Risparmio energetico

Come sensibilizzare la società civile italiana, senza impaurire, sulle tematiche ecologiche. Un contributo  dell'intervista del dottor Tozzi

Milena Castigli in "Reader View" 13 Dicembre 2020

L'intervista

Dottor Tozzi, nell'introduzione al suo ultimo libro "Un'ora e mezza per salvare il mondo" scrive ché "è ora di darsi una mossa". Perché?

"Perché, per quel che riguarda il clima, non c'è più tempo da perdere. Anche se il genere umano fermasse oggi stesso tutte le sua attività, comprese le fabbriche, gli allevamenti intensivi e il traffico che producono gas clima-alteranti, prima di vedere la temperatura scendere – e non continuare a vederla salire come sta avvenendo ora – ci vorrebbe mezzo secolo. Quindi, il tempo è poco. Anzi, siamo già in ritardo!".


Cosa pensa del movimento Fridays for Future, specificatamente del fatto che è partito non da rappresentanti istituzionali ma da una studentessa 16enne, Greta Thunberg?

"Penso molto male delle istituzioni che non danno sufficiente importanza al problema concreto e reale dei cambiamenti climatici; al contrario, penso molto bene di Greta Thunberg e di tutti i ragazzi che si mobilitano per un loro diritto: avere un futuro".


Pensa che i millennials abbiano in mano il futuro ma anche il presente della nostra sopravvivenza?

"Non ce l'hanno in mano adesso, ma hanno capito il problema. Purtroppo nessuno li ascolta perché viene detto loro che sono troppo giovani o che sono manipolati. Qualcuno è arrivato a ipotizzare dei 'poteri forti' dietro a Greta, come se fosse un burattino nelle mani di chissà chi. Invece, gli unici poteri forti sono quelli del petrolio e del carbone che continuano a speculare sul futuro di tutti. Queste multinazionali sono i veri poteri forti, non certo Greta".


Eppure ci sono persone che continuano a negare la teoria dello scioglimento dei ghiacci così come del surriscaldamento globale…

"Sì, ma nessuna di loro è uno scienziato! Gli scienziati al contrario sono tutti d'accordo: il clima sta cambiando in maniera anomala, accelerata rispetto al passato, e questo dipende esclusivamente dagli uomini".


"Infatti, se contiamo le pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali sul clima che dicono che il cambiamento climatico è accelerato, anomalo e dipende dagli uomini sono il 99,5%. Chi nega questa evidenza o non è uno scienziato, o è in malafede, perciò manovrato da quei poteri forti di cui sopra. Basta con questi negazionisti pagati dalle aziende!".


Da chi verrebbero pagati?

"Dalle multinazionali petrol-carbonifere che spendono ogni anno decine di milioni di dollari per fare disinformazione sul clima. Lo fanno apposta, per confondere le persone, come fecero a suo tempo le grandi industrie produttrici di tabacco quando uscirono i primi dati sulle sigarette che sono cancerogene".


Perché le istituzioni non farebbero abbastanza, secondo Lei?

"Le istituzioni non si muovono abbastanza perché sanno che, per cambiare davvero, dovrebbero prendere decisioni impopolari che non vogliono prendere. Greta e, voglio sottolinearlo, anche Papa Francesco – che sono più liberi – raccomandano di ascoltare gli scienziati".


Papa Francesco nell'enciclica "Laudato si'" ha incentrato il suo messaggio sulla protezione del creato. Cosa pensa di questo Papa e del suo impegno ecologista?

"Penso tutto il bene possibile. Finalmente un Papa che senza mezzi termini dice che, sul clima, bisogna ascoltare gli scienziati. E' una svolta epocale, un grande passo avanti. Papa Francesco, inoltre, dimostra di avere una spiccata sensibilità ecologica che non posso che condividere ed apprezzare. Insomma, un Pontefice 'green' che ha compreso il nesso indissolubile che lega uomo e ambiente. Speriamo che anche i governanti lo comprendano alla svelta: all'umanità è rimasto poco tempo!"

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