Dio nel grembo di Maria vestito del tempo

 Iniziamo un nuovo anno celebrando l'Ottava di Natale nel mistero della maternità di Maria che ci fa capire che il tempo, dopo il parto della vergine, non è più come prima. Dio, diventando uomo nel grembo di Maria, ha voluto come vestirsi del tempo; come ogni uomo è soggetto al tempo, così anche Dio vi si è assoggettato divenendo con l'incarnazione del Verbo e la sua morte e risurrezione una presenza sempre attuale, anche oggi


Iniziamo un nuovo anno affidandolo alla celeste protezione della Madonna, che oggi la liturgia ci fa invocare con il suo titolo più importante, quello di Madre di Dio. Con il suo "sì" all' Angelo, il giorno dell'Annunciazione, la Vergine ha concepito nel suo seno, per opera dello Spirito Santo, il Verbo eterno, e nella notte di Natale lo ha dato alla luce. A Betlemme, nella pienezza dei tempi, è nato da Maria Gesù: il Figlio di Dio velato in un bambino e la Vergine vera Madre di Dio. La coincidenza del primo giorno dell'anno con il mistero della maternità di Maria ci fa capire che il tempo, dopo il parto della Vergine, non è più come prima. Dio, diventando bambino nel grembo di Maria, ha voluto Lui eterno come vestirsi anche del tempo; come ogni uomo è soggetto al tempo, così anche Dio vi si è assoggettato.

Entrando e progredendo nel tempo, ha reso il tempo umano un tempo di salvezza, poiché esso ormai è pieno della Sua Presenza soprattutto nell'Eucaristia. L'evento 2021 anni fa dell'Incarnazione del Verbo e quindi della sua morte e risurrezione non appartiene infatti solo al passato. Esso nella predicazione e nella sacramentalità liturgica della Chiesa è una Presenza sempre attuale, anche nel nuovo anno. All'uomo di ogni luogo e tempo è data la possibilità di incontrare questa Presenza mediante la fede e di essere liberato dalla sua condizione mortale per il fine eterno divino. Di questo dobbiamo oggi prendere coscienza, specialmente ne priono giorno dell'anno.

Non siamo più esposti agli esiti incerti e oggi molto oscuri della storia; un evento fortuito dell'evoluzione della materia, un naturalismo senza il dono soprannaturale dell'Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione. Sta la Croce mentre si evolve il mondo: abbiamo la roccia sicura dell'evento che è accaduto, iniziato nel grembo di Maria. In esso, attraverso il libero arbitrio di poterlo accogliere con il rischio di rifiutarlo, Dio s'è alleato per sempre con ogni uomo. In ogni momento pertanto ci vengono offerte due possibilità; o ritenere che il tempo sia il nostro destino invincibile, come il Nuovo Ordine Mondiale, il Nuovo umanesimo ci vuole imporre e che oggi è egemonia, maggioranza oppure incontrare Colui che si è assoggettato al tempo, per introdurci nella speranza dell'eternità. Siamo ostaggi del tempo e qui anziani nella casa del Clero lo esperimentiamo di più, ma battezzati, in grazia di Dio già cittadini dell'eternità, del Paradiso, del pre-paradiso o purgatorio. La fede nel Figlio di Maria vince il tempo.

Oggi la liturgia ci fa invocare la protezione della Madonna, del suo Cuore Immacolato che trionferà, con il suo titolo più importante, quello di Madre di Dio. Con il suo "sì" all'Angelo, il giorno dell'Annunciazione, la Vergine ha concepito nel suo seno, per opera dello Spirito Santo, il Verbo eterno, e nella notte di Natale lo ha dato alla luce, avviando il vero umanesimo. A Betlemme, nella pienezza dei tempi, è nato da Maria Gesù, il suo bambino: il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza e la Vergine è diventata vera Madre di Dio. Questo immenso dono che Maria ha ricevuto non è riservato a Lei soltanto, ma è per tutti noi. Nella verginità feconda, infatti, Iddio ha donato "agli uomini i beni della salvezza eterna…perché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l'autore della vita. Maria dunque, dopo aver dato una carne mortale all'Unigenito Figlio di Dio, è diventata madre dei credenti, anzi dell'intera umanità.

Ed è proprio nel nome di Maria, madre di Dio e degli uomini, che da LIV anni celebra, il primo giorno dell'anno, la Giornata Mondiale della pace. Il tema per l'odierna circostanza 1. La cultura della cura come percorso di pace; 2. Dio creatore, origine della vocazione umana alla cura; 3. Dio creatore, modello della cura; 4. La cura nel ministero di Gesù; 5. La cultura della cura nella vita dei seguaci di Gesù; 6. I principi della dottrina sociale della Chiesa come base della cultura della cura: *La cura come promozione della dignità e dei diritti della persona, *La cura del bene comune, * La cura mediante la solidarietà, *La cura salvaguardia del creato; 7. La bussola per una rotta comune; 8. Per educare alla cultura della cura 9.Non c'è pace senza la cultura della cura.

Principale agenzia di Pace è Cristo, è la Regina della pace senza dei quali diviene fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale. Ed inoltre non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle. È allora veramente importante che ciascuno assume le proprie responsabilità davanti a Dio e riconosca Lui la sorgente originaria della propria e altrui esistenza. Da questa consapevolezza scaturisce un impegno a fare dell'umanità una vera comunità di pace, retta da una "legge comune, che aiuti la libertà ad essere veramente sé stessa...e che protegga il debole dal sopruso del più forte.

Maria, Madre del Principe della pace, sostenga la Chiesa nel suo operare instancabilmente a servizio della pace, e aiuti la comunità dei popoli, che celebre nel 2021 il 73° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, a percorrere un cammino di autentica solidarietà e di stabile pace. 


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