Domenica XXIII, inizio 52° Congresso eucaristico internazionale

 

Come è importante in adorazione e processione eucaristica stare davanti a Lui memorizzando che offeso Egli cerca gli offensori per liberarli dal peccato e salvarli, è attento ai sofferenti, a coloro che sono spinti ai margini della società. Li guarisce e, aprendo loro così la possibilità di vivere e di decidere insieme, li introduce nell'uguaglianza e nella fraternità. Com'è fecondo oggi pomeriggio, assistere all'inizio del Congresso eucaristico con la Messa e mille ragazzi che faranno la prima Comunione e alla Processione eucaristica attraverso i mezzi della comunicazione sociale che ci portano spiritualmente a Budapest. Questo riguarda ovviamente tutti noi: Gesù, attualizzando sacramentalmente nella Messa la Sua Croce e camminando con noi in processione ci indica la direzione anche sociale del nostro agire, il come dobbiamo agire. I Padri della Chiesa parlando degli uomini e per gli uomini del loro tempo, ma quello che dicono riguarda in modo nuovo anche noi uomini moderni. Non esiste soltanto la sordità fisica, che taglia l'uomo in gran parte fuori della vita sociale, come esperimentiamo soprattutto noi anziani. Esiste una debolezza d'udito nei confronti di Dio di cui soffriamo specialmente in questo nostro tempo secolarizzato. Noi, semplicemente anche andando in Chiesa, non riusciamo più a sentirlo come il Tutto – sono troppe le frequenze diverse che occupano i nostri orecchi. Quello che si dice di Lui ci sembra pre-scientifico, non più adatto al nostro tempo. Con la debolezza d'udito spirituale o addirittura la sordità nei confronti di Dio si perde naturalmente anche la nostra capacità di parlare con Lui o a Lui nella preghiera, l'entusiasmo oggi di unirci a Budapest alla processione eucaristica. In questo modo, però, viene a mancarci una percezione decisiva per essere liberi ponendo Lui al di sopra di tutti e di tutto e quindi capaci di amare perché se schiavi nell'idolatrare persone o cose non amiamo più, siamo tristi. I nostri sensi interiori corrono il pericolo di spegnersi disattendo perfino la Messa alla domenica, l'adorazione davanti al Tabernacolo. Con il venir meno di questa percezione viene circoscritto in modo drastico e pericoloso il raggio del nostro rapporto con la realtà in genere. Anche le dieci parole, i Comandamenti sono vie necessarie per arrivare a Lui, ma non assoluti, lo scopo del vivere. Sono significativi in questo momento certi interrogativi di fronte al fallimento della pretesa di portare la democrazia liberale di Occidente nell'Afganistan musulmano. Un serio esame di coscienza ci spinge all'urgenza del ritorno all'apporto della società cristiana che ha formato dalle origini l'Occidente, riconoscendoci da figli prodighi che in questi ultimi secoli, soprattutto da decenni sia con l'ideologia liberale laicista e l'ideologia comunista atea, abbiamo peccato e dobbiamo ritornare alla casa del Padre anche per vivere socialmente. Anche la democrazia liberale secolarizzata ci ha condotto sulla via dell'abisso. Per noi credenti solo tornando alla Chiesa Cattolica con la Messa della domenica e l'adorazione eucaristica in campo religioso e all'apporto della Dottrina sociale cristiana in campo socio-politico si può sperare di evitare il baratro che si sta chiaramente avvicinando con l'interrogativo universale: che fare con la crisi anche dell'Occidente divenuto socialmente scristianizzato? L'orizzonte della nostra vita si riduce in modo preoccupante. "Effatà" – "Apriti!" L'evangelista ha conservato per noi che l'ascoltiamo l'originale parola aramaica che Gesù allora pronunciò, trasferendoci così direttamente in quel momento. Quello che lì viene raccontato è una cosa unica, è Vangelo e quindi non appartiene ad un passato lontano; la stessa cosa Gesù vuole realizzarla oggi in modo nuovo e ripetutamente con la Messa di ogni domenica e l'adorazione. Rinati nel nostro Battesimo Egli ha compiuto su di noi questo gesto del toccare e ha detto: "Effatà" –"Apriti", per renderci capaci di sentire Dio e per ridonarci così anche la possibilità di parlare a Lui. Ma questo evento, il Sacramento del Battesimo fin da bambini, non possiede niente di magico cioè che avviene senza la cooperazione del nostro libero arbitrio. Ci introduce sempre più nella comunità di coloro che sono capaci di ascoltare e di parlare; ci introduce nella comunione con Gesù stesso che, unico, ha visto Dio e quindi ha potuto e può parlare di Lui (Gv 1,18): mediante la fede, Gesù vuole condividere con noi il suo vedere Dio, il suo ascoltare il Padre e parlare con Lui donandoci lo Spirito cioè l'Amore, come avviene in ogni Messa almeno domenicale. Il cammino dell'essere battezzati deve diventare un processo di sviluppo progressivo con la Messa almeno della domenica, progresso nel quale noi cresciamo nella vita di comunione con Dio, raggiungendo così anche uno sguardo diverso sull'uomo, sulla creazione, sulla società. Il Vangelo ci invita a renderci conto che in noi, in Occidente esiste un deficit riguardo alla nostra capacità di percezione – una carenza che da tempo non avvertiamo come tale, perché appunto tutto il resto si raccomanda per la sua urgenza come il covid; perché finora apparentemente tutto sembrava procedere in modo normale, anche se non abbiamo più orecchi ed occhi per Dio e viviamo, anche in Occidente, senza di Lui.

Con l'invito, attraverso i mezzi di comunicazione, all'inizio del 52° Congresso eucaristico internazionale in questo pomeriggio a Budapest ravviviamo per la nostra libertà personale e sociale del culto eucaristico, in particolare dell'adorazione del Santissimo Sacramento, che molti giovani riscoprono come fonte della libertà e quindi del loro amore. È l'esperienza che rivivremo oggi dopo la Messa, prima della processione fino a Domenica 12 con il Papa. Centrale è la celebrazione eucaristica, in cui il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della Parola e del Pane di vita reso tale dai vescovi e sacerdoti che in persona di Lui agiscono. Nutre il suo popolo internazionale e lo unisce a sé nell'offerta del sacrificio. Ma poi l'adorazione, il culto del Santissimo Sacramento costituisce l'"ambiente" spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l'Eucarestia. Solo se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento interiore di fede e di adorazione, l'azione liturgica può esprimere il suo pieno significato e valore. L'incontro con Gesù nella Messa si attua veramente e pienamente quando la comunità è in grado di riconoscere che Egli, nel sacramento, abita la sua casa, ci attende, ci invita alla sua mensa in grazia di Dio, e poi, dopo che l'assemblea si è sciolta, rimane con noi, con la su presenza discreta e silenziosa, e ci accompagna con la sua intercessione, continuando a raccogliere in tutta la settimana i nostri sacrifici spirituali e ad offrili al Padre.

Nel Congresso eucaristico internazionale guardiamo soprattutto al segno del pane nell'ostensorio. Esso ci ricorda anche il pellegrinaggio di Israele nel deserto. L'Ostia, soprattutto in questa settimana, è la nostra manna con la quale il Signore ci nutre -veramente il pane dal cielo, mediante il quale Egli dona sé stesso. Nella processione noi pubblicamente seguiamo questo segno e così seguiamo Lui stesso, proponendolo a tutti. E lo preghiamo: Guidaci sulle strade di questa nostra storia, oggi segnata anche dalla così detta pandemia! Mostra alla Chiesa e ai suoi pastori, a cominciare dal Tuo Vicario, che parteciperà domenica 12 settembre pomeriggio, sempre di nuovo il giusto cammino! Guarda l'umanità intera che soffre pur nella ricchezza non per tutti, che vaga oggi insicura tra tanti interrogativi anche sociali; guarda la fame fisica e psichica che la tormenta! Dà agli uomini pane per il corpo e per l'anima! Dà loro lavoro! Dà loro luce! Dà loro te stesso con la speranza della vita oltre questa vita! Purifica e santifica tutti noi! Facci comprendere che solo mediante la partecipazione alla tua Passione che attualizzi nell'Eucarestia, mediante il "sì" alla Croce che domina in questo 52° Congresso eucaristico internazionale, alla rinuncia, alle purificazioni che tu ci imponi, la nostra vita personale e sociale, può maturare e raggiungere il suo vero compimento. Radunaci da tutti i confini della terra e dona all'Occidente la sua forza cristiana originaria per tutti. Unisci la tua Chiesa, unisci l'umanità lacerata in tutto il mondo! Donaci, per intercessione della Regina dell'Amore, la liberazione dal peccato e la tua salvezza di fede, speranza e carità!

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