Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato accolto dalla Chiesa senza poterlo pubblicamente dire per ragioni ecumeniche e politiche

Non tutti i vescovi avevano voluto unirsi al Papa, consapevole del fatto che non tutti avevano voluto farlo e accettando da Pio XII a Giovanni Paolo II l'estensione della consacrazione del mondo, senza mai però che la Russia sia stata nominata 


José da Cruz Policarpo "Enciclopedia di Fatima" pp. 119-126



  1. L'IMMACOLATO CUORE DI MARIA NEL MESSAGGIO DI FATIMA


Solo a poco a poco il Cuore di Maria è emerso nel messaggio evangelico di Fatima. Durante l'apparizione del 13 giugno 1917 il Cuore di Maria si è manifestato per la prima volta. Nel corso di questa apparizione, la Vergine affermò che era volontà di Dio stabilire nel mondo questa devozione. Il Cuore di Maria si propose a Lucia come rifugio e cammino diretto a Dio. La stessa devozione sarebbe stata esplicitamente ripetuta a luglio. Ai pastorelli fu insegnato a offrire i loro sacrifici "in riparazione dei peccati commessi contro l'Immacolato Cuore di Maria". In occasione della stessa apparizione, venne proposto il Cuore di Maria a intercessione per scongiurare la Seconda guerra mondiale e ottenere la conversione della Russia. Ma in quanto intimamente legato alla seconda parte della versione di quel giorno, di cui i pastorelli furono costretti a conservare il segreto, il Cuore di Maria entrò a far parte del segreto. Fu la necessità di propagare la devozione riparatrice dei cinque primi sabati che indusse Lucia, con la debita autorizzazione, a riferirsi apertamente alla devozione all'Immacolato Cuore di Maria. Ecco quanto Lucia confessò nella lettera che scrisse a Pio XII nel 1940: "La Madonna mi ha chiesto di propagare nel mondo la comunione riparatrice nei primi cinque sabato di cinque mesi di fila, praticando con lo stesso fine la confessione, un quarto d'ora di meditazione sui misteri del rosario e recitare un rosario per riparare gli oltraggi, i sacrilegi e l'indifferenza contro il suo Immacolato Cuore". Ma già prima, in una lettera del 24 luglio 1927, ella aveva trasmesso questa devozione alla madre e, nel maggio 1930, l'aveva spiegata in dettaglio al proprio confessore. Il vescovo di Leiria promise di promuoverla per lo meno dal 1944.


Lucia si riferisce di nuovo all'Immacolato Cuore di Maria nella prima memoria, datata 1935, nella seconda memoria del 1937 e nella terza memoria del 1941. In dettaglio l'apparizione del 13 luglio 1917, di cui la devozione al Cuore di Maria è punto fondamentale. Così, riguardo alla devozione al Cuore di Maria, possiamo distinguere due momenti chiave: l'apparizione del giugno 1917: "Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Immacolato Cuore. […] Il mio Cuore sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio", e quella di luglio dello stesso anno: "Vedete l'inferno dove vanno le anime dei poveri peccatori; per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Immacolato Cuore"; "Verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Immacolato Cuore e la comunione riparatrice dei primi sabati"; […] alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".  La storia della rivelazione del Cuore di Maria nel messaggio di Fatima non finisce nel 1917, ma prosegue con le visioni di Lucia, soprattutto quella del 10 dicembre 1926 a Pontevedra, quando la Santissima Vergine le chiede di diffondere la devozione ai primi sabati, e quella del 13 luglio 1929 a Tuy, quando la Madonna le annuncia che è arrivato il momento in cui il Santo Padre, insieme a tutti i vescovi del mondo, provveda a consacrare la Russia al Cuore di Maria.





  1. LA CONSACRAZIONE DEL PORTOGALLO ALL'IMMACOLATO CUORE DI MARIA


Il 25 marzo 1931, festa dell'Annunciazione della Madonna, sei mesi dopo il riconoscimento  ufficiale delle apparizioni da parte del vescovo di Leiria, ebbe luogo per la prima volta a Fatima un solenne pontificale, presieduto dal vescovo di Porrtalegre, D. Domingos Maria Fruttuoso, vescovo del rosario. Il 13 maggio seguente si riunì, Cova di Iria, tutto l'Episcopato portoghese, per presiedere il pellegrinaggio nazionale. Si trattava in tutto di 13 vescovi, dato che due non potevano essere presenti Quel 13 maggio 1931 si tenne il primo grande pellegrinaggio nazionale, che vide riunite a Fatima più di 200.000 persone. Finito il pellegrinaggio, i prelati provvidero alla consacrazione del Portogallo all'Immacolato Cuore di Maria. Precedentemente il cardinale patriarca Manuel Goncalves Cerejeira aveva pronunciato e seguenti parole: "I vescovi di Portogallo, i vostri pastori, si sono oggi riuniti qui per ringraziare la Madonna di Fatima della visita che ha degnato di fare alla nostra terra. Affinché sia completa la cerimonia di ringraziamento, consacreranno i loro lavori e i destini del Portogallo al Cuore Immacolato di Maria. La consacrazione all'Immacolato Cuore di Maria è il complemento della consacrazione nazionale al sacro Cuore di Gesù, compiuta tre anni fa, dall'Episcopato portoghese. La Madonna, scendendo a Fatima, ne ha fatto la nuova Betlemme portoghese. Se la Vergine di Betlemme ha dato Gesù al mondo, scendendo su Fatima, è come se ci avesse fatto di nuovo dono di suo Figlio. Fatima è diventato il santuario nazionale dove Lei ripete a tutti i popoli: fate tutto quanto mio Figlio dirà. Madre di Dio, noi riceviamo Gesù solo dalle sue mani". Conclusa l'allocuzione il cardinale patriarca pronunciò l'atto di consacrazione. Di questa consacrazione ricordiamo solo i brani più significativi: "I pastori scelti dal Vostro Figlio per custodire e pascolare in Suo nome le pecore che Egli ha redento con il Suo sangue, in questa terra di santa Maria, il cui nome non si può pronunciare, senza pronunciare il vostro, vengono oggi solennemente a consacravi, come rappresentanti uniti e ufficiali delle loro greggi, la Nazione Portoghese al vostro Immacolato Cuore, in un atto di filiale vassallaggio di fede, amore e fiducia: - affinché Voi, prendendola nelle vostre fragili mani, la difendiate e custodiate come una cosa vostra, facendo che in essa regni, vinca e imperi Gesù, al di fuori del Quale non c'è salvezza. Noi, i pontefici del vostro popolo, sentiamo ruggire la procella timorosa che minaccia di disperdere e perdere il gregge fedele di coloro che vi benedicono perché siete la Madre di Gesù e, afflitti, alziamo verso Vostro Figlio le mani supplici, gridandogli: Salvateci, Signore, che periamo. Alzatele con noi, oh Vergine Sacerdote, poiché esse sono onnipotenti sul cuore misericordioso di Dio cui Voi offriste l'ostia affinché dia all'Altissimo onore e gloria; affinché non si perdano, per noi, il sangue di Vostro Figlio e le Vostre lacrime: Intercedete per il Portogallo, Madonna, in questa ora gravissima in cui soffiano da Oriente venti furiosi che portano grida di morte contro Vostro Figlio e la cultura fondata sui suoi insegnamenti, dissenando le intelligenze, pervertendo i cuori e incendiando il mondo in fiamme di odio e rivolta.  Soccorso dei cristiani, pregate per noi! Intercedete per il Portogallo Madonna, in questa ora turbata in cui ondate immonde di un'immoralità ormai svelata, che persero addirittura la nozione di peccato, pregando dinnanzi alla croce di Vostro Figlio la riabilitazione della carne, minaccia di affogare nel mondo il sigillo della virtù che si nutre del sangue eucaristico di Gesù. Vergine potente pregate per noi. Intercedete per il Portogallo, Madonna, in questa ora torva di passioni e di incertezze in cui anche i buoni corrono il rischio di perdersi".


Nel maggio del 1936 l'Episcopato portoghese si riunì di nuovo a Cova da Iria, facendo voto di farvi ritorno qualora il Portogallo non rimanesse coinvolto dall'invasione comunista che minacciava l'intera Europa. Il voto fu deposto nella Cappellina delle Apparizioni e, il 13 maggio 1938, fu compiuto. I vescovi rinnovarono quel giorno la consacrazione del Portogallo all'Immacolato Cuore di Maria, così avevano fatto il 13 maggio 1931. La consacrazione sarebbe stata rinnovata il 13 maggio 1946, anno del trecentenario della proclamazione della Madonna della Concezione la patrona del Portogallo da parte di D. Joao IV, e il delegato papale, Aloisio Masella coronò la Madonna di Fatima





  1. CONSACRAZIONE DEL MONDO ALL'IMMACOLATO CUOREDI MARIA DA PARTE DI Pio XII


Il 13 luglio 1917 la Madonna trasmise ai veggenti un messaggio, definito "seconda parte del messaggio di Fatima", che Lucia in seguito sarebbe stata autorizzata a rivelare: "Se faranno quello che Io vi dirò, si salveranno molte anime e avranno la pace. La guerra finirà. Ma se non la smetteranno di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI ne comincerà un'altra peggiore. [ … ] Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione del Russia al mio Immacolato Cuore e la comunione dei primi sabati. Se esaudiranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spanderà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, e il santo padre, dovrà soffrire molto, varie nazioni saranno annichilite. Alla fine il Mio Immacolato Cuore trionferà. Il Santo Padre in unione con tutti i Vescovi del mondo mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un certo periodo di pace". In effetti, il 13 maggio 1929, mentre Lucia si trovava in preghiera a Tuy, la Madonna le disse: "È giunto il momento in cui Dio chiede al Santo Padre di procedere, insieme a tutti i Vescovi del mondo, alla consacrazione della Russia al Mio Immacolato Cuore, promettendo di salvarla con questo mezzo". 


Il nome della Russia appare solo nella terza e quarta delle memorie di Lucia. Al contrario, dopo la rivelazione del 13 giugno 1929, la Russia, di cui si chiedeva la consacrazione a Maria, è frequentemente citata nelle lettere di Lucia.  Dal 1929, Lucia dava notizia ai suoi confessori e al vescovo di Leiria di aver ricevuto la comunicazione che era giunto il tempo di provvedere alla consacrazione della Russia al Cuore di Maria. L'insistenza è impressionante. Ma le sue lettere erano attentamente studiate ed esaminate dalle autorità competenti e la richiesta non giungeva al Papa. Nel 1937 il vescovo di Leiria finì per trasmettere al papa al richiesta di Lucia: "Secondo una rivelazione celeste , il buon Dio promette di mettere fine alla persecuzione in Russia, se Sua Santità si degnasse di chiedere ugualmente a tutti i vescovi del mondo cattolico di fare un solenne atto pubblico di riparazione e consacrazione della Russia ai santissimi Cuori di Gesù e Maria e si degnasse di approvare e chiedere la pratica della devozione riparatrice [ …] dei cinque sabati". E nel giugno 1938, alla chiusura del ritiro annuale, i vescovi portoghesi si rivolsero al papa con i seguenti termini "Beatissimo Padre: il cardinale Patriarca di Lisbona e tutti gli Arcivescovi e Vescovi di Portogallo, riuniti nel santuario di Fatima ai piedi della Beatissima Vergine Maria, per rinnovare la consacrazione già fatta da tempo al suo Immacolato Cuore, in azione di grazia per avere salvato il Portogallo in questi due ultimi anni, dal pericolo del comunismo, esultanti di allegria per un beneficio tanto grande e miracolosamente concesso dalla Divina Madre, umilmente prostrati ai piedi di Vostra Santità preghiamo che, appena Vostra Santità lo riterrà opportuno, anche l'intera Orbe sia consacrata al medesimo purissimo Cuore, affinché si veda libera di tanti pericoli che da ogni dove minacciano e regni la pace di Cristo nel regno e Cristo, per la mediazione della Madre di Dio". Nell'ottobre 1940 Lucia ricevette l'ordine di scrivere direttamente al papa. Della lettera scritta abbiamo due versioni: una, di intera ispirazione della veggente, datata 24 ottobre 1940. Questo originale fu poi corretto nello stile e nella formulazione, dall'inizio alla fine, dal vescovo di Leiria, cosicché la lettera definitiva è datata 2 dicembre 1940. In ogni modo, il contenuto fondamentale è mantenuto in entrambe le redazioni I passi essenziali sono i seguenti: "In varie comunicazioni intime, Nostro Signore non ha cessato di insistere su tale richiesta, promettendo ultimamente, se Sua Santità si degnerà di fare la consacrazione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria, con particolare riguardo alla Russia, e ordinare al contempo che lo facciano tutti i vescovi del mondo, abbreviare i giorni di tribolazione con cui ha deciso di punire le nazioni per i loro delitti, attraverso la guerra, la fame e varie persecuzioni alla Santa Chiesa e a Sua Santità". In effetti, il confessore di Lucia aveva accettato di estendere la consacrazione al mondo intero ì da incrementare le ipotesi di proposta da accettare. Il riferimento ufficiale alla Russia creava un problema non solo diplomatico, ma anche teologico, poiché si trattava di consacrare uno Stato che si dichiarava ufficialmente ateo. Recita ancora la lettera: "Santissimo Padre! Se l'unione della mia anima con Dio non mi inganna, Nostro Signore promette, nel rispetto della consacrazione fatta alla nazione all'Immacolato Cuore di Maria dagli eccellentissimi prelati portoghesi, speciale protezione alla nostra Patria durante questa guerra e questa protezione sarà prova delle grazie che poi concederebbe alle altre nazioni, se come essa, le saranno consacrate". Il 13 maggio 1942 vennero celebrati i 25 anni episcopali di Pio XII, eventi datati entrambi il 13 maggio 1917, come confessato dal papa in persona, alla stessa ora della prima apparizione. L'evento fu debitamente celebrato in Portogallo, e rilievo speciale merita il pellegrinaggio del 13 maggio, avendo il cardinale patriarca evocato l'accaduto durante l'omelia. L'anno giubilare fu chiuso solennemente il 31 ottobre. Era stato annunciato che Pio XII avrebbe quel giorno parlato solennemente ai portoghesi. Sullo sfondo del monastero dei Gerosolimitani, si riunirono tutti i prelati portoghesi del continente e, alle cinque del pomeriggio, il papa fece sentire la sua voce pronunciando in portoghese un lungo messaggio della durata di 35 minuti. Il messaggio terminò con la consacrazione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria. Da questa consacrazione estraiamo il brano più suggestivo: "A Voi, al Vostro Cuore Immacolato, Noi come padre comune della grande famiglia cristiana, come Vicario di colui cui fu dato tutto il potere in cielo e in terra (Mt 28,18) e da cui abbiamo ricevuto la sollecitudine di tutte quelle anime redente dal suo sangue che popolano il mondo universo – a Voi, al Vostro Cuore Immacolato, in questa ora tragica della storia umana, affidiamo, consegniamo, consacriamo non solo la Santa Chiesa, il Corpo mistico del vostro Gesù  che soffre e sanguina in tanti luoghi e in tanti modi tribolata, ma anche il mondo intero, lacerato dalle discordie, bruciato da incendi di odio, vittima delle sue stesse iniquità. Vi commuovano tante rovine materiali e morali; tanti dolori, tante agonie di padri, madri, sposi, fratelli, bimbi innocenti; tante vite falciate in fiore; tanti corpi dilaniati in un'orrenda carneficina; tante anime torturate e agonizzanti, tante che corrono il rischio di perdersi eternamente. Voi, madre della Misericordia, invoca la pace di Dio. Ai popoli separati per errore o discordia, soprattutto quelli che vi professano singolare devozione, dove non ci sia casa che ostenti la vostra veneranda icona (oggi forse nascosta e conservata per giorni migliori) date loro la pace e riconduceteli all'unico grembo di Cristo, sotto l'unico e vero pastore […]. Infine, come al Cuore del Vostro Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere umano, per collocare in Lui tutte le speranze, per loro fosse segno e pegno di vittoria e salvezza, così da oggi Vi siano perpetuamente consacrati anche a Voi e al Vostro Cuore Immacolato, oh Madre Nostra, regina del Mondo, affinché il vostro amore e patrocinio acceleri il trionfo del Regno di Dio e di tutte le generazioni umane, pacificate tra loro e con Dio, Voi proclamino Beata e con Voi intonino, da un polo all'altro della terra, l'eterno Magnificat di gloria, amore, riconoscimento al Cuore di Gesù. dove si possono trovare verità, Vita e Pace" (Pio XII, Messaggio radio del 31 ottobre 1942). In questo messaggio non si allude direttamente alla Russia, ma è evidente un velato riferimento: "Ai popoli separati per errore o discordia, soprattutto a quelli che vi professano singolare devozione, dove non ci sia casa che ostenti la vostra veneranda icona (oggi forse nascosta e conservata per giorni migliori) date loro la pace e riconduceteli all'unico grembo di Cristo, sotto l'unico e vero pastore".


L'8 dicembre di quello stesso anno, in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, quindi poco più di un mese dopo la consacrazione solenne del 31 ottobre, Pio XII rinnovò la consacrazione nella Basilica di San Pietro con queste eloquenti parole: "A Voi, al Vostro Cuore Immacolato, in questa ora tragica della storia umana, affidiamo, consegniamo, consacriamo non solo la Santa Chiesa, ma il mondo intero".


Tuttavia, il 4 maggio 1943, Lucia faceva sapere che tali forme erano insufficienti per compiere la promessa. IL 3 giugno 1946, il legato pontificio incoronò l'immagine della Madonna di Fatima: "Regina della pace nel mondo". Varie volte Pio XII incitò le diocesi, le parrocchie e soprattutto le famiglie a procedere a tale consacrazione. Il 1 maggio 1948, all'enciclica Auspicia Quaedam, egli scrive: "Desideriamo che tutte le volte che le circostanze lo consiglino, si faccia tale consacrazione [all'Immacolato Cuore di Maria], tanto nelle diocesi come in ogni parrocchia e famiglia". A chiusura della consacrazione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria, Fatima fu scelta come luogo di conclusione dell'Anno Santo 1951 extra orbem, anno in cui si era tenuto il Congresso Internazionale sul Messaggio di Fatima, il 13 ottobre, sotto la presidenza del legato pontificio, cardinale Todeschini.


Intanto, Lucia continuava ad insistere affinché la Russia fosse esplicitamente consacrata al Cuore Immacolato di Maria. Pio XII, pienamente convinto della necessità di rispondere agli appelli della Madre di Dio, consacrò finalmente la Russia all'Immacolato Cuore di Maria per mezzo della missiva apostolica Sacro vergente anno, il 7 luglio 1952, festa dei santi Cirillo e Metodio, apostoli dei popoli slavi. Si tratta di una socievole lettera sui rapporti storici e amichevoli che legano la Santa Sede ai popoli della Russia la sollecitudine pastorale che tale popolo merita da parte del papa, soprattutto in tale congiuntura storica. Le parole formali della consacrazione con cui si chiude la missiva apostolica sono le seguenti: "E Noi, affinché siamo meglio ascoltate e le nostre e le vostre preghiere e suppliche e per darvi questa singolare prova della nostra particolare benevolenza, così come pochi anni or sono abbiamo consacrato tutto il genere  umano all'Immacolato Cuore della Vergine Madre di Dio, così ora in modo speciale, dedichiamo e consacriamo tutti i popoli della Russia al medesimo Cuore Immacolato, nella sicura fiducia che, con il poderoso patrocinio  della Vergine Maria, si vengano a realizzare  nel più breve tempo possibile, i voti che Noi, come tutte le anime buone, facciamo per la vera pace, per la fraterna concordia e per la libertà dovuta a tutti e in primo luogo alla Chiesa. Di modo che, con la vostra preghiera unita alla nostra e a quella di tutti i cristiani, il regno salvifico di Cristo, che è il Regno di verità e vita, regno di santità e grazia, regno di giustizia, amore e pace […]". Pio XII, nell'istituire nel 1954 la festa di Maria, regina del Mondo, ordinò che si rinnovasse la consacrazione del genere umano al Cuore Immacolato di Maria. Ma Lucia fece di nuovo sapere che le condizioni della promessa non erano ancora state compiute. "sono desolata perché la consacrazione che la Madonna chiese ancora non è stata fatta" (Santos, Memorias). In effetti il papa non aveva provveduto alla consacrazione insieme agli altri vescovi del mondo, come la Madonna aveva chiesto a Tuy nel giugno del 1929. Il papa prese in considerazione le affermazioni di Lucia e rinnovò per la quarta volta la consacrazione durante l'Anno Mariano nell'enciclica Ad Coeli Reginam, 11 ottobre 1954. Questa volta ordinava a tutti i vescovi del mondo di rinnovare il 31 maggio, giorno della festa della Sovranità di Maria, la consacrazione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria. Tuttavia, la Russia non fu menzionata per problemi anche teologici essendo un ateismo di stato, cosicché Lucia mantenne le sue riserve.





  1. LA CONSACRAZIONE DI PAOLO VI DURANTE IL CONCILIO VATICANO II


In occasione del Concilio Vaticano II circolarono due correnti di pensiero riguardo alla consacrazione a Maria: una era allineata con Fatima con riferimento unico a Maria; l'altra era maggiormente legata a Monfort, con riferimento più geocentrico: consacrazione a Dio attraverso Maria. Le due correnti trovarono un accordo. Il nome della Russia costituiva un piccolo problema, dato che al concilio erano presenti osservatori russi della Chiesa ortodossa e non era auspicabile un contenzioso tra la Chiesa e il Governo marxista di quel paese. Paolo VI, in pieno concilio ecumenico, al termine della terza sessione, nel discorso tenuto il 21 novembre 1964, con evidente sforzo atto a soddisfare tutte le richieste della Vergine di Fatima e salvaguardare le necessarie convenienze, si espresse in questi termini: "Mentre con ardente prece volgiamo la nostra anima alla Vergine, affinché benedica il concilio ecumenico e la Chiesa tutta, affrettando l'ora di unione di tutti i cristiani, il nostro sguardo si volge agli orizzonti infiniti del mondo intero, oggetto delle attenzioni più vive del concilio ecumenico e che il nostro predecessore Pio XII, di venerabile memoria, non senza ispirazione dall'Alto, ha consacrato al Cuore Immacolato di Maria. Questo atto di consacrazione, riteniamo opportuno ricordare oggi in modo particolare. […] Oh Vergine Maria, madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta, il nostro Concilio Ecumenico. Al Tuo Cuore Immacolato, oh Maria, raccomandiamo infine il genere umano intero". In effetti, Paolo VI si limitò a ricordare la consacrazione fatta da Pio XII nel 1942, non soddisfacendo la richiesta di Lucia.





  1. LA CONSACRAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II


Giovanni Paolo II fu particolarmente motivato dagli eventi di Fatima in seguito all'attentato di cui rimase vittima in piazza San Pietro il 13 maggio 1981. Giacendo a letto all'ospedale Gemelli di Roma, il Papa si fece leggere dall'amica  Poltawska i testi di Fatima, convinto di essere stato salvato dalla Madonna di Fatima. Un anno dopo, il 13 maggio 1982, Giovanni Paolo II si recò a Fatima per rinnovare la consacrazione chiesta da Lucia.


   Contrariamente a Paolo VI, che non volle incontrare Lucia di persona, Giovanni Paolo II volle parlare con lei prima di procedere alla consacrazione, anche se ciò avvenne solo dopo. Il Papa si intrattenne con lei una ventina di minuti, venendo così a conoscenza del punto di vista della veggente in tutti i dettagli. Lucia non era soddisfatta sia perché la Russia era stata menzionata solo velatamente, sia soprattutto perché i vescovi, avvisati in ritardo senza risposte a certi problemi di opinione teologica e al problema ecumenico con la Chiesa Ortodossa russa, non si erano potuti unire alla consacrazione, condizione fondamentale voluta dalla Madonna. Giovanni Paolo II rinnovò effettivamente la consacrazione a Fatima il 13 maggio 1982. Egli disse: "Quarant'anni or sono e dopo altri dieci anni, il vostro servo, papa Pio XII, avendo dinanzi agli occhi le dolorose esperienze della famiglia umana, affidò e consacrò al Vostro Cuore Immacolato il mondo intero, e in special modo i popoli che erano oggetto particolare del vostro amore e della vostra sollecitudine. Questo mondo degli uomini e delle nazioni che anch'io ho davanti agli occhi, oggi, nel momento in cui desidero rinnovare la consegna e consacrazione realizzate dal mio predecessore nella Sede di Pietro il mondo del secondo millennio, il nostro mondo di oggi! Oh Madre degli uomini e dei popoli, Voi che conoscete tutte le loro sofferenze e speranze, Voi che sentite maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo contemporaneo, accogliete il nostro clamore, che, mossi dallo Spirito Santo, innalziamo direttamente al Vostro Cuore e abbracciate con amore di Madre e di serva, questo nostro mondo umano, che Vi affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e quelle nazioni che di tali consegna e consacrazione hanno particolare bisogno".


 Il 16 ottobre 1983, il Papa rinnovò la consacrazione con i vescovi riuniti in Sinodo, al termine dell'Eucaristia celebrata in piazza san Pietro. Giovanni Paolo II voleva compiere questo gesto moralmente unito a tutti i vescovi lì rappresentati, anche se non tutti consenzienti. Sembra che volesse conferire a tale consacrazione un tentativo di collegialità, per avvicinarsi alla richiesta di Lucia, della Madonna attraverso Lucia. L'8 dicembre 1983, festa dell'Immacolata Concezione, nel contesto dell'Anno Santo della Redenzione, Giovanni Paolo II scrisse una lettera a tutti i vescovi del mondo, invitandoli a rinnovare insieme a lui, ovunque fossero, e nel modo da loro ritenuto più adeguato, la consacrazione del mondo al Cuore di Maria, nella solennità dell'Annunciazione del Signore, 25 o 24 marzo 1984 (il 25 era domenica e la festa fu anticipata al 24). In quel giorno si sarebbe concluso l'Anno Santo della Redenzione. La formula da usare sarebbe stata quella utilizzata a Fatima il13 maggio del 1982, leggermente modificata. Tale consacrazione fu effettivamente rinnovata il 15 marzo 1984 da tutti o quasi tutti i vescovi del mondo. Giovanni Paolo II la fece a Roma, davanti all'immagine della Madonna di Fatima proveniente dalla Cappellina delle Apparizioni, espressamente inviata a Roma e posta accanto all'altare papale, sul tumulo di san Pietro. La quasi collegialità di questa consacrazione è la nuova caratteristica e la più significativa di tutte: la consacrazione era stata effettuata simultaneamente dal papa e da quasi tutti i vescovi del mondo. Pur non menzionando espressamente la Russia, la consacrazione corrispose quasi completamente alla richiesta di Lucia. Effettivamente, in una lettera ottimista diretta alla sorella Belém, il 29 agosto 1989, Lucia, oltre a ripetere che le consacrazioni fatte il 13 maggio 1982, erano state insufficienti, dichiarò che quella fatta dal papa il 25 marzo 1984, insieme ai vescovi, poteva soddisfare la richiesta della Madonna: "Poi il pontefice stesso scrisse a tutti i vescovi del mondo per chiedere loro di unirsi sempre più a lui. Fece venire la statua della Madonna di Fatima (quella della Cappellina) a Roma il 25 marzo 1984 pubblicamente e insieme ai vescovi che si vollero unire a Sua Santità, fece la consacrazione così come la Madonna aveva chiesto e io dissi di sì. Da allora è fatta". Da notare che Lucia parla dei "vescovi che si vollero unire a Sua Santità", consapevole del fatto che non tutti avevano voluto farlo e accettando l'estensione della consacrazione del mondo, senza che la Russia sia stata menzionata. In verità, da un lato la Russia era già stata più volte nominata, in modo esplicito o no, e dall'altro la richiesta di Lucia a Pio XII nel 1942 si riferiva effettivamente alla consacrazione del mondo, anche se si trattava di una concessione fatta al suo confessore per permettere alla richiesta di passare più facilmente.


Giovanni Paolo II avrebbe rinnovato ancora una volta, a Fatima il 13 maggio 1991, la consacrazione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria, poiché, come aveva dichiarato nel 1982, "l'appello di Maria non si esaurisce in una sola volta. Continua aperto alle generazioni che si rinnovano, per essere corrisposto secondo i segnali dei tempi sempre nuovi. A esso bisogna tornare senza posa. Bisogna riprenderlo sempre di nuovo" (Giovanni Paolo II, Discorsi). In effetti, Pio XII e Giovanni Paolo II rinnovarono otto volte in forma solenne, senza contare gli atti secondari, la consacrazione del mondo richiesta dalla Madonna di Fatima.


A questa meravigliosa narrazione di Adelio Torres Neiva aggiungo una voce: Putin in visita a Papa Francesco avrebbe comunicato la sua apertura e quella del Patriarca di Mosca alla Consacrazione della Russia. Nell'attuale secolarismo mondiale un segno non piccolo. Ma l'attuale clima ecclesiale non è dei più attenti alla consacrazione.

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