sabato 31 dicembre 2011

Perchè confessarsi dai preti?

Domanda di Gianni, detenuto del reparto G8 di Rebibbia
“Santità, mi è stato insegnato che il Signore vede e legge dentro di noi, mi chiedo perché l’assoluzione è stata delegata ai preti? Se io la chiedessi in ginocchio, da solo, dentro una stanza, rivolgendomi al Signore, mi assolverebbe? Oppure sarebbe un’assoluzione di diverso valore? Quale sarebbe la differenza?”


 Risposta del Papa
“Si: è una grande e vera questione quella che Lei porta a me. Direi due cose.
-         La prima: naturalmente, se Lei si mette in ginocchio e con vero amore di Dio prega che Dio perdoni. Egli perdona. E’ sempre dottrina della Chiesa che se uno, con vero pentimento, cioè non solo per evitare pene, difficoltà, ma per amore del bene, per amore di Dio, chiede perdono, riceve perdono da Dio. Questa è la prima parte. Se realmente riconosco che ho fatto male, e se in me è rinato l’amore per il bene, la volontà del bene, il pentimento per non aver risposto a questo amore, e chiedo a Dio, che è il Bene, il perdono, Egli lo dona.
-         Ma c’è un secondo elemento: il peccato non è solamente una cosa “personale”, individuale, tra

martedì 27 dicembre 2011

Il Salvatore

Dio Padre ha inviato il “Salvatore” per liberarci da quel male che è la separazione da Dio, l’orgoglio presuntuoso di fare da sé, di mettersi in concorrenza con Dio e sostituirsi a Lui, di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di essere il padrone della vita e della morte.

“Così lo invoca un’antica antifona liturgica: “O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio” Veni ad salvandum nos! Vieni a salvarci! Questo è il grido dell’uomo di ogni tempo, che sente di non farcela da solo a superare difficoltà e pericoli. Ha bisogno di mettere la sua mano in una mano più grande e più forte, una mano che dall’alto si tenda verso di lui. Cari fratelli e sorelle, questa mano è Cristo, nato a Betlemme dalla Vergine Maria. Lui è la mano che Dio ha teso all’umanità per farla uscire dalle sabbie mobili del peccato e metterla in piedi sulla roccia, la salda roccia della sua Verità e del suo Amore (Sal 40,3).
Sì, questo significa il nome di quel Bambino, il nome che, per volere di Dio, gli hanno dato Maria e

mercoledì 21 dicembre 2011

Natale nel senso più vero

Vivere il Natale nel suo senso più vero, quello sacro e cristiano, in modo che la nostra gioia non sia superficiale, ma profonda

“Facciamo in modo che, anche nella società attuale, lo scambio degli auguri non perda il suo profondo valore religioso, e la festa non venga assorbita dagli aspetti esteriori, che toccano le corde del cuore. Certamente, i segni esterni sono belli e importanti, purché non ci distolgano, ma piuttosto aiutino a vivere il Natale nel suo senso più vero, quello sacro e cristiano, in modo che anche la nostra gioia non sia superficiale, ma profonda.
Con la liturgia natalizia la Chiesa ci introduce nel grande Mistero dell’Incarnazione. Il Natale,

Anche contro il Papa

Parlano in modo “feroce” anche contro il Papa, e, tuttavia, andiamo avanti

Domanda
“Santità, sono Federico, parlo a nome delle persone detenute dal G14, che è il reparto dell’infermeria.
Cosa possono chiedere degli uomini detenuti, malati e sieropositivi al Papa? Al nostro Papa, già gravato dal peso di tutte le sofferenze del mondo, chiedono che preghi per loro? Che li perdoni? Che li tenga presente nel suo grande cuore? Sì, noi questo vorremmo chiedere, ma soprattutto che portasse la nostra voce dove non viene sentita. Siamo assenti dalle nostre famiglie, ma non dalla vita, siamo caduti e nelle nostre cadute abbiamo fatto del male agli altri, ma ci stiamo rialzando.
Troppo poco si parla di noi, spesso in modo così feroce come a volerci eliminare dalla società.

martedì 6 dicembre 2011

La teologia

Oggi è necessaria una teologia cattolica per evitare le derive violente di una religiosità che si oppone alla ragione e di una ragione che si oppone alla religione

“Dietro la professione della fede cristiana nel Dio unico si ritrova la quotidiana professione di fede del popolo di Israele: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico Dio è il Signore” (Dt 6,4). L’inaudito compimento della libera disposizione dell’amore di Dio verso tutti gli uomini si è realizzato nell’incarnazione del Figlio in Gesù Cristo. In tale Rivelazione dell’intimità di Dio e della profondità del suo legame d’amore con l’uomo, il monoteismo del Dio unico si è illuminato

domenica 4 dicembre 2011

La famiglia

La famiglia è ricchezza per gli sposi, bene insostituibile per i figli, fondamento indispensabile della società, comunità vitale per il cammino della Chiesa

“La nuova evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica (Familiaris consortio, 65). Nel nostro tempo, come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro. E come sono in relazione l’eclissi di Dio e la crisi della famiglia, così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è “spazio umano” dell’incontro con Cristo. I coniugi, “non solo ricevono l’amore di Cristo, diventando

giovedì 1 dicembre 2011

La questione di Dio oggi

Una mentalità che è andata diffondendosi nel nostro tempo, rinunciando ad ogni riferimento al trascendente, si è dimostrata incapace di comprendere e preservare l’umano

“Mi sembra particolarmente importante aver voluto affrontare quest’anno, nell’Assemblea Plenaria, il tema di Dio: “La questione di Dio oggi”. Non dovremmo mai stancarci di riproporre tale domanda, di “ricominciare da Dio”, per ridare all’uomo la totalità delle sue dimensioni, la sua piena dignità. Infatti, una mentalità che è andata diffondendosi nel nostro tempo, rinunciando a ogni riferimento al trascendente, si è dimostrata incapace di comprendere e preservare  l’umano. La diffusione di questa mentalità ha generato la crisi che viviamo oggi, che è crisi di significato e di valori, prima che crisi economica e sociale. L’uomo che cerca di esistere soltanto positivisticamente, nel calcolabile e nel misurabile alla fine rimane soffocato. In questo quadro, la