Sabato dopo il Sacro Cuore CUORE IMMACOLATO DELLA bEATA VERGINE MARIA

Sabato dopo il Sacro Cuore

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

(Lc 2,41-51) “Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”

   Maria deve rinnovare la fede profonda con cui ha detto “sì” all’Annunciazione; deve accettare che la precedenza l’abbia il Padre vero e proprio di Gesù; deve lasciare libero quel Figlio che ha generato perché segua la sua missione.

   E’ il “sì” di Maria alla volontà di Dio, uno trino, nell’obbedienza della fede, si ripete lungo tutta la sua vita, fino al momento più difficile, quello della Croce.

   Davanti a tutto ciò, possiamo chiederci: come ha potuto vivere Maria questo cammino accanto al Figlio con una fede così salda, anche nelle oscurità, senza perdere la piena fiducia nell’azione di Dio uno trino?

   C’è un atteggiamento di fondo che Maria assume di fronte a ciò che avviene nella sua vita. Nell’Annunciazione Ella rimane turbata ascoltando le parole dell’angelo – è il timore che l’uomo prova quando viene toccato dalla vicinanza di Dio uno trino -,  ma non è l’atteggiamento di chi ha paura dinnanzi a ciò che Dio può chiedere. Maria riflette, si interroga sul significato di tale saluto (Lc 1,29).

   Il termine greco usato nel Vangelo per definire questo “riflettere”, “dielogizeto”, richiama la radice della parola “dialogo”.

   Questo significa che Maria entra in intimo dialogo con la Parola di Dio che le è stata annunciata, non la considera superficialmente, ma si sofferma, la lascia penetrare nella sua mente e nel suo cuore per comprendere ciò che il Signore vuole da lei, il senso dell’annuncio [ … ]

   Ella “teneva insieme”, “poneva insieme” nel suo cuore tutti gli avvenimenti che le stavano accadendo; collocava ogni singolo elemento, ogni parola, ogni fatto all’interno del tutto e lo confrontava, lo conservava, riconoscendo che tutto proviene dalla volontà di Dio uno trino.

   Maria non si ferma ad una prima comprensione superficiale di ciò che avviene nella sua vita, ma sa guardare in profondità, si lascia interpellare dagli eventi, li elabora, li discerne, e acquista quella comprensione che solo la fede può garantire.

   E’ l’umiltà profonda della fede obbediente di Maria, che accoglie in sé anche ciò che non comprende dell’agire di Dio, lasciando che sia Dio ad aprirle la mente e il cuore. “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delal parola del Signore” Lc 1,45), esclama la parente Elisabetta. E’ proprio per la sua fede che tutte le generazioni la chiameranno beata.

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