Un Bambino nato nel 2020 per noi

Natale è epifania cioè il manifestarsi di Dio e della sua grande luce su tutto e su tutti per ciascuno di noi


Nato nella stalla di Betlemme, non nei palazzi dei re poiché con sofferenza Giuseppe, obbediente all'imperatore romano nella sua città davidica di Betlemme, dove è stato costretto a portare nella notte la sua sposa prossima a partorire.

Quando, nel 1223, San Francesco di Assisi celebrò a Greccio il Natale con un bue  e un asino e una mangiatoia piena di fieno, si rese visibile una nuova dimensione del mistero del natale nella Messa. Francesco di Assisi ha chiamato il Natale "la festa delle feste" – poù di tutte le alter solennità- e ha celebrato la memoria dell'inizio dell'Incarnazione on "ineffabile premura" (2 Celano, 199: Fonti francescane, 787). Baciava con grande devozione le immagini che rondavano al bambinello e balbettava parole di dolcezza alla maniera dei bambini, ci racconta Tommaso da Celano (ivi). Per la Chiesa antica, liturgicamente la feste delle feste era la Pasqua: nella risurrezione, Cristo continuando l'Incarnazione sacramentalmente aveva sfondato per tutti le porte della morte e così aveva radicalmente cambiato la storia del mondo: aveva creato per ogni uomo un posto in Dio stesso nell'al di là. Ebbene Francesco non ha cambiato, non ha voluto cambiare questa gerarchia oggettiva delle feste, l'intera struttura   liturgica delle feste con il suo centro nel mistero pasquale facendo celebrare la Messa nel presepio. Tuttavia, attraverso di lui e mediante il suo modo di credere è accaduto qualcosa di nuovo: Francesco ha scoperto in una profondità tutta nuova l'umanità di Gesù: bambino velava nell'umanità la persona divina del Figlio, nel pane eucaristico transustanziato vela sia la divinità e sia l'umanità pasquale gloriosa. Tuttavia, attraverso Francesco e mediante il suo modo di credere è accaduto qualcosa di nuovo: Francesco ha scoperto in una profondità tutta nuova l'umanità di Gesù. Questo essere uomo da parte di Dio incarnato gli si rese evidente  massimo nel momento in cui il Figlio di Dio, nato verginalmente dalla Vergine Maria, fu avvolto in fasce e venne posto in una mangiatoia. La risurrezione presuppone l'incarnazione. Il Figlio di Dio come bambino, come vero figlio di uomo – questo toccò profondamente il cuore del santo d'Assisi, trasformando la fede in amore. "Apparvero la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini": questa frase di San Paolo acquistava così una profondità tutta nuova. Nel bambino nella stalla di Betlemme, si può dire per così dire, toccare Dio e accarezzarlo. Così l'anno liturgico ha ricevuto un secondo centro in una festa che è, anzitutto, una festa del cuore.


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