Invito alla lettura Adolf Tanquerey Compendio di Teologia Ascetico e Mistica

Questa ristampa nel 2020 di un manuale di spiritualità del 1923 non è cosa sorpassata e inutile perché tanti sacerdoti anziani si sono formati ed è sommamente attuale non solo alla conoscenza teologica ascetico/mistica, ma anche alla pratica religiosa di tutti i cristiani, che vogliono avanzare seriamente nella loro vita spirituale anche aderendo al carisma di apaprizioni  e non alla cieca, fondandosi sul Dogma cioè sulle verità di fede che sono perenni nella pietà e non sul sentimentalismo neo-modernista

Pubblicato il 24 settembre 2020 

L'editore Effedieffe ha ristampato il Compendio di Teologia Ascetica e Mistica (900 pagine, 30 euro) del famoso teologo sulpiziano don Adolphe-Alfred Tanquerey, nato a Blainville in Normandia il 1° maggio del 1854 e morto ad Aix-en-Provence il 21 febbraio 1932.

Don Adolfo Tanquerey fu ordinato sacerdote nel 1878 e insegnò teologia dogmatica e morale prima a Rodez (nella regione dei Pirenei francesi), poi a Baltimora (negli Usa) e infine a Parigi presso lo studentato del seminario San Sulpizio sito a fianco della chiesa parrocchiale di San Sulpizio. Da questi suoi corsi, svoltisi durante il decennio che va dal 1880 al 1890 circa, nacquero i suoi due manuali di teologia dogmatica e morale (Synopsis Theologiae Dogmaticae, 3 voll., Parigi/Roma, Desclée, 1894-1896; Synopsis Theologiae Moralis, 3 voll., Parigi/Roma, Desclée, 1902-1904), sui quali si son formati molti seminaristi, sacerdoti e religiosi durante la prima parte del Novecento sino al Concilio Vaticano II (1962/1965). Dal 1915 al 1926, don Adolfo, fu Maestro dei Novizi sulpiziani a Issy-sur-Seine e iniziò a studiare con tanto ardore la teologia spirituale per poterla insegnare nel miglior modo possibile da arrivare infine, dopo circa quindici anni, a scrivere quello che è considerato essere il suo capolavoro: il Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, che lo ha reso celebre in tutto il mondo e sul quale si son formati (senza paura di esagerare) tutti i seminaristi, i novizi degli Ordini religiosi, i sacerdoti e i direttori spirituali dal 1923 sino alla vigilia del Concilio Vaticano II (ancor di più che sui suoi manuali di teologia dogmatica e morale). Questo compendio, ora riproposto al pubblico italiano dall'Editore Effedieffe, venne pubblicato nella sua versione originaria in lingua francese nel 1923 (dall'Editrice Desclée) e in cinque anni (1923-1927) conobbe ben cinque edizioni; finalmente nel 1928 venne tradotto e pubblicato, sempre dalla Desclée, in italiano e in altre sei lingue, che ben presto divennero addirittura dieci. L'edizione italiana del 1928 conobbe altre ristampe sino al 1954. Ecco finalmente dopo circa sessantacinque anni un'altra riedizione che ho il piacere di presentare al pubblico italiano.


Questo libro, pur essendo un compendio, ossia un sunto di teologia spirituale, è stato redatto dall'Autore con tale e tanto rigore teologico, che può essere utilizzato non solo come un avviamento agli studi più approfonditi di ascetica e mistica, ma pure come un vero e proprio trattato di teologia spirituale, che apre gli orizzonti all'approfondimento di una materia così profonda, vasta e bella quale è la spiritualità, la quale specialmente oggi – in un periodo di sbandamenti dogmatici, morali, liturgici e spirituali come quello che stiamo vivendo – risulta molto utile a tutti coloro che nella loro vita interiore vogliono evitare le insidie tese loro dal modernismo, dal falso misticismo (sia rigorista che lassista) e dall'«apparizionismo» carismatico – che hanno invaso oramai ogni ambiente ecclesiale – alle povere anime disorientate e senza pastore. Perciò la ristampa, nel 2020, di un manuale di spiritualità del 1923 non è cosa sorpassata e inutile, ma è sommamente attuale e profittevole non solo alla conoscenza teologica ascetico/mistica, ma anche alla pratica religiosa di tutti i cristiani, che vogliono avanzare seriamente nella loro vita spirituale e non alla cieca, fondandosi sul Dogma generatore della pietà e non sul sentimentalismo o sull'«apparizionismo».


Il compendio del Tanquerey pur non essendo, per sua natura, un trattato completo né un manuale in senso stretto è, tuttavia, un libro corposo che conta ben 950 pagine; esso presenta sia la precisione del manuale che la concretezza del sunto, senza cadere nell'aridità del secondo e nell'astrattezza del primo, ma mantiene la scientificità e l'unzione spirituale dei due.


Don Adolfo Tanquerey partiva dal principio secondo cui il Dogma (e non il sentimentalismo) deve essere il fondamento e il motore della nostra vita spirituale, evitando così lo scoglio del modernismo/ascetico detto anche americanismo emozionalistico, condannato da Leone XIII nella Lettera al cardinale Gibbons Testem benevolentiae del 1899. Quindi il suo compendio di ascetica e mistica si fonda sulla teologia dogmatica, che il Nostro aveva già esposto magistralmente nella sua voluminosa Synopsis Theologiae Dogmaticae, in 3 grandi volumi, del 1894-1896. Esso è, dunque, un libro teoretico/dottrinale, ma al tempo stesso è anche un libro di pratica spirituale, che a partire da una fede illuminata dalla teologia ci sprona allo sforzo energico della volontà sorretta dalla grazia verso l'amor di Dio, ossia alla conoscenza amorosa delle realtà divine, aiutandoci a trarre delle conclusioni di pratica spirituale/religiosa a partire dal dato rivelato, ossia dal Dogma. In breve ci aiuta sommamente ad arrivare alla conoscenza amorosa di Dio e, dunque, a praticare la contemplazione, che è definita dai santi "uno sguardo amoroso verso Dio e le cose divine", alla quale la nostra vita di meditazione (iniziata nella prima via della vita interiore, detta degli incipienti) deve portarci al termine della terza via (detta mistica, unitiva o dei "perfetti"). Da ciò si arguisce la somma utilità pratica e il grande valore speculativo/dottrinale di questo compendio riguardo alla nostra vita spirituale dalla quale dipende la nostra eternità o sempre felice o sempre infelice. Infatti esso, partendo dalla teologia dogmatica come dalla sua base, sprona il lettore allo sviluppo della pietà, della pratica spirituale e delle Virtù cristiane.


Questo compendio fu scritto, dal Tanquerey, principalmente per i seminaristi e i novizi onde aiutarli ad entrare nella vita religiosa forniti di tutte le debite conoscenze dei retti princìpi di teologia dogmatica ("Sine fide est impossibile placere Deo", San Paolo, Ebr., XI, 6) per poter amare ("Fides sine operibus mortua est", San Giacomo, Ep. Giac., II, 26) e servire meglio il Signore: "Nihil volitum nisi praecognitum". Inoltre i sacerdoti e i religiosi possono e debbono continuare a consultarlo, durante tutto il corso della loro vita, per risolvere i problemi inerenti alla vita interiore propria, dei fedeli e delle anime che dirigono spiritualmente. Infine anche i pii laici, che si danno seriamente alla pratica della vita spirituale, possono approfittare dello studio di questo libro per avanzare sicuramente nella via del Signore, "in qua non progredi, regredi est".


Il Tanquery nell'esporre i princìpi della teologia spirituale e le conclusioni pratiche cui essa deve far giungere i lettori si è fermato volontariamente alla dottrina certa e comunemente insegnata, non ha voluto entrare nelle questioni ancora controverse e dibattute nelle diverse scuole spirituali.


L'Autore principale su cui, nella sua opera, don Adolfo si fonda sostanzialmente è San Tommaso d'Aquino, il "Dottore Comune" o Ufficiale della Chiesa anche per la teologia spirituale (cfr. Pio XI, Enciclica Studiorum Ducem, 29 giugno 1923: "Se qualcuno vuol conoscere a fondo i punti fondamentali della teologia ascetica e mistica, è necessario che si rivolga, anzitutto, all'Angelico Dottore, il Duce degli Studi"); arricchito abbondantemente dalle descrizioni della vita mistica insegnateci dai due Dottori mistici per eccellenza: San Giovanni della Croce e da Santa Teresa d'Avila.


Conclusione


Prego infine il Signore affinché – quest'aureo libro possa tornare (dopo la sua ultima ristampa del 1954) a illuminare – in una materia talmente necessaria come quella della teologia ascetica e mistica, che presiede alla salvezza dell'anima – l'intelligenza dell'uomo contemporaneo, talmente avvolto dalle tenebre dell'errore e del peccato, e a riscaldare la sua volontà nell'amore di Dio, di modo da poterlo aiutare a "conoscere, amare e servire Dio e mediante questo salvare la sua anima". Buono studio e messa in pratica di esso e tutti i lettori!


Don Adolfo Tanquerey non è soltanto un grande teologo, ma anche un vero maestro di vita spirituale. Il suo manuale dovrebbe diventare un libro da consultare spesso per aiutarci a risolvere i problemi di natura spirituale che possono presentarsi alla nostra porta o a quella di coloro che avviciniamo. Il suo studio possa diventare una bussola che ci aiuterà a prendere la retta strada che conduce al Paradiso.


d. Curzio Nitoglia


Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista a Don Gino Oliosi

Prete da sessanta anni!

Intervista a Padre Flavio Uboldi, teologo cappuccino, per il 103 anniversario dell'inizio delle apparizioni di Fatima