Santissima Trinità

 

L'odierna domenica della Santissima Trinità, in un certo senso, ricapitola la rivelazione di Dio uni trino avvenuta nei misteri pasquali che attualizziamo sacramentalmente ogni domenica: morte e risurrezione di Cristo, sua ascensione alla destra del Padre ed effusione dello Spirito Santo. La mente e il linguaggio umani sono inadeguati a spiegare la relazione trinitaria dell'unico Dio, il Padre, l'Amante, il Figlio, l'Amato, e lo Spirito Santo, l'Amore, e tuttavia i Padri della Chiesa hanno cercato di illustrare il mistero di Dio Uno e Trino vivendolo come dono apostolico nella propria esistenza con profonda fede. La Trinità divina, infatti, prende dimora in noi nel giorno del Battesimo: "Io ti battezzo – dice il ministro – nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Il nome di Dio uni trino, nel quale siamo stati battezzati divenendo per sempre figli nel Figlio del Padre per opera dello Spirito Santo, noi lo ricordiamo ogni volta che tracciamo su di noi stessi il segno della croce, lo facciamo prima della preghiera, affinché … ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; scopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato …Esso abbraccia tutto l'essere, corpo e anima … e tutto diviene consacrato nel nome del Dio uno e trino.

Nel segno della croce, culmine dell'incarnazione, e nel nome del Dio vivente è, perciò, contenuto l'amore che genera la fede e ispira la preghiera. E come nel Vangelo Gesù promette agli Apostoli che quando "verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità" (Gv 16,13), così avviene nella liturgia domenicale quando i sacerdoti dispensano di settimana in settimana, il pane della Parola e dell'Eucarestia …: Conserva incontaminata questa fede trinitaria che è in me e, fino al mio ultimo respiro, dammi ugualmente questa voce della mia coscienza trinitaria affinché io resti sempre fedele a ciò che ho professato nella mia rigenerazione , quando sono stato battezzato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Invocando la Beata Vergine Maria, prima creatura pienamente inabitata dalla Santissima Trinità, domandiamo la sua protezione per proseguire bene il nostro pellegrinaggio terreno verso la visione beatifica della Trinità.

Questo meraviglioso mistero non è stato rivelato subito. Nell'Antico Testamento non si sapeva dell'esistenza di tre Persone nell'unico Dio. Tuttavia questa rivelazione vi era preparata e la prima lettura di oggi ci manifesta appunto una delle preparazioni della rivelazione della vita intima di Dio.

Nel Vangelo di oggi Gesù parla dello Spirito Santo che dovrà venire, che sarà mandato dal Padre nel suo nome, che sarà mandato da Lui, venendo dal Padre. Gesù lo chiama "Spirito di verità", cioè lo Spirito che rivela tutto il mistero di Dio. Il modo in cui Gesù parla dello Spirito di verità mostra l'unione sostanziale e la distinzione tra le tre Persone divine. Egli dice: "Lo Spirito mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà". C'è tutta la rivelazione della Trinità: vengono menzionati il Padre, Gesù in quanto Figlio del Padre, e lo Spirito, che prende ciò che appartiene al Padre e a Gesù per annunziarlo ai discepoli. Il modo in cui Gesù parla dello Spirito manifesta che è uno Spirito di amore, che non cerca la propria gloria, ma quella di Gesù, l'Amato, e quella del Padre, l'Amante.

Gesù stesso, l'Amato, nel Vangelo si è presentato come colui che non cerca la propria gloria, ma quella del Padre, l'Amante. Egli non pretende mai di avere l'iniziativa, ma sa che tutto in lui – le sue parole, le sue azioni, i suoi miracoli – viene dal Padre. Il Padre dà a Gesù anche i discepoli. Gesù non è venuto per fare la propria volontà, ma l'Amato quella del Padre, l'Amante, nell'Amore, lo Spirito Santo.

Questa abnegazione è l'aspetto negativo dell'amore, è la condizione dell'autenticità di ogni amore. Chi vuol fare la propria volontà e cercare la propria gloria, si chiude all'amore. Invece chi pratica questa abnegazione, non cerca la propria volontà, ma quella di colui che l'ha mandato, vive veramente nell'amore divino. Allo stesso modo, dice Gesù, "lo Spirito di verità non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future". Così possiamo capire che la vita intima, trinitaria di Dio è uno scambio continuo tra le ter Persone distinte, ma unite tra loro. Nel Vangelo la loro unione si manifesta proprio nel modo in cui esse si occupano di noi figli nel Figlio del Padre per opera dello Spirito Santo.

Tutta la vita cristiana è segnata dalla Trinità e nell'Eucarestia preghiamo il Padre di mandare lo Spirito Santo, perché il pane e il vino che offriamo diventino attraverso la transustanziazione il Corpo e il Sangue di Gesù nell'attualizzazione sacrificale della Messa. E lo preghiamo perché ricevendo il Corpo e il Sangue di Gesù, siamo trasformati sempre più dallo Spirito Santo in figli nel Figlio del Padre e introdotti nella vita di amore della Trinità.

Abbiamo il privilegio non solo di conoscerla, ma anche di esserne partecipi. "Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui" attraverso la Regina dell'Amore, della Pace, della Madre del lungo cammino verso la meta: sta a noi vicino! 

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