Pentecoste, Messa della vigilia - Messa del giorno

PENTECOSTE: Messa della vigilia (Gv 7,37-39)
"Sgorgheranno fiumi di acqua viva" – Messa del giorno (Gv 14,15-16.23b-26) "Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa"

Vieni, Spirito Santo, vieni per Maria! Un'invocazione tanto semplice e immediata, ma insieme straordinariamente profonda. Sgorgata prima di tutto dal cuore di Cristo nel Vieni Spirito Santo, l'Amore tra il Padre, l'Amante, e il Figlio, l'Amato. Lo Spirito Santo, infatti, è il dono che Gesù ha chiesto e continuamente chiede al Padre per i suoi amici, per ciascuno di noi soprattutto nella celebrazione odierna; il primo e principale dono che ci ha ottenuto con la sua Risurrezione e Ascensione al Cielo nella meta che è solo amore per i figli nel Figlio del Padre. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: "Se (in un rapporto personale con Me), mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre (Gv 14,15-16). Qui ci viene svelato il cuore umano orante di Gesù, il suo cuore filiale e fraterno con noi. Questa preghiera raggiunge il suo vertice e il suo compimento sulla croce da cui la Risurrezione e Ascensione, dove l'invocazione di Cristo fa un tutt'uno con il dono totale che Egli fa di sé stesso del suo donarsi in pienezza per amore del Padre e dell'umanità chiedendo a noi di amarci con Lui e come Lui ci ama: invocazione, preghiera e donazione dello Spirito s'incontrano, si compenetrano, diventano un'unica realtà. "E Io, l'Amato, pregherà il Padre, l'Amante, ed egli vi darà un altro Paraclito, l'Amore, perché rimanga con voi per sempre". In realtà la preghiera di Gesù – quella dell'Ultima Cena che anticipa nell'Eucarestia quella sulla croce – è una preghiera che permane in Cielo, dove Cristo siede alla destra del Padre. Gesù, infatti, vive sempre il suo sacerdozio d'intercessione a favore del popolo di Dio e dell'umanità e quindi prega per tutti noi, per ciascuno di noi chiedendo al Padre il dono dello Spirito Santo, l'Amore. A Pentecoste lo Spirito Santo, terza Persona dell'unico essere divino, si manifesta come fuoco. La sua fiamma è discesa sui discepoli riuniti fraternamente, si è accesa in essi e ha donato loro il nuovo ardore di Dio nel corpo di Cristo cioè nella Chiesa. Si realizza così ciò che aveva predetto il Signore Gesù: "Sono venuto a gettare fuoco, amore sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!" (Lc 12,49). Gli Apostoli con Maria, insieme ai fedeli delle diverse comunità, hanno portato questa fiamma divina fino agli estremi confini della terra e di qui l'urgenza missionaria, tenendo presente che non è solo per chi non crede ma anche per chi ha fede e non può tralasciare, nelle varie forme, di evangelizzare. Com'è diverso questo fuoco da quello delle guerre e delle bombe, oggi così diffuso! Com'è diverso l'incendio dell'amore di Cristo, propagato dalla Chiesa, rispetto a quelli accesi dai dittatori di ogni epoca, anche del secolo scorso, che lasciano dietro di sé terra bruciata. Il fuoco dell'unico Essere divino tri personale, il fuoco dello Spirito santo, è quello del roveto che divampa senza bruciare (Es 3,2). È una fiamma che arde, ma non distrugge; che, anzi, divampando fa emergere la parte migliore e più vera di ogni uomo, come in una fusione fa emergere la sua forma interiore, la sua vocazione alla verità e all'amore. In una presunta apparizione la Madonna, come il bacio di Gesù per Giuda proprio nel momento del tradimento: "Molti sono quelli che si sono allontanati. Ma gioia e consolazioni mi daranno quando con le vostre preghiere saranno rubati dalle mani del Nemico e condotto dallo Spirito nel Mi Cuore di mamma". Questo oggi il Paraclito della Pentecoste!

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