DOMENICA DI PASQUA
Nella risurrezione del Signore
Veglia pasquale nella notte santa (Mt 28, 1-10) "E' risorto e vi precede in Galilea"
Nella Chiesa nascente è successo qualcosa di inaudito: al posto del sabato, come settimo giorno ebraico, subentra il primo degli otto giorni del Risorto, la domenica, costitutivo per il credente cattolico.
Come giorno del raccogliersi fraterno settimanale dell'assemblea liturgica parrocchiale, esso è il giorno dell'incontro con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo mediante il continuo farsi presente sacramentale del crocefisso risorto, il quale nel primo giorno, la domenica, ha incontrato i suoi come Risorto dopo che essi avevano trovato vuoto il sepolcro.
La struttura della settimana cristiana è ora capovolta. Essa non è più diretta verso il settimo giorno, per partecipare in esso al riposo di Dio, ma il primo degli otto giorni, come giorno dell'incontro settimanale con il Risorto.
Questo incontro avviene sempre nella celebrazione settimanale dell'Eucaristia, in cui il Signore entra di nuovo tra i suoi e si dona loro, si lascia, per così dire, toccare e ricevere da loro sacramentalmente, si mette a tavola con loro: disattendere questo incontro fraterno settimanale è peccato mortale.
Questo cambiamento storico è un fatto straordinario, se si considera il sabato, il settimo giorno dell'incontro con Dio, profondamento radicato nell'Antico Testamento.
Se teniamo presente quanto il corso del lavoro verso il giorno del riposo corrisponda anche ad un alogica naturale, la drammatica di tale svolta diventa ancora più evidente.
Questo processo rivoluzionario, che si era verificato all'inizio della Chiesa, è spiegabile soltanto dal fatto che in tal giorno era successo qualcosa di inaudito. Il primo giorno dopo la morte del Crocefisso. Era il giorno in cui Egli si era mostrato vivo ai suoi come il Risorto, primizia della risurrezione di tutti gli uomini.
Questo incontro, infatti, aveva in sé qualcosa di sconvolgente, l'inizio dell'unica fiducia e speranza. Il mondo era cambiato. Colui che crocifisso era morto e sepolto viveva una vita nuova, che non è più minacciata da alcuna morte. Si era inaugurata una nuova forma di speranza e amore per tutti, una nuova dimensione della creazione.
Il primo giorno, secondo il racconto della Genesi, è il giorno in cui prende inizio la creazione naturale. Ora esso era diventato in un modo nuovo il giorno della nuova creazione senza peccato.
Noi celebriamo il Credo in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, Creatore del cielo e della terra. E celebriamo il Dio trinitario che si è fatto uomo, è morto, è stato sepolto ed è risorto.
Celebriamo al vittoria definitiva del Creatore e della sua creazione. Celebriamo questo giorno come origine e, al tempo stesso, come unica meta della vita terrena.
Celebriamo il primo degli otto giorni, perché sappiamo ed esperimentiamo che la linea oscura che attraversa la creazione con il libero arbitrio per amare non rimane per sempre. Lo celebriamo, perché sappiamo che ora vale definitivamente ciò che è detto alla fine del racconto della creazione: "Dio Padre, Figlio e Spirito Santo vide quanto aveva fatto, ed era cosa molto buona" (Gn 1,31).
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