Pio XII e l'Occidente

Pio XII e l'"Occidente": cresce l'interesse

 

E' passato più di un anno dall'apertura degli archivi sul pontificato di Pio XII, ma non cala l'interesse di studiosi e ricercatori per la preziosa montagna di carte ora a disposizione. Gli anni in cui Papa Pacelli sedette sul trono di Pietro furono ricchi di accadimenti, segnati dal trauma dei fascismi e della Seconda Guerra Mondiale. Avvenimenti che provocarono anche una differente visione del concetto di Occidente, protrattasi nel Dopoguerra.

 

L'interesse accademico per i fondi relativi al pontificato pacelliano e, nello specifico, la volontà di approfondire come cambiò in quel periodo storico l'idea di "Occidente" e il suo rapporto con la Chiesa ed il cattolicesimo ha fatto sì che alcune delle Università cattoliche più prestigiose al mondo avviassero una collaborazione scientifica destinata a durare quattro anni per un progetto di ricerca proprio sul tema "Occidente.

 

Orizzonti e progetti di civiltà nella Chiesa di Pio XII". Ne faranno parte l'Università Cattolica del Sacro Cuore, la Pontificia Università Gregoriana, l'Universidad de Navarra e l'Universidade Católica Portuguesa. Il coordinamento scientifico sarà affidato  ai professori don Roberto Regoli, della Pontificia Università Gregoriana, Paolo Valvo, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Pablo Pérez López, dell'Universidad de Navarra, Paulo Fernando de Oliveira Fontes, della Universidade Católica Portuguesa. Quattro gli ambiti di studio:  la Santa Sede e l'Occidente nell'ordine mondiale postbellico;  civilizzazione, inculturazione, indigenismo. Ai confini dell'Occidente;  Chiesa, cattolici e democrazia: esperienze a confronto; guidare lo sviluppo. I cattolici e la modernizzazione socioeconomica. A più di 60 anni dalla morte dell'ultimo Pontefice romano di nascita, l'apertura degli archivi ha ridato, quindi, slancio all'attualità di questa figura prestigiosa in ambito storiografico.

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