Santa Maria Domenica neai ricordi di Suor Pura

 

Come parroco di Torri Suor Pura mi raccomandò di ricevere don Luigi, parroco di san Zeno ammalato, alla Casa del Padre. E fu una delle occasioni in cui mi permisi di chiedere la storia della sua vocazione che cerco di ricordare con tutti i limiti della memoria della mia età.

Nata a Selva di Progno (VR) il 5 novembre 1914, Carmela (Suor Pura) visse serenamente nella famiglia di origine, accanto ai genitori, Benedetto e Oliva Pagani, ed agli otto fratelli. La fede e l'amore per il Signore erano molto radicati nella famiglia Pagani, dalla quale già alcuni parenti erano usciti scegliendo la vita religiosa. Carmela era una giovane bellissima con più corteggiatori si presentò all'Istituto Piccole Suore della Sacra Famiglia (Castelletto di Brenzone VR) il primo agosto del 1932, spinta da una vocazione ferma e ispirata e verrà ammessa al noviziato da madre Maria Domenica l'11 febbraio del 1933 (un anno prima della morte). Professò i primi voti il 19 marzo 1935 e pronunziò la professione perpetua il 12 gennaio 1941. Ma Suor Pura proprio dopo l'entrata del 1 agosto del 1932 esperimentò la comprensione della libera scelta dal dono di una lunga conversazione con Madre Maria Domenica davanti alla Madonna di Lourdes. Vorrei raccontare alcuni elementi di quel colloquio raccontatomi da Suor Pura che ha avuto come Padre Spirituale anche padre Cappello nel 1960 e quindi il ricordo è certamente arricchito.

Ti poni – madre Maria Domenica - il problema della libertà della scelta tra tanti corteggiatori e la possibilità verginale di amare. Guarda Maria che permise a Dio di coinvolgerla a 15 anni in una maternità verginale divina nella sua povertà, nella sua piccolezza, nella sua umiltà. È lei la testimone dell'Annunciazione che ha raccontato il fatto all'evangelista Luca. E noi ascoltando il racconto come Parola di Dio cioè Dio che mi parla possiamo immaginare la voce di Maria che, con delicatezza, ci sussurra all'orecchio, al tuo orecchio la sua storia perché diventi la tua storia come piccola suora della Sacra Famiglia. Con l'annuncio dell'angelo avviene una nuova creazione, cioè sta iniziando la salvezza. Come per Maria così per noi, per te, la fede è la più grande ricchezza perché permette alla tua libertà di costruire sulla roccia e non sulla sabbia dei corteggiatori. E tale libertà genera la gioia in te, la stessa che Maria manifesta anche nella visita a Santa Elisabetta e deriva dalla consapevolezza che Dio ha posato lo sguardo sulla tua piccolezza, sulla tua umiltà. Maria capisce che la Passione e la Morte di Gesù sono un atto di amore da cui la Risurrezione, l'Ascensione: sono la risposta di Dio alla cattiveria umana, sono la riscossa di Dio, che aggredisce l'odio con la forza dell'Amore e del Perdono (qui certamente c'è anche la riflessione di padre Cappello sulla Regola delle Piccole Suore della Sacra Famiglia): l'Amore è la forza di Dio ed è sempre la forza vincente! Maria ci crede e resta in piedi accanto alla Croce del Figlio: resta con la fede; la fede che le dà la certezza che Gesù Crocefisso non è uno sconfitto, ma è il vincitore del male ed è la mano tesa verso l'uomo per tirarlo fuori dal male e dalla cattiveria. Qui nel racconto di Suor Pura c'è la sua esperienza e nel mio ricordo la mia. La libertà di Maria è dunque la libertà – osserva il cardinale Angelo Comastri – di una fede umile che riconosce la bontà di Dio e perciò si abbandona fiduciosa al Padre in ogni circostanza lieta o dolorosa che sia, così tu Carmela (Suor Pura) scegli la vita di Piccola Suora della Sacra Famiglia e pur tra tribolazioni avrai momenti di gioia che anticipano la felicità eterna. Sai che ora è? È ora di fare il bene. 

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