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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sacerdozio

Nient'altro che Te, Signore

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Clicca per info San Tommaso ha mostrato che  fede e ragione vanno insieme, che quanto appariva     ragione non comprensibile con la fede non era ragione, e quanto appariva fede non era fede, in quanto opposta alla razionalità; così egli ha creato una nuova sintesi, che ha formato la cultura dei secoli seguenti fatta propria dal magistero a servizio della Rivelazione che interpella l’intelligenza, riproposta da  Fides   et ratio “Oggi vorrei parlare di colui che    la Chiesa  chiama il  Doctor   communis :  cioè san Tommaso d’Aquino. Il mio venerato Predecessore, il Papa  Giovanni Paolo II,  nella sua Enciclica

Sacerdozio cattolico, Concilio di Trento e Vaticano II

L’immagine del sacerdozio cattolico definita dal Concilio di Trento e poi rinnovata e approfondita in senso biblico dal Vaticano II, dopo il Concilio è caduta in una profonda crisi. Sul Volume VII dell’ Opera Omnia  di Joseph Ratzinger dal titolo significativo di  Annunciatori della Parola e Servitori della vostra gioia. Teologia e spiritualità del Sacramento dell’Ordine  ho trovato nel primo tema  Sulla Natura del Sacerdozio ( pp.19 – 38) momenti particolari in cui mi sono trovato. Un Vescovo di Verona aveva incontrato un sacerdote che aveva chiesto la laicizzazione motivandone la liceità come frutto di insegnamento nello Studio Teologico San Zeno. Superamento delle vecchie idee di culto e sacerdozio

Regalità di Gesù

L’anno della fede, voluto da Benedetto XVI, per riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa. Un cammino che ha come meta finale l’incontro pieno con Dio, e durante il quale lo Spirito Santo ci purifica, ci eleva, ci santifica, per farci entrare nella felicità a cui anela il nostro cuore: un tutt’uno con Cristo, centro della storia e re dell’ universo “…Le Letture bibliche che sono state proclamate hanno come filo conduttore  la centralità di Cristo .  Cristo è al centro, Cristo è il centro. Cristo centro della creazione, Cristo centro del popolo, Cristo centro della storia. 1. L’Apostolo Paolo ci offre una visione molto profonda della centralità di Gesù. Ce lo presenta come il  Primogenito di tutta la creazione:  in Lui, per mezzo di Lui e in vista di Lui furono create    tutte le cose. Egli è il centro di tutte le cose, è il principio: Gesù Cr...

Il compito evangelizzatore esige molta pazienza

Il compito evangelizzatore esige molta pazienza, molta pazienza; cura il grano e non perde la pace per la presenza della zizzania. Sa presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore.  Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla anche oggi in Cristo morto e risorto, sacramentalmente,  ecclesialmente  presente per tutti e per tutto. “Cari fratelli e sorelle, Saluto molto cordialmente Voi che partecipate a questo pellegrinaggio – incontro, organizzato dalla Pontificia Commissione per l’America Latina, sotto la protezione di Nostra Signora di Guadalupe. Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza e il mio desiderio di essere con Voi, voglio condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro. Aparecida , propone di mettere  la Chiesa  in stato permanente di missione, di realizzare...

Unità sacramentale con il Vescovo‏

“La fede ha una struttura sacramentale . Il risveglio della fede passa per il risveglio di un nuovo senso sacramentale della vita dell’uomo e dell’esistenza cristiana, mostrando come il visibile e il materiale si aprono verso il mistero dell’eterno” ( Lumen  fidei , n.40 ) “Per un presbiterio chiamato ad essere sempre più l a famiglia sacramentale  dove tutti i preti si trovano di casa, a loro agio” (Giuseppe  Zenti ,  Lettera ai Sacerdoti,     4 ottobre 20013) Questo il progetto pastorale per il triennio 2013 – 2015 della Chiesa nella Diocesi di Verona:  LA TRASMISSIONE DELLA  FEDE E’ OPERA DELLA CORRESPONSABILITA’. Ma la corresponsabilità tra preti, diaconi e Vescovo, tra fedeli e presbiteri, tra figli e genitori, tra cittadini e Autorità civile, è in rapporto all’unità sacramentale – Mons. Luigi Negri  alla  tre giorni del Clero di Ferrara – e unità  analogata  come

La Chiesa è una sola per tutti‏

La Chiesa  cattolica sparsa nel mondo “ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità” ( CCC n.161). E’ lo Spirito Santo cioè la preghiera il motore dell’unità della Chiesa. Non è primariamente frutto del nostro consenso, o della democrazia dentro al Chiesa, o del nostro sforzo di andare ‘accordo, ma viene da Lui che fa l’unità nella  diversità “La Chiesa è sparsa in tutto il mondo ! Eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un’unità. Come può avvenire questo? 1.          Una risposta sintetica la troviamo nel  Catechismo della Chiesa Cattolica,  che afferma: la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo”ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità” (n.161). E’ una bella definizione, chiara, ci orienta

Non novità di magistero e dottrina ma di pastorale

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Nessuna novità di magistero e dottrina ma molto nel riproporla alla luce della cultura contemporanea, soprattutto nell’amore misericordioso, nella maternità della Chiesa cioè nella carità pastorale : nell’ethos, nella morale cristiana la tensione per i grandi principi, che non deve mai mancare,  deve essere percorsa incarnandoli nelle circostanze di luogo, di tempo e di persone L’intervista di sei ore, nel corso di tre appuntamenti il 19, il 23 e il 29 agosto 2013, di Padre Antonio  Spadaro  S.I.  ,  Direttore di  Civiltà Cattolica,  a Papa Francesco riporta un dialogo all’interno di un ragionamento riportato, in maniera sintetica. Benedetto    XVI il 20 dicembre del  2010, in  occasione degli auguri natalizi, diceva: “ Si asseriva – persino nell’ambito della teologia cattolica – che non esisterebbero né il male in sé, né il bene in sé. Esisterebbero soltanto “un meglio di” e un “peggio di”. Niente sarebbe in se stess...

Convegno nazionale esorcisti 2013‏

Non possiamo nasconderci che il tema delle    potenze infernali si trovi ad essere talvolta piuttosto marginalizzato nella predicazione e nella catechesi, facendo diminuire l’intensità della preghiera insegnataci da Gesù:  Non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male.  Il telegramma del Papa e il messaggio del Prefetto della Congregazione per il Clero possono esserci dia aiuto.                                                                                                   ...

Il posto e l'atteggiamento giusto

Ci troviamo sulla via evangelica giusta se proviamo a diventare umili che “scendono” per servire e portare la gratuità, la vicinanza    di Dio In sintesi è l’omelia del Papa emerito Benedetto XVI nella Messa della XXII Domenica anno C celebrata alle 9,30  del  1 settembre nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosi detto Ratzinger  Schulerkreis .  Questa 38.maedizione    è stata dedicata a “ La questione di Dio sullo sfondo di secolarizzazione”  alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Braghe, teorico francese premiato l’anno scorso con il “ Premio Ratzinger”  per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla    Messa

Monteforte: la mia esperienza di esorcista

Undici anni di esperienza di ministero esorcistico di liberazione nell’orizzonte biblico - ecclesiastico Undici anni fa il Vescovo di Verona ha dovuto richiedermi per tre volte se accettavo il mandato di esorcista. La terza volta sono andato a consigliarmi con don Giussani, ricoverato al San Raffaele. Ma che obiezioni fai? Nel Vangelo secondo Marco non ci sono memorizzati cinque esorcismi di Gesù?  Mah …  Ma tu non rendi presente Lui con il tuo ministero, con il

Rimanete in me io in voi

“Rimanete un  me  e io in voi” ( Gv  15,4), E noi, vescovi, sacerdoti, consacrati, seminaristi non smemorati, sappiamo bene cosa significa:  contemplarLo ,  adorarLo  e  abbracciarLo , nel nostro incontro  quotidiano  con Lui nell’Eucaristia, nella nostra vita di preghiera, nei nostri momenti di adorazione; riconoscerlo presente e abbracciarlo nelle persone più bisognose. Il “rimanere” con Cristo non significa isolarsi, ma è un rimanere per andare incontro agli  altri “Guardando questa cattedrale piena di Vescovi, sacerdoti, seminaristi,  religiosi e religiose  venuti da tutto il mondo, penso alle parole del Salmo della Messa di oggi: “Ti lodino i popoli, o Dio” ( Sal  66). Sì, siamo qui per lodare il Signore, e lo facciamo riaffermando la nostra volontà di essere suoi strumenti affinché non solo alcuni popoli lodino Dio, ma tutti. Con la stessa parresia   di Paolo e  Barnaba , vogliamo annunciare il vang...

Fede e teologia‏

La teologia è impossibile senza la fede ed essa appartiene al movimento stesso della fede, che cerca l’intelligenza più profonda dell’ autorivelazione  di Dio, culminata nel Mistero di  Cristo “Poiché la fede è una luce, ci invita a inoltrarsi in essa, a esplorare sempre più l’orizzonte che illumina, per conoscere meglio ciò che amiamo . Da questo desiderio nasce la teologia cristiana. E’ chiaro allora che la teologia è impossibile senza la fede e che essa  appartiene  al movimento stesso della fede, che cerca l’intelligenza più profonda dell’ autorivelazione  di Dio, culminata nel Mistero di Cristo. La prima conseguenza è

Preghiera 41

Il cuore della Chiesa è dove si prega L’i nsensibilità  alla presenza eucaristica, nei sacramenti e nei sacramentali del Dio che possiede un volto umano , Gesù, che  ci ha amato ogni singolo e l’umanità sino alla fine, presente Risorto in continuità nella e attraverso la sua Chiesa, e   la mancanza personale di vigilanza   del male attualmente incombente   conferisce  al Maligno un potere nel mondo Vogliano rivivere nella preghiera di questa sera la  preghiera di Gesù nel  Getzemani  dove è tornato Satana a tentarlo, al Giardino degli ulivi che nell’ora di adorazione abbiamo ricordato il giovedì santo dopo  la Messa  in Cena Domini  .  Lo scenario della narrazione evangelica di questa preghiera che vogliamo avere dinnanzi    nella nostra preghiera è particolarmente

Il saluto di Benedetto XVI‏

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“Cari fratelli e sorelle, questa Parola di Dio (della Trasfigurazione) la sento in modo particolare rivolta a me, in questo momento della mia vita . Grazie! Il Signore mi chiama a “salire sul monte”, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in modo più adatto alla mia età e alle mie forze. Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria: lei ci aiuti a seguire sempre il Signore Gesù, nella preghiera e nella carità operosa” (Benedetto XVI,  Angelus,  24 febbraio 2013).   Il Primato del successore di Pietro sul Corpo episcopale e su tutti i fedeli è un dono del Signore alla sua Chiesa e non è minimamente toccato dalla rinuncia di Benedetto XVI.  Il Sommo Pontefice, che non può essere deposto da nessuno, nemmeno da un Concilio, ha il...

Primato di Pietro e Corpo episcopale‏

Accanto al ministero  petrino , al primato di Pietro, dono del Signore alla Chiesa, il Concilio Vaticano II ha cercato di completare l’ecclesiologia del Vaticano I in modo teologico e conseguentemente strutturale circa la funzione dei Vescovi, del Corpo episcopale che succede al Corpo degli  Apostoli   “Noi siamo andati al Concilio non solo con gioia, ma con entusiasmo . C’era un’aspettativa incredibile. Speravamo che tutto si rinnovasse, che venisse veramente una nuova Pentecoste, una nuova era della Chiesa, perché la Chiesa era ancora abbastanza robusta in quel tempo, la prassi domenicale ancora buona, le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa erano già un po’  ridotte, ma  ancora sufficienti. Tuttavia, si sentiva che la Chiesa non andava anti, si riduceva, che sembrava piuttosto una realtà del passato e non la portatrice del futuro. E in quel momento, speravamo che questa relazione si

Agli inizi del Concilio la liturgia, Dio, l'adorazione‏

Il Concilio ha parlato su Dio! Ed è stato il primo atto e quello sostanziale parlare su Dio e aprire tutta la gente, tutto il popolo santo all’adorazione su Dio, nella comune celebrazione pasquale e domenicale della liturgia del Corpo e Sangue di Cristo che lo genera in  continuità   “Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e della profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote mentre la gente pregava con propri libri di preghiera,  i quali  erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due

Conversione quaresimale di pastori con le loro comunità‏

L’importanza da parte di cardinali, vescovi, sacerdoti    con le loro comunità, con il loro “noi” della fede, di manifestare il volto della Chiesa non deturpato in particolare dalle colpe contro l’unità, dalle divisioni nel corpo ecclesiale superando individualismi e rivalità, un segno umile e prezioso in quest’Anno della fede per coloro che sono lontani dalla fede o indifferenti   “ Le Letture che sono state proclamate (nel Mercoledì delle Ceneri) ci offrono spunti che, con la grazia di Dio, siamo chiamati a far diventare atteggiamenti e comportamenti concreti in questa Quaresima .   La Chiesa  ci propone, anzitutto, il forte richiamo che il profeta  Gioele  rivolge al popolo di Israele: “Così dice il Signore: ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti” (2,12).   Va sottolineata l’espressione “con tutto il cuore”, che significa dal centro dei nostri pensieri e sentimenti,

Il successore di Pietro, Apostolo di Cristo‏

“Anche in futuro vorrò servire di tutto cuore , con una vita dedicata alla preghiera, la santa Chiesa”.   La Chiesa  è di Cristo, è il corpo di Cristo. A Lui, dunque tocca dirigerla e, se necessario come in questo momento,  salvarla Nella “Lectio divina” al Pontificio Seminario Romano Maggiore sui tre versetti della Prima Lettera di san Pietro (cfr 1,3-5) l’8 febbraio 2013 prima di entrare nel testo ha voluto far comprendere che è Pietro che parla non come successore di Cristo ma come sua voce per tutta  la Chiesa  di allora e in continuità di tutti i tempi. Le prime due parole della Lettera sono “ Petrus   apostolos ” (v. 1): lui parla, e parla alle Chiese in Asia e chiama i fedeli “eletti e stranieri dispersi”. Pietro parla, e parla – come si sente alla fine della Lettera – da Roma, che ha chiamato “Babilonia” (5,13). Pietro Parla: quasi una prima enciclica, con la quale il primo apostolo, vicario di Cristo, parla alla Chies...

Eucaristia almeno domenicale e volto di Dio

L’Eucaristia, almeno domenicale, è la grande scuola in cui impariamo a vedere il volto di Dio, entriamo in rapporto intimo con Lui; e impariamo, allo stesso tempo a vederlo presente nel volto dei fratelli e a rivolgere lo sguardo verso il momento finale della storia, quando Egli ci sazierà con la luce del suo volto. Sulla terra camminiamo verso questa pienezza, nell’attesa gioiosa e impegnata nella carità che si compia realmente il Regno di Dio, quando Lui, glorioso nella sua divinità e umanità, in morte verrà incontro a me, al compimento della storia a  noi “Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla divina Rivelazione  Dei  Verbum ,  afferma che l’intima verità di tutta la Rivelazione di Dio risplende per noi “in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la Rivelazione” (n. 2) . L’Antico testamento ci narra come Dio, dopo la creazione, nonostante il peccato originale, nonostante l’arroganza dell’uomo di volersi mettere al posto del suo ...

Il Vescovo oggi deve essere valoroso‏

L’agnosticismo, oggi largamente imperante, è estremamente intollerante e richiede dai pastori non di colpire con violenza nell’aggressività, ma di lasciarsi colpire e nel tenere testa ai criteri delle opinioni dominanti con il coraggio di restare fermamente con la verità: il timore di Dio libera dal timore degli uomini. Rende liberi! “Come i pastori che, quali primi ospiti presso il Bimbo neonato giacente nella mangiatoia, personificano i poveri d’Israele e, in genere, le anime umili che interiromente vivono molto vicino a Gesù, così gli uomini provenienti dall’Oriente personificano il mondo dei popoli, la Chiesa dei gentili –  gli uomini che attraverso tutti i secoli si incamminano verso il Bambino di Betlemme, onorano in Lui il