del mio viaggio: invitare al dialogo, invitare alla pace contro la violenza, procedere insieme per trovare la soluzione dei problemi…
Il fondamentalismo è sempre una falsificazione della religione. Va contro l’essenza della religione, che vuole riconciliare e creare la pace di Dio nel mondo. Dunque, il compito della Chiesa

giovedì 13 settembre 2012

Concilio Vaticano II

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Sia avvicina l’11 ottobre, cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II. Sono stato ordinato il 29 giugno del 1960 in attesa della sua apertura da parte del Beato Giovanni XXIII. Non solo attesa ma anche preparazione guidando un gruppo liturgico finalizzato ad approfondire Il senso Teologico della liturgia, un testo di Vagaggini che quasi tutti i Padri avevano tra mano, dandoci il primo documento conciliare. Il servo di Dio Giuseppe Carraro che a Verona mi aveva ordinato, nel 1961 ci aveva portato a Castelgandolfo per un incontro con il Vicario di Cristo entusiasta per

mercoledì 12 settembre 2012

I dieci comandamenti


Dio ci ha donato i Comandamenti per educarci alla vera libertà e all’amore autentico, così che possiamo essere davvero felici. Sono un segno dell’amore di Dio Padre, del suo desiderio di insegnarci il retto discernimento del bene e del male, del vero e del falso, del giusto e dell’ingiusto.

“Il Decalogo ci riporta al Monte Sinai, quando Dio entra in modo particolare nella storia del popolo ebreo e tramite questo popolo nella storia dell’intera umanità, donandoci le “Dieci Parole” che esprimono la sua volontà e che sono una sorta di “codice etico” per costruire una società in cui il rapporto di alleanza con il Dio Santo e Giusto illumini i rapporti tra le personeE Gesù viene a dare compimento a queste parole, innalzandole e riassumendole nel duplice comandamento dell’amore: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente…Amerai il prossimo tuo come te stesso” ( Mt 22,37-40).
Ma domandiamoci: che senso hanno queste Dieci Parola per noi, nell’attuale contesto culturale, in cui

Ciò che conta è la vicinana interiore!‏


Nell’Eucaristia Dio è così vicino a noi: qualcuno, però, può stare vicino al tabernacolo e, allo stesso tempo essere lontano dal Dio vivente. Ciò che conta è la vicinanza interiore, la consapevolezza che la verità è qualcosa di vivente, la Persona di Gesù Cristo da incontrare nella Chiesa

“Secondo la nostra fede la Chiesa è l’Israele che è diventato universale, nel quale tutti diventano, attraverso il Signore, figli di Abramo; l’Israele diventato universale, nel quale persiste il nucleo essenziale della legge, privo delle contingenze del tempo e del popolo. Questo nucleo semplicemente Cristo stesso, l’amore di Dio per noi e il nostro amore per Lui e per gli uomini. Egli è la Torah vivente, è il dono di Dio per noi, nel quale, ora, riceviamo tutti la saggezza di Dio. Nell’essere uniti con Cristo,

La verità si incontra, non la si possiede


Non possiamo dire “ho la verità”ma la verità, che è Cristo stesso, è venuta verso di noi e nell’Eucaristia viene addirittura dentro di noi per pulirci dalle nostre miserie, da nostro egoismo che fa sembrare il cristianesimo solo un sistema di usanze

“Nella liturgia della Parola di questa domenica emerge il tema della Legge di Dio, del suo comandamento: un elemento essenziale della religione ebraica e anche di quella cristiana, dove trova il suo pieno compimento nell’amore (Rm 13,10). Le legge di Dio è la sua Parola che guida l’uomo nel cammino della vita, lo fa uscire dalla schiavitù dell’egoismo e lo introduce nella “terra” della vera libertà e della vita. Per questyo nella Bibbia la Legge non è vista come un peso, una limitazione opprimente, ma come il dono più prezioso del Signore, la testimonianza del suo amore paterno, della sua volontà di stare vicino al suo popolo, di essere il suo Alleato e scrivere con esso una storia di

sabato 1 settembre 2012

Senso religioso naturale e soprannaturale


Riconoscere anche pubblicamente, con la ragione comune a tutti, che la natura di ogni uomo concreto è fatta per l’infinito, ci purifica dalla schiavitù dei “falsi infiniti” e storicamente l’incontro con la Persona viva dell’Infinito che suscita  la fede, la speranza affidabile, la carità, dà ai credenti e attraverso loro a tutti gli uomini di buona volontà  un nuovo orizzonte di vita veramente vita a livello personale e sociale

“Desidero rivolgere il mio cordiale saluto a Lei, agli organizzatori e a tutti partecipanti al Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, giunto ormai alla XXXIII edizione. Il tema scelto quest’anno – “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito” – risulta particolarmente significativo in vista dell’ormai imminente inizio dell’”Anno della fede”, che ho voluto indire in occasione del Cinquantesimo anniversario dell’apertura del ConcilioEcumenico Vaticano II.
 Parlare dell’uomo e del suo anelito all’infinito significa innanzitutto riconoscere

Per molti


Nella comunità concreta di coloro che celebrano l’Eucaristia, Egli per tutti, concretamente giunge solo a“molti” che rappresentano e portano la responsabilità per “tutti

“Le avevo promesso (La lettera è rivolta direttamente all’Arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca) che mi sarei espresso per iscritto riguardo a questa importante questione (la traduzione delle parole “pro multis” nelle Preghiere Eucaristiche della Santa Messa). al fine di prevenire una tale divisione nel luogo più intimo della nostra preghiera. La lettera che qui, per Suo tramite, indirizzo ai membri della Conferenza Episcopale Tedesca, sarà inviata anche agli altri Vescovi dell’area di lingua tedesca.
Anzitutto, mi lasci spendere brevemente una parola sulle origini del problema. Negli anni sessanta,