I Domenica di Avvento

 

La parola "avvento", con cui inizia il nuovo anno liturgico 2021-2022, significa" venuta" o "presenza". Nel mondo antico indicava la visita del re o dell'imperatore in un provincia; nel linguaggio cristiano è riferita alla venuta di Dio e quindi alla sua presenza nel mondo; un mistero che avvolge interamente il cosmo e la storia, ma che conosce due momenti culminanti: la prima è proprio l'Incarnazione del Figlio nello Spirito Santo che in Avvento-Natale rivivremo agli inizi e la continuità sacramentale nella Chiesa; la seconda è il ritorno glorioso, da vincitore, visibile da tutti, alla fine dei tempi, anticipato per ogni persona, per ognuno di noi nel beati nell'anima che non muore mentre muore questo corpo in attesa di risorgere come Lui risorto, come Lei Assunta. Questi due momenti della venuta, della presenza di Dio, che cronologicamente sono distanti – e non ci è dato quanto -, in profondità si toccano, perché con la sua morte e risurrezione Gesù vittorioso ha già realizzato quella trasformazione dell'uomo e del cosmo che è la meta finale della creazione. Ma prima della fine, è necessario che il Vangelo, questa lieta notizia sia proclamato a tutte le nazioni, dice Gesù nel Vangelo di Marco (Mc 13,10). E oggi culturalmente domina incredulità, materialismo e immanentismo a piene mani, tanto da aver allontanato la società dalla presenza di Dio, di Cristo e aver reso gli uomini delle povere monadi senza porte e finestre, condannate alla solitudine e all'angoscia esistenziale, perché prive di uno scopo e di un fine oltre la morte.  Ma la venuta del Signore, iniziata con l'Annunciazione, continua, ognuno di noi e il mondo deve essere penetrato dalla sua presenza sacramentale attraverso il suo corpo che è la Chiesa che viviamo con l'Eucarestia almeno di ogni domenica. E questa venuta permanente del Signore nell'annuncio del Vangelo di cui il nostro cuore non può non sentire, richiede continuamente la nostra collaborazione; e la Chiesa anche di pochi, che è come la Fidanzata, la promessa Sposa dell'Agnello di Dio crocifisso e risorto (Ap 21,9), in comunione con il suo Signore in queste quattro domeniche di Avvento collabora in questa venuta sacramentale del Signore a Natale, nella quale già comincia il suo ritorno glorioso alla fine dei tempi e per ciascuno di noi alla morte del corpo. A questo ci richiama oggi Dio, Cristo che ci parla attraverso l'ascolto biblico, tracciando la linea di condotta personale da seguire per essere pronti alla venuta sacramentale del Signore nel prossimo Natale. Nel Vangelo di Luca Gesù dice ai discepoli e quindi oggi a noi:" I vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita…vegliate in ogni momento pregando" (Lc 21, 34.36). Chi prega profondamente ogni giorno ha tutti i motivi per essere ottimista, anche se le cose storicamente vanno male. Sappiamo che in tutte le circostanze la presenza di Cristo, se consapevoli con l'ascolto della Sua Parola, con la preghiera interviene, in modo misterioso ma efficace, per la nostra salvezza e liberazione. Nel mondo di oggi ci sono tante occasioni di distrazioni, e anche di eccessi. Tutti sappiamo che la droga causa enormi danni a tante vite umane soprattutto giovanili, che vengono rovinate, nella ricerca di una eccitazione sensazionale che dura poco. Ci sono altri mali, che provengono da altri eccessi: ad esempio l'alcolismo, una male che dilaga nel mondo la ricerca del piacere sessuale, che mette disordine in tante esistenze e nelle famiglie. Quanto è importante la consapevolezza di essere amati dal Signore e annunciarlo a chiunque incontriamo. Pur in questa situazione non facile dobbiamo allontanare ogni motivo di sfiducia, di inquietudine; al contrario, siamo certi di poter sfuggire a tutto ciò che dovrà accadere, perché, uniti alla Persona divina di Cristo che ha vinto, abbiamo la forza di superare tutte le difficoltà.

La filosofia, il pensiero moderno o ha ridotto Dio a un essere divino astratto o ha allontanato la società da Dio rendendo gli uomini, tutti presi dal progresso storico, delle povere monadi senza porte e finestre, condannate alla solitudine e all'angoscia esistenziale, perché prive di uno scopo e di un fine oltre la morte. Come è utile rivivere il momento iniziale dell'Incarnazione nel grembo verginale di Maria che rivela il carattere personale di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Maria quindicenne riceve dall'angelo l'annuncio se accetta di divenire madre del Figlio del Padre per opera dello Spirito Santo. Lei accoglie la volontà del Padre e rimane verginalmente incinta per opera dello Spirito Santo, rendendo possibile che l'unico Dio di Mosè si renda visibile in un volto umano. Già a Mosè l''Essere divino aveva rivelato il carattere personale in "Io sono Colui che sono" ma nell'Incarnazione in modo completo. Maria attende che anche a Giuseppe, suo sposo che stava per ripudiarla in segreto, venga rivelato e così l'angelo gli apparve in sogno e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo, ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo" (Mt 1 19- 21). Tutto era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi" (Mt 1, 23).  La ragione non può negare Dio perché non può negare l'essere cioè il senso logico del reale e la rivelazione mi dice che l'unico divino è l'Amante, il Padre, l'Amato il Figlio seconda persona divina che nel grembo verginale di Maria ha assunto l'umanità rendendo visibile l'invisibile per opera dell'Amore, lo Spirito Santo. 

Liturgicamente l'Avvento Natale accentua il dono della pace, della serenità; cresima-venerdì santo il perdono; la cinquantena pasquale la meta meravigliosa oltre la morte. Dobbiamo essere attenti, recitando l'Angelus, di vivere partecipi della Trinità nel Verbo incarnato evitando di vivere una vita materialistica, consumistica nella quale i cuori si appesantiscono in "dissipazioni, ubriachezze e affanni di vita". Importante vivere generosamente in atti di amore vicendevole (nella famiglia, nella parrocchia, nei movimenti mariani) e nell'amore universale. Questo è possibile se con Maria siamo uniti a Gesù che è amore. Così nell'Avvento ci prepareremo al Natale, che recherà a tutti noi una grande gioia. 

 

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