XXVII Domenica

 

"Accresci in noi la fede" (Lc 17,6). È una bella domanda che rivolgono al Signore, è la domanda fondamentale: i discepoli non chiedono doni materiali, non chiedono privilegi, ma chiedono la grazia della fede, che orienti e illumini tutta la vita; chiedono la grazia di riconoscere Dio e di poter stare in relazione intima con Lui, ricevendo da Lui tutti i suoi doni, anche quelli del coraggio, dell'amore e della speranza.

La fede – fidarci della presenza di Cristo, accoglierlo, lasciare che ci trasformi, seguirlo fino in fondo – rende possibili le cose umanamente impossibili, in ogni realtà. Gesù ci invita ad essere umili e porta l'esempio di un servo che ha lavorato nei campi. Quando torna a casa, il padrone gli chiede ancora di lavorare. Secondo la mentalità del tempo di Gesù, il padrone aveva tutto il diritto di farlo. Il servo doveva al padrone una disponibilità completa; e il padrone non si riteneva obbligato verso di lui perché aveva eseguito gli ordini ricevuti. Gesù ci fa prendere coscienza che, di fronte a Dio, ci troviamo in una situazione simile: siamo servi di Dio; non siamo creditori nei suoi confronti, ma siamo sempre debitori, perché dobbiamo a Lui tutto, perché tutto è suo dono. Accettare di fare la sua volontà è l'atteggiamento da avere ogni giorno, in ogni momento della nostra vita. Davanti a Dio non dobbiamo mai presentarci come chi crede di aver reso un servizio e di meritare una grande ricompensa. Questa è una illusione che può nascere in tutti, anche nelle persone che lavorano molto al servizio del Signore, nella Chiesa. Dobbiamo, invece, essere consapevoli che, in realtà, non facciamo mai abbastanza per Dio. Dobbiamo dire, come ci suggerisce Gesù: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare" (Lc 17,10). Questo è un atteggiamento di umiltà che ci mette veramente al nostro posto e permette al Signore di essere generoso con noi. Infatti, in un altro brano del Vangelo egli ci promette che "si cingerà le sue vesti, ci farà mettere a tavola e passerà a servirci" (Lc 12,37). Se faremo ogni giorno con fede la volontà di Dio, con umiltà, senza pretendere nulla da Lui, sarà Gesù stesso a servirci, ad aiutarci, ad incoraggiarci, a donarci forza e serenità. È il Figlio stesso di Dio che ha assunto di fronte ai discepoli l'atteggiamento di servo, lavando loro i piedi (Gv 13,3-17). Così ha manifestato ai discepoli la generosità divina. Questa generosità non si può manifestare a noi, se siamo superbi, se pretendiamo. Dobbiamo invece essere umili, come Gesù stesso è stato "mite e umile di cuore" (°Mt 11,29).

Allora saremo sulla strada giusta di fede. Saremo in compagnia di Maria, che ha detto: "Il Signore ha guardato all'umiltà della sua serva" (Lc 1,48). Saremo sulla via del progresso spirituale, per il nostro bene e per il bene di tante altre persone.

Accogliamo oggi questi insegnamenti che ci vengono dalla parola di Dio. Viviamo nella fede e nell'umiltà. Queste due virtù vanno bene insieme e si rafforzano a vicenda.

 

 

 

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