martedì 30 novembre 2010

Le nostre attese

La nostra “statura” morale e spirituale si può misurare da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo

Oggi, prima domenica di Avvento, la Chiesa inizia un nuovo Anno liturgico, un nuovo cammino di fede che, da una parte, fa memoria dell’evento di Gesù Cristo e, dall’altra, si apre al suo compimento finale. E proprio da questa duplice prospettiva vive il Tempo di Avvento, guardando sia alla prima venuta del Figlio di Dio, quando nacque dalla Vergine Maria, sia al suo ritorno glorioso, quando verrà “a giudicare i vivi e i morti”, come diciamo nel Credo. Su questo suggestivo tema dell’”attesa” vorrei ora brevemente soffermarmi, perché si tratta di un aspetto profondamente

Vita consacrata

La passione per Cristo e per l’umanità della vita consacrata in Europa

“Desidero esprimere vivo ringraziamento per quanto fate nella Chiesa e con la Chiesa in favore dell’evangelizzazione dell’uomo. Penso alle molteplici attività pastorali nelle parrocchie, nei santuari e nei centri di culto, per la catechesi e la formazione cristiana dei bambini, dei giovani e degli adulti, manifestando la vostra passione per Cristo e per l’umanità: Penso al grande lavoro nel campo educativo, nelle università e nelle scuole; alle molteplici opere sociali, attraverso le quali andate incontro ai fratelli più bisognosi con l’amore stesso di Dio. Penso anche alla testimonianza, a volte rischiosa, di vita evangelica nelle missioni ad gentes, in circostanze spesso difficili.

sabato 27 novembre 2010

Giornali cattolici

I giornali cattolici aiutano l’opinione pubblica a leggere la realtà da un punto di vista evangelico

“La Federazione Italiana Settimanali Cattolici riunisce i settimanali diocesani e i vari organi di stampa di ispirazione cattolica di tutta la penisola italiana. Essa sorse nel 1966 per rispondere all’esigenza di sviluppare sinergie e collaborazioni, volte a favorire il prezioso compito di far conoscere la vita, l’attività e l’insegnamento della Chiesa. Creando dei canali di comunicazione tra i diversi organi di stampa locali, sparsi in tutta Italia, si è voluto rispondere all’esigenza di

venerdì 26 novembre 2010

Santa Caterina

Santa Caterina da Siena, una donna che ha avuto un ruolo eminente nella storia della Chiesa e dell’intero tessuto sociale in Italia e in Europa

“Quest’oggi vorrei parlarvi di una donna che ha avuto un ruolo eminente nella storia della Chiesa. Si tratta di santa Caterina da Siena. Il secolo in cui visse – il quattordicesimo – fu un’epoca travagliata per la vita della Chiesa e dell’intero tessuto sociale in Italia e in Europa. Tuttavia, anche nei momenti di maggiore difficoltà, il Signore non cessa di benedire il suo Popolo, suscitando Santi e Sante che scuotano le menti e i cuori provocando conversione e rinnovamento. Caterina è una di queste e ancor oggi ella ci parla e ci sospinge a camminare con coraggio verso la santità per essere in modo sempre più pieno discepoli del Signore.

lunedì 22 novembre 2010

La fede vera

La fede vera, pasquale  cioè la regalità dell’amore divino, non vuole far scendere Gesù dalla Croce, ma si affida a Lui, sta con Lui sulla Croce

Il primo servizio del Successore di Pietro è quello della fede. Nel Nuovo Testamento, Pietro diviene “pietra” della Chiesa in quanto portatore del Credo: il “noi” della Chiesa inizia col nome di colui che ha professato per primo la fede in Cristo, inizia con la sua fede; una fede dapprima acerba e ancora “troppo umana”, ma poi, dopo la Pasqua, matura e capace di seguire Cristo fino al dono di sé; matura nel credere che Gesù veramente è il Re; che lo è proprio perché è rimasto sulla Croce,

venerdì 19 novembre 2010

Unità dei cristiani

L’unità tra tutti i discepoli di Cristo non “la facciamo noi”, ma la “fa” Dio: viene dall’alto, dall’unità del Padre con il Figlio nel dialogo d’amore che è lo Spirito Santo

“ E’ per me una grande gioia incontrarvi in occasione della Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani… Ieri, come ha ricordato Mons. Koch, avete celebrato, con un solenne Atto commemorativo, il 50° anniversario dell’istituzione del vostro Dicastero…
In questi ultimi anni, poi, il Pontificio Consiglio si è impegnato, tra l’altro, in un ampio progetto, il cosiddetto Harvest Projet, per tracciare un primo bilancio dei traguardi conseguiti nei dialoghi teologici con le principali Comunità ecclesiali del Vaticano II. Si tratta di un prezioso lavoro che ha messo in evidenza sia le aree di convergenza, sia quelle in cui è necessario continuare ad

Primavera eucaristica

C’è oggi nella Chiesa una “primavera eucaristica

“Anche questa mattina vorrei presentarvi una figura femminile, poco nota, a cui la Chiesa però deve una grande riconoscenza, non solo per la santità di vita, ma anche perché, con il suo grande fervore, ha contribuito all’istituzione di una delle solennità liturgiche più importanti dell’anno, quella del Corpus Domini. Si tratta di santa Giuliana di Cornillon, nota anche come santa Giuliana di Liegi. Possediamo alcuni dati sulla sua vita soprattutto attraverso una biografia, scritta probabilmente da un ecclesiastico contemporaneo, in cui vengono raccolte varie testimonianze di persone che conobbero direttamente la Santa.
Giuliana nacque tra il 1191 e il 1192 nei pressi di Liegi, in Belgio. E’ importante sottolineare

Il Papa della Parola di Dio

Alla scuola di Benedetto XVI
il Papa della Parola di Dio

Ascoltare qui e ora Dio che  rivolge la sua Parola a noi singolarmente  e comunitariamente nella lettura pregata della Scrittura ci apre ai Sacramenti dove Egli si dona a noi in persona attraverso cose corporali. E il centro dove Dio è indissolubilmente parola per noi e si dona in persona attraverso cose corporali  è l’Eucaristia.
“Mentre allora Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse:Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!’. Ma egli disse:Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio (cioè Dio che si fa parola per noi) e la osservano!’” (Lc 11,27-28). Alla folla che sente il grido di ammirazione di questa donna, colpita dalla sua predicazione, Gesù precisa: Beati coloro ascoltano Dio  che si fa parola e puntano a realizzare liberamente, con il dello Spirito, quello che la Parola dice.
L’esortazione apostolica post – sinodale Verbum Domini su la Parola di Dio nella vita e nella missione

lunedì 15 novembre 2010

Agricoltura

Occorre rivalutare l’agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro anche sul piano culturale

“Paolo sottolinea l’importanza del lavoro per la vita dell’uomo…La crisi economica in atto va presa in tutta al sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale (Caritas in veritate, 21). E’ un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l’emergenza ecologica e, ormai anch’esso generale, il problema della disoccupazione. In questo quadro,appare decisivo un rilancio strategico

venerdì 12 novembre 2010

Verbum Domini

Benedetto XVI il Papa della Parola di Dio

1.         “LA PAROLA DEL SIGNORE rimane in eterno. E questa è la Parola del Vangelo che vi è stato annunziato” (1 Pt 1,25; Is 40,8). Con questa espressione della Prima Lettera di san Pietro, che riprende le parole del profeta Isaia, siamo posti di fronte al mistero di Dio che comunica se stesso mediante il dono della sua Parola. Questa Parola, che rimane in eterno, è entrata nel tempo. Dio ha pronunciato la sua eterna Parola in modo umano; il suo Verbo “si fece carne” (Gv 1,14). Questa è la buona notizia. Questo è l’annuncio che attraversa i secoli, arrivando fino a noi oggi. La XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, celebratasi in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2008, ha avuto come tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. E’ stata una esperienza profonda di incontro con Cristo, Verbo del Padre, che è presente dove due o tre si trovano uniti nel suo nome (Mt 18,20). Con

La liturgia

L’autentico credente, in ogni tempo, sperimenta nella liturgia la presenza, il primato e l’opera di Dio

1. In questi giorni siete riuniti (come Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana) ad Assisi, la città nella quale “nacque al mondo un sole” (Dante, Paradiso,Canto XI), proclamato dal venerabile Pio XII Patrono d’Italia: san Francesco, che conserva intatte la sua freschezza e la sua attualità – i Santi non tramontano mai! – dovute al suo essersi conformato totalmente a Cristo, di cui fu icona viva.
Come il nostro, anche il tempo in cui visse san Francesco era segnato da profonde trasformazioni culturali, favorite dalla nascita delle università, dallo sviluppo dei comuni e dal diffondersi di nuove esperienze religiose.

Sagrada Familia

Urge superare la scissione tra coscienza umana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna

“Cosa significa dedicare questa chiesa della Sagrada Familia? Nel cuore del mondo, di fronte allo sguardo di Dio e degli uomini, in un umile e gioioso atto di fede, abbiamo innalzato un’immensa mole di materia, frutto della natura e di un incalcolabile sforzo dell’intelligenza umana, costruttrice di quest’opera d’arte. Essa è un segno visibile del Dio invisibile, alla cui gloria svettano queste torri, frecce che indicano l’assoluto della luce e di colui che è la Luce, l’Altezza e la Bellezza medesime.
In questo ambiente, Gaudì volle unire l’ispirazione che gli veniva dai tre grandi libri dei quali si nutriva come uomo, come credente e come architetto: il libro della natura, il libro della Sacra Scrittura e il libro della Liturgia. Così unì la realtà del mondo e la storia della salvezza, come ci è

domenica 7 novembre 2010

Europa Cristiana

Dio è l’origine del nostro essere e il fondamento e il culmine della nostra libertà, non il suo oppositore

“”Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù” (At 4,33). In effetti, al punto di partenza di tutto ciò che il cristianesimo è stato e continua ad essere non si trova un’iniziativa o un progetto umano, ma Dio, che dichiara Gesù giusto e santo di fronte alla sentenza del tribunale umano che lo condannò come blasfemo e sovversivo; Dio, che ha strappato Gesù Cristo dalla morte; Dio, che farà giustizia a tutti quelli che sono ingiustamente gli umiliati della storia.
“Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono” (At 5,32), dicono gli apostoli. Così infatti essi diedero testimonianza della vita, morte e risurrezione di Cristo Gesù, che conobbero mentre predicava e compiva miracoli. A noi, cari fratelli, spetta oggi seguire l’esempio degli apostoli, conoscendo il Signore ogni giorno di più e

Pellegrinaggio

Andare in pellegrinaggio significa uscire da noi stessi per andare insieme incontro a Dio là dove Egli si è manifestato

“Andare in pellegrinaggio non è semplicemente visitare  un luogo qualsiasi per ammirare i suoi tesori di natura, arte e storia. Andare in pellegrinaggio significa, piuttosto, uscire da noi stessi per andare incontro a Dio là dove Egli si è manifestato, là dove la grazia divina si è mostrata con particolare splendore e ha prodotto abbondanti frutti di conversione e santità tra i credenti. I cristiani andarono in pellegrinaggio, anzitutto, nei luoghi legati alla passione, morte e risurrezione del Signore, in Terra Santa. Poi a Roma, città del martirio di Pietro e Paolo, e anche a Compostela che, unita alla memoria di san Giacomo, ha accolto pellegrini da tutto il mondo, desiderosi di rafforzare il loro spirito con la testimonianza di fede e amore dell’Apostolo.

Carità e verità


L’annuncio di Gesù Cristo è “il primo e principale fattore di sviluppo” (n. 8)

1. In occasione dell’Assemblea Plenaria, desidero anzitutto ringraziare il dicastero per il suo molteplice impegno nell’aiutare tutta la Chiesa, particolarmente questa Sede Apostolica, in una rinnovata evangelizzazione del sociale, agli inizi del terzo millennio. Non solo le singole persone, ma i popoli e la grande famiglia umana attendono – a fronte di ingiustizie e forti disuguaglianze – parole di speranza, pienezza di vita, l’indicazione di Colui che può salvare l’umanità dai suoi mali radicali.
2. Come ricordavo nella mia Enciclica Caritas in veritate – seguendo le orme del Servo di Dio Paolo VI – l’annuncio di Gesù Cristo è “il primo e principale fattore di sviluppo” (n.8). Grazie ad esso, infatti, si può camminare sulla strada della crescita umana integrale con l’ardore della carità e la sapienza della verità in un mondo in cui, sovente, la menzogna insidia l’uomo, la società, la

venerdì 5 novembre 2010

San Carlo

San Carlo Borromeo, un esempio splendido di che cosa significhi operare per la riforma della Chiesa
 
“La luce della carità di san Carlo Borromeo ha illuminato tutta la Chiesa e, rinnovando i prodigi dell’amore di Cristo, nostro Sommo ed Eterno Pastore, ha portato nuova vita e nuova giovinezza al gregge di Dio, che attraversava tempi dolorosi e difficili. Per questo mi unisco con tutto il cuore alla gioia dell’Arcidiocesi ambrosiana nel commemorare il quarto centenario della canonizzazione di questo grande Pastore, avvenuta il 1 novembre 1610.
1. L’epoca in cui visse Carlo Borromeo fu assai delicata per la Cristianità. In essa l’Arcivescovo di Milano diede un esempio splendido di che cosa significhi operare per la riforma della Chiesa. Molti erano i disordini da sanzionare, molti gli

mercoledì 3 novembre 2010

Margherita d’Oingt

E’ solo la luce del Signore, la sua forza e il suo amore che ci pulisce, ci purifica e ci dà la retta via

“Con Margherita d’Oingt siamo introdotti nella spiritualità certosina, che si ispira alla sintesi evangelica vissuta e proposta da san Bruno…Non abbiamo notizie circa la sua infanzia (forse intorno al 1240), ma dai suoi scritti possiamo intuire che sia trascorsa tranquilla, in un ambiente familiare affettuoso. Infatti, per esprimere l’amore sconfinato di Dio, ella valorizza molto immagini legate alla famiglia, con particolare riferimento alle figure del padre e della madre…Sempre dalle sue meditazioni, intuiamo che entrò nella certosa di Poleteins in risposta alla chiamata del Signore, lasciando tutto e accettando la severa regola certosina, per essere

Educazione

Educare significa avere una gioia nel cuore e comunicarla a tutti per rendere bella e buona la vita

Domanda del ragazzo ACR:
 Santità, cosa significa diventare grandi? Cosa devo fare per crescere seguendo Gesù? Chi può aiutare?
“Che cosa fa un bambino per vedere se diventa grande? Confronta la sua altezza con quella dei compagni; e immagina di diventare più alto, per sentirsi più grande. Io, quando sono stato ragazzo, alla vostra età, nella mia classe ero uno dei più piccoli, e tanto più ho avuto il desiderio di essere un giorno molto grande; e non solo grande di misura, ma volevo fare qualcosa di grande, di più nella mia vita, anche se non conoscevo questa parola “c’è di più”. Crescere in altezza implica questo “c’è di più”. Ve lo dice il vostro cuore, che desidera avere tanti amici, che è contento quando si

Scienza

L’esito positivo della scienza del ventunesimo secolo dipenderà sicuramente, in grande misura, dalla capacità dello scienziato di ricercare la verità e di applicare le scoperte in un modo che va di pari passo con la ricerca di ciò che è giusto e buono

“La storia della scienza nel ventesimo secolo è segnata da indubbie conquiste e da grandi progressi. Purtroppo, l’immagine popolare della scienza del ventesimo secolo è a volte caratterizzata in modo diverso, da due elementi estremi.
-         Da una parte, la scienza è considerata da alcuni come una panacea, dimostrata dai risultati importanti del secolo scorso. In effetti, i suoi innumerevoli progressi sono stati talmente
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37126 Verona (Quartiere Borgo Trento)
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lunedì 1 novembre 2010

Erik Peterson

La Chiesa riceve da Dio il mandato di condurre gli uomini dalla loro esistenza limitata e isolata ad una comunione universale, dal naturale al soprannaturale, dalla fugacità al compimento alla fine dei tempi

“Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura” (Eb 13,14). Questa citazione della Lettera agli Ebrei, si potrebbe porre come un motto della vita di Erik Peterson. In realtà, egli non ha trovato un vero posto in tutta la sua vita, dove poter ottenere riconoscimento e stabile dimora. L’inizio della sua attività scientifica cade in un periodo di rivolgimenti in Germania dopo la Prima Guerra Mondiale. La monarchia era crollata. L’ordine civile sembrava a rischio di fronte agli sconvolgimenti politici e sociali. Ciò si rifletteva anche nell’ambito religioso, e, in modo