La mia memoria a 60 anni dall'apertura del Vaticano II

A 60 anni dall'apertura del Vaticano II Scrittura e Tradizione siano costitutive come voleva Paolo VI

 

Ho 88 anni con i limiti di memoria. Ma penso che possa essere utile narrare anche la mia esperienza di quel momento. Da due anni ero stato ordinato sacerdote con un desiderio di accedere alla Facoltà liturgica di Sant'Anselmo dopo l'esperienza degli anni di teologia. Ma mons. Carraro mi chiese di andare alla Facoltà teologica di Venegono e di seguire mons. Carlo Colombo, il teologo di Paolo VI. E fu lì che iniziai il problema della Tradizione costitutiva insieme alla Scrittura prioritaria costitutiva. Costitutiva la Scrittura e la Tradizione l'insegnamento dogmatico del Concilio di Trento, del Vaticano I, di Leone XIII, San Pio X, Pio XI, Pio XII. E su questo Paolo VI era intransigente per la continuità del Vaticano II con tutti i 21 Concili.

Carraro era altrettanto fermo con Mons. Carlo Colombo e a Verona Mons. Sennen Corrà. Carraro nei periodi di intervallo del Concilio mi voleva a raccontare gli insegnamenti di Venegono non tutti in linea con Montini e quindi con Paolo VI. Paolo VI non volle imporre ma non condivise la Dei Verbum che parla di costitutiva la Scrittura ma non parla altrettanto della Tradizione costitutiva senza negarlo. Nel 1968 si rifà alla Tradizione costitutiva della morale con l'Humanae Vitae provocando la rottura con uno degli amici più intimi, il cardinale Sunens.

Finito il Concilio Carraro si trovò con due insegnanti contrapposti: Fedrizi costitutiva solo la Scrittura alla luce della Dei Verbum, Corrà e Bonetti costitutiva Scrittura e Tradizione dogmatica poiché il Vaticano II non è l'unico Concilio ma uno dei 21.

Carraro mi chiese di chiedere a Mons. Carlo Colombo delle indicazioni. E fu provvidenziale per la presenza a Venegono del prof. Ratzinger col quale ebbi un colloquio di due ore: costitutiva per la fede è la Scrittura ontologicamente, la Tradizione onticamente cioè per la conoscenza. E questa mediazione mi convinse e Carraro mi chiese di fare da segretario di Corrà Direttore. Ma Paolo VI non era d'accordo e nominò Corrà Vescovo di Ferrara. E per la "ratio studiorum cristocentrica", spinto da Paolo VI, volle il momento biblico e il momento dogmatico. Nel 1969, per sostenermi come Direttore, volle offrirmi di portare in aereo da Verona Pisa, da Pisa Roma. I professori alla Congregazione dei Seminari che approvò la ratio studiorum approvata da Paolo VI.

Ma nel 1971 nel Convegno a Roma dai biblisti fu ritenuta costitutiva la Scrittura presente Paolo VI che non intervenne.

Nel 1972 ci fu a Verona il Convegno dei biblisti con la stessa posizione. Speravo che Carraro intervenisse ma, saputo l'atteggiamento di Paolo VI, non intervenne. E io detti le dimissioni.

Io spero che dopo tutti questi anni Scrittura prioritaria e Tradizione ritornino costitutive.

 

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