VI domenica dopo Pasqua

VI domenica dopo Pasqua (Gv 14,15-21) “Pregherò il Padre e vi darà un altro Paraclito”

      In queste parole Gesù rivela il profondo legame che esiste tra la fede e la professione della Verità divina, tra la fede e la dedizione a Gesù Cristo nell’amore, tra la fede e la pratica della vita ispirata ai comandamenti.

     Tutte e tre le dimensioni della fede sono frutto dell’azione dello Spirito Santo. Tale azione si manifesta come forza interiore che armonizza i cuori dei discepoli col Cuore di Cristo e rende capaci di amare i fratelli come Lui li ha amati.

      Così la fede è un dono, ma nello stesso tempo è un compito.” Egli vi darà un altro Consolatore – lo Spirito di Verità”. L fede, come conoscenza e professione della verità su Dio e sull’uomo, “dipende dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo”, dice san Paolo (Rm 10,17).

   Lungo la storia della Chiesa gli Apostoli hanno predicato la parola di Cristo presente preoccupandosi di consegnarla intatta ai loro successori, i quali a loro volta l’hanno trasmessa alle successive generazioni, fino ai nostri giorni.

   Tanti predicatori del Vangelo hanno dato la loro vita proprio a causa della fedeltà alla verità della parola di Cristo. E così, dalla premura per la verità è nata la Tradizione della Chiesa.

   Come nei secoli passati così anche oggi ci sono persone o ambienti che, trascurando questa Tradizione di secoli, vorrebbero falsificare la parola di Cristo e togliere dal Vangelo le verità, secondo loro, troppo scomode per l’uomo moderno.

  Si cerca di creare l’impressione che tutto sia relativo: anche le verità della fede dipenderebbero dalla situazione storica e dalla valutazione umana. Però la Chiesa con il Papa, sono responsabili per la verità del Vangelo, ed anche tutti i cristiani sono chiamati a condividere questa responsabilità accettandone le indicazioni autorevoli.

   Ogni cristiano è tenuto a confrontare continuamente le proprie convinzioni con i dettami del Vangelo e della Tradizione della Chiesa nell’impegno di rimanere fedele alla parola di Cristo, anche quando essa è esigente e umanamente difficile da comprendere.

   Non dobbiamo cadere nella tentazione del relativismo o dell’interpretazione soggettivistica e selettiva delle Scare Scritture. Solo la verità integra ci può aprire all’adesione a Cristo morto e risorto, sacramentalmente presente per la nostra salvezza con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

   

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