venerdì 29 giugno 2012

Credenti di fronte al terremoto


Il nostro atteggiamento interiore di fede di fronte allo sconvolgimento della natura: un atteggiamento di grande sicurezza, basata sulla roccia stabile, irremovibile che è Dio

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“ Noi “non temiamo se trema la terra” – dice il salmista (46, 2-3) – perché “Dio è per noi rifugio e fortezza”, è “aiuto infallibile nelle angosce”.
Cari fratelli e sorelle, queste parole sembrano in contrasto con la paura che inevitabilmente si prova dopo un’esperienza come quella che voi avete vissuto. Una reazione immediata, che può imprimersi più profondamente, se il fenomeno si prolunga. Ma, in realtà, il Salmo non si riferisce a questo tipo di paura, che è naturale, e la sicurezza che afferma non è quella di super – uomini che non sono toccati da sentimenti normali. La sicurezza di cui parla è quella della fede, per cui, si, ci può essere la paura, l’angoscia – le ha provate anche Gesù, come sappiamo – ma c’è, in tutta la paura e l’angoscia, soprattutto la certezza che Dio è con noi; come il bambino che sa sempre di poter contare sulla mamma e il papà, perché si sente amato, voluto, qualunque cosa

I temi fondamentali della fede nell’anno della fede


I temi fondamentali della fede nell’anno della fede per condividere con il mondo le sue ansie di salvezza, rendere ragione comunicando il Logos della speranza

Don Pietro Riggi,
salesiano del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma

Santo Padre, lavoro in un oratorio e in un centro di accoglienza per minori a rischio. Le volevo chiedere: il 25 marzo 2007 Lei ha fatto un discorso a braccio, lamentandosi come oggi si parli poco dei Novissimi. In effetti, nei catechismi della Cei usati per l’insegnamento della nostra fede ai ragazzi di confessione, comunione e cresima, mi sembra che siano omesse alcune verità di fede. Non si parla mai di inferno, mai di purgatorio, una sola volta di paradiso, una sola volta di peccato, soltanto il peccato originale. Mancando queste parti essenziali del credo, non Le sembra che crolli il sistema

sabato 23 giugno 2012

Per costruire insieme cose ancora più grandi

L'Editore di Mons. Gino Oliosi va aiutato: partecipa anche tu!

giovedì 21 giugno 2012

Sì a Dio e no al maligno


“Rinunciate a Satana?” Questo ci dice che fin dal Battesimo c’è un “sì” a Dio e un “no” al potere personale del Maligno che coordina tutto il male e si vuol fare dio di questo mondo

“Rinunciate a Satana?”. Questo ci dice che c’è un “sì” a Dio e un “no” al potere del Maligno che coordina tutte queste attività (di distruzione dell’amore di Dio) e si vuol fare dio di questo mondo, come dice ancora san Giovanni. Ma non è Dio, è solo l’avversario, e noi non ci sottomettiamo al suo potere; noi diciamo “no” perché diciamo “sì”, un “sì” fondamentale, il “sì” dell’amore e della verità. Queste tre rinunce, nel rito del Battesimo, nell’antichità, erano accompagnate da tre immersioni: immersione

martedì 19 giugno 2012

Materia e parola del rito battesimale‏


Il rito del Battesimo, come il rito di quasi tutti i Sacramenti, si compone da due elementi: da materia – acqua – e dalla parola con tre elementi: rinunce, promesse, invocazioni

“Il cristianesimo non è una cosa puramente spirituale, una cosa solamente soggettiva, del sentimento, della volontà, di idee, ma è una realtà cosmica. Dio è il Creatore di tutta la materia, la materia entra nel cristianesimo, e solo in questo grande contesto di materia e spirito insieme siamo cristiani. Molto importante è, quindi, che la materia faccia parte della nostra fede, il corpo faccia parte della nostra fede; la fede non è puramente spirituale, ma Dio ci inserisce così in tutta la realtà del cosmo e trasforma il

Essere battezzati vuol dire essere uniti a Dio‏


Essere battezzati vuol dire essere uniti a Dio; in un’unica, nuova esistenza, apparteniamo a Dio, siamo immersi in Dio stesso

“Pensando a questo, possiamo subito volere alcune conseguenze.
-              La prima è che Dio non è più molto lontano per noi, non è una realtà da discutere – se c’è o non c’è -, ma siamo in Dio e Dio è in noi. La priorità, la centralità di Dio nella nostra vita è una prima conseguenza del Battesimo. Alla questione: “C’è Dio, la risposta è: “C’è ed è con noi; centra nella nostra vita questa vicinanza di Dio, questo essere in Dio stesso, che non  è una stella lontana, ma è l’ambiente della mia vita”. Questa sarebbe la prima conseguenza e

sabato 16 giugno 2012

Necessità del'incontro con Cristo nei Sacramenti‏


Fatevi discepoli e battezzate. Perché non è sufficiente  per il discepolato conoscere le dottrine di Gesù, conoscere i valori cristiani? Perché è necessario essere battezzati?

“Abbiamo già sentito che le ultime parole del Signore su questa terra ai suoi discepoli, sono state: “Andate, fate discepoli tutti i popoli e battezzateli nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo” (Mt 28,19)Fate discepoli e battezzate. Perché non è sufficiente per il discepolato conoscere le dottrine di Gesù, conoscere i valori cristiani? Perché è necessario essere battezzati? Questo il tema della nostra riflessione, per capire la realtà, la profondità delSacramento del Battesimo.
Una prima porta si è aperta se leggiamo attentamente queste parole del Signore. La scelta della parola

lunedì 11 giugno 2012

Culto e adorazione dell'Eucaristia


La preghiera di adorazione si può compiere sia personalmente, sostando in raccoglimento davanti al tabernacolo, sia in forma comunitaria, anche con salmi e canti, ma sempre privilegiando il silenzio, in cui ascoltare il Signore che è vivo e presente nel Sacramento anche al di là del tempo della celebrazione per stare sempre con noi, lungo il trascorrere delle ore e delle giornate

“Questa sera vorrei meditare con voi su due aspetti, tra loro connessi, del  Mistero eucaristico: il culto dell’Eucaristia e la sua sacralità .E’ importante riprenderli in considerazione per preservarli da visioni non complete del Mistero stesso, come quelle che si sono riscontrate nel recente passato.
Anzitutto, una riflessione sul culto eucaristico, in particolare dell’adorazione del Santissimo Sacramento. E’ l’esperienza che anche questa sera noi vivremo dopo la Messa, prima della processione, durante il suo svolgimento e al suo termine. Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II aveva penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo. In effetti, è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il

sabato 9 giugno 2012

Ogni uomo ha diritto al Vangelo


Ogni uomo e ogni popolo ha diritto a ricevere il Vangelo della verità

“L’evangelizzazione, che ha sempre carattere di urgenza, in questi tempi spinge la Chiesa ad operare con passo ancora più spedito per le vie del mondo, per portare ogni uomo alla conoscenza di Cristo. Solo nella Verità, che è Cristo stesso, l’umanità può scoprire il senso dell’esistenza, trovare salvezza, e crescere nella giustizia e nella pace. Ogni uomo e ogni popolo ha diritto a ricevere il Vangelo della verità. In questa prospettiva, assume particolare significato il vostro impegno a celebrare

Preghiera


In attesa, in questo mese di giugno, della preghiera del 9 ottobre e quindi dell’11
ottobre, inizio dell’Anno della fede nella misericordia di Dio
che, attraverso il cuore di Gesù e di Maria, libera, guarisce, consola

Ogni preghiera ecclesiale, sacramentale di liberazione, di guarigione, di consolazione come quella per cui questa sera siamo qui convenuti, è incontro con la Persona viva, presente, contemporanea di Gesù Cristo attraverso il dono del suo Spirito filiale e

Celibato e verginità


Celibato e verginità nella Chiesa sono un segno luminoso dell’amore per Dio e per i fratelli, che parte da un rapporto sempre più intimo con Cristo nella preghiera e si esprime nel dono totale di se stessi

“Ci siamo raccolti in preghiera, rispondendo all’invito dell’Inno ambrosiano dell’Ora Terza: “E’ l’ora terza. Gesù Signore sale ingiuriato la croce”. E’ una chiaro riferimento all’amorosa obbedienza di Gesù alla volontà del Padre. Il mistero pasquale ha dato principio a un tempo nuovo: la morte e risurrezione di Cristo ricrea l’innocenza nell’umanità e vi fa scaturire la gioia…In questo momento viviamo il mistero della Chiesa nella sua espressione più alta, quella della preghiera liturgica. Le nostre labbra, i nostri cuori e le nostre menti, nella preghiera ecclesiale, si fanno interpreti delle necessità e degli aneliti dell’intera umanità. Con le parole del salmo 118 abbiamo supplicato il Signore a nome di tutti gli uomini: “Piega il

lunedì 4 giugno 2012

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Pietro e la Chiesa


Dove c’è Pietro, là c’è la Chiesa cioè gli amici di Cristo

“Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie mi offre la gradita occasione di visitare la vostra Città e di rinnovare i vincoli stretti e costanti che legano la comunità ambrosiana alla Chiesa di Roma e al Successore di Pietro. Come è noto, sant’Ambrogio proveniva da una famiglia romana e ha mantenuto sempre vivo il suo legame con la Città Eterna e con la Chiesa di Roma, manifestando ed elogiando il primato del Vescovo che la presiede. In Pietro – egli afferma – “c’è il fondamento della Chiesa e  il magistero della disciplina” (De virginitate, 16, 105); e ancora la nota dichiarazione: “Dove c’è Pietro, là c’è la Chiesa” (Esplanatio Psalmi 40, 30, 5). La saggezza pastorale e il magistero di Ambrogio

domenica 3 giugno 2012

Crociata di preghiera per il Papa e la Chiesa


Gentili Amici,
in questi giorni di feroce e ostile insidia alla Chiesa e al Papa, in questi momenti in cui si eliminano con violenza i suoi più fedeli e onesti collaboratori, in cui si mettono in piazza con totale spregio di ogni onestà questioni riservate e private in nome di un falso diritto all'informazione, in quest'ora di accanimento fiscale neo-savoiardo  e neo-cavouriano contro l'autonomia della Chiesa di Cristo, in questi angosciosi momenti di tradimenti da parte delle persone più importanti e vicine al Santo Padre, con fatti e con parole e ideologie ereticali, noi rinnoviamo la nostra adesione, affetto e obbedienza incondizionati al Papa Benedetto XVI, il Dolce Cristo in terra, l'unico garante dell'unica fede salvifica. Lo facciamo indicendo una crociata di preghiera per la Chiesa e per il Papa. Perché siano difesi dai nemici esterni ma soprattutto da quelli interni, dai Giuda traditori sempre più numerosi e avvinghiati ai più alti posti di potere in seno alla Chiesa stessa. Questa crociata spirituale durerà tutto il mese di giugno con l'offerta di una decina del rosario, il mistero doloroso di Gesù coronato di spine, preceduta dalla seguente preghiera. Chi aderisce a questa crociata spirituale invii la sua adesione con nome e cognome che sarà pubblicato qui sotto sul sito www.fedecultura.com, www.lavocedidoncamillo.com e tutti i siti e blog amici. Alla fine della crociata invieremo a Papa Benedetto XVI i frutti spirituali della nostra offerta di preghiera in una lettera con in calce tutte le adesioni.

Padre, Onnipotente e Santo,
mettiamo nelle Tue mani la Chiesa Universale e il Sommo Pontefice. Che Egli senta la vicinanza di noi, figli Suoi. Consolalo di fronte alle tribolazioni che è chiamato a vivere in questo momento storico così grave. Illuminalo con la purezza del Tuo Spirito.
Noi umilmente ti offriamo i nostri sacrifici quotidiani. Te li doniamo nella Comunione dei Santi, attraverso le mani della Madre Celeste. Ti supplichiamo di non porre il Tuo sguardo sui nostri peccati, ma di perdonarci per i meriti di Tuo figlio, Gesù Cristo.
Padre Glorioso, annienta gli empi progetti dei nemici del Papa, con la forza del Tuo Amore.
Per questo, noi Ti preghiamo.


Firmato:

  1. Prof. Giovanni Zenone - Direttore di Fede & Cultura
  2. Danilo Quinto - giornalista
  3. Magdi Cristiano Allam - Eurodeputato Io amo l'Italia
  4. Gianpaolo Barra - Direttore de Il Timone
  5. Riccardo Cascioli - Direttore La Bussola Quotidiana
  6. P. Giovanni Cavalcoli - Accademico Pontificio
  7. Giano Colli - bastabugie.it
  8. Antonello Brandi - Laogai Research Foundation
  9. Padre Giacobbe Elia - esorcista
  10. Giovanna Pittitto - Avvocato, Parma
  11. Ettore Bonalberti

Ambrogio e la politica come elevata forma di carità‏


Reggere la cosa pubblica  alla scuola di Sant’Ambrogio: amministratori e mai padroni dell’uomo, con la virtù della giustizia cioè la tensione per il bene della comunità intera,  non puntando a costringere ma amando la libertà con leggi che trovano giustificazione e forza sulla legge naturale, collaborando con la cultura che la fede ha maturato nei secoli attraverso la Chiesa, facendosi amare per cui la politica diventa una elevata forma di carità

“Nel rivolgere il mio deferente e cordiale saluto a voi, il mio pensiero corre a colui che è stato vostro illustre predecessore, sant’Ambrogio, governatore – consularis – delle provincie della  Liguria e dell’Aemilia, con sede nella città imperiale di Milano, luogo di transito e di riferimento – diremmo oggi – europeo. Prima di essere eletto, in modo inaspettato e assolutamente contro il suo volere perché si sentiva impreparato, Vescovo di Mediolanum, egli era stato il responsabile dell’ordine pubblico e vi aveva