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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Sacerdozio cattolico, Concilio di Trento e Vaticano II

L’immagine del sacerdozio cattolico definita dal Concilio di Trento e poi rinnovata e approfondita in senso biblico dal Vaticano II, dopo il Concilio è caduta in una profonda crisi.
Sul Volume VII dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger dal titolo significativo di Annunciatori della Parola e Servitori della vostra gioia. Teologia e spiritualità del Sacramento dell’Ordine ho trovato nel primo tema Sulla Natura del Sacerdozio (pp.19 – 38) momenti particolari in cui mi sono trovato. Un Vescovo di Verona aveva incontrato un sacerdote che aveva chiesto la laicizzazione motivandone la liceità come frutto di insegnamento nello Studio Teologico San Zeno. Superamento delle vecchie idee di culto e sacerdozio

Un vero e proprio scritto apolegetico

Benedetto XVI ha letto il libro del matematicoPiergiorgio Odifreddi, una lettera con cui l’ateo militante  contrappone la visionelogico – scientifica a quella metafisico – teologica della religione, e gli risponde con una lettera di undici pagine, pubblicata in italiano dal sito Raffaella il 23 novembre 2013, che può essere considerata un vero e proprio scritto apologetico
Il mio giudizio circa il Suo libro (in rapporto al mio Introduzione al Cristianesimo) nel suo insieme è, però, in se stesso piuttosto contrastante. Ne ho letto alcune parti con godimento e profitto. In altre parti, invece, mi sono meravigliato di una certa aggressività e dell’avventatezza dell’argomentazione.
1. Mi meraviglio anzitutto che Lei nelle pagine 25s interpreti la mia scelta di andare oltre la percezione dei sensi per scorgere la realtà nella sua grandezza come “un’esplicita negazione del principio di realtà” o come “psicosi mistica”, mentre io intendevo proprio ciò che Lei poi, a pagine 29s

Regalità di Gesù

L’anno della fede, voluto da Benedetto XVI, per riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa. Un cammino che ha come meta finale l’incontro pieno con Dio, e durante il quale lo Spirito Santo ci purifica, ci eleva, ci santifica, per farci entrare nella felicità a cui anela il nostro cuore: un tutt’uno con Cristo, centro della storia e re dell’universo
“…Le Letture bibliche che sono state proclamate hanno come filo conduttore la centralità di CristoCristo è al centro, Cristo è il centro. Cristo centro della creazione, Cristo centro del popolo, Cristo centro della storia. 1. L’Apostolo Paolo ci offre una visione molto profonda della centralità di Gesù. Ce lo presenta come il Primogenito di tutta la creazione: in Lui, per mezzo di Lui e in vista di Lui furono createtutte le cose. Egli è il centro di tutte le cose, è il principio: Gesù Cristo, il Signore. Dio ha dato a Lui la pienezza…

Non si può negoziare ciò che è essenziale al proprio essere

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Il “progressismo che poi si rivela adolescenziale”partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri valori dovrebbero sottostare. Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica
C’è un’insidia che percorre il mondo. E’ quella della “globalizzazione dell’uniformità egemonica” caratterizzata dal “pensiero unico”, attraverso il quale, in nome di un progressismo che poi si rivela adolescenziale, non si esita a rinnegare le proprie tradizioni e la propria identità. Quello che ci deve consolare è che però davanti a noi c’è sempre il Signore fedele alla sua promessa, che ci aspetta anche infedeli, ci ama, ci perdona, ci protegge.…

Il compito evangelizzatore esige molta pazienza

Il compito evangelizzatore esige molta pazienza, molta pazienza; cura il grano e non perde la pace per la presenza della zizzania. Sa presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore. Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla anche oggi in Cristo morto e risorto, sacramentalmente, ecclesialmente presente per tutti e per tutto.
“Cari fratelli e sorelle, Saluto molto cordialmente Voi che partecipate a questo pellegrinaggio – incontro, organizzato dalla Pontificia Commissione per l’America Latina, sotto la protezione di Nostra Signora di Guadalupe. Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza e il mio desiderio di essere con Voi, voglio condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro. Aparecida, propone di mettere la Chiesa in stato permanente di missione, di realizzareatti di indole missionaria, ma nel contes…

Credere in Cristo morto e risorto, presente qui e ora

Giovanni Paolo II, nel 1984 nel trentennale di Comunione e Liberazione: “Proseguite con impegno su questa strada perché, anche attraverso voi, la Chiesa sia sempre più l’ambiente dell’esistenza redenta dell’uomo (…) dove ogni uomo trova la risposta alla domanda di significato per la sua vita: Cristo, centro del cosmo e della storia, (…) principio interpretativo dell’uomo e della sua storia. Affermare umilmente, ma altrettanto tenacemente, Cristo principio e motivo del vivere e dell’operare, della coscienza e dell’azione, significa aderire a Lui, per rendere presente adeguatamente la sua vittoria sul mondo. In questo sta la ricchezza della vostra partecipazione alla vita ecclesiale: (…) L’esperienza cristiana così compresa e vissuta genera una presenza che pone in ogni circostanza umana la Chiesa come luogo dove l’evento di Cristo (…) vive come orizzonte pieno di verità per l’uomo. Noi crediamo in Cristo morto e risorto, in Cristo presente qui e ora, che solo può cambiare e cambia, tra…

Preghiera 45

12 novembre Papa Francesco: “Il demonio esiste, non confondiamolo con le malattie psichiche. No!”
Dobbiamo sempre vigilare contro l’inganno del demonio”: omelia dell’11 ottobre 2013 nella Casa Santa Marta. Il Santo Padre ha sottolineato che non si può seguire la vittoria di Gesù sul male “a metà” e ha ribadito chenon dobbiamo confondere, relativizzare la realtà, la verità nella lotta contro l’azione ordinaria (la tentazione) e quella straordinaria del demonio: non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male. Gesù scaccia i demoni e qualcuno comincia a dare spiegazioni “per diminuire la forza del Signore”: dal male che viene dal maligno solo la preghiera ci libera. Oggi con la secolarizzazione e dando fiducia solo nella scienza è forte la tentazione di voler sminuire la figura di Gesù come fosse un personaggio storico di allora e non la presenza contemporanea necessaria del Crocefisso risorto

In Papa Francesco l'evangelizzazione prima ma non al posto della dottrina

In Papa Francesco l’evangelizzazione cioè l’essenziale della fede prima ma non al posto della dottrina: la fede è anche conoscenza  e quindi azione di amore, di tenerezza ecclesiale cioè pastorale sotto l’azione dello Spirito del Risorto presente, contemporaneo sacramentalmente
L’emergenzadella pastorale come aspetto primario e punto di vista da cui considerare tutto il resto è divenuta nel post Concilio quotidianità. Ma il Concilio non ha compiutamente teorizzato questo primato della pastorale ma lo ha vissuto, e come vissuto è transitato nella vita quotidiana della base ecclesiale: la pastorale prima della dottrina, se non al posto della dottrina. Man mano che la dottrina ha perso di importanza si è indebolita nel sentire comune dei fedeli l’importanza dottrinale, catechistica del magistero del Papa e dei Vescovi mentre è aumentata quella dei teologi. I teologi

Possibilità di unità ecclesiale tornando tutti all'essenziale

Possibilità di una nuova unità ecclesiale per la nuova evangelizzazione ritornando tutti, nella conciliare “gerarchia delle verità”, all’essenziale, al cuore originario del messaggio di Gesù Cristo, come chiede Papa Francesco invitando tutti i cattolici ad uscire dai tentativi, più o meno legittimi, di interpretare in senso conservatore o progressista il Concilio
Il cristianesimo si trova, proprio nel luogo della sua originaria diffusione, in Europa, in Occidente in una crisi di fede profonda: al suo ritorno ci sarà ancora qualcuno che lo attende? E Papa Francesco, convinto che suo primo compito è confermare nella fede e la fede si recupera, si rafforza