Se il diavolo fa gli straordinari

In Duc in altum Aldo Maria Valli propone il suo più recente intervento per la rubrica La trave e la pagliuzza, in Radio Roma Libera. Chiave di lettura e anche una prospettiva l'invito di Ratzinger alla ricerca della Verità e a vivere non etsi Deus non daretur, ma veluti si Deus daretur, non come se Dio non fosse dato nell'incarnazione e nella presenza sacramentale della Chiesa, ma come se Dio ci fosse sempre accessibile 

Aldo Maria Valli in "Duc in altum" 7 Novembre 2020


Direi che il diavolo, specializzato nel dividere e confondere, ha deciso di fare gli straordinari in questi nostri tempi. Ovunque si guardi, c'è solo caos, follia e contrapposizione. Mentre scrivo, in America i due contendenti in lotta per la Casa Bianca litigano e non si capisce chi ha vinto e chi ha perso, mentre per le strade scoppiano disordini. Qui da noi, nella piccola Italia, la gente si interroga su zone rosse, arancioni e gialle e non sa più che cosa può fare e non può fare, ma ha purtroppo una certezza: la propria crescente povertà causata da governanti inetti. In tutto il mondo il virus è fonte di domande che per lo più non hanno risposte. Davanti alla pandemia, la scienza appare a sua volta confusa. Alcuni ci dicono che il vaccino risolverà ogni problema, altri sostengono che un vaccino non servirà a nulla e sarà forse dannoso. Gli stessi virologi sono divisi e in qualche caso si insultano reciprocamente. E poi c'è il terrorismo islamico, che alimenta altre domande alle quali non sappiamo rispondere (quando e come e dove colpirà ancora?) e ci mette di fronte alla lucida follia di una religione in preda alle sue contraddizioni. E che dire della Chiesa cattolica? Anche qui, ecco il trionfo della confusione: un papa che spesso non conferma i fratelli nella fede ma li confonde, valutazioni ed espressioni papali bisognose di arzigogolate interpretazioni per capire a che cosa siano effettivamente mirate, "pareri personali" opposti all'insegnamento dottrinale di sempre. Cose, letteralmente, da matti. E non parliamo della presenza di due papi, elemento di doppiezza e divisione che è di per sé fonte di disorientamento.


La follia dei legislatori, i quali sembrano aver perso del tutto il contatto con la realtà, è ormai parossistica. I nostrani dpcm, incuranti dei colpi mortali che stanno assestando a intere categorie produttive, ne sono un esempio. Ma altrove non c'è da stare più allegri. Basti pensare alla pazza idea partorita nel Regno Unito, dove si sta discutendo attorno a una proposta di legge che vorrebbe estendere anche ai cointesti privati, ovvero a ciò che si dice in famiglia, il reato di incitamento all'odio circa alcuni temi come l'orientamento sessuale delle persone.


Andando avanti di questo passo, il Grande Fratello di orwelliana memoria ci apparirà un dilettante rispetto agli esiti più perversi dell'estremismo egualitarista e del politicamente corretto.


Ho fatto ricorso poco fa alla parola caos, che usiamo spesso come sinonimo di confusione. Ma nell'etimologia di caos c'è un elemento in più, che merita attenzione. Il caos non è solo il disordine, la babele; è soprattutto il vuoto, è l'abisso che si apre davanti a noi.


Nell'attuale situazione di follia, in effetti, tutto è aggravato dal fatto che il vero dominatore della scena sembra essere il vuoto. Un enorme buco nero sta inghiottendo la ratio, la ragione.


Il sonno della ragione, come si sa, genera mostri. Ma potremmo dire che non ci sono nemmeno più i mostri di una volta. Quelli partoriti oggi dalla follia collettiva sono grotteschi, assurdi.


Dunque, a chi appoggiarci? Dove trovare qualche ragione di speranza?


La politica offre un'immagine di sé talmente misera e mortificante da rendere impossibile, in caso di voto, giungere alla determinazione di dare il proprio consenso a qualcuno degli attori impegnati sulla scena. Dire che non si salva nessuno può suonare qualunquistico, lo capisco. Nondimeno mi riuscirebbe difficile indicare qualcuno da salvare.


Il mondo della cultura, in generale, non propone figure tali da poter fare da punti di riferimento. Gli intellettuali non asserviti certamente ci sono, ma nessuno è in grado di riempire il grande vuoto con una proposta riconoscibile, apprezzabile e capace di attribuire senso.


Forse l'ultimo pensatore che ci ha fornito alcune chiavi di lettura e anche una prospettiva è stato Joseph Ratzinger, con il suo invito alla ricerca della Verità e a vivere non etsi Deus non daretur, ma veluti si Deus daretur, non come se Dio non fosse dato, ma come se Dio ci fosse. Ma abbiamo visto come Ratzinger è stato trattato.


Χάος viene dal verbo khaino, che vuol dire spalancarsi. L'attuale confusione è fonte di angoscia perché avvertiamo che l'abisso si spalanca sotto i nostri piedi e umanamente non abbiamo nulla a cui aggrapparci.


Noi cattolici potevamo guardare alla finestra del palazzo apostolico e, vedendola aperta e illuminata, ci era possibile alimentare la speranza sapendo che Pietro era al lavoro per testimoniare la Verità. Ma ora dietro quella finestra non c'è nessuno. Non solo. Anche ai vertici della Chiesa, per usare le parole di Paolo, c'è chi ci turba e vuole sovvertire il Vangelo di Cristo.


Allora, visto che il demonio ha deciso di fare gli straordinari, non ci resta che farli anche noi, prima di tutto con la preghiera, e poi con robuste iniezioni di Buon Senso.


Ma a proposito del diavolo, e di certe sue frequentazioni ecclesiastiche, vorrei terminare con un raccontino di ambientazione romana (tratto dal libro Le curiosità di Roma, di Willy Pocino) che mi è stato segnalato da un gentile lettore del mio blog Duc in altum. Eccolo.


Forse a causa dell'altezza del vicino Colle Capitolino e della disposizione delle strade limitrofe, nei pressi della chiesa del Gesù, nella piazza omonima, si verifica sempre una costante ventilazione. A tal proposito, narra una leggenda che un giorno il diavolo e il vento passeggiavano insieme per Roma. Giunti davanti alla bella chiesa dei gesuiti, il diavolo disse al vento: "Aspettami un momento qui: devo sistemare una cosa là dentro!". Ma il diavolo da allora non è più uscito e il vento resta ancora lì ad aspettare.


Aldo Maria Valli


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