VI Domenica di Pasqua

 

Questo è la Chiesa per ricordare tutto ciò che Cristo ci ha detto in questo anno liturgico: noi illuminati dallo Spirito, la comunità parrocchiale, il Popolo di Dio, con i suoi Pastori chiamati a guidarne il cammino; insieme con lo Spirito Santo, l'Amore, Spirito del Padre mandato nel nome del Figlio Gesù, Spirito di Colui che è "più grande" di tutti perché l'Amore e che ci è dato mediante Cristo, fattosi "piccolo", particola eucaristica per noi: oh, con quale attenzione alla particola nel momento della Comunione!

Spirito Santo che celebreremo, nella Pentecoste, domenica 5 giugno come Difensore e Consolatore. Egli ci fa vivere della presenza di Dio, nell'ascolto della sua Parola e nella celebrazione dei Sacramenti, l'Eucaristia di ogni domenica, liberi dal turbamento per tutte le difficoltà e dal timore, con nel cuore la pace che Gesù ci ha lasciato con la risurrezione che sola dà senso alla vita e che il mondo non credente in Lui non può dare (Gv 14,26-27): senza la meta della risurrezione ascensione non ha senso l'umanesimo illuminista, ateo! Lo Spirito accompagna noi, la Chiesa nel lungo cammino che si distende tra la prima e la seconda venuta di Cristo, l'Amato: con l'Ascensione che celebreremo domenica prossima "Vado e tornerò a voi" (Gv 14,28), disse Gesù agli Apostoli. Tra l'"andare" e il "ritorno" di Cristo c'è il tempo della Chiesa, che è il suo Corpo; ci sono i duemila anni finora trascorsi. Tempo di noi Chiesa, tempo dello Spirito, l'Amore: è Lui il Maestro che forma noi discepoli: ci fa innamorare sempre più di Gesù; ci educa all'ascolto della sua Parola che ci illumina interiormente e nel sacramento si dona risorto contemplando il suo Volto; ci conforma alla sua Umanità beata, povera in spirito, afflitta, mite, affamata di giustizia, misericordiosa, pura di cuore, operatrice di pace, perseguitata per la giustizia (Mt 5,3-10). Così, grazie all'azione dello Spirito Santo, Gesù diventa la "via" sulla quale il discepolo cammina. "Se un mi ama ricorda la sua parola ascoltata fin dall'Avvento", dice Gesù. "La parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre, l'Amante, che mi ha mandato" (Gv 14,23-24). Come Gesù, svuotando sé stesso, trasmette le parole del Padre, così lo Spirito ricorda a noi Chiesa le parole di Cristo (14,26). E come l'amore per il Padre portava Gesù a cibarsi della sua volontà, così il nostro amore per Gesù si dimostra nell'obbedienza alle sue parole che la Chiesa ci offre. La fedeltà di Gesù alla volontà del Padre può comunicarsi ai discepoli grazie allo Spirito Santo, che riversa l'amore di Dio nei loro cuori (Rm 5,5). Il Nuovo Testamento cioè la Nuova Storia di Amore ci presenta Cristo come missionario del Padre, l'Amante. Siamo invitati, nella Messa, a fissare lo sguardo su di Lui nel Padre nostro, perché la missione della Chiesa sussiste solo in quanto prolungamento di quella di Cristo: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20,21). E l'evangelista mette in risalto che questo passaggio di consegne avviene nello Spirito Santo: "Alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20,22). La missione di Cristo si è compiuta nell'amore. Egli ha acceso nel mondo il fuoco della carità di Dio nelle famiglie, nella società (Lc 12,49). È lo Spirito Santo, l'Amore che dà la vita: per questo la Chiesa è inviata a diffondere nel mondo la carità di Cristo, perché gli uomini e i popoli "abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10). La Chiesa si sente discepola e missionaria di questo Amore: missionaria solo in quanto discepola, cioè capace di lasciarsi sempre attrarre con rinnovato stupore da Dio uni trino, che ci ha amati e ci ama per primo (1 Gv 4,10). La Chiesa non costringe, non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per "attrazione": come Cristo "attira tutti a sé" con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore. Poter arrivare con Paolo a dire: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me". Che la Regina della pace, la Regina dell'Amore, la Madre del lungo cammino ci sia vicina.

 

 

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