XXIX Domenica

 

La forza, che in silenzio e senza clamori cambia il mondo e lo trasforma nel Regno di Dio, è la fede – ed espressione, alimento della fede è la preghiera. Quando la fede si colma d'amore per Dio, riconosciuto come Padre buono e giusto, l'Amante, come Figlio, l'Amato, come Spirito Santo, l'Amore, la preghiera si fa perseverante ogni giorno, insistente, diventa un gemito dello spirito, un grido dell'anima che penetra il cuore di Dio uno e trino. In tal modo la preghiera cioè presenti a Dio nel lavoro diviene la più grande forza di trasformazione del mondo. Di fronte oggi a realtà sociali difficili e complesse, cosmiche di giustizia e libertà occorre rafforzare la speranza sulla vera vita oltre questa vita, che si fonda sulla fede e si esprime in una preghiera instancabile fin dal mattino. È la preghiera a tenere accesa la fiaccola della fede nelle tribolazioni. "Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede cioè la preghiera sulla terra?" (Lc 18,8). È una domanda che ci fa pensare molto a come preghiamo. Quale sarà la nostra risposta a questo inquietante interrogativo? Quest'oggi, vogliamo insieme ripetere con umile coraggio: Signore, la tua venuta tra noi, la tua presenza in questa celebrazione domenicale ci trova tutta la famiglia radunati con la lampada della fede accesa, con la preghiera. Noi crediamo e confidiamo in te nella preghiera! Accresci la nostra fede, soprattutto la nostra preghiera settimanale della Messa! La fede è speranza che questa vita temporale non è tutto, apre la terra alla forza divina, alla forza del bene anche oltre questa vita. La vedova del Vangelo (Lc 18, 1-8) fa pensare ai "piccoli", agli ultimi, ma anche a tante persone semplici e rette che non fanno notizia, che soffrono per le sopraffazioni della giustizia, si sentono impotenti di fronte al perdurare del malessere sociale e, soprattutto in carcere, sono tentate di scoraggiarsi e suicidarsi. Soprattutto a costoro Gesù oggi ripete: osservate questa povera vedova con quale tenacia insiste nel chiedere giustizia e alla fine ottiene ascolto da un giudice disonesto! Come potreste pensare che il vostro Padre celeste, l'Amante, buono e fedele, e potente, il quale desidera solo il bene dei suoi figli, amati nel Figlio, l'Amato con lo Spirito santo, l'Amore non vi faccia a suo tempo giustizia? La fede con la preghiera ci assicura che Dio, uno e trino, ascolta la nostra preghiera e ci esaudisce al momento opportuno, anche se l'esperienza quotidiana dell'attesa, spesso lunga, sembra smentire questa certezza. Noi non dobbiamo mai disperare, ma insistere sempre nella preghiera.

Perché il Signore non ci esaudisce subito quando preghiamo? Possiamo provare a dare una risposta: se la preghiera ricevesse automaticamente l'esaudimento, allora Dio sarebbe trasformato in una macchina che distribuisce cose.

Ma egli non vuole essere una macchina distributrice, bensì unico Dio in tre persone, Amante, Amato, Amore che comunica il suo amore. Una macchina distributrice non comunica nessun amore, è soltanto un automatismo. Dio invece è unico in tre persone piene di amore, che vogliono trasformare il mondo per mezzo dell'amore. Allora per loro la preghiera è proprio il mezzo per stabilire relazioni personali di fede con ciascuno di noi. Ci offre la potente mediazione della sua e della nostra madre Maria. 

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