La morte improvvisa, inaspettata di una persona cara ci sconcerta

Soltanto la certezza di una prospettiva di vita eterna per l'anima che non muore e per il corpo che risorgerà come Cristo e Maria ci libera dalla schiavitù della paura di morire

Riccardo Cascioli, in "La Nuova Bussola" – 20 ottobre 2021

 

La morte di Lele e la Giornata della Bussola

La paura più grande per l'uomo è quella della morte, paura che spinge a scelte irrazionali e che ci fa cadere preda del potere. Soiltanto la certezza di una prospettiva eterna ci libera dalla schiavitù. Così la morte inaspettata di un amico spinge ad approfondire il tema della Giornata della Bussola.

 

La creazione di Adamo

Una moto fuori controllo, forse un malore, forse una manovra forzata, il violento impatto contro delle auto in sosta: il motociclista muore. Quante volte i nostri occhi sono passati fugacemente davanti a notizie simili, senza soffermarsi più di tanto? Poi però capita il giorno che quel motociclista sia una persona a te ben nota e allora tutto cambia.

 

A me è accaduto ieri: quel motociclista, morto sulla strada tra Como e Lecco, si chiamava Lele Tiscar ed era all'origine della mia conversione al cattolicesimo dopo tanti anni lontano dalla Chiesa. Le cronache ci diranno che era stato un politico e un manager, possiamo aggiungere che da molti anni con sua moglie aveva allargato la sua già numerosa famiglia ai ragazzi della comunità Cometa di Como. Però per me era soprattutto la persona che ai tempi dell'Università aveva incarnato il fascino che ha la fede vissuta integralmente. E gli sono andato dietro.

 

La vita poi, come spesso accade, ci ha allontanati ma dopo tanti anni ci siamo ritrovati sul Frecciarossa che ci riportava a Milano dopo il secondo Family Day a Roma (2016), e nel raccontarci tanti anni in poche frasi – come direbbe Francesco Guccini - è stato un ritrovarsi in quell'origine che ci aveva rigenerato alla vita. Lele è poi diventato anche un grande sostenitore della Bussola, ma questo è ora secondario, anche se sabato nella Messa di apertura della Giornata della Bussola lo ricorderemo insieme a tutti i nostri sostenitori che nel frattempo ci hanno preceduto.

 

Ma la morte improvvisa, inaspettata di una persona cara, di un amico, ci sconcerta perché la morte fa paura, ci ridesta improvvisamente alla nostra fragilità, alla nostra provvisorietà. Proprio mentre ci sentiamo sicuri di avere la vita sotto controllo, ecco che la realtà fa saltare tutto. E questo ci rimanda a cogliere ancora più in profondità il tema che abbiamo scelto per la Giornata della Bussola di quest'anno, ovvero l'esortazione di San Paolo ai Romani che inizia con "Non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura…".

 

La paura più grande è quella della morte, ed è una paura che paralizza, che spinge a comportamenti irrazionali e rende disponibili a seguire chiunque sia bravo a venderci un rimedio. In altre parole, a diventare schiavi. Per questo il Potere la usa a piene mani per rafforzarsi e ridurre gli uomini a marionette. E ormai la paura è un'arma globale, sono anni che in tutto il mondo è instillata quotidianamente: «Se non vi vaccinate, morirete…»; «Se non rinunciate all'auto, al riscaldamento, ai viaggi… morirete: arrostiti, o sott'acqua o anche di fame, ma morirete male». Questi i messaggi martellanti che hanno ormai cambiato la nostra vita e hanno fatto la fortuna di psicoterapeuti e psichiatri. E non importa che uno sguardo sereno e non ideologico alla realtà smentisca tale catastrofismo: la paura della morte è impermeabile alla ragione.

 

Non è un caso che in Occidente il regno della paura si sia fatto strada man mano che la fede indietreggiava, scompariva dall'orizzonte della vita quotidiana dei popoli. Perché il contrario della paura è il timor di Dio, cioè vivere nella prospettiva della vita eterna, avendo sempre ben presente il giudizio dell'ultimo giorno. Così si può affrontare la realtà senza paura, seppure in modo responsabile e prudente; sapendo che qualsiasi scelta comporta dei rischi ma che alla fine non saranno né un vaccino né una cura precoce a dire l'ultima parola sulla mia vita. Così come non sarà la mia scelta di un'auto diesel o elettrica a determinare la fine del mondo. L'ultima parola spetta a Dio, a noi sta vivere e agire secondo i Suoi piani, preoccupati solo di non allontanarci dalla Sua compagnia e di non perdere lo stato di grazia. Perché non sappiamo né il giorno né l'ora, e «il giorno del Signore verrà come un ladro di notte».

 

Sono certo che è con questa coscienza che Lele ha compiuto gli ultimi metri della sua vita terrena, ed è anche con questo desiderio che intendiamo vivere e offrire la Giornata della Bussola, sabato prossimo.

 

P.S. 1: Per la partecipazione alla Giornata (vedi qui il programma) c'è ancora la possibilità di iscriversi, ci sono alcuni posti disponibili.

 

P.S. 2: Per motivi tecnici non sarà possibile effettuare la diretta streaming, gli interventi saranno invece registrati e sarà possibile rivederli sul nostro sito a partire dai giorni seguenti.

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