lunedì 30 settembre 2013

Il Catechismo e il Comprendio presuppongono la fede‏


Non si può dare per scontato che chi viene alla catechesi abbia la fede e il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio non sono comprensibili senza il primo annuncio, senza la fede e quindi “parlare e trasmettere tutto quello che Dio ha rivelatocioè la dottrina nella sua totalità, senza tagliare né aggiungere” (Papa Francesco). Il Catechismo è la memoria di Dio, , memoria della sua azione nella storia, del suo esserci fatto vicino a noi in Cristo, presente nella sua Parola, nei Sacramenti, nella sua Chiesa, nel suo amore, nella preghiera.

“Mi piace  che nell’Anno della fede  ci sia questo incontro per voi: la catechesi è un pilastro per l’educazione della fede, e ci vogliono buoni catechisti. Grazie di questo servizio alla Chiesa e nella Chiesa. Anche se a volte può essere difficile, si lavora tanto, ci si impegna e non si vedono i risultati voluti, educare alla fede è bello! E’ forse la migliore eredità che noi possiamo dare: la fede! Educare nella fede, perché lei cresca. Aiutare i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti a conoscere e ad amare sempre di più il Signore è una delle avventure educative più belle, si costruisce la Chiesa! “Essere” catechisti! Non lavorare da catechisti: questo non serve!  Io

domenica 29 settembre 2013

Teologia della liberazione e teologia della Chiesa


“La forte unità che si è realizzata nella Chiesa dei primi secoli con una fede  amica dell’intelligenza e una prassi di vita caratterizzata dall’amore reciproco e dall’attenzione premurosa ai poveri e ai sofferenti ha reso possibile la prima grande espansione missionaria del cristianesimo nel mondo ellenistico romano. Così è avvenuto in seguito, in diversi contesti culturali e situazioni storiche. Questa rimane la strada maestra per l’evangelizzazione” (Benedetto XVI, Verona 2006): dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa

Nel libro di Nello Scavo “La lista di Bergoglio, in vendita dal 3 settembre e presentato da www.chiesa  il 28 settembre, è riportata per la prima volta la trascrizione dell’interrogatorio cui fu sottoposto Bergoglio dalla magistratura argentina l’8 novembre 2010.
In esso vi sono alcuni passaggi in cui egli dice in breve, che cosa pensa della teologia della liberazione e il primo passaggio del suo argomentare da cardinale in prossimità di essere Papa: è il seguente.
“La scelta dei poveri risale ai primi secoli del cristianesimo. E’ nello stesso Vangelo. Se io oggi leggessi alcuni dei sermoni dei primi padri della Chiesa, del II – III secolo, su come si debbano trattare i poveri, direste che la mia omelia è da maoista o da trotzkista. La

venerdì 27 settembre 2013

Valori non negoziabili


E’ carità richiamare la verità riguardo la vita umana e la sessualità come Dio ci ha creati. Per questo l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa

1.        La prima riflessione che vorrei condividere con voi è questa: noi assistiamo oggi ad una situazione paradossale, che riguarda la professione medica. Da una parte constatiamo – e ringraziamo Dio – i progressi della medicina, grazie al lavoro di scienziati che, con passione e senza risparmio, si dedicano alla ricerca delle nuove cure. Dall’altra, però, riscontriamo anche il pericolo che il medico smarrisca la

La Chiesa è una sola per tutti‏


La Chiesa cattolica sparsa nel mondo “ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità”(CCC n.161). E’ lo Spirito Santo cioè la preghiera il motore dell’unità della Chiesa. Non è primariamente frutto del nostro consenso, o della democrazia dentro al Chiesa, o del nostro sforzo di andare ‘accordo, ma viene da Lui che fa l’unità nella diversità

“La Chiesa è sparsa in tutto il mondo! Eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un’unità. Come può avvenire questo?
1.        Una risposta sintetica la troviamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che afferma: la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo”ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità” (n.161). E’ una bella definizione, chiara, ci orienta

La donna nella Chiesa


“Io – Papa Francesco – ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Anche se la vita di una persona è stata un disastro, se è distrutta dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa, Dio è nella sua vita. Lo si può  e si deve cercare in ogni vita umana. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio”

Il primo Papa religioso dopo 182 anni…

Papa Francesco è il primo Pontefice a provenire da un Ordine religioso dopo il camaldolese Gregorio XVI, eletto nel 1831, 182 anni fa. Chiedo dunque: “Qual è oggi nella Chiesa il posto specifico dei religiosi e delle religiose?”.
“I religiosi sono profeti. Sono coloro che hanno scelto una sequela di Gesù che imita la sua vita con l’obbedienza al Padre, la povertà, la via di comunità e la castità. In questo senso i voti non possono finire per essere caricature, altrimenti, ad esempio, la vita di comunità diventa un inferno e la castità un modo di vivere da zitelloni. Il voto di castità deve essere un voto

lunedì 23 settembre 2013

Non novità di magistero e dottrina ma di pastorale


Nessuna novità di magistero e dottrina ma molto nel riproporla alla luce della cultura contemporanea, soprattutto nell’amore misericordioso, nella maternità della Chiesa cioè nella carità pastorale:nell’ethos, nella morale cristiana la tensione per i grandi principi, che non deve mai mancare,  deve essere percorsa incarnandoli nelle circostanze di luogo, di tempo e di persone

L’intervista di sei ore, nel corso di tre appuntamenti il 19, il 23 e il 29 agosto 2013, di Padre Antonio Spadaro S.I. , Direttore di Civiltà Cattolica, a Papa Francesco riporta un dialogo all’interno di un ragionamento riportato, in maniera sintetica.
Benedetto  XVI il 20 dicembre del 2010, in occasione degli auguri natalizi, diceva: “Si asseriva – persino nell’ambito della teologia cattolica – che non esisterebbero né il male in sé, né il bene in sé. Esisterebbero soltanto “un meglio di” e un “peggio di”. Niente sarebbe in se stesso bene o male. Tutto dipenderebbe dalle circostanze e dal fine inteso. A seconda degli scopi e delle circostanze, tutto potrebbe essere bene o anche male. La morale viene sostituita da un calcolo delel conseguenze e con ciò cessa di esistere. Gli effetti di tali teorie sono oggi evidenti. Contro di esse Papa Giovanni Paolo

mercoledì 18 settembre 2013

Un discorso profetico di Benedetto XVI


Il mondo con tutte le sue nuove speranze e possibilità è, al tempo stesso, angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo, un consenso senza il quale le strutture giuridiche e politiche non funzionano; di conseguenza, le forze mobilitate per la difesa di tali strutture sembrano essere destinate all’insuccesso.

ExcitaDominepotentiam tuamet veni” –con queste e simili parole la liturgia dellaChiesa
 prega ripetutamente nei giorni dell’Avvento. Sono invocazioni formulate probabilmente nel periodo del tramonto dell’Impero Romano. Il disfacimento degli ordinamenti portanti del diritto e degli atteggiamenti morali di fondo, che ad essi davano forza, causavano la rottura degli argini che fino a quel

lunedì 16 settembre 2013

Convegno nazionale esorcisti 2013‏


Non possiamo nasconderci che il tema delle  potenze infernali si trovi ad essere talvolta piuttosto marginalizzato nella predicazione e nella catechesi, facendo diminuire l’intensità della preghiera insegnataci da Gesù: Non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male. Il telegramma del Papa e il messaggio del Prefetto della Congregazione per il Clero possono esserci dia aiuto.
                                                                                                                                       Don Gino

Reverendo Padre
P. Francesco Baamonte
Presidente Associazione Internazionale Esorcisti


“In occasione del Convegno nazionale degli Esorcisti Italiani, il Sommo Pontefice Francesco rivolge il Suo cordiale e beneaugurante pensiero, esprimendo apprezzamento per il servizio ecclesiale offerto da quanti con il ministero dell’esorcismo esercitano una forma di carità a beneficio di persone che soffrono e sono bisognose di liberazione e di consolazioneSua Santità, mentre chiede una preghiera per Lui e per il suo servizio alla Chiesa, invoca i doni del divino Spirito per un rinnovato fervore di vita spirituale e, per intercessione della Vergine Maria, ben volentieri invia a Lei, agli organizzatori e relatori e a tutti i presbiteri presenti l’implorata benedizione apostolica.
                                                                                   Cardinale Tarcisio Bertone
                                                                               Segretario di Stato di Sua Santità


Messaggio di S.E.Rev.ma
Il Card. Mauro Piacenza
Prefetto della Congregazione per il Clero

Sacrofano (Roma), 9-13 settembre 2013-09-15

Carissimi sacerdoti,
saluto cordialmente in Cristo tutti voi, riuniti oggi per celebrare quetso convegno promosso dall’Associazione Italiana Esorcisti.

Come ha ben messo in evidenza nella sua lettera circolare P. Baamonte, Presidente di questa Associazione, il Santo Padre Francesco, fin dai suoi primissimi interventi, ha più volte fatto cenno all’insidiosa e divisiva opera del demonio. Anche Cristo assume il confronto con le potenze del male come punto prioritario per portare a compimento il piano di salvezza del Padre (Mt 4,1): “Fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo”; Mc 3,14-15: “Ne scelse dodici perché stessero con Lui e per mandarli a

domenica 15 settembre 2013

Non diventiamo cristiani da soli‏

Noi non diventiamo cristiani da soli e  con le nostre forze pur essendo la fede un atto personale, ma essa è un regalo, è un dono di Dio che ci viene dato nella Chiesa e attraverso la Chiesa madre

“Tra le immagini che il Concilio Vaticano II ha scelto per farci meglio capire la natura della Chiesa, c’è quella della “madre”: la Chiesa è nostra madre nella fede nella vita soprannaturale (Lumen gentium, 6.14.15.41.42). E’ una delle immagini più usate dai Padri della Chiesa nei primi secoli e penso possa essere utile anche per noi. Per me è una delle immagini più belle della Chiesa: la Chiesa madre! In che senso e in che modo la Chiesa è madre? Partiamo dalla realtà umana della maternità: che cosa fa la mamma?
   Anzitutto una mamma genera alla vita, porta nel suo grembo per nove mesi il proprio figlio e poi lo apre alla vita, generandolo. Così è la Chiesa: ci genera alla fede, per opera dello Spirito Santo che la rende feconda, come la Vergine Maria. La 

lunedì 9 settembre 2013

Dio vide che era cosa buona


Questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra” quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo 
“Dio vide che era cosa buona” (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda la creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio nell’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio.
Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?
1.        Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore  e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti a immagine e

martedì 3 settembre 2013

Il posto e l'atteggiamento giusto


Ci troviamo sulla via evangelica giusta se proviamo a diventare umili che “scendono” per servire e portare la gratuità, la vicinanza  di Dio

In sintesi è l’omelia del Papa emerito Benedetto XVI nella Messa della XXII Domenica anno C celebrata alle 9,30 del 1 settembre nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosi detto Ratzinger Schulerkreis.  Questa 38.maedizione  è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo di secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Braghe, teorico francese premiato l’anno scorso con il “Premio Ratzinger” per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla  Messa