La fede è una cosa meravigliosa, perché riesce a illuminare anche la morte

Riccardo Caniato, in "La Nuova Bussola" – 6 Novembre 2021

L'eco del messaggio che arriva dai Balcani ci dice che Dio può spezzare anche oggi ogni costrizione spirituale e materiale che affligge l'uomo. Moltissima gente sta soffrendo, se chiedi dicono che sembra loro mancare l'aria da respirare. L'Occidente e la cristianità sono malati gravi, ma la Madonna della Catena invita a sperare ancora oltre ogni speranza. Non Lei soltanto. Nel messaggio di Medjugorje c'è tutta la famiglia divina che si fa incontro. La Madre rincuora mostrando il Dio trinitario che «è amore e libertà». E ci offre un criterio per discernere la «libertà dei figli di Dio» da ogni retorica di libertà: «Quando vogliono mettervi delle catene e usarvi questo non viene da Dio perché Dio è amore e dona la Sua pace a ogni creatura». Marija ha osservato che gli uomini cercano soluzioni con le migliori intenzioni, ma se si affronta il Male che è nel mondo senza Dio, che è pienezza di Bene, ogni soluzione umana finisce con l'essere un surrogato ideologico. Ha fatto un esempio concreto: «Rispetto al male che è il virus, ti viene detto: "Se vuoi essere libero, c'è il green pass". Ma la libertà di Dio è un'altra cosa».

 

Dal 1981 pochissime volte i messaggi di Medjugorje mettono a tema la «libertà» e mai, per come li ho recepiti, parlano con la forza di quest'ultimo di «libertà a rischio». In ogni caso, nel messaggio del 25 novembre 1987 si dice con solennità che la libertà è la condizione con cui Dio stesso sancisce la dignità dell'uomo, ragione per cui le creature possono perfino misconoscerlo e voltargli le spalle: «Dio ha dato a tutti la libertà che io [la Madonna] rispetto con tutto l'amore; e io mi sottometto, nella mia umiltà, alla vostra libertà». Di fronte a una concezione di libertà così intesa, così totale e rispettosa, per forza «quando vogliono mettervi delle catene e usarvi questo non viene da Dio». La libertà di Dio la si acquisisce, dice l'ultimo messaggio, nella preghiera che nutre l'anima, nel dialogo con Dio nel silenzio interiore, nella Confessione e nella Comunione eucaristica cuore a cuore con Cristo; nell'adorazione dell'Ostia santa, faccia a faccia con Lui.

 

«Chi prega non ha paura del futuro», proprio come Bruna, la mamma ultranovantenne della mia amica Rita. Dopo la sua morte, il 22 ottobre, i figli hanno trovato il suo commiato in un biglietto scritto a mano: «La fede è una cosa meravigliosa, perché riesce a illuminare anche la morte. So che vado a vedere Gesù e quest'uomo è il sogno e l'attesa della mia vita. Vi saluto, "vado in Cielo" … Non piangete!». «Chi crede non ha paura del futuro», perché il nostro futuro è il destino eterno nella Casa del Padre, è la plenitudine nel Dio infinito. E come si può avere paura di un Dio che è amore e libertà? La Vita vera. Per questo, di necessità «chi prega è aperto alla vita» e, nonostante il biasimo e le violenze che in questi tempi inquieti possono venirti perfino dagli amici più cari e dai fratelli, «chi prega rispetta la vita degli altri». Perché chi prega fa esperienza che il Signore così si comporta con noi e «dona la Sua pace a ogni creatura».

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