Un vescovo smericano contro i non life

Se l'aborto non finirà non sarà solo colpa di chi lo appoggia ma di quanti, pur non approvandolo, non vi si opporranno più

Benedetta Frigerio in "La Nuova Bussola" 27 Gennaio 2021


Biden chiama "estremisti" coloro che hanno combattuto contro l'aborto e promette che la sentenza Roe vs. Wade diventerà legge. La speaker della camera Pelosi si dice addolorata per i cattolici pro life che hanno votato Trump minando la democrazia. Il vescovo della sua diocesi, Salvatore Cordileone, la corregge e la invita a chiedere scusa, dimostrando coraggio in un momento in cui gli elettori dell'ex presidente rischiano l'isolamento sociale.



E' così che il governo "dell'unità e della pace" ha cominciato il suo mandato, promettendo che la sentenza che legalizzò nel 1973 l'aborto, la Roe v. Wade, si trasformi in legge in modo che gli Stati (molti hanno limitato l'aborto a tal punto da non renderlo praticabile) non possano più decidere in merito alla vita del nascituro a prescindere dal governo federale.


Ma non è tutto, perché il 22 gennaio 2021, giorno del 48° anniversario della sentenza, che Trump ha scelto invece per celebrare la vita nascente spiegando che solo "quando ogni persona sarà trattata come un figlio amato di Dio, le persone potranno raggiungere il loro pieno potenziale, le comunità potranno fiorire e l'America essere un luogo di speranza e libertà" , Biden e Harris hanno fatto un discorso altamente divisivo. Biden ha sostenuto che "negli ultimi quattro anni, la salute riproduttiva, compreso il diritto di scelta (della donna, ndr), è stata attaccata implacabilmente e in modo estremista". Ergo, tutti coloro che si sono battuti contro l'omicidio dei bambini in grembo, che in Usa ha già mietuto circa 65 milioni di vittime, sono degli estremisti. Ovviamente capitanati da Trump.


A ribadire il concetto si è messa anche la speaker della Camera, Nancy Pelosi, che nel podcast "You and Me Both with Hillary Clinton" della sua alleata Hillary Clinton, si è detta addolorata per il fatto che i cattolici abbiano votato Trump. "Mi causa grande dolore come cattolica", soprattutto perché "penso che Donald Trump sia stato eletto Presidente a causa della questione del diritto di scelta della donna". Insomma, il dolore della Pelosi verrebbe dal fatto che decine di milioni di americani avrebbero votato Trump perché pro life. In sintesi, la deputata abortista, che si dice cattolica pur essendo contraria a quanto insegna la Chiesa, parla addirittura di sofferenza per quei cattolici che la Chiesa invece la seguono.


Ma quel che è grave non è solo l'ego smisurato della speaker che pontifica contro la morale cattolica ma anche il fatto che abbia accusato gli elettori di Trump di aver tradito la democrazia: secondo lei, infatti, questi elettori, votandolo "erano disposti a tradire l'intera democrazia per quella sola questione". Sottointendendo così che gli elettori di Trump sono dei sovversivi. Non importa se avevano il diritto di votarlo e se la democrazia prevede che quanto ha fatto l'ex presidente repubblicano contro l'aborto fosse previsto dal processo costituzionale, perché ggi, essere contro i dogmi progressisti e a favore delle politiche di Trump equivale ad essere considerati pericolosi, se non terroristi, come gli stessi democratici continuano a definire gli elettori del presidente uscente.


E' probabile che la paura di esposri contro queste tesi, data la violenza con cui si sta mettendo a tacere ogni opinione legittimanente espressa sulle elezioni e sui candidati, porterà molti a tacere per non rischiare l'isolamento sociale. Ma c'è chi, come l'arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, ha avuto il coraggio di rispondere non genericamente, parlando di necessità di porre fine all'aborto, ma direttamente alla Pelosi, pecora smarrita del gregge della sua diocesi.


Cordileone, con un comunicato diocesano ha ricordato alla deputata che ad essere contro la Chiesa è lei perché parlare dell'aborto come "un diritto umano fondamentale" contraddice ciò che "l'insegnamento cattolico ha costantemente difeso per 2000 anni. I cristiani hanno sempre compreso, che il comandamento di 'non uccidere' si applica a tutta la vita, inclusa la vita nel grembo materno. Intorno alla fine del I secolo la Lettera di Barnaba afferma: "Non uccidere il bambino procurando l'aborto; né, ancora, lo distruggerai dopo che è nato ". Milleottocentosessantacinque anni dopo, il Concilio Vaticano II diceva: "La vita deve essere protetta con la massima cura dal momento del concepimento: aborto e infanticidio sono crimini abominevoli" (Gaudium et spes, n. 51)". Inoltre, "nessun cattolico con una retta coscienza può favorire l'aborto", mentre il "diritto di scelta" (della donna, ndr)", serve "ad alimentare un intero settore che trae profitto da uno dei mali più atroci. La nostra terra è intrisa di sangue degli innocenti, tutto questo deve finire".


Oltre alla questione morale, il vescovo ha voluto ricordare a Pelosi anche la gravità dell'atto di accusare quanti hanno espresso il proprio voto a partire dal tema della vita di "tradire la democrazia. Questo non è il linguaggio dell'unità e della guarigione". Perciò, la speacker "deve a questi elettori delle scuse". Di più, Cordileone ha incoraggiato quanti oggi si sentono minacciati dal discorsi come quello di Pelosi, Biden e Harris ha non tacere: "Come cattolici, continueremo a parlare a nome di coloro che non hanno voce...e a raggiungere, confortare e sostenere coloro portano le cicatrici dell'aborto. Lo faremo, finché la nostra terra non sarà finalmente liberata da questo spregevole male".


Il vescovo ha quindi ripreso l'appello di fine mandato di Trump, in cui "chiedo a ogni cittadino di questa grande Nazione di ascoltare il suono del silenzio causato da una generazione persa e poi di alzare la voce per tutti coloro che sono stati colpiti dall'aborto". E lo ha fatto con parole che, in un momento storico in cui è sufficente usare un vocabolo non contenuto nel dizionario progressista per essere perseguitati, hanno un peso enorme per i fedeli che necessitano, mai come ora, l'esempio dei propri pastori per continuare a combattere contro l'aborto. Che non è un male fra tanti, ma un tarlo all'origine di ogni guerra sociale, come diceva Madre Tersa di Calcutta.


Se l'aborto non finirà non sarà solo colpa di chi lo appoggia ma di quanti, pur non approvandolo, non vi si opporranno più.

Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista a Don Gino Oliosi

Intervista a Padre Flavio Uboldi, teologo cappuccino, per il 103 anniversario dell'inizio delle apparizioni di Fatima

L'atto di dolore perfetto nel tempo della pandemia