Famiglia

Qui in terra gli sposi maturano e imparano che cosa sia l'amore di donazione, per camminare verso la patria del cielo, dove saremo tutti uno in Cristo Gesù. Di qui la fedeltà, la tenerezza, fino al desiderio di sacrificarsi per l'altro. Padre Ugo Tognetti commenta il messaggio profetico di Ghiaie di Bonate di fronte all'attuale distruzione della Famiglia e alla profanazione del Matrimonio

"gloria.TV" 7 Dicembre 2020


1. Maria Regina delle famiglie


San Giovanni Paolo II ha voluto inserire nel 1994, Anno internazionale della famiglia, nelle litanie lau- retane, l'invocazione: «Regina della famiglia, prega per noi». Evidentemente si accorgeva di una urgenza e, da papa e nocchiero della barca di Pietro, è intervenuto chiedendo ai fedeli di pregare la Vergine con il titolo di Regina delle famiglie, per aiutarle in questo tempo difficile. La Madonna appare con Gesù Bambino e con 10 sposo Giuseppe: ha conosciuto bene in vita cosa voglia dire la cura dei figli, l'obbedienza allo sposo, 11 governo della casa, le ansie delle difficoltà (anni di esilio in Egitto) e, mentre da una parte viene giustamente incoronata Regina del cielo, dall'altra rimane maestra di vita per la famiglia. Chi meglio di lei, Regina della vera e unica famiglia di Nàzaret, può aiutarci? Maria sa e vede che l'istituto della famiglia è minacciato, è corroso, e ora riceve da Dio il compito di intervenire, con la propria preghiera e le proprie ammonizioni.


La famiglia è di diritto divino: voluta da Dio e formata dall'uomo (marito), dalla donna (moglie), dai figli che lui concede. È scritto nella Genesi, all'inizio della storia. La famiglia, così com'è, è legge di Dio per il bene dell'uomo che egli infinitamente ama. La famiglia è il nucleo essenziale della società, dove si impara a vivere, dove si apprendono i valori, dove si riceve e si dona affetto. La famiglia è un bene prima di tutto per la società. Uno Stato che non sia fondato sulla famiglia produce persone incomplete, fragili, inaffidabili... Nella famiglia nascono le vocazioni, si impara la pazienza, si tramandano le tradizioni, si vince il male con l'amore reciproco. Se la famiglia va in frantumi, va in frantumi tutto. Il nemico lo sa, e in questo tempo sferra questo attacco frontale, mai lanciato prima con una tale violenza e sfrontatezza.


Negli ultimi decenni, a ritmo vertiginoso, i pilastri che sostengono l'istituto santo della famiglia vengono attaccati, discussi, negati, corrosi, usando come casse di amplificazione tutti i mezzi di comunicazione, per propagare - e purtroppo anche ai piccoli - gli errori del divorzio, dell'aborto, dell'eutanasia, degli atti omosessuali, dell'adulterio, delle convivenze, della contraccezione (i «certi peccati» di cui parla la Madonna) come valori da promuovere. C'è una regia dietro tutto questo, certamente, e il regista è colui che vuole distruggere il mondo e la creazione di Dio: il serpente antico, cioè il diavolo, Satana (Ap 20,2). «Certi peccati»: la Madonna non poteva probabilmente elencarli a una bambina di 7 anni, ma a noi è semplice dare loro un nome, anche se non vogliamo sentire, se non vogliamo ancora intendere.


2. L'attacco alla famiglia e i «certi peccati»


Convivenza - Secondo un recente sondaggio, negli Stati Uniti dal 1970 al 2010 vi è stato un calo di più del 50% del numero dei matrimoni celebrati ogni anno . Una parte significativa di questo declino è semplicemente dovuto alla tendenza a rimandare il matrimonio a un'età più avanzata, ma soprattutto dipende dall'aumentato numero delle convivenze, che hanno sostituito il matrimonio. Anche tra quelli che si sposano, più della metà fanno precedere al matrimonio un periodo di convivenza (cosa che cinquantanni fa era assolutamente impensabile). Vi è però un mito da sfatare. Si dice che la convivenza precedente il matrimonio sia utile per capire se il partner sia la persona giusta. Di fatto, molteplici elementi indicano che coloro che convivono prima di sposarsi sono quelli poi più propensi a separarsi dopo il matrimonio. Non vi è alcuna prova finora accertata che i matrimoni preceduti dalla convivenza siano i più stabili. Vi è poi anche un aspetto economico a favore del matrimonio: il suo declino ha procurato un grave danno economico. Le coppie sposate - afferma il rapporto - creano generalmente un patrimonio maggiore rispetto alle persone singole o ai conviventi. Le coppie sposate vivono in modo più sobrio rispetto ai single, e investono di più nel futuro. E stato osservato che gli uomini sposati producono tra il 10% e il 40% di più rispetto ai single. La convivenza è peccato, e laddove due battezzati convivono more uxorio si pongono al di fuori della comunione ecclesiale.


Il divorzio è ingiusto - «L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (Mt 19,6b). Quando un uomo e una donna battezzati si alleano con Dio davanti all'altare, volgono il loro sguardo verso la realtà superiore che li trascende e che li unisce in un mistero (Ef 5,32). Dio è Padre buono, e dà tutti i mezzi per superare le difficoltà che poi gli sposi incontreranno lungo il cammino. Anzi, le difficoltà superate cementano l'amore. Vivere in due non è facile, e per questo occorre grande pazienza, occorre tanto tempo, occorre saper affrontare le prove insieme. Quando ci si accorge che l'amore esige una pazienza e una forza che non abbiamo più, il Signore ci ricorda che il giorno del matrimonio abbiamo ricevuto un "corredo" completo per superare qualsiasi genere di prove e di difficoltà matrimoniali; questo corredo si chiama grazia.


Il matrimonio è sacramento sempre in atto, finché vivono gli sposi. Il Signore è sempre presente proprio nell'unione dei due. La preghiera in comune, il ricorso ai sacramenti della Confessione e della Comunione, l'accompagnamento spirituale, la consacrazione della famiglia alla Madonna, la pazienza che deriva dalla fede, la preghiera fatta insieme, sono i mezzi che aiutano a superare tutte le prove. L'importante è rimanere lì, rimanere uniti, anche quando la croce diventa pesante. Il Signore è presente nella fedeltà coniugale e opera, anche se non sembra. Cambiare moglie, cambiare marito, uscire dal solco che Dio ha tracciato, cercarsi una nuova vita fuori dalla grazia, non. porta mai a un miglioramento. Questo Dio lo sa bene, e per questo ce lo ha detto in forma imperativa: l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto. L'aumento delle famiglie con un solo genitore genera pesanti conseguenze per i figli. Nel 2011, il 30% (quasi uno su tre) dei figli americani viveva con un solo genitore. Questo significa che un buon numero di bambini non vive con i propri genitori. I figli dei divorziati sono sempre figli sofferenti: soffrono la mancanza di unione del papà e della mamma, del cui amore essi si nutrono e hanno pieno diritto.


La contraccezione - Il matrimonio cristiano esige la bellezza del dono reciproco, che educa alla rinuncia di sé: vivere come "immagine e somiglianza di Dio" nel matrimonio significa sapersi donare in una sessualità che sia il coronamento di un rapporto di mutua donazione. La contraccezione è contraddizione alla vita: è peccato che non può attirare la grazia di Dio. Non si può decidere di vivere deliberatamente nel peccato e poi "pretendere" altri doni di Dio. Ci vuole fiducia e abbandono nel Signore; certo, ci vuole fede, ma nel matrimonio queste virtù sono contenute dentro il sacramento, e vengono date agli sposi il giorno delle nozze. La contraccezione è rottura con l'ordine naturale voluto da Dio, e quindi con Dio stesso. Questa è dottrina comune della Chiesa. Il matrimonio esige rispetto e fedeltà. La moglie è la compagna della vita, il marito il compagno della vita. Qui in terra gli sposi imparano che cosa sia l'amore di donazione, per camminare insieme verso la patria del cielo, dove saremo tutti uno in Cristo Gesù. Di qui la fedeltà, la tenerezza, fino al desiderio di sacrificarsi per l'altro. È l'esatto contrario dell'egoismo.


Gli omosessuali non fanno famiglia - La famiglia è formata dall'uomo e dalla donna, gratificati, a Dio piacendo, dal dono dei figli. Tutto il resto si può chiamare in tanti modi, ma non "famiglia". Ovviamente questa verità fa "strappare i capelli" agli scienziati atei e negatori della paternità di Dio, per i quali ognuno deve realizzare la propria natura secondo quello che "sente" e che vuole, e non secondo un ordine che viene dal di fuori. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2357- 2358) esprime con chiarezza la dottrina che abbiamo indicato, aggiungendo che comunque non deve mancare l'amore cristiano e il rispetto per tutti: «Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura... la Tradizione ha sempre dichiarato che "gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati". Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita... Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per-la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione». Ma l'uomo non è causa di se stesso. L'uomo è creatura, è figlio, è voluto, ed è chiamato a realizzare la propria pienezza nell'aprirsi con fiducia a Dio che lo ama infinitamente.


L'aborto procurato - L'aborto è un assassinio. Che sia la legge a precisarne i contorni o che non lo sia, non cambia la realtà di questo delitto. Potremmo interrogare le tante madri che, purtroppo, hanno ceduto alla paura e hanno abortito. Nessuna di loro, alla lunga è contenta. Esistono cliniche per queste donne psicologicamente distrutte, che dopo anni sentono il rimorso per quello che hanno commesso. Basterebbe avere il coraggio di vedere i filmati del bambino che, nel grembo materno, viene squartato, per avvertire la gravità di questo omicidio. Il bambino, oltre tutto, non si può difendere. Il bambino è l'unico essere umano che non ha diritti: si può fare di lui quello che altri vogliono e decidono, senza chiedergli niente. E una vera e propria ingiustizia. È la moderna strage degli innocenti. Per madre Teresa di Calcutta l'aborto era la vera unica grande piaga del mondo. L'uomo che uccide i propri piccoli è l'anti-uomo. È il dramma e la colpa di questa nostra generazione.


L 'eutanasia - Si lavora tanto (giustamente) per migliorare la qualità della vita dell'uomo, si studiano nuovi farmaci per allungargliela e poi, siccome questi non muore mai, ecco l'eutanasia. E la conseguenza logica della visione atea del mondo, per cui la sofferenza è uno spettacolo indecente, e l'uomo che non produce più diventa un peso inutile. Tutto questo è contro Dio e contro la famiglia. I malati vanno curati, non uccisi; gli anziani vanno amati, ascoltati e custoditi, non uccisi. Figli in provetta, uteri in affitto - Impensabile fino a pochi anni fa. Oggi in nome della scienza si può fare di tutto. Poco importa se per avere un figlio in provetta altri bimbi, già perfette persone (embrioni) devono essere sacrificati. Oppure, se va bene, congelati. Per avere figli con la fecondazione artificiale - non voluta da Dio, ma dagli uomini - si fanno esperimenti di cui siamo tenuti all'oscuro, ma anche questa ecatombe di innocenti non può essere cancellata.


Manipolazioni genetiche - L'uomo orgoglioso, senza Dio, nel suo delirio di onnipotenza è entrato con la propria intelligenza nel "cantiere" dove nasce la vita. Ha studiato il DNA delle cellule, e pare sempre più in grado di "dirigere" e manipolare la fabbricazione dell'uomo a suo piacimento. Figli nati in provetta, con i gameti di donatori sconosciuti, ibridazioni, incroci, clonazioni... si sta toccando la vita nel suo mistero, e non si sa dove e come si finirà. Non vi è certo obbedienza al Creatore in questa folle ricerca di potere, e l'uomo, senza la grazia, genera mostri. Nel 1944, quando la Vergine apparve ad Adelaide, quello che avviene oggi in questo campo era assolutamente impensabile. Oggi è una realtà che può diventare sempre più devastante, se non ci fermiamo in tempo. Si smetta di fare «certi peccati»: è il grido della Madre sui nostri matrimoni. Prima di pregare per avere il bene, occorre eliminare il male. Tutti devono farlo, se vogliono obbedire alla voce di Dio: gli sposati, mettendosi docilmente alla scuola dell'amore, e vivendo il matrimonio secondo l'ordine della natura voluto da Dio; e coloro che non sono sposati, specialmente i consacrati, con una preghiera che sia riparazione e incoraggiamento per chi deve sostenere le prove del matrimonio e gli attacchi del maligno. Evitati ed eliminati questi gravi peccati, si può costruire la famiglia.


Tratto da:


Padre Serafino Tognetti, Maria Regina della Famiglia. Apparizioni e messaggio a Ghaie di Bonate, Shalom, Camerata Picena (An) 2008, pp. 77-88


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